Approfondimenti - Il Consiglio News Feed

giovedì, ottobre 30, 2008

Sorpresa nel finale

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sabato, ottobre 25, 2008

Santo subito

“Spettava allo Stato e, per esso, al presidente del Consiglio dei Ministri, adottare il decreto con cui, il 29 gennaio scorso, è stata disposta la sospensione dell'allora governatore siciliano Salvatore Cuffaro dalla carica di deputato regionale e di presidente della Regione siciliana”

L'argomento di oggi è di quelli che mai vorremmo trovarci tra le mani, a metà tra il blasfemo ed il trascendentale. Uno di quegli argomenti che a prima vista potrebbero fare solo del male a chi li propone, lasciandolo esposto alla pubblica gogna ed additato come esempio negativo. Ma noi con abnegazione lo affronteremo a testa bassa. Ed allora bando agli indugi. Profferiamo la bestemmia.

I Siciliani, tutti i Siciliani, diano a Cesare quel che è di Cesare e rendano omaggio al più grande eroe che, in un epoca così avara di coraggio, abbia avuto la Sicilia dal 1992 ad oggi:

Salvatore Cuffaro, detto Totò.

Siete ancora qui? Non avete cambiato sito e cancellato questo per sempre dai vostri preferiti? Ed allora continuiamo.

Totò, che dopo averne combinate di cotte e di crude inspiegabilmente decise contrito di dimettersi dalla sua poltrona presidenziale. Decisione peraltro convenientemente presa battendo sul filo di lana i pervertiti del governo Prodi che basiti di fronte alla mossa a sorpresa non colsero l'attimo e ritardarono quel tanto che bastava la firma dell'atto di sospensione.

Totò che poi fece ricorso alla corte costituzionale contro il provvedimento, dimostrando così una assoluta ignoranza della res publica che fino a pochi giorni prima presiedeva.

Oggi la corte costituzionale ha rigettato quel ricorso con decisione assolutamente arbitraria ed illegale. Non doveva infatti il Presidente siciliano fare ricorso a quell'organo, e non dovrebbe l'organo suddetto emanare alcun verdetto, essendo di fatto incompetente in materia.

Sappiamo tutti che l'organo competente è l'Alta Corte che al contrario di quanto molti credono esiste ancora (non essendo possibile abolirla legalmente senza eliminarla dallo Statuto) ma non è funzionante in quanto lo stesso Cuffaro (tra gli altri) non ha nominato i membri di competenza del governo regionale.

Ma allora perchè dovremmo ringraziare il nostro Totò? Perchè grazie alla sua incompetenza siamo su di una strada a senso unico. Non possiamo più tornare indietro. Dobbiamo arrivare allo scontro.

La sentenza fraudolentemente emanata dalla corte costituzionale rende esplicito il conflitto tra lo stato italiano e la Nazione Siciliana. Da oggi siamo legalmente in guerra.

In campo aperto non ci sono più scogli dietro cui nascondersi. E precisiamo ancora una volta: lo Statuto non è morto, ma per la prima volta è stato violato in maniera chiara ed esplicita dallo stato italiano. Abbiamo legalmente le mani libere.

E questo significa un'altra cosa: l'attuale presidente, Raffaele Lombardo, è con le spalle al muro. Non ha più spazi né scuse. O contrattacca o si consegna al nemico in una resa incondizionata.

E se fino a qualche giorno fa Lombardo andava sostenuto nel suo scontro con Arcore, oggi va anche incalzato senza pietà e con la massima durezza: faccia qualcosa o si levi di torno.

Grazie, Totò.
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lunedì, ottobre 20, 2008

100° anniversario della nascita di Canepa



100° Anniversario della nascita di ANTONIO CANEPA e ATTILIO CASTROGIOVANNI

www.siciliapaisi.org Tel 333 7477702 FAX 090 9432048

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giovedì, ottobre 16, 2008

Mafiosi brava gente

Ricorderete che qualche tempo fa avevo fatto notare come lo strano ed improvviso perdonismo verso Contrada non fosse altro che un giro più largo per arrivare ad un altro obiettivo, la liberazione dei mafiosi.

Una volta fatto accettare all'italiano medio, oramai reso totalmente deficiente da veline, calciatori dopati e pedofilie varie, la liberazione di chi aveva commesso gravissimi crimini contro tutti gli italiani rendendosi complice dei crimini mafiosi pur essendo ufficialmente pagato dai contribuenti, sarebbe poi stato più facile procedere alla rimessa in libertà dei mafiosi veri e propri.

Il motivo di base di questa ondata di amore verso il prossimo (un amore peloso, in verità) viene dal 1992, da quando cioè si inscenarono le stragi “mafiose” di Falcone e Borsellino. I vertici mafiosi allora (insieme a Contrada) servirono lo stato (o meglio, i poteri che dietro questa pagliacciata chiamata Italia si celano) non solo con un limitato aiuto logistico, ma anche accettando la fine del loro dominio territoriale che sarebbe venuta certamente a causa della necessità di inscenare una reazione ferma dalle istituzioni.

Quindi i mafiosi finiti in carcere anche in quel momento stavano continuando a servire lo stato. Anzi, ora erano addirittura in credito, una parola che in certi ambienti è sinonimo di ricatto. E' venuto il tempo per lo stato di pagare quel debito, altrimenti qualcuno potrebbe parlare...

La situazione è per certi versi simile a quella messa in evidenza da Gabriella Carlizzi riguardo al caso Moro, lo statista ucciso a Roma nel 1978:

(...) nelle mani di Moretti e dei suoi più fedeli, sarebbe rimasto a vita il ricatto di conoscere la verità sul reale svolgimento dei fatti. Infatti, di decine e decine di ergastoli inflitti, grazie a leggi fatte ad hoc, i Brigatisti arrestati scontarono pene ridotte a dieci/quindici anni, nonostante le stragi, nonostante le gambizzazioni, nonostante omicidi eccellenti, nonostante migliaia di rapine a mano armata ecc. ecc.

Non solo: ma a differenza di ex detenuti per reati comuni, i Brigatisti appena tornati in libertà, o semilibertà, hanno tutti avuto la possibilità di lavorare anche per società parastatali, vale a dire società create ad hoc, di cui lo Stato si serve, commissionando lavori specie nel settore informatico, con stipendi da capogiro.


Le BR hanno reso un servizio allo stato allora, ma per comprarsi il loro silenzio a vita lo stato promette loro che dopo qualche anno avrebbero riavuto la libertà. E mantiene le promesse!

Ora finalmente Contrada è tornato a casa, ed i giornali cercano di renderci partecipi del bel quadretto familiare che si è ricomposto:

"Ha dormito bene, adesso è un altro" (...) "Sono contenta e ammalata - aggiunge la signora Contrada - ma con il sorriso cerco di non darlo a vedere anche perché Bruno è tornato a essere lui, mia cognata Anna, che l'ha trattato come se fosse un padre, lo ha rigenerato: adesso è Bruno"

Cercate di frenare i conati di vomito per quello che ancora deve arrivare. Perchè questo è solo l'inizio.

L'innominato ad esempio ne approfitta subito per aiutare i vecchi amici, e così inizia l'operazione simpatia per il clan Santapaola, a partire dal figlio del capomafia etneo:

"Sono Vincenzo Santapaola - conclude la missiva - un uomo che vuole vivere una vita da uomo qualunque, perchè nel mio spirito, nel mio intimo, nel mio essere, io sono e mi sento un uomo qualunque".

Nel frattempo viene revocato il 41 bis al boss agrigentino:

Il tribunale di Perugia ha accolto la richiesta sostenendo che "non vi è prova alcuna che Massimino abbia trasmesso dal carcere di Torino all'esterno messaggi delinquenziali e direttive criminose".

Leggetevi e rileggetevi la motivazione perchè ha del paranormale.

Poi ieri il Garante dei detenuti (Marroni, chi era costui?) dichiara tranquillamente che il 41bis non sia nient'altro che tortura:

 "Il 41 bis per me è una vera e propria forma di tortura". Lo ha detto Angiolo Marroni, garante per i detenuti della regione Lazio, a margine di una conferenza a Roma dai garanti dei diritti dei detenuti per illustrare un disegno di legge per introdurre il reato di tortura nel codice penale italiano.

Traduco: proporre il 41bis per i mafiosi potrebbe presto diventare reato. Traduco ulteriormente: chi ci mette i bastoni tra le ruote potrebbe prima o poi rimanere vittima di un “suicidio”. O di qualche altro strano incidente.

E state sicuri che questo Carneade non verrà cacciato a calci in culo o linciato in piazza come meriterebbe. Anzi. Perchè vedrete che li libereranno tutti, dal primo all'ultimo.

Riamane da vedere se alla liberazione seguirà anche il progetto di ripristino dell'esercito mafioso. Tanto oramai tutto è lecito in Italia, anche dedicare un monumento alla banda della Magliana. Tanto per vedere come reagisce la gente. Anche loro in fondo hanno servito lo stato in modo esemplare.


I fantastici quattro

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mercoledì, ottobre 15, 2008

In Libia con furore

Gli amici dei Comitati delle Due Sicilie si stanno occupando già da qualche tempo della situazione di Salemi, cittadina della provincia di Trapani di cui è diventato di recente sindaco Vittorio Sgarbi. L'ultimo post pubblicato sul loro sito ci permette di inquadrare il personaggio ricordando di che genere di iniziative il nostro si fa promotore.

Ora, visto che STRANAMENTE nessuno in Italia si è ancora chiesto cosa ci faccia Sgarbi a Salemi (in compagnia di gente come Oliviero Toscani e Massimo Moratti) e che nessuno si sia mai chiesto in questo spensierato paese chi sia realmente Sgarbi, cercheremo di aggiungere qualcosa al post ricordato sopra e di fare noi quello che in un paese REALE altri avrebbero il dovere di fare.

Chi è Sgarbi? Anzi, esprimiamo meglio il concetto: che cosa rappresenta Sgarbi? La domanda dovrebbe sorgere spontanea ragionando un attimo sulla sua notorietà. A cosa è dovuta? In base a quale motivo costui è diventato così famoso? Come è possibile che un personaggio che non è una velina, un attore, un politico, un calciatore, un comico o qualcosa del genere abbia avuto tanto spazio sui mass-media, nella vita politica italiana, persino tra le pagine di gossip? Sgarbi non fa una minchia nella vita. Ufficialmente, produce meno del cervello di una velina. Eppure è sempre tra i piedi!

Un indizio importante è arrivato proprio il giorno del suo insediamento a sindaco nella prima capitale d'Italia (sic!). Dico spesso a chi mi segue di leggere i giornali sempre di traverso, mai per diritto... Rileggiamo ora l'articolo che descriveva quella storica giornata:

“(...) adesso sarà lui a unire le coppie per sempre. E siccome per Vittorio Sgarbi oramai tutto é possibile, riuscirà a farlo ancor prima di officiare alla cerimonia di giuramento a Sindaco: insomma prima che la sua veste di Primo Cittadino di Salemi sia proclamata ufficiale.”

Leggiamo “di traverso”: Sgarbi non è ancora sindaco (non ha ancora giurato) ma può già sposare! Anzi, organizza il tutto in modo da precisare in modo plateale questo punto. Ed i giornali fanno lo stesso.

Quindi Sgarbi è sindaco a Salemi ma non rappresenta i cittadini, rappresenta qualcos'altro. E quella coppia non è stata sposata da un sindaco, ma da quel qualcos'altro. Il punto è capire da che cosa. Subito il pensiero di molti correrà alla massoneria, d'altronde il matrimonio massonico esiste (le foto alla fine della pagina collegata qui ne sono un esempio). Potrebbe essere una risposta. Anche se unendo questi ragionamenti al tipo di eventi organizzati dallo pseudo-sindaco mi viene da pensare a qualcosa di più tenebroso. Collegata forse alla prima risposta, ma difficilmente definibile.

Certo in Sicilia di personaggi particolari, un po' alla Sgarbi diciamo, ne abbiamo ospitati parecchi. Ad esempio mi vien voglia di ricordare un certo Aleister Crowley (*), famoso occultista e satanista, che in pieno ventennio si stabilì dalle parti di Cefalù, dove seminava il terrore tra la popolazione con i suoi indescrivibili rituali (la sua casa esiste ancora ed è persino oggi accuratamente evitata da tutti). Tanto che ad un certo punto lo stesso Benito Mussolini decise di dichiararlo persona non grata in Italia (ce ne fa un ironico resoconto Sciascia nella raccolta “Il mare colore del vino”).

L'accostamento è del tutto gratuito, ma potrebbe aggiungere qualcosa alla definizione di quel qualcosa.

Passiamo ora all'articolo de Il Giornale citato (“La mia richiesta a Gheddafi: la Libia si annetta la Sicilia”). Su questo la mia interpretazione differisce da quella data dal Comitato Siciliano. Voglio idealmente accostarla alla loro in modo tale da permettere a chi legge un confronto.

Anche in questo caso, la mia proposta è di leggere l'articolo “di traverso”. Prendiamo la frase incriminata:

«La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Potrebbe approfittarne per annetterla alla Libia»(**)

La costruzione che usa Sgarbi non è univoca. Potrebbe essere interpretata in un paio di modi. Il primo modo è quello del titolo da popolo bue scelto dal giornale, un'esortazione al leader libico. Il secondo invece è quello dell'insinuazione. In pratica la frase potrebbe essere letta anche così:

«La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Non è che lei ne approfitta per annetterla alla Libia?»

Che, amici miei, ci crediate o no è quello che sta succedendo. Ma anche qui: non date al verbo “annettere” il significato che SEMBRA volergli dare Sgarbi. Sgarbi non vuole riferirsi all'annessione territoriale, ma all'annessione nella sfera d'influenza. E la sfera di influenza della Libia è coincidente con quella della Russia!

Sgarbi sta facendo due cose: da un lato avverte gli italiani delle mire di Gheddafi, dall'altro avverte Gheddafi del fatto che dovrà prima passare dal suo cadavere:

«Credo che sarebbe una buona cosa che lei venisse in Sicilia, e non soltanto a Salemi...»

Il riferimento alla “sfera di influenza” diventa ancora più forte quando, sibillino, Sgarbi invoca un altro personaggio, il cui fantasma sicuramente da quel momento avrà cominciato ad ondeggiare davanti agli occhi del leader libico:

«Dalla Sicilia è venuto anche il figlio di un presidente della Regione con cui lei ha avuto rapporti»

Faceva parte della comitiva il figlio di Rino Nicolosi, Presidente della Regione, passato a miglior vita a seguito degli attacchi di cui fu fatto segno proprio per i suoi rapporti con Gheddafi e per la sua pretesa di dotare la Sicilia addirittura di una politica estera.

Sgarbi con questo articolo ha rivelato all'Italia TUTTI i motivi dei recenti attriti tra Tripoli e Roma. Che tenerezza il presidente del consiglio che va a regalargli un autostrada o chissà cos'altro quasi come stesse trattando con un Bossi qualunque. Sgarbi sa quant'è fesso il pecoraio ed è andato di persona dal nemico con aria di sfida a cantargliene quattro in casa sua.

Gli altri politici italiani presenti, tra i quali Andreotti, capivano tutto ed erano sulle uova, stando al racconto di Sgarbi. Che poi non rinuncia all'ironia ed a farci vedere quanto fessi siano certuni. Ed il più fesso di tutti (ci dice Sgarbi, non lo sostengo certo io) era Dini, che infastidito dall'insistenza per un viaggio in Sicilia e dimostrando si essere l'unico a non aver capito niente si intromette dicendo:

«Ma in Italia ci sono anche Roma, Firenze, Milano»

Buonanotte Lamberto!


Note:

*Riguardo Crowley, mi sembra interessante segnalare come la wikipedia (la “libera” enciclopedia) riesca della apparentemente impossibile impresa di fornire un'immagine addirittura positiva del personaggio sostenendo che “Nel passato gli è stata erroneamente attribuita la fama di satanista”. Evidentemente deve avere dei seguaci piuttosto potenti...

**Ulteriore segnalazione lanciata di traverso da Sgarbi. Usa il termine autonomia e non indipendenza, che sarebbe più logico unito al concetto di annessione alla Libia. Non è difficile vedere in questo un riferimento politico alle trame tessute da Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia.

PS: Piccola nota paranoica finale. Aggiungo un commento tratto dal sito dell'MPA e segnalato sempre in un post dagli amici del Comitato Siciliano. Osservate il numero del commento. Sarà una coincidenza...

Autore: Leonardo | Città: Trapani N°: 6661 | 3/08/2008, 9:52am   L'altro giorno sono andato a Salemi (invitato) in questo bellissimo paese si era dato un convegno,gestito dalla nota ditta " Sgarbi & soci"per valutare le intelligenze del territorio. C'era gente di Messina,Siracusa,Catania insomma tutte le province erano rappresentate,al suo incipit un noto fotografo O.T. con la puzza sotto il naso ,cominciò ad offendere i Siciliani,subito contestato,alcuni, dopo una raffica di parolacce pronunciate dal fotografo, se ne sono andati. Gli altri,dopo che l'assemblea si era quietata hanno cominciato,dietro invito,a dire il perchè erano là presenti, tutto veniva registrato dalle telecamere. Il nostro illustre ospite continuando gli interrogatori si è imbattuto in un giovane che, causticamente, esprimeva il perchè della sua presenza,dopo appartandomi con lui sono rimasto colpito da quello che ha detto ma sopratutto da quello che non ha detto. Egli veniva da Palermo,credo in veste di osservatore,amo pensare che fosse un inviato del Nostro Presidente Lombardo e che fosse lì in veste referente. In quella sede ho appreso che lo Sgarbi vuole recuperare il Ghetto ebraico di Salemi e sembra che abbia trovato una banca ebrea disposta a finanziare l'opera,inoltre,si sta dando da fare per trovare tre milioni di euro per celebrare degnamente il 150 anniversario del proclama di Garibaldi effettuato a Salemi,a quanto pare la Regione non ha alcuna intenzione di contribuire,giustamente a tale spreco, però sembra che Il Cavaliere sia disponibile,certo se realizza queste due cose la ditta "Sgarbi & C." rimarrà ancora a Salemi se non dovesse mi chiedo e vi chiedo chi pagherà le spese di soggiorno di codesta illustre fauna al hotel Kampiskji di Mazara del Vallo? Non credo che il comune di Salemi abbia risorse tali da poter pagare questi enormi costi di soggiorno.
Mah! chi vivrà vedrà. ANTUDO

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domenica, ottobre 12, 2008

L'Europa nuoce gravemente alla salute (dei suoi avversari)

Un post forse criptico, nel quale i collegamenti tra le varie figure non saranno subito chiari. Ad esempio non tutti capiranno immediatamente chi sia questa Mary Kelly e cosa ci faccia in compagnia dell'Arciduca d'Austria o di Haider. Questa piccola raccolta di obituari però introduce un argomento che abbiamo già implicitamente sfiorato in altre occasioni su questo blog, e che ora bisognerà trattare più ampiamente per cercare di scavare in determinati episodi che hanno caratterizzato la storia della nostra Sicilia negli ultimi 148 (!) anni. Parlo dell'esoterismo, e di come esso permei tuttora la società occidentale condizionandone le vicende politiche ed economiche. Ne riparleremo presto.

Mary Jean Kelly, una semplice prostituta nata in Irlanda nel 1863 circa, ed uccisa a Londra il 9 novembre del 1888.













Arciduca Francesco Ferdinando
, erede al trono d'Austria. Ucciso a Sarajevo il 28 giugno del 1914. Il suo assassinio provocò lo scoppio della prima guerra mondiale. Il principe acquistò nel 1889 il castello di Konopiště, 50km a sud di Praga, dove andò ad abitare. Secondo la leggenda a partire dal 1907 impiegò un giardiniere inglese per coltivare delle rose. Il suo obbiettivo sarebbe stato quello di ottenere, attraverso incroci vari, una rosa nera, malgrado qualcuno lo avesse avvertito che le rose nere portassero guerra e morte. Egli raggiunse il suo scopo nel 1914, e nel giugno dello stesso anno invitò l'imperatore tedesco, Guglielmo II, ad ammirare le sue rose. Pochi giorni dopo cadde vittima di una cospirazione gestita da mani ancora ignote.

Aldo Moro, ucciso a Roma il 9 maggio 1978 a causa del famoso tentativo di raggiungere il compromesso storico. Tutto ciò che riguarda il suo rapimento e la sua successiva eliminazione è ancora avvolto nel mistero. Poco tempo prima del rapimento l'Economist aveva pubblicato in copertina una caricatura dello statista raffigurato come una marionetta tirata da fili da dietro le quinte con dietro al scritta “è finita la commedia”. Per capire che genere di manovre ci fossero dietro il rapimento suggerisco di dare un'occhiata ai post sull'argomento pubblicati dal blog di Paolo Franceschetti (1 e 2) e riferentesi ad una discussione che si sta svolgendo sul forum del sito di Gabriella Carlizzi.

L'immagine è stata estratta dal seguente articolo:
http://news.bbc.co.uk/onthisday/hi/dates/stories/may/10/newsid_2522000/2522891.stm

Giovanni Falcone, ucciso a Palermo il 23 maggio 1992 Il giudice siciliano forse fu quello che più di tutti si avvicinò al cuore stesso del potere occidentale. E cercò di ficcarvi dentro un paletto di frassino. Fu fatto saltare in aria, fu fatto a pezzi. Come lui aveva fatto saltare in aria le sottili trame di quelle che chiamava “le menti raffinatissime”.

L'immagine è stata estratta dal seguente video:
http://www.youtube.com/watch?v=j2VizTcMRk4

Pym Fortuyn, ucciso il 6 maggio 2002 ad Hilversum, nel nord dell'Olanda, 9 giorni prima delle elezioni parlamentari. Pym era un nazionalista, nel senso che credeva nello stato (in questo caso l'Olanda) e probabilmente non avrebbe mai tradito la costituzione cedendo la sovranità alla Comunità Europea. La sua affermazione alle elezioni era data per scontata.

L'immagine è stata estratta dal seguente articolo:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/1979335.stm

Anna Lindh morì a Stoccolma l'11 settembre 2003 alle 5:29 del mattino in seguito alle 22 coltellate ricevute il giorno prima in un negozio cittadino. L'assassino, malgrado le telecamere lo avessero ripreso, non fu mai trovato. Con quei colpi riuscì a danneggiarle irreparabilmente tutti gli organi interni. Il futuro primo ministro svedese perse il 60% del suo sangue. Qualcuno dice un lavoro professionale. Anna Lindh aveva spesso denunciato i crimini commessi dagli israeliani contro i palestinesi. L'assassinio ebbe luogo 3 giorni prima del referendum per l'adozione dell'Euro in Svezia. Il “no” era in forte vantaggio ed Anna Lindh era a favore della moneta unica. La sua morte avrebbe potuto fare riprendere quota al “si”, ma i “no” furono l'80%

L'immagine è stata estratta dal seguente articolo:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3125774.stm

Joerg Haider, ucciso a Klagenfurt (da un incidente stradale, dicono...) l'11 ottobre scorso. Un altro nazionalista, un altra spina nel fianco della Comunità Massonica Europea. Nel 1999, quando entrò nella coalizione di governo, con minacce e vili misure repressive, riuscirono a liquidarlo politicamente. Questa volta non ci sarebbero riusciti: la crisi economica avrebbe portato la maggioranza della popolazione austriaca a ribellarsi alla UE. Ed a votare in massa per Haider. La liquidazione questa volta doveva essere fisica.
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giovedì, ottobre 09, 2008

All'ultimo sangue

E' un attacco concentrico. Da tutti i lati contemporaneamente. La saldatura tra Berlusconi e centro-sinistra catanese è giocata su una lama di rasoio. Tutti contro Lombardo. Bene: questa conflittualità porterà Lombardo sempre più verso i Siciliani. D'altronde a suo tempo avevamo fatto notare come non vi sarebbero state alternative per il leader dell'MPA.

Vediamo cosa scrive Lodato:

(...)

Da una parte il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che s'è intestato questo piano di rientro, mettendo all'assessorato il magistrato Massimo Russo.

Di fronte l'ex governatore, Totò Cuffaro e la parte dura di Forza Italia, che ha scelto come portavoce il capogruppo all'Ars, il ragusano Innocenzo Leontini, ma che ha come punti di forza il senatore Firrarello e il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione.

La guerra è senza quartieri.

(...)

Il progetto di Russo potrebbe essere devastante per tutti, in questo senso anche perchè, secondo il Pdl e l'Udc, non è che abbia previsto tagli indiscriminati, dal punto di vista politico. Ha mirato, dicono, a quelle strutture, a quelle aziende, a quei manager che sono di orientamento non proprio autonomista. Cioè uomini non lombardiani. Così è esplosa la polemica sulla formazione del comitato dei saggi, così sul taglio dei policlinici che Russo vorrebbe accorpare con altre aziende.

(...)La vera discussione si farà in Assemblea, ma una battuta che il senatore Firrarello ha lasciato scappasse via durante una intervista, può essere illuminante: "I nostri assessori nel governo cosa faranno? Ma che devono fare, per quanto contano", Cioè, per quanto li fanno contare, intendeva dire. Il che significa che anche se in Giunta non voleranno sedie, il tempo di fare i conti non può essere così lontano.


Cuffaro schierato con Firrarello (sindaco di Bronte), cioè con Berlusconi. Contro Palazzo D'Orleans. Ma ci vogliono vendere la solita storiella della rivalità tra siciliani. Perché non è così? Perchè se Firrarello non stesse agendo su mandato di Arcore si tratterebbe di insubordinazione, e ne conseguirebbe che Berlusconi sta dalla parte di Lombardo. E' credibile nel clima teso di questi giorni, tra il possibile fallimento del comune di Catania ed il rischio dato dalla spesa sanitaria siciliana fuori controllo che il pecoraio possa accettare una tale insidia portata dal suo ominicchio di fiducia all'ombra dell'Etna (e del pistacchio)? Se fosse Firrarello il ribelle, allora ne conseguirebbe che su queste righe mi dovreste vedere suggerire di appoggiare proprio il sindaco di Bronte.

Che fa, babbiamo?

Nel frattempo Bianco e Licandro, che hanno fiutato il tutto per tempo, attaccano Stancanelli, sapendo in questo di avere il solito appoggio “trasversale”. Sapendo cioè che nessuno da destra cercherà di smontare i loro attacchi.

Ma tenetevi forte perchè sta per aprirsi un altro fronte che presto diventerà il fronte principale, quello giuridico dello statuto:

La Regione Sicilia solleverà conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale contro il ministero delle Economie e delle Finanze per la riscossione della tassazione sul consumo di alcuni prodotti energetici come il gas e il coke. 

Lo scontro sarà all'ultimo sangue. E se Lombardo dovesse vincere la mano contro Firrarello, sono curioso di vedere chi scenderà in campo ad affrontarlo dopo. Prima o poi lo stesso pecoraio dovrà uscire allo scoperto per non perdere il suo lurido gregge.

Il senatore dei nostri pistacchi

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lunedì, ottobre 06, 2008

Partiti trasversali

Recentemente ci siamo soffermati ad analizzare il fenomeno “Lega Nord” ed il modo in cui tale entità politica sia parte integrante del disegno politico che sta modificando gli assetti della penisola italiana.

Abbiamo iniziato notando come il ministro Calderoli abbia licenziato una bozza federalista che, indipendentemente dalle ricadute per il sud e per la Sicilia (positive o negative che siano) si configura come un disastro per il nord del paese, a vantaggio di poche individualità che potranno speculare su tale nuovo assetto.

Dopo abbiamo brevemente gettato uno sguardo più ampio sull'intera parabola politica della Lega Nord, notando come gli obiettivi di questo movimento siano sempre stati contrari agli interessi padani che pretendevano di rappresentare (e questo, ripeto, non vuole dire che fossero, o siano, conseguentemente favorevoli agli interessi nostri).

Unica eccezione a tale visione potrebbe essere stato il periodo di saldatura con il ministro Tremonti durante la scorsa legislatura Berlusconi. Ma quella saldatura nei fatti non produsse alcunché di concreto (ricordiamo il referendum sul federalismo sonoramente bocciato).

Infine si sono evidenziate le modifiche apportate al codice penale italiano volute da Berlusconi e firmate dal venerando maestro Ciampi (con il ministro guardasigilli Castelli posto a controllo quale specchietto per il popolo bue) e che nei fatti rendono possibile lo smembramento, addirittura legalizzandolo.

Soffermarsi su questi fatti così tanto su questo blog potrebbe sembrare eccessivo. Ma la portata di queste azioni è di notevole interesse per i Siciliani anche dal punto di vista storico in quanto svela meccanismi che a suo tempo furono attuati nel periodo risorgimentale, e che oggi vengono riproposti a parti invertite.

Facendo un parallelo con la storia Siciliana, e considerando nuovamente come gli interessi di cui sono latori i “celoduristi” siano assolutamente contrari agli interessi del territorio in teoria rappresentato, non potremmo che concludere che la Lega Nord non sia nient'altro che un partito di ASCARI. E della peggior specie.

Andando ora indietro nel tempo, al vertice dell'ascarismo siciliano penso nessuno avrà più dubbi nel collocare quel Francesco Crispi che tradì le aspirazioni autonomiste della sua patria svendendola all'invasore. Se però cercassimo di considerare la figura del Crispi in ogni suo aspetto (benestante, difficilmente corruttibile dal semplice denaro, dotato sicuramente di coraggio ed intraprendenza e con uno spessore culturale notevole), ci risulterebbe alquanto difficile associare queste caratteristiche con un tradimento così vile e plateale.

L'unica spiegazione possibile è che il Crispi fosse legato ad un qualcosa che considerasse molto più importante della sua terra o della sua appartenenza al Popolo Siciliano. Nessuno oggi si dovrebbe sorprendere nel sentirsi dire che quel “qualcosa” fosse la massoneria anglosassone. E che il legame fosse dato da quel giuramento che di lì a poco sarebbe stato usato come modello per la costituzione dell'esercito d'oppressione mafioso.

Oggi parliamo di ascaro come di un essere abbietto, allevato in modo tale da fargli apparire la depravazione del tradimento come accettabile ed anzi auspicabile, funzionale al soddisfacimento dei più bassi desideri materiali. Ma questo è un sistema che è stato creato nel tempo e che non poteva certo funzionare in modo così pervasivo ab initio.

E' possibile che l'esistenza nel nord Italia di un intero partito votato all'ascarismo sia da vedere nella stessa ottica? Se non fosse così, si dovrebbe ritenere che sia pura coincidenza che una tale massa di lestofanti si sia raggruppata sotto le insegne leghiste. E' invece più semplice pensare che la Lega sia stato sin dall'inizio un partito destinato a compiere la sua parte nel gioco che oggi vediamo dispiegarsi dinanzi a noi.

E l'operazione è stata compiuta infiltrando all'interno di un gruppo di persone sinceramente ed idealisticamente motivate (motivazioni giuste o sbagliate, questo è un altro discorso) degli elementi appartenenti al cosiddetto “partito trasversale”. In pratica inoculando il germe dell'ascarismo nella giovane formazione politica e facendolo poi esplodere al momento opportuno.

Qual'è allora la differenza tra l'ascarismo leghista ed il cosiddetto “sicilianismo”? Sono per caso due facce della stessa medaglia? Assolutamente no. Sono due modi diversi di concepire il futuro e lo sviluppo dei popoli. La differenza tra i due si può misurare esattamente: è la distanza intercorrente tra il progetto di “macroregione” meridionale e lo Statuto dell'Autonomia Siciliana.

L'unica cosa in comune è il concetto di “partito trasversale”: noi Siciliani siamo infiltrati ovunque, in tutte le forze politiche, in tutte le aziende, in tutte le nazioni. Il giuramento di fedeltà alla Sicilia è più forte di qualunque giuramento massonico, e chi lo ha fatto non riesce più a tornare indietro. Abbiamo attraversato tutte le epoche e tutte le guerre. Ma ogni tanto siamo stati costretti a scendere nella clandestinità per potere preservare e tramandare i nostri ideali alle generazioni future e prepararle al giorno in cui potranno finalmente tornare libere alla luce del sole.



Nel video, quello che qualcuno dice essere un “fraterno” saluto fra i parlamentari Paolo Bonaiuti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, ed il leghista Roberto Cota.
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venerdì, ottobre 03, 2008

Mamma li somali

Sua Maestà britannica avrebbe mai avuto il suo impero se le acque dei Caraibi non fossero state ad un certo punto infestate dai pirati? Questi romantici avventurieri si premuravano di rendere la navigazione dei galeoni spagnoli carichi d'oro e materie prime perigliosa come non mai, provocando danni incalcolabili all'economia iberica, tanto da portarla al collasso.

I pirati dall'isola della Tortuga al largo di Hispaniola, l'attuale Haiti, assaltavano selettivamente le navi di passaggio non potendo permettersi di mordere la mano che li nutriva, amorevolmente coprendoli sia dal punto di vista logistico che economico. E grazie al loro sporco mestiere l'Inghilterra delle sette segrete prese il controllo di una delle aree vitali dell'economia mondiale del 700.

Le bande di pirati costituivano potremmo dire le avanguardie della flotta della corona britannica e servivano a mettere scompiglio nelle linee nemiche, costringendo l'avversario ad un enorme dispendio di mezzi e di uomini per il controllo delle rotte marine ed a lasciare incustoditi preziosi obiettivi militari.

D'altronde anche Garibaldi era stato assoldato per lo stesso scopo in Sud America. Secondo lo storico catanese Alessandro Lattanzio la funzione del nizzardo era quella di “raider”:

Ovvero incursore nelle retrovie dell'esercito brasiliano. Il suo compito fu di sconvolgere l'economia dei territori nemici devastando i villaggi, bruciando i raccolti e razziando il bestiame. Morti e mutilati tra donne e bambini abbondarono, sotto i colpi dei fucili e dei machete dei suoi uomini.

Un pirata di terra dunque, grazie a cui gli inglesi riuscirono a rubare un pezzo di territorio al Brasile ed a fondare l'Uruguay:

La nascita dell'Uruguay rientrava nel processo di controllo e consolidamento del flusso commerciale e finanziario di Londra verso e da il bacino del Rio de la Plata; la regione economicamente più interessante per la City.

Anche nel Mediterrano abbiamo avuto esperienza diretta (ahinoi!!) di tattiche simili grazie ai pirati, o meglio corsari, barbareschi (erroneamente chiamati turchi) provenienti dalle coste del Nord Africa e le cui razzie erano dirette esclusivamente verso prede cristiane. Proprio questo indirizzare la loro azione solo ed esclusivamente verso determinati obiettivi li rendeva parte intergrante delle guerre tra l'Europa e l'oriente musulmano.

Il pericolo barbaresco fu eliminato intorno al 1830 con la conquista da parte francese dell'Algeria. Una mossa che si inseriva perfettamente nei movimenti propedeutici all'apertura del canale di Suez, gli stessi movimenti che spinsero verso l'impresa dei mille incidentalmente guidata dal raider dall'orecchio mozzo riportato per l'occasione nel vecchio continente.

Ed oggi, in un periodo di stravolgimenti politici senza precedenti, nell'era in cui alla guerra si da il nome di pace, dal Libano all'Afghanistan, questi romantici avventurieri sono improvvisamente tornati tra noi. E guarda caso in una delle zone strategicamente più calde del pianeta: lo stretto di Djibouti (o stretto di Aden che dir si voglia) tra il corno d'Africa e la penisola arabica.

Lo stretto di Djibouti è il punto in cui si riuniscono le rotte commerciali più importanti del pianeta: dal petrolio del golfo persico, alle merci cinesi ed indiane, sino alle materie prime provenienti dall'Africa, tutto confluisce verso l'imbuto del Mar Rosso e poi verso il canale di Suez.

Ed i pirati in questi anni sono cresciuti. Dallo yacht occasionale sono passati alle navi mercantili, sino alla recente temeraria azione che li ha portati ad impadronirsi della nave ucraina Faina con 33 carri armati di fabbricazione russa a bordo.

Ma se è stato così facile liberare la Somalia dalle coorti islamiche grazie all'aiuto dato agli americani dall'Eritrea, come è possibile che ora le più attrezzate marine militari occidentali rimangono impotenti? Che stiano giocando sporco?

I primi ad agire per fronteggiare il fenomeno in modo deciso sono stati francesi ed americani. Questi ultimi hanno addirittura creato una zona di sorveglianza per tenere sott'occhio l'intera area. Solo che guardando al mappa qualcosa non torna: invece di bloccare le acque antistanti la Somalia, hanno bloccato quelle antistanti lo Yemen. I pirati sembrano così essere una scusa per militarizzare questo crocevia del commercio mondiale.

Anche la nazionalità delle navi attaccate merita attenzione. A parte qualche turista francese, sembra poi che i colpi più grossi siano stati messi a segno o tentati contro determinate bandiere. E' il caso della petroliera Neverland battente bandiera italiana ed attaccata il 22 aprile scorso. E' il caso delle navi della marina mercantile di Dubai, attaccate mentre i servizi segreti britannici avvertivano lo sceicco di un più alto rischio terroristico (ne abbiamo dato notizia a suo tempo), è il caso della nave greca sequestrata quasi contemporaneamente a quella ucraina pochi giorni addietro. Tutte nazioni colpevoli di aver aperto trattative poco gradite agli anglosassoni con la Russia o con qualche altro paese poco allineato.

E proprio l'ultimo eclatante episodio (quello della Faina) sembra aver rimescolato le carte. La notizia è arrivata da noi completamente falsata (al solito). All'inizio sembrava trasportasse un carico di armi russe destinato al Sudan. Il solito Putin che aiuta i cattivi dunque. Ora la verità è sotto gli occhi di tutti: il carico era stato spedito dall'Ucraina ma agli amici dell'occidente, non a quelli della Russia. Si parla del Sudan del Sud, tramite una copertura keniota. A fare traffico d'armi erano quindi gli americani. Non direttamente ma tramite i loro pupazzi ucraini.

Come è stato possibile un tale passo falso? In Ucraina il primo ministro Yulia Timoschenko è in procinto di compiere una virata a 180 gradi e di tornare a guardare verso oriente. E' stata lei infatti a denunciare il traffico illegale d'armi della sua nazione confermando in pratica le indiscrezioni russe circa un traffico in favore di stati fantoccio in mano all'occidente (leggi Georgia):

“Passiamo tutte le informazioni che abbiamo ad una speciale commissione investigativa che è stata istituita nella Rada (il parlamento ucraino) in modo da fornire prove del traffico illegale d'armi, in cui l'Ucraina è oggi sfortunatamente coinvolta”

D'altronde secondo un esperto russo di pirateria marina, tal Mikhail Voitenko, l'attacco dei pirati sarebbe stato impossibile se non fosse stato voluto da chi dirigeva la nave:

“Il capitano della nave si sarebbe dovuto tenere ad una distanza di almeno 250 miglia dalla costa” scrive Voitenko sul suo sito dedicato a combattere la pirateria marina.

Al capitano della Lehman Timber che era stato trattenuto all'inizio dell'anno e che fu alla fine rilasciato, fu detto dai pirati di quanto essi avessero apura di avventurarsi troppo al largo nelle acque e così tenendosi ad una distanza di almeno 200 miglia nautiche dalla costa la nave può praticamente evitare l'attacco.


Il capitano della Faina pare sia morto di un attacco di cuore dopo la cattura. Che strana coincidenza.

Mosca nel frattempo aveva già mandato le sue navi in zona ufficialmente per fronteggiare i pirati, ma più probabilmente per controllare cosa stiano combinando gli europei e gli americani. Mentre i mercati globali rovinano fragorosamente, l'impero comincia a dissolversi e i pirati possono fare il loro sporco lavoro. Di retroguardia in questo caso. Riusciranno gli yankee a tenere le posizioni? Con clamorosi autogoal come quello della Faina mi sembra difficile. Prepariamoci perchè dopo il golfo di Djibouti il prossimo nodo strategico si trova nel Mediterraneo: il terminale delle rotte elencate si chiama Piana di Catania.

Completiamo il discorso sulla nave sequestrata e sui 33 carri armati. La cosa più grave è che tra l'equipaggio della nave vi sono dei cittadini russi ed una delle navi inviate sul posto da Mosca si è mossa per liberarli. Ebbene, chi si era scordato il coperchio della pentola ora si è dovuto mettere in mezzo per proteggere il carico della nave: la marina militare americana ha circondato la Faina e continua a sorvegliare il prezioso carico per impedire ai russi di entrare in azione.
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mercoledì, ottobre 01, 2008

Chi sbaglia paga

Più che un post, una nota all'articolo precedente.

La partita tra Grammichele ed Arcore, giocata sul campo non tanto neutro di Catania, si è conclusa con un bel 1. I soldi arriveranno a Catania ed il dissesto per ora è evitato:

Il Comitato interministeriale per la programma economica ha disposto un finanziamento a fondo perduto di 140 milioni di euro in favore del Comune di Catania per fare fronte all'emergenza finanziaria dell'ente.

Il Cipe ha concluso la sua riunione da poco e copia della sua delibera è stata già consegnata al sindaco del capoluogo etneo, il senatore del Pdl-An Raffaele Stancanelli.


Il braccio di ferro si è quindi momentaneamente chiuso con la vittoria del Presidente Lombardo che aveva minacciato Berlusconi andando a trovare i presidenti delle regioni del sud Italia amministrate dal cosiddetto centro-sinistra.

E Lombardo ha anche rilanciato:

"Al primo cittadino di Catania ho chiesto di istituire una Commissione d'inchiesta che dovra' fare luce sui tempi e sui motivi che hanno portato al dissesto il Comune. Vorrei precisare che in tre anni non ho pesato sul bilancio del Comune nemmeno per un euro. Non percepivo lo stipendio, perche' all'epoca ero europarlamentare e, inoltre, non ho contratto nemmeno un mutuo. Tutti i finanziamenti venivano dai fondi struttuali europei".

Che in questo contesto, dopo la sibillina frase su Scapagnini pronuciata poco prima ("L'ex sindaco è un farmacologo, bravissimo ricercatore, ma non era pratico di numeri e amministrazione") suona come una ulteriore minaccia: sia il padrone di cotanto medico a pagare. Da dove ha preso questa forza il nostro? Potremmo dire che da quando è stato eletto questo sia stato il primo (ed unico sino ad ora) risultato concreto che abbiamo visto. Vedremo se ne seguiranno altri.

Non vorremmo poi andare troppo oltre con i collegamenti, ma ho l'impressione che quello che è successo oggi alla camera, con il governo battuto per 4 voti su un emendamento in materia di giustizia del PD, sia da mettere in relazione proprio con i recenti fatti siciliani. Ogni volta che Berlusconi ha un cedimento gli attacchi nei suoi confronti si fanno più serrati.

Come dicevo, la Sicilia in questo momento è il perno intorno al quale sta ruotando la politica italiana. E pochi gradi di rotazione qui, diventano una forte accelerazione angolare a Roma. E queste accelerazioni portano spesso mal di pancia e sensazioni di vomito nelle zone più esterne...

A fine campionato, chi si troverà in testa alla classifica sarà dichiarato vincitore.
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