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lunedì, settembre 21, 2009

Ritorno a Camico

Popoli che perdono l'identità il senso della realtà c'è qualcuno che vuole cancellare la memoria modificare la storia perchè per mantenere il potere costituito bisogna manipolare il passato. E come è triste quando si rimane senza un minimo senso di appartenenza (...) di tanto in tanto mi rifugio nel passato (...) Fermate questo tempo frenetico voglio tornare a Camico.
Nuovi Briganti – Camico (1996)

Il mosaico umano siciliano è il frutto di un susseguirsi di migrazioni di svariata importanza dovute a fenomeni climatici, culturali o ad una commistione dei due.

Se per il periodo storico è possibile avere notizie documentali precise di detti movimenti, andando indietro nel tempo solo indizi archeologici o addirittura geologici e paleoclimatici possono venirci in aiuto.

Ad esempio, è grazie a dati archeologici che si è potuta mettere in dubbio la supposta migrazione dei Siculi, dei Sicani e degli Elimi da nord in tempi relativamente recenti (1200 a.c.) e la stessa esistenza in Sicilia di tre popolazioni differenziate geneticamente e culturalmente al tempo delle prime colonizzazione greche (vedi i post “Trapezio acrobatico” e “Da dove vengono i Siciliani”).

La leggenda di Minosse da sola basterebbe a smontare i moderni miti storiografici massonici ed a confermare i ritrovamenti archeologici. Il re cretese infatti sarebbe stato ucciso in Sicilia dalle figlie di Cocalo, re sicano, durante il suo viaggio alla ricerca di Dedalo, rifugiatosi a Camico, appunto la capitale del regno sicano.

Purtroppo però la civiltà minoica si eclissò nel 1400 a.c. circa: una incongruenza temporale inconciliabile e che non può essere giustificata con l'inesattezza del mito, spesso più fedele cronista degli storici che devono rispondere ad una autorità politica del loro operato.

Questo tentativo di forzare e mascherare fatti evidenti e di voler a tutti costi farci credere che le migrazioni che portarono l'homo sapiens in Sicilia provenissero da nord vanno inserite in un contesto molto più ampio che tende a ricostruire l'intera storia del genere umano indirizzandola verso una cosmogonia esoterica di stampo gnostico-pagano.

Nel caso specifico del percorso culturale dell'uomo, l'obiettivo è quello di provare, tramite la cosiddetta “scienza”, un origine africana unica del genere umano ed una sua diffusione nei cinque continenti per successive migrazioni a partire da circa 200.000 anni fa.

Questa visione servirebbe a convincerci che tutti gli uomini sono “uno” e che le divisioni culturali, religiose, o persino somatiche siano solo passaggi temporanei verso una nuova unificazione. Un processo evolutivo naturale e “buono”, che avrà come necessario corollario la scomparsa dei popoli (e la creazione di una moneta unica elettronica...).

La “scienza” che dovrebbe dimostrare questa visione altri non è che la gigantesca truffa della genetica. Ed il suo palco teatrale principale è sicuramente il Genographic Project del National Geographic.

Nel numero di Settembre della rivista è comparsa una mappa che riassume il supposto “viaggio umano” che falsi dati genetici raccolti letteralmente a casaccio dovrebbero confermare come realmente accaduto ("From Africa to Astoria by Way of Everywhere", 17 agosto 2009).



Uno sguardo veloce è sufficiente a capire come questa mappa presenti incongruenze e falsità evidentissime, bastanti a dimostrare come la stessa genetica, se veramente dovesse tendere a confermare le date e le migrazioni rappresentate, sia solo una bufala. Per lo meno nel modo in cui attualmente viene usata.

Come spiega il testo di supporto, l'uomo moderno si sarebbe evoluto da precedenti razze ominidi in Africa orientale circa 200,000 anni fa. Da lì sarebbe poi migrato sino a colonizzare quasi interamente il globo.

Le date e le direzioni di queste migrazioni sono alquanto particolari.

L'uomo moderno sarebbe arrivato in Nord Africa circa 70,000 anni fa e sarebbe uscito (finalmente...) dal continente nero dopo altri 20,000 anni, 50,000 anni fa circa.

A questo punto vi sono da notare due particolarità: la prima è che la diffusione dal medio oriente sino all'Australia è stata quasi istantanea (anche in Australia l'uomo sarebbe arrivato circa 50,000 anni fa), mentre ci sono voluti 30,000 anni per arrivare nell'Europa meridionale.

Non solo: di anni ce ne sarebbero voluti circa 50,000 per attraversare i pochi chilometri dello stretto di Gibilterra (seconda particolarità), mentre dall'altra parte della terra si affrontavano i viaggi transoceanici che avrebbero portato alla colonizzazione dell'arcipelago indonesiano.

E' possibile? E' possibile che in Asia l'uomo abbia cominciato ad andare per mare così precocemente, mentre nel Mediterraneo non erano capaci di salire su un tronco e fare qualche bracciata sino a Gibilterra o sino in Sicilia, la cui costa più volte durante i periodi glaciali si è trovata vicinissima a quella tunisina?

In realtà si sa benissimo che le cose non possono essere andare in questo modo. In Sardegna i reperti umani più antichi sono stati confermati come risalenti a circa 100,000 anni fa (reperti precedenti alla comparsa di homo sapiens in Europa). Ebbene, la Sardegna risulta essere stata isolata dalla terra ferma da tempi ben più antichi. Quegli “ominidi” devono essere arrivati lì via mare più di 100.000 anni fa!

Questa conferma potrebbe ora dare maggiore credibilità al lavoro del grande archeologo agrigentino Gerlando Bianchini che negli anni 60 diede un forte scossone al mondo finto-accademico mondiale scoprendo la presenza in Sicilia di manufatti umani risalenti sino a circa 500.000 anni fa! La critica fatta a questi ritrovamenti, che ponevano la maggiore isola del Mediterraneo quale testa di ponte della diffusione umana tra l'Africa e l'Europa, era proprio che mai Africa e Sicilia potevano essere state unite. Ora, grazie ai ritrovamenti sardi, sappiamo che anche allora i nostri antenati non disdegnavano l'avventura per mare.

D'altronde anche l'improvvisa sparizione dell'elefante nano (elephas falconeri) potrebbe avere una qualche relazione con lo svolgersi di una delle tante migrazioni umane. Simili improvvise sparizioni di fauna insulare a causa dell'arrivo di cacciatori umani sono state registrate in svariate aree della terra sin dalla preistoria.

E l'homo sapiens sarebbe stato per 50,000 anni a guardare l'altra sponda senza avere la tentazione di andare a curiosare di persona?

Il mistero diventa ancora più fitto (o forse la storia ufficiale più insensata... fate voi) proprio nel caso della Sicilia . Come detto al culmine dell'ultima glaciazione le coste siciliane e quelle tunisine erano estremamente vicine, venendo quasi a lambirsi (Vedi anche "Uno zoo simbolico racconta l' Europa glaciale", Il Corriere, 12 febbraio 1995).

Anche ammettendo una Sicilia disabitata, è possibile che questa vicinanza non abbia portato ad una colonizzazione massiccia dell'isola? Perchè i Sicani (o i Siculi o gli Elimi, che poi sono la stessa cosa...) non potrebbero essere arrivati da sud? E perchè una volta arrivati in Sicilia non avrebbero potuto attraversare lo stretto (a quel tempo emerso) e spingersi più a nord, sino a venire in contatto di quelle popolazioni proveniente dall'Europa e stabilitesi nell'Italia centrale?

I ritrovamenti archeologici ci dicono che non esiste una netta separazione tra i reperti della Sicilia nord-orientale e quelli del Sud Italia peninsulare. Piuttosto una variazione graduale e costante.

La verità a questo punto potrebbe essere quella da tutti sussurrata: i Sicani non erano altro che una popolazione berbera, e non indoeuropea. Un'eresia inaccettabile per la tirannica ideologia totalizzante ed “unificante” dell'Entità.

“Nei secoli recenti questi percorsi preistorici si sono riconnessi a New York ed in altri paradisi di immigrati”, scrive il National Geographic. Quale paradiso è più adatto a studiare queste “riconnessioni” della Sicilia?

Eppure se i Siciliani non sono un popolo indoeuropeo (almeno nei nuclei preistorici), ne consegue qualcosa di sconcertante per gli adoratori del sole. Il loro utopico “melting pot” non ha dato luogo ad una scomparsa dell'identità dei popoli, ma ad un suo rafforzamento.

L'umanità non ha percorso la sua strada in un unica direzione, dall'esplosione iniziale africana sino alla eventuale prossima ricongiunzione in un unica razza senza identità. Le migrazioni umane hanno fatto percorrere alle genti più e più volte le stesse strade, con rimescolamenti genetici che ne hanno modificato l'identità culturale senza mai annullarla.

In Sicilia flussi migratori e mescolamenti razziali senza paralleli nel genere umano non hanno minimamente intaccato l'identità del popolo siciliano. Ne hanno semplicemente modificato i contorni.

Tutto ciò fa crollare la teoria dell'origine unica. E non solo. Volgendo ora lo sguardo all'orizzonte, tutto questo ci mette anche la pulce in testa circa del prove “scientifiche” di ogni altra “teoria dell'origine unica”. Ed in particolare di due di esse. Due teorie che in fondo non fanno altro che ricalcare quella dell'origine unica della civiltà umana in modo sin troppo letterale: quella sull'origine dell'universo, secondo la quale tutto sarebbe derivato dall'esplosione (bing bang) di un singolo uovo, e la teoria evolutiva, secondo cui tutte le forme di vita sarebbero derivate da un solo organismo primordiale.

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Nota finale: recentemente la pagina della wikipedia relativa si Sicani è stata modificata in senso “sicilianista” (se così si può dire...). Quelli della wikipedia se la sono presa a male ed hanno segnato tutto in rosso, dalla probabile origine indoeuropea, alla dinastia del Kokalos, lunghissima in un periodo parallelo ai faraoni che va dal 2650 a.C. (fondazione di Camico) al terremoto di Thera (VIII secolo a.C.), sino alla osservazione ampiamente provata (vedi il post “Da dove vengono i Siciliani”) secondo cui non vi sia nessun reperto archeologico che possa essere di supporto a quanto affermato dagli storici greci. Consiglio vivamente di leggere la pagina prima che venga di nuovo modificata in senso “massonico”.

La canzone “Camico” del gruppo messinese dei Nuovi Briganti può essere ascoltata dal pagina di Facebook del gruppo.

15 commenti:

COMITATO SICILIANO ha detto...

Interessante la teoria secondo la quale i sicani fossero di origine iberica, però sempre sullo stesso pezzo di wikipedia c'è scritto che i siculi venivano dal sud continentale.
Cmq non sono da escludere le migrazioni a movimento retrogrado.

rrusariu ha detto...

Iè sugnu kkiu tintu ankora!

Prima di inventarsi certe storie, bisogna aver visto le teste degli antenati...

Dalla conformazione dei cranii si riesce a risalire ai siti di origine.

16 anni fa ebbe l'opportunità di acquistare un libro in spagnolo di un autore-regista di documentari molto apprezzato nella penisola iberica ma sconosciuto ai più nella penisola italica, toponimo per giunta sikulo.

Juan Atienza nel suo peregrinare iberico ha raccolto nel suo libro
"Le supervivientes de las Atlandidas" varie prove su alcune popolazioni della penisola. In un parte esso parla anche di Sikani, a sua volta posizionate nella zona di Alicante. Dediti al culto serpentario.
Sempre nel libro parla dei giganti, i famosi "lestrigoni" di memoria omerica, posizionati nella nostra isola, come confermati da uno storico romano, che si basò su documenti da lui conosciuti.
Dalle descrizioni delle tombe dei giganti, molto assomiglianti alle tombe che i miei avi scroprivano nel territorio da dove provengo.
L'autore del libro afferma anche che una certa cultura venne trasmessa dai cosidetti fuorisciti dal "continente" atlantideo prima della catastrofe, ciò lega molto con le leggende dei druidi e con la Sicilia.
Diciamo che in base ai miei dati raccolti, che la popolazione Sikana possa essere assimilata ai celtiberici. Ho le prove e le foto di ciò.

Caro Comitato, la storia della nostra terra non va pensata solo dalla scopiazzatuta che fecero una popolazione semita, non più avvezza a leggere testi dal geroglifico egizio e tramandato dai racconti orali, che profittando dell'esilio coatto, riuscì ad accedere alla biblioteche assire di Assurnipal a Ninive e rivisitò la propria epopea orale trascrivendo in un certo qual modo la creazione del mondo da precedenti testi akkadici. Non voglio polemizzare qui.
Guardo alla nostra religiosità che attraverso i millenni si mantiene viva.
Il cristianesimo ha saputo coniugare la novità valorizzando altresì col tempo il sentimento religioso delle varie popolazioni.
Ma non ha ucciso la manifestazione della festa che ci tramandiamo.
Oggi la Sicilia, ha saputo mantenere l'humus profondo di una religione universale, in primis di saper accogliere l'altro... dare linfa al nuovo che arriva... di non chiudersi ma di cercare il contatto che ci unisce come essere umani.

Chiuso l'ambito religioso vorrei sottolineare che bisogna saper leggere anche i grandi miti dell'Egitto, quando Osiride arriva con le sue navi risalendo il Nilo fino ad Abydos.
Le peripezie sulla penisola iberica di un certo Noè...
certo personalmente avrò modo di dire altre cose, ma mi fermo qui

209 avanti Cristo, i romani distruggono una città siciliana che prove archeologiche dimostrano di essere risalente al 1200 a.C.

Certo a quel tempo non esistevano i porcili palatini o quelli raccogliticci di maiali mediolanuti... checchè dica un certo lumbard.

Assà bbinirika a tutti!

zetan ha detto...

Tratti un argomento per me importante e dunque rilevo con piacere parecchie convergenze ma anche dei punti di vista differenti. Mi concentro su questi ultimi per brevità.

Quando parli di cosmologia esoterica di stampo gnostico pagano, non la riferirei agli adoratori del sole, quasi come fosse una loro rivelazione, loro, per quanto mi riguarda, hanno invertito i simboli originari per trasformarne il significato.

Gnosi significa conoscenza, ma la origine di tale atteggiamento alla conoscenza, prende origine dal Veda termine sanscrito che vuol dire proprio conoscenza, veda o viri in siciliano significa osserva conosci.

Il Veda è probabilmente l’origine della nostra civiltà a cui fare riferimento per collocare la conoscenza di tipo mistico evolutivo, circa 5000 anni gli vengono riconosciuti anche dalla storia ufficiale.

E allora il paganesimo o la parte della Massoneria cosa c’entra mi dirai? Centra perché hanno avuto accesso alle simbologie sacre in regime di monopolio modificandole per ribaltarne il senso ed utilizzare la loro potenza in modo distruttivo.

Un esempio fin troppo banale è riferibile a Svasta, che nel veda è un simbolo di equilibrio capovolto invece ha prodotto la svastica con ben altri significati le cui potenze devastatrici sono indubbie.

Voglio dire che queste conoscenze non le dobbiamo regalare ai nostri avversari, perché sono delle conoscenze molto potenti e dobbiamo capire che ci appartengo come sono appartenute ai nostri avi Sikuli Sicani Elimi o Cicloci che dir si voglia.

La devozione fa parte della conoscenza del Veda tradotto in sanscrito diventa bhakti yoga che è la parte regale della conoscenza Cristiana, ma non commettiamo l’errore di ritenerla l’unica fonte della nostra conoscenza mistica, in contrapposizione per di più alla Gnosi o al Veda perché dal mio punto di vista sarebbe la nostra fine ed un regalo enorme ai nostri nemici i quali tifano perché noi disconosciamo tale conoscenza così da poterla modificandola a proprio piacimento per i loro perversi scopi.

zetan ha detto...

Scusa per gli errori l'ho scritto di getto, spero che il senso si capisca comunque.

nebros ha detto...

nell'articolo sull'origine sanscrita, il prof dott. Rizza sostiene che il greco non è mai entrato nella specificità siciliana; non so, mi sembra un'affermazione molto opinabile...

rrusariu ha detto...

Nebròs, nun ti skantari
c'è addirittura ki dice ke il greco ha preso dal semitico e in ispecie dall'akkadiko.

Nell'antico si cercava di apparentare i pari pantheon divini, facendoli discendere da una comune origine...

Se poi pensiamo che Akhenaton ebbe in moglie una principessa mitanna, successiva a Nefertiti, non dobbiamo meravigliarci di certi miscugli.

Le religioni misteriche certamente hanno sempre attratto quelle persone alla ricerca del proprio Sè, invece la massa era facilmente manipolabile dalle strutture sacerdotali volte a controllare il popolo e a creare consenso o toglierlo al sovrano di turno.

L'esempio del tempio di Tebe è molto importante.

Cmq il post sul sankrito conferma le mie intuizioni!

Un'altro aspwtto da analizzare sono i culti provenienti dal mondo iberico o ex-Atlantideo!

Il libro citato nel post precedente è tutto in spagnolo, spero di riuscire a fare un sunto.
Assà bbinirika!

rrusariu ha detto...

Zetan
ho riletto attentamente il tuo post.

Hai ragione, ma per far questo dovremmo riuscire a creare una sorta di Università-scuola-centro ricerche che sia e poter portare avanti ciò.

Certo comporta tempo e impegno ma io ritengo che ciò sia fattibile.
Possiamo discuterne.
Assà bbinirika

zetan ha detto...

Rrusariu la questione è solo in apparenza complessa, andando alla radice tutto si semplifica, mi fa piacere condividere con te questa passione e dunque perché non discuterne.

La separazione gnosi, cristianesimo, vedanta, è falsa come lo è nel paganesimo la separazione politica destra sinistra nel periodo attuale.

Cerco nei limiti delle mie possibilità solo di creare uno spunto per quanti sono disponibili a vedere oltre quello che ci hanno sempre proposto.

Solo che nel campo mistico ciò è molto difficoltoso perché i condizionamenti sono oltremodo potenti e creano spesso disorientamento.

Poi mi rendo conto che affronto queste tematiche in maniera forte e questo provoca delle reazioni robuste ma, la dialettica sincera è la mia prediletta.

Sono disposto ad un confronto con te ma, tieni conto il mio non è un approccio di tipo intellettuale e dunque non so quanto possa esserti utile.

Anonimo ha detto...

Scusate, Rrusariu e Zetan, ho letto i vostri commenti con molta passione, sento una forte vibrazione nel leggere certi argomenti, ma con sincerità non ci ho capito niente, vi chiedo se potreste darmi qualche suggerimento per cominciare a capire certe tematiche? grazie
un saluto
Brigante

zetan ha detto...

Brigante benvenuto nella appassionante universo dei simboli misterici.

Non sono uno specialista in materia, dunque faccio parecchia fatica a razionalizzare argomenti di questo tipo, provo a fare qualche esempio per darti uno spunto, che tu dovrai sentire valutare.

Quando l’Abate parla degli adoratori del sole, parla di una organizzazione massonica che attualmente gestisce le sorti del nostro pianeta. In apparenza costoro governano l’economia e tutti crediamo che lo facciano solo perché hanno delle solidissime basi finanziarie.

Ma a guardare più attentamente osserviamo che utilizzano dei simboli che adoperano nelle loro comunicazioni, così come nel proporci i loro prodotti o, peggio i loro modelli sociali. Mediante l’utilizzo di questi simboli i nostri hanno accesso al nostro subconscio rendendoci degli automi.

Esempio: costoro sono anche definiti gli adoratori del Sole, cosa significa ciò? che cosa è il Sole nella simbologia mistica? Il Sole è un simbolo maschile che di per se non è cattivo ma, esasperando o sbilanciandone la misura, crea disarmonia perché prende il sopravvento sui simboli femminili come luna, devastando di conseguenza le relazioni tra i sessi e nelle sensibilità più delicate che dimorano in ognuno.

Nell’osservare le donne che oggi intendono affrontare incarichi di potere notiamo che devono assumere caratteristiche maschili, è preclusa altrimenti ogni possibilità di carriera. Questo vale anche al maschile il modello è sempre lo stesso. Di fatto viene annientata la Dea Madre, collegata alla nostra terra e tradizione e, ciò ci rende subordinati e passivi al loro volere, perché tale modello non ci appartiene.

Il Sole è il simbolo che in astrologia governa il segno del leone, cosa significa esasperare tale mito; intanto vuol dire alimentare l’ego di ognuno, in contrapposizione alla autentica cooperazione tra individui che non possono percepirsi alla pari, ognuno viene indotto esasperazione dell’IO, tanto da consentire una divisione e una competizione sociale esasperata, funzionale alla gestione piramidale del modello sociale, come quello a cui siamo sottoposti quotidianamente.

Il Sole, ancora, è il simbolo dell’imperatore, se provi a fare una ricerca troverai una simpatica coincidenza, nel verificare che moltissimi capi di stato o di governo di spicco, sono stati e sono del segno del leone. Questo per dire che loro utilizzano il simbolo del governo, per affermarsi. Loro si affermano quali imperatori del mondo.

Come utilizzano questi simboli? nella comunicazione artistica, ad esempio nei film, nella pubblicità, nel linguaggio ecc…Ma questo è solo un sunto elementare per l’ idea di ciò che è la gestione sociale attraverso i simboli.

Concludo che i simboli hanno delle radici temporali assolutamente sconosciute ma, sono riconosciute in tutte le tradizioni sacre con i medesimi significati. Pertanto è questo il punto centrale, queste simbologie ci sono state espropriate e sono utilizzate in modo improprio da coloro che combattiamo. Senza renderci conto, non comprendendo le dinamiche e i significati dei simboli stessi, che ci ritroviamo come i palestinesi a tirare sassi contro i carri armati.

I simboli non sono mai negativi ma, siamo noi a poterli rendere tali, i simboli sono solo molto potenti parlano al nostro inconscio e questo in conclusione mi preme sottolineare.

Spero di averti fornito uno spunto di ciò che stiamo trattando.

Abate Vella ha detto...

Zetan,

devo farti i miei complimenti. In pche righe mi hai fatto capire tantissime cose che ancora per me erano poco chiare, soprattutto nel rapporto che questi "adoratori del sole" hanno con l'elemento femminile.

Sono d'accordo con te sul fatto che sia importantissimo capire bene il significato "orignario" dei simboli altrimenti nel combattere i nostri nemici rischiamo di fraintendere le loro azioni e le loro tattiche.

Grazie per il tuo commento.

zetan ha detto...

Li accetto con piacere anche pensavo fossero stati poco chiari i concetti espressi. Tuttavia meglio così.

Abbiamo bisogno l'uno dell'altro per affrontare questo lavoro, perché come dice Rrusariu è tutto da costruire e deve contrastare anche i condizionamenti che volutamente ci negano l'accesso.

Mi permetto di suggerire di non intellettualizzare troppo tale ricerca, poiché non è la strada giusta, questo aspetto rimane il più difficile da comprendere e da accettare.

Buon lavoro anche a te Abate.

Anonimo ha detto...

Zetan
puoi indicare qualche libro o sito che tratta questi argomenti in maniera "non intellettuale" come tu dici
Saluti
Briganti

zetan ha detto...

Brigante io ho attinto poco da testi, quindi mi viene difficile di getto suggerirti qualcosa.

Tuttavia fammi verificare se trovo qualcosa che ritengo possa essere proponibile e trattato da persone affidabili te lo comunico.

Quando dico che la ricerca deve trascendere l'intelletto voglio dire che bisogna avere percezione del simbolo per comprenderne pienamente il significato.

Ti faccio un esempio, chi è che adora il sole, per continuare con il simbolo di prima, le donne, in estate sono loro che non smetterebbero di stare sdraiate al sole, invece ai maschietti stare al sole da fastidio.

Apparentemente potrebbe sembrare di scarso significato questo aspetto, però non lo è, il sole è un simbolo maschile e quindi ne ha le caratteristiche e non può non essere adorato dalle donne, ma ciò non avviene per scelta intellettuale, è un automatismo, così come è un automatismo il fastidio maschile.

Quindi per tornare a noi per comprendere il significato profondo dei simboli necessita principalmente la percezione, l’intelletto ha un ruolo marginale o secondario.

Spero che sia più comprensibile in questi termini.

zetan ha detto...

Brigante goditi i simboli comparsi nei cerchi di grano o crop circles.

Non ho molto da suggerirti da formirti perché non conosco un testo unico da dove attiengere, questo è un lavoro trasversale di ricerca e dunque necessita la voglia di intrecciare ciò che si apprende dalla lettura con ciò che si riesce a percepire dai vari simboli.

Ritengo quella dei crop una simbologia estremamente potente e la visione modifica la struttura di chi le osserva.

Incanta l'osservatore al punto che non riesce a staccare lo sguardo da questi logaritmi matematici perfetti.

Non necessita altro che l'osservazione.

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