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lunedì, ottobre 01, 2007

Arrampicata Sportiva

Abate Vella, hai notato che i tg delle ore 19.00 non hanno nemmeno accennato agli incidenti dello stadio di Torino?
Viene solo da vomitare...

Abate Vella, hai notato che i tg delle ore 20.00 non hanno parlato, come hanno fatto per il Catania, degli incidenti dello stadio di Torino (solo un piccolissimo accenno di appena 20 secondi)?
Forse perchè Torino non è in Sicilia.
La pressione arteriosa sale a 300...
Come ho chiesto ad altri amici...
Ma che ci stiamo a fare ancora in questa italia da pattume?

Solo un piccolissimo accenno di appena 20 secondi e, per di più, alla fine del telegiornale.


I commenti di un nostro lettore, riportati sopra, sollevano il coperchio su una delle tante pentolacce in cui ribolle l'appiccicosa retorica del regime segregazionista italiano.

Al solito, il costante riferimento al calcio anche su questo blog può sembrare frivolo. Ma lo stadio la domenica riflette veramente lo stato sociale dell'Italia di oggi, sia a livello popolare che a livello politico-economico. Il paragone può dare il voltastomaco, ma mentre i potenti di una volta si trastullavano con le scuole poetiche e gli artisti di ogni tipo, i potenti di oggi, in un epoca senza valori e senza cultura, in un epoca di decadenza che, con le dovute proporzioni, ricorda quella dell'alto impero romano, sono tornati al colosseo dove intrattengono il popolino con la versione moderna dei gladiatori di allora.

Le considerazioni riportate sopra mostrano il fianco di una delle grandi vergogne dell'Italia unita, che poi è anche una grande vergogna dell'occidente intero: in Sicilia non c'è alcuna libertà di stampa. Certo non è che l'Italia in generale brilli granchè in questo campo (basta scorrere la graduatorie mondiali a proposito, e non credete a chi dice che è colpa solo di Berlusconi...), ma in Sicilia la censura ed il controllo sono praticamente totali investendo qualunque argomento e lasciando trapelare solo quello che basta per dare un minimo di soddisfazione a chi legge, che altrimenti mangerebbe la foglia.

Per esporre il problema possiamo quindi partire proprio dalle redazioni sportive (o presunte tali) dei vari media locali che tutto fanno nelle loro trasmissioni tranne che giornalismo sportivo. Giornalismo sportivo non è solo il dare conto del risultato delle partite e stilare le pagelle dei giocatori. Intanto TUTTE le trasmissioni sportive siciliane fanno per il 90% del loro tempo solo questo. Nel restante 10% fanno ascarismo della più bassa levatura.

Tanto per spiegare meglio il concetto, possiamo portare l'esempio dei recenti casi di spionaggio della formula 1. Chi vuole aggiornarsi, senza pensarci due volte, si dirige verso il sito della Gazzetta dello Sport, sfoglia un giornale rapidamente sino alle pagine sportive o magari compra un magazine specializzato in motori. Il giornalista sportivo quindi non fornisce al lettore solo l'ordine d'arrivo della gara, ma lo ragguaglia sui retroscena anche quando questi potrebbero tranquillamente interessare altre sfere del mondo dell'informazione come quella economica, nel caso di spionaggio industriale menzionato sopra.

Lo stesso vale per il ciclismo, dove i discorsi sul doping vanno oltre il fatto sportivo interessando anche il campo medico e tecnologico. Ma sono sempre trattati in dettaglio sulle pagine sportive. E di esempi se ne potrebbero fare a decine.

Arrivati in Sicilia tutto questo scompare. In quel dieci per cento indicato prima, l'unica cosa che ci sentiamo dire è che non ci sono complotti, che si devono rispettare le decisioni dell'arbitro, che loro (i giornalisti sportivi) hanno il dovere di stemperare gli animi. Tutto questo, oltre che falso (e ci sono le prove) non fa altro che travisare la realtà a danno dei siciliani, che addirittura si vedono insultati e accusati di provincialismo, piagnoneria, o verbalmente bastonati qualora l'arbitro commetta un errore a favore nostro.

Innanzitutto il dovere di stemperare gli animi. A parte che non rientra tra i compiti di alcun giornalista quello di stemperare gli animi (e nemmeno quello di aizzarli... tanto per completezza!), sotto questa elegante dicitura non sentiamo altro che puzza di censura della peggior specie: quella che non solo impone di tacere, ma anche di travisare la realtà.

Le prove del “complotto” (parola inesatta, perchè non di complotto si tratta ma di sistema vero e proprio!) sono sotto gli occhi di tutti ed il nostro lettore le ha evidenziate chiaramente. Discutere i fatti di violenza accaduti nel resto d'Italia fa parte del DOVERE di tutti i giornalisti sportivi che si occupano di calcio, soprattutto quando vi è una evidente disparità di trattamento a livello nazionale rispetto a quello che succede in Sicilia. Ancora di più quando la disparità di trattamento si riflette anche nelle decisioni dei giudici sportivi, che lo scorso hanno squalificato lo Stadio Massimino per fatti avvenuti fuori dallo stadio, ma non riservano lo stesso trattamento a nessuna altra squadra.

Come mai i nostri giornalisti sportivi non parlano del fatto che ancora non si sa che cosa sia successo quel giorno a Catania? La pretesa di “voler dimenticare” è troppo pelosa: il mestiere del giornalista non è quello di far dimenticare, ma al contrario quello di esporre la realtà e di farla ricordare. Diametralmente l'opposto.

I nostri giornalisti, in questi tempi di successi sportivi siciliani (non solo nel calcio...) si sono trasformati in perfetti accessori del regime.

Ma la cosa più vergognosa alla quale assistiamo è la pervicacia con la quale questi nuovi ascari rampanti cercano di propagandare quei sentimenti campanilistici che poi alla prossima occasione provocheranno gli scontri tra le tifoserie. Se da un lato parlano di stemperare gli animi riguardo alla chiara disparità di trattamento subita dagli atleti siciliani in ogni campo (potrei citare ad esempio il fatto che gli atleti siciliani hanno di solito bisogno delle raccomandazioni dei ministri per andare alle olimpiadi, malgrado le loro prestazioni siano di gran lunga superiori a quelle dei loro colleghi settentrionali...), dall'altro dopo il pareggio del Catania a Milano nessuno ha posto in evidenza il fatto che il Milan era stato surclassato da ambedue le squadre siciliane in due partite consecutive. Anzi sulle emittenti catanesi si continuava incredibilmente a brandire come immeritata la vittoria del Palermo, quasi a voler creare risentimento tra i tifosi rosanero istigando al contempo quelli etnei.

Accettiamo magari qualche attenuante: essendo TUTTI i media siciliani praticamente in mano ad una sola persona (direttamente o indirettamente), capiamo che per lavorare il giornalista si veda costretto a “calare le corna”. Ma qualcuno un po' più smaliziato lo si intravede chiaramente. La scalata delle nuove leve dell'ascarismo prosegue indisturbata per il momento. Ma una volta in quota attenti alle vertigini....

6 commenti:

Abate Vella ha detto...

Ho ricevuto una segnalazione da un navigante che avrebbe avuto la sensazione di essere stato censurato da un noto sito dedicato al Calcio Catania perché accostava i due successi (o quasi...) di Catania e Palermo contro il Milan alla rivincita di tutta la Sicilia.

Solo una sensazione. Ma investigheremo.

In ogni caso la sin troppa ovvia associazione tra le due partite (quella cinica del Palermo e quella aggressiva del Catania) é stata taciuta ugualmente sia dai media nazionali come da quelli locali.

Infomazione pilotata? Se cosí fosse sia gli ideatori che gli attuatori non fanno altro che lordarsi le mani nel sangue dell'ispettore Raciti.

Anonimo ha detto...

avete visto il commento della partita del messina a 9o° minuto?
hanno detto che dopo il gol subito il messina ha avuto una timida reazione e si vedono le immagini del messina sempre in attacco, che prendeva un palo che impegnava ripetutamente il portiere e che segnava un gol non convalidato; se questa è una timida reazione....
alla fine non hanno fatto nemmeno la moviola, come fanno per tutte le altre partite...
bluehhh

Abate Vella ha detto...

Catania-Livorno e Palermo-Reggina (??!!): secondo l'osservatorio per la violenza degli stadi sono da considerarsi a pericolositá massima.
Le manovre per impedire la festa del derby Catania-Palermo sono cominciate.

Gonzalo ha detto...

Ciao Abate Vella, se la stituazione si dovesse fare troppo pesante, ovvero la Sicilia dovesse essere messa troppo sotto torchio (vedi calcio e Salerno-Reggio chiusa) vorrà dire che tra non molto cambierà il governo....

saluti

Gonzalo ha detto...

L'esercito in Sicilia?Mandatelo a Roma!

Anonimo ha detto...

Welcome Hannibal to Rome!!!!!!

Gonzalo, una volta a roma chiamarono un certo Settimo per far fuori la casta dei Commodo & C.
Per far risorgere l'impero dovettero chiamare un generale nord-africano di Leptis Magna (Libia)!!!
Mi sa che tra poco per le elezioni italiane si darà il voto a tutti gli immigrati d'ogni dove, dando pure a questi la cittadinanza con l'obbligo di voto, prestampato come nell'ottobre 1860.
Tanto hanno fatto le prove a spese dei nostri emigrati al di fuori dei confini della res/cosa pubblica italiana, con il solito pasticciaccio ammucciatu.
Nel frattempo quanti Siciliani emigrati nella penisola potranno votare tornando al loro comune di residenza siciliana? Esistono ancora gli sconti(?!?!?) nei trasporti. Dovranno nuotare nello stretto di Messina? Per raggiungere treni che ormai nessuno si degnerà di manuntere?
Dopo aver tolto tutto l'amianto e stoccato presso vagoni parcheggiati presso stazioncine nostrane.