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giovedì, ottobre 04, 2007

Rita Borsellino, boooohh!!!

C'era una volta il giuramento di sangue, rito che segnava l'accettazione indissolubile del legame mafioso. E' arrivato poi il bacio in bocca, altro ributtante rituale mafioso nel quale pare venne coinvolto anche un noto politico italiano. Si è poi scesi a più miti consigli, con la bibbia usata come chiave di un codice cifrato.

Insomma, di minchiate ce ne hanno dette tante. Così ridicole che, a parte qualche ingenuo, solo chi ci voleva già credere poteva prestarvi orecchio.

Ma l'ultima di queste minchiate è così insulsa da risultare comica. Ora si è arrivati allo “scambio delle fedi” tra due boss mafiosi, uno della Sicilia occidentale ed uno della Sicilia orientale. Tutta l'isola coinvolta! Che paura! Santapaola e Bagarella uniti da questo rito ancestrale. I mostri che stanno di nuovo per invadere la terra.... sembra quasi di veder già volare il Grande Mazinga sopra la cupola del duomo di Catania, pronto a combattere questa nuova minaccia.

Ecco: così Prodi avrà ripetutamente sognato se stesso in questi ultimi mesi. Il mondo intero (insieme a qualche ascaro siciliano) che lo invoca a protezione dalla minaccia interplanetaria (la Sicilia) e lui che indossati i panni del grande guerriero a cartone animato arriva sotto l'Etna (tanto per ambientazione, uno scenario simile a quello della madre patria del famoso robot) a difendere i suoi sudditi.

E giù con le analisi psico-sociologiche di quart'ordine per spiegare l'arcano gesto. Giù con le dettagliatissime ricostruzioni dei nuovi accordi che coinvolgerebbero le diverse cosche (ma se sapete già tutto, che ci aspettate? Prendeteli così la facciamo finita con questi quattro mafiosetti...). Giù con gli articoli in prima pagina su tutti i giornali siciliani che guarda caso appartengono tutti ad una sola persona.

Ad esempio, da La Sicilia del 31 agosto 2007 ci ammonisce la colonna portante del giornalismo siciliano, il grande Tony Zermo che sentenzia che

“(quelli che pagano il pizzo) diventano complici morali degli attentati (contro chi non lo paga)”

ripristinando l'assioma secondo cui l'unico siciliano buono è quello morto, ucciso dalla criminalità. Se è ancora vivo, è mafioso. (Ma chi cala la testa e scrive gli articoli sotto dettatura, pena minaccia di chiusura della carriera, come viene classificato?)

E poi con un linguaggio da fare invidia solo ai bambini di terza elementare si ricollega ai tremendi fatti avvenuti nelle celle dove sono rinchiusi i peggiori nemici dell'umanità (nonché migliori amici dei padani...), i mafiosi:

“'La pace è finita' può essere verosimilmente un messaggio allo Stato per dire che la mafia potrebbe tornare ad alzare il tiro etc etc.”

Basta! Fermi! Bloccatelo! E' andato fuori di testa! Non si è accorto cosa sta scritto pochi centimetri più in là? Neanche su queste pagine si possono bloccare tutte le notizie. E' quindi se il Procuratore Antimafia, l'agrigentino Piero Grasso, dice qualcosa, lo spazio bisogna comunque darlo. Ed ecco il suo commento sullo stesso giornale:

“Guerre? Alleanze? Solo fantasie”

Mi sta cominciando a girare la testa.... Ma che minchia viene a dire tutto questo? E poi:

“Lo scambio degli anelli non stà ne in cielo ne in terra.”

Piero Grasso. Colui che ha arrestato Provenzano dopo che durante il regno del toscanaccio Vigna (praticamente aperto sostenitore delle tesi razziste lombrosiane) nemmeno un picciotto di sesto livello era più finito in prigione. La persona più informata sui fatti di mafia siciliana al mondo..

Ma allora di cosa hanno parlato (e parlano...) i giornali di mezzo mondo negli ultimi mesi? Ma come? Si parla di mandare l'esercito in Sicilia basandosi su una fandonia e su tre (dico 3) attentati contro un imprenditore catanese? (al quale lo Stato ha incredibilmente tolto la parola e la libertà di rilasciare dichiarazioni...).

E oggi, a più di un mese dalle parole di Grasso si continua ancora. E incredibilmente ad invocare il Prodi-Mazinga c'è Mandrake. Che nessuno poteva immaginare fosse una donna che oramai ha indossato a tempo pieno la maschera dell'Ascaro di professione: Annarita Borsellino!!!

Che vergogna le sue parole, basate sui fatti smentiti da Grasso:

“è come se quelle cartoline arrivate all'indirizzo di Riina e Provenzano con su scritto 'La pace è finita', avessero dato il via libera alle cosche di alzare il tiro, di rompere il silenzio per difendere i propri interessi sul territorio“

E così a fronte di questa minaccia contro l'umanità basata sul nulla, Rita Borsellino-Mandrake (Booohh!!!) chiede in una lettera a Prodi-Mazinga:

“Vi chiedo di non sottovalutare la situazione e di prevedere un piano di sicurezza per la Sicilia, che riveda le forze in campo e che, se può essere utile, impieghi anche l'esercito per la sorveglianza di obiettivi a rischio".

Ora però la frase della Borsellino è strana. Che significa “obiettivi a rischio”? L'esercito dovrebbe presidiare tutti i negozi siciliani uno per uno? Le autostrade prima che si ripetano gli attentati degli anni '90? I cantieri edili? Le case chiuse?

Oppure aeroporti, stazioni televisive, i palazzi comunali etc etc...
Ma questi non sono obiettivi mafiosi. Da quando c'è la mafia in Sicilia (secondo loro da sempre, secondo noi da quasi 150 anni) non si è mai registrato un solo attacco contro un obiettivo appartenente allo stato o ad aziende statali tipo ENI, ENEL, ALITALIA (ma che strana coincidenza...).

Questi sono obbiettivi di un altro tipo.... Non lo diciamo ad alta voce... Nascondiamoci dietro lo spauracchio mafioso....

Ma potremmo sbagliarci. Ad esempio, Grasso potrebbe aver detto in quel modo solo per cautela, per non fare capire ai nemici dell'umanità che si stava già indagando (mente fina, il procuratore...). Ma allora, se la procura vuole tenere tutto segreto per non compromettere le indagini, la Borsellino da dove le ha prese queste notizie circa la necessità di proteggere gli obiettivi a rischio? Bisognerebbe indagare. La DIGOS dovrebbe prelevare la signora ed interrogarla per bene. E se si dimostrasse reticente, si spinga pure un po' sull'acceleratore, visto che oramai la superiore civiltà occidentale sta mostrando il suo vero volto ed è arrivata a giustificare l'uso della tortura.

E se si venissero a scoprire strane connivenze bene. Altrimenti meglio ancora: i siciliani non potranno fare altro che urlare ancora più forte: “Rita Borsellino, boooohh!!!”

Devo fare un'aggiunta al post: non avevo notato prima quest'altro articolo. Bagarella smentisce l'episodio delle fedi. Ovviamente non vogliamo dare credibilità ad un delinquente quale il Bagarella (anche se in Italia molti danno credibilità a questa gentaglia...), ma lo fa in modo particolare:

"Voglio smentire una notizia data dall'Ansa di Palermo e ripresa dalle emittenti siciliane e italiane che dice che mi sono scambiato la fede di nozze con un tale Santapaola che non conosco"

Bagarella sostiene di non conoscere Santapaola. Ci sarebbe molto da speculare su questo. Ma per ora lasciamo perdere. Invece andiamo alla fine dell'articolo:

"Non si illuda Bagarella - aggiunge Bellavia (segretario dell'Assostampa, ndr) - nè i suoi scagnozzi, nè i suoi riferimenti ai piani alti del sistema, che questo avverrà mai. C'è da chiedersi, poi, di quale circuito informativo disponga un detenuto al 41 bis per ricostruire la genesi di una notizia, a partire dal giornalista che l'ha lanciata e dall'agenzia che l'ha battuta. Occorre che chi ha il compito di indagare vada a fondo su come Bagarella sia venuto in possesso di queste informazioni".

Su questo dovremmo indagare? Io invece dico che sarebbe più intereassante indagare su come Santapaola e Bagarella avrebbero saputo dello scambio delle celle, 41 bis o non 41 bis, fatto di cui ancora si parla nel processo, malgrado la smentita di Grasso. Ripeto: se il fatto delle fedi è vero, come sono i due venuti a sapere dello scambio di cella? Non sprechiamo i soldi pubblici, indaghiamo su fatti seri, per favore...

11 commenti:

Gonzalo ha detto...

Ciao Abate, qualche tempo fa avevamo discusso sulla faccenda "Borsellino" ed oggi più che ieri sono sempre più convinto della mia opinione.

Non credo che la Borsellino possa essere considerata "Ascara", infatti credo che i motivi per cui stiamo assistendo a questi suoi comportamenti sono ben altri.

Probabilmente lei ha fatto della faccenda di suo fratello, il giudice Borsellino, una faccenda personale, dunque è disposta a tutto pur di vedere distrutta quella parte politica(ovvero il centrodestra) che più bazzica attorno ad ambienti mafiosi.
L'odio e la sete di vendetta gli hanno fatto perdere il lume della ragione e non si rende conto che una mafia ancora più forte e subdola, o meglio la VERA MAFIA è la Massoneria Internazionale che in Italia ha proprio il centrosinistra come burattino.

Bisognerebbe dire alla Borsellino che una volta Massoneria e Mafia andavano belli a braccetto(dai tempi di Garibaldi), poi ad un certo punto questo rapporto si è rotto(lo abbiamo visto quando il giorno in cui la sinistra vince le elezioni, viene arrestato Bernardo Provenzano)

Da allora, guardacaso, la sinistra ha assunto il ruolo di Depositaria dell'Antimafia.

Borsellino, lo ha capito ma non gli interessa?Non lo ha capito?BOOOOH

Probabilmente ha pure perso la Fede, una persona come lei dovrebbe capire che nelle sue condizioni è meglio non entrare in politica.
Infatti guarda quante critiche si sta beccando.

Abate Vella ha detto...

Anche io sono convinto che la Borsellino non sia come dire... "ascara dentro"! Sicuramente peró dimostra di non avere quelle doti politiche che i siciliani speravano che avesse. Se i siciliani le urlassero davvero la loro delusione, forse lei si rialzerebbe.
Non credo neanche che questa lettera sia tutta farina del suo sacco.

Peró devo fare due precisazioni:

1) L'arresto di Provenzano era pronto da qualche tempo. E'stato rimandato solo per non influire sulle elezioni (come e perché non saprei). Infatti l'operazione é scattata alla chiusura esatta delle urne.
2)Ai tempi di Garibaldi mafia non ce n'era. Questo é un fatto. Punto. Sfido chiunque a portare una qualsiasi testimonianza scritta contemporanea o antecedente a Garibaldi sulla mafia. La "mafia" é nata nel 1865 dalla fantasia del questore di Palermo: sul blog da qualche parte c'é un post a riguardo.

Peppinnappa ha detto...

Se la Borsellino cerca vendette per la morte di suo fratello, per stabilire se essa si è messa davvero dalle parte giusta, dovrebbe analizzare con molta attenzione tutto ciò che accade in Italia subito prima e dopo che Falcone e Borsellino saltarono in aria: gli slogan non fanno necessariamente l'antimafia vera, osservava già Sciascia. Ma probabilmente la verità è che in fondo questa Borsellino la si sta solo sopravalutando.

L'Ingegnere Volante ha detto...

Concordo con Peppinnappa. Ho visto anche l'intervento di Salvatore Borsellino alla trasmissione di ieri di Annozero. Spero che non stiamo sopravalutando anche lui. Ché è vero: si è spinto molto in avanti, come l'Abate Vella ha fatto giustamente notare nel post Un Borsellino non vale l'altro, ma in fondo non ce la racconta tutta. Per lo meno, non nei termini in cui la vediamo noi sicilianisti. Penso che non abbia il coraggio di prendersela con tutto lo Stato in quanto tale. Lui purtroppo guarda all'Italia, al Paese (italiano), non alla Sicilia o al Sud.

Mi sembra anche che nel marasma generale che precede la caduta dell'impero, la sinistra stia cercando (il lupo perde il pelo ma non il vizio) di intestarsi la solita (presunta) forza salvifica che attraverso la magistratura democratica redimerà il Sud corrotto!

Attenzione ai Grillo, ai Travaglio e compagnia brutta. Sono i pilastri su cui, dopo la tempesta che inevitabilmente arriverà, si ricostruirà lo "stato democratico erede della resistenza", alias lo stato tosco-padano.

Abate Vella ha detto...

Beh... sì: sicuramente la Borsellino é stata sopravvalutata.
Non ho visto Annozero, i programmi di regime mi danno la nausea, ma vedró se sul sito rai hanno pubblicato questa puntata.
Certo se Annarita si é schierata con la sinistra italiana per andare contro quello che rimane del regime DC (appunto Cuffaro & co.) sta messa proprio male! Che fà... fà finta di non sapere che nel frattempo a Roma i suoi colleghi in parlamento continuano a rimanere seduti lì grazie al voto del massimo stratega di quel regime, il senatore a vita Giulio Andreotti?

L'indolente ha detto...

Complimenti tornerò a leggerti con calma, ma già capisco che mi piaci ( per carita senza matrimoni,Di.Co., fedi, baci e minchiate varie)

Gonzalo ha detto...

Ciao Abate Vella, è vero che ai tempi di Garibaldi la Mafia ancora non c'era, ma fu lui che gettò le basi.
Infatti Garibaldi la prima cosa che fece a Palermo ed a Napoli fu quella di liberare i galeotti dalle prigione per dargli dei compiti di polizia(ecco il momento in cui la criminalità si istituzionalizza)
Mentre Garibaldi, nella campagna di Sicilia, prende a servizio i famosi "picciotti" messi a disposizione della classe baronale che odiava la monarchia borbonica.

Non so se ti ricordi quando Totò Riina(mi pare che fosse lui) durante un processo si vantava che i nonni dei suoi nonni avevano aiutato a Garibaldi a sbarcare a Marsala...

Ecco Toto Riina è il discendente di uno di quei famosi "picciotti"

Col passare degli anni il legame tra mafia a massoneria si rafforza, tant'è che la Mafia assume il ruolo di cane da guardia, per la Sicilia, della Massoneria.

E' vero che l'arresto di Bernardo Provenzano era preparato da tempo, ma tutti gli arresti dei boss sono programmati da tempo, cioè te lo spiego meglio: i boss sono latitanti per modo di dire, tutti sanno dove sono nascosti, stato e carabinieri compresi e i latitanti non se ne vanno mai dal loro paese.
Infatti Nitto Santapaola quando era "latitante" non si muoveva mai dal suo bar preferito di Catania e tutti lo salutavano e lo riconoscevano così come Provenzano non si era mosso da Corleone.

L'arresto di Provenzano coinciso con la vittoria della sinistra alle elezioni indica, o almeno rende visibile, una storica rottura tra massoneria e mafia.

Da allora la sinistra(massonica) si auto-proclamata Depositaria dell'antimafia, mentre il centro destra è rimasto fedele alle "vecchie alleanze"

La rottura tra mafia e massoneria comporta per lo stato italiano la perdita automatica della Sicilia e del Sud Continentale.

Ma cosa bolle in pentola di così grosso da far rischiare persino la perdita del controllo del Sud da parte della toscopadania?

Sicuramente il motivo è il nuovo assetto strategico-logistico-economico dell'area Euro-mediterranea che dopo tanti anni sta rivendendo la Sicilia ed il Sud Continentale come hub logistico del Mediterraneo(l'ultima volta fu durante il Regno delle Due Sicilie)

Ormai il 90% delle merci vengono dalla Cina, esse transitano sul mediterraneo per l'Europa e passano obbligatoriamente dalla Sicilia e dal Sud Continentale.
Cosi' come le materie prime.

Chi controllerà il Sud, controllerà il Mediterraneo e metterà le mani sull'Europa.

Sono concorde con l'ingegnere volante il quale afferma di non fidarsi assolutamente di personaggi come Grillo e Travaglio.

Gonzalo ha detto...

Sono stati scritti degli articoli sul nuovo assetto strategico-economico della Sicilia, li trovate qui: www.neoborbonicisicilia.it

Abate Vella ha detto...

Gonzalo,
il tuo discorso é molto interessante é merita sicuramente di essere approfondito nel tempo.

Peró vorrei un attimo rivedere la tua asserzione riguardo all'hub continentale.

La Sicilia lo é sempre stata sin dall'antichitá per la sua posizione. Anche ora lo é: siamo l'hub mondiale della raffinazione petrolifera e del trasporto del gas. Praticamente il fulcro dell'economia mondiale! (per non parlare delle basi militari...)

Quello che é cambiato nel tempo é chi ci guadagna su questa posizione della Sicilia: sarebbe giusto che tutti i popoli ne guadagnassero, non solo i Siciliani. Il problema é che sotto la dittatura padana sono stati solo i siciliani (e gli abitanti del cosidetto "sud") a NON guadagnarci niente, anzi a perderci!

Abate Vella ha detto...

Caro Indolente,

i finti problemi su matrimonio, coppie di fatto, dico e cosí via li lasciamo ai politicanti di quart'ordine che devono buttare fumo negli occhi alla gente per nascondere lo spaventoso vuoto che si agita dietro di loro.
Noi cerchiamo di occuparci della realtá ;)

Speriamo di vederti pertecipare attivamente su questo e sugli altri blog a questo collegati!

Gonzalo ha detto...

Ciao Abate Vella, si il Sud Italia è sempre stato potenzialmente strategico, difatti se nel regno delle Due Sicilie il baricentro economico era l'asse Palermo-Napoli, con l'unità d'Italia esso è stato spostato sul baricentro diventa Torino-Milano, ma è sempre a Sud che si produce la vera ricchezza grazie alla manodopera meridionale e ai consumatori meridionali.

Adesso che la globalizzazione ha fatto capolino in pianura padana il giochino non gli viene più tanto bene.