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mercoledì, settembre 09, 2009

Peppuccio il mangiapreti

Quando saltano i nervi si perde il controllo e si comincia a mordere a casaccio a destra ed a manca come rabbiosi cani randagi. E nel canile della politica italica i nervi sono saltati da un pezzo.

Basta vedere i ridicoli attacchi a Berlusconi: dal tormentone estivo di “Papi”, alle tombe etrusche in Sardegna. E senza dimenticare la vergognosa polemica che ha accompagnato la presentazione a Venezia dell'ultimo film di Tornatore, con una certa sinistra che scopre improvvisamente che la casa di produzione (la "Medusa") appartiene proprio a “Papi”, con la novità delle proteste per le riprese effettuate in Tunisia (facendo finta di non sapere che uno dei principali produttori del film è un imprenditore tunisino, Tarak Ben Ammar [*]), e pure con Sgarbi che riesce velenosamente a farci entrare la mafia.

E non scordiamoci un'altra pagliacciata degli ultimi scampoli di estate, e cioè quella che ha visto come vittima sacrificale l'oramai ex direttore di Avvenire, Dino Boffo. Una pagliacciata che come le altre nasconde forte nervosismo negli avversari e negli alleati del solito “Papi”. Chi è l'avversario (o l'alleato) in questo caso non è difficile da capire: Berlusconi ed il papato sono ai ferri corti.

Quello che non è ben chiaro è quale sia l'oggetto del contendere.

Come tutti sapete, da queste parti ci piacciono la fantapolitica ed il cospirazionismo, e siccome siamo anche siculocentrici la riposta è ovvia: il principale oggetto del contendere è l'isola di Trinacria.

Cioè: il film girato da Peppuccio e prodotto da Papi ha contribuito a fare andare su tutte le furie l'entourage del Papa. O forse più che il film di Tornatore (Baarìa, che ancora non abbiamo visto...) sono state le sperticate lodi ad esso rivolte da Berlusconi non da semplice produttore, ma nella veste di Presidente del Consiglio (di norma, un produttore non esorta tutti gli italiani di andare a vedere il proprio film). Lodi sulle quali si è soffermato meravigliato lo stesso regista (intervista rilasciata a La Sicilia del 3 settembre 2009):

“Sarei ipocrita a dire che non mi ha fatto piacere, soprattutto perché arriva da una persona che la pensa diversamente da me in politica. (...) E' stato nel giudizio positivo un po’ intempestivo.”

Le prime crepe nella decennale alleanza tra la Chiesa e le logge padane (leggi P2) sono apparse alla vigilia delle scorse elezioni europee, quando il pecoraio tentò l'annessione definitiva della Sicilia con la formazione del PDL (vedi il post “Incartati neri”). Il colpaccio fallì a causa dell'opposizione di Dell'Utri, Miccichè e Lombardo (affiancati nell'occasione dal sindaco antimafia Crocetta, una cosa da sbellicarsi dalle risate) e di quella importantissima del Vaticano. Invece del progettato 50%, il nuovo soggetto politico si ritrovò in Sicilia con un magro 36%.

Il soglio di Pietro non aveva visto di buon occhio il tentativo del paramassone per un semplice (ed ovvio) motivo: a papparsi la Sicilia voleva essere lui. E nel dopo elezioni pensò di avere il campo libero.

Evidentemente aveva frainteso il “Non cambio, agli italiani piaccio così” di Berlusconi. Qualcosina purtroppo (o per fortuna...) è cambiata, ed invece di mantenere le distanze dagli interessi della Chiesa in Sicilia, ha deciso di contrastarli aiutando la Sicilia a non cadere nelle mani di Sua Santità rafforzandola sia dal punto di vista logistico (vedi il post “In carrozza, si riparte”: senza certi aiuti tutto questo non sarebbe stato possibile) che da quello dell'immagine e del radicamento dell'identità divaricandola ulteriormente da quella del meridione d'Italia [**].

Ed è proprio qui che potrebbe inserirsi il film di Peppuccio e la presenza al lido di una Cucinotta ghibellina [***] e dalle forme visibilmente anti-papaline come madrina della manifestazione:



Un tale scenario può essere verosimile? Chi conosce la storia e sa interpretarla potrebbe già aver capito dove si sta puntando.

Le lotte tra la Sicilia ed il papato sono ben conosciute: dall'estorsione della Legatio alla quale si dovette sottomettere Papa Urbano II, ai tentativi di recuperarla sfociati nei duecenteschi Vespri e nella settecentesca “Controversia Liparitana”. Senza contare le scomuniche a Federico II, reo di essersi alleato con musulmani e ortodossi (e di essersi incoronato da solo).

Ci fu un momento però in cui la Chiesa credette di poter vincere definitivamente la guerra, quando nel 1816 per mano dei Borbone ci si “inventò” il Regno delle Due Sicilie, effimero esperimento poi sommerso dall'epopea risorgimentale.

Con il disfarsi dello Stato Italiano, creatura posticcia figlia di quel risorgimento, oggi il ritorno del Regno di Sicilia è temuto da molti, a Londra ma anche in Vaticano.

Quale migliore soluzione per le brame pontificie se non la riproposizione politica di quella che in fondo fu anch'essa una creatura risorgimentale, appunto il guelfo Regno delle Due Sicilie?

L'azione “sicilianista” di Berlusconi tuttavia non è priva di interessi personali. Divaricare la Sicilia dal Sud Italia permetterà infatti ai padani di mantenere il controllo su Napoli a scapito del Vaticano. Un disegno irto di insidie anche per noi: la Sicilia per prosperare ha bisogno di un Sud Italia stabile politicamente, ed il contrasto tra “padania” e Vaticano, una volta crollato il fronte massonico anglosassone, rischia di degenerare in guerra civile. Con ripercussioni anche da questa parte del faro.

Una soluzione potrebbe essere quella di liberare il meridione d'Italia da sud secondo un processo “federiciano” (fu Federico II che consolidò l'unificazione di Sicilia e dell'intero Sud Italia in un unico Regno di Sicilia) in opposizione al processo “borbonico” proposto da Roma. E per fare questo la Sicilia deve essere capace di camminare sulle proprie gambe.

Il famigerato (e finora anche fumoso) partito del sud proposto ed oggi ri-proposto da Miccichè ed avversato sia da Berlusconi che da qualche uomo di Chiesa, potrebbe permettere di intraprendere questa via federiciana. Val la pena ricordare che fu lo stesso Miccichè qualche mese fa a mettere in campo Federico II (“Micciché vuol cancellare Garibaldi”, IlGiornale.it, 21 aprile 2009):

Via Giuseppe Garibaldi dalle... vie di Sicilia. Dalle vie, dalle strade, dalle piazze, da dovunque. E largo a Federico II, che invece davvero ha dato lustro alla Sicilia.

I politici siciliani (primo tra tutti Raffaele Lombardo con la sua più ponderata via “autonomista”) rimangono però ambigui sull'argomento, non potendosi permettere uno scontro in campo aperto né con Berlusconi né con il Vaticano [****]. La cartina di tornasole del saldarsi delle nuove alleanze sarà forse la formazione di questo benedetto “Partito del Sud”? Se Arcore (anche sottobanco) si mostrerà più disponibile verso il nuovo soggetto politico, utile come argine da opporre all'espansionismo pontificio, vorrà dire che la via “federiciana” potrebbe avere la meglio.

Lo spazio messo a disposizione della Sicilia in laguna vorrà pur dire qualche cosa.

Che santa MariaGrazia, madrina di Venezia, ci protegga dalle tentazioni ultraterrene.

Nota finale: L'attacco più volgare contro Tornatore e gli altri, anche se indiretto, proviene dalla Sicilia. Il direttore di SiciliaInformazioni.com, a causa della rabbia di cui sopra, si è “impappinato” sul titolo di un film prodotto dalla Cucinotta, che da “Viola di mare” è diventato “Minchia di mare”. Risolto “l'equivoco” grazie all'intervento dell'autore del libro, dal giornale non sembra siano arrivate le dovute scuse alla Cucinotta, al regista ed a tutti i Siciliani.



Clamoroso a Monreale, Papa licenziato in tronco: il Cristo decide di incoronare lui direttamente il Re di Sicilia


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[*] Ma non si diceva che uno dei modi per affrontare la crisi dell'emigrazione era portare lavoro e sviluppo a casa loro? Ed ora che anche grazie alla Sicilia questo avviene, qualcuno continua a lamentarsi...

[**] Da rilevare come in certi ambienti cattolici sin dall'800 si sia assegnata al nazionalismo siciliano una radice liberal-massonica, a partire dalla storia dei Vespri apparentemente riscritta in funzione anti-papale dal rivoluzionario Michele Amari. Al solito, si tace l'esistenza di una fonte scritta in siciliano e contemporanea agli eventi (“Lu rebellamentu di Sichilia”, 1290) che descrive e rivela la congiura pontificia.

[***] Il termine “ghibellino” deriva dal nome del castello di Waiblingen, di cui erano signori gli Hoenstaufen di Svevia, il casato di Federico II.

[****] Neanche il Vaticano, a ben vedere, può permettersi oggi uno scontro in campo aperto con la Sicilia. Sarebbe un enorme regalo a Gheddafi ed a Putin, o meglio a musulmani ed ortodossi. Di nuovo, Federico II docet.

36 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche alla Martorana di Palermo c'è un mosaico analogo: questa volta è Ruggero II, nonno di Guglielmo II, a farsi incoronare direttamente da Cristo.
I simboli e lo strumento tecnico, il mosaico, non sono da cristianità occidentale. I sovrani normanni "parlavano" un linguaggio ecclesiastico orientale e ortodosso (e magari si comportavano anche un po' da musulmani, con tanto di harem). Tant'è che nell'ortodossia Cristo è il capo della Chiesa, senza vicari in terra. Mentre i Sacri Romani Imperatori furono sempre "incoronati" dai Papi. Almeno fino a Napoleone (erede "morale" del SRI che aveva distrutto) che tolse la corona al papa e se la mise da solo. Ma quella era un'altra cosa ancora: non Cristo né il Papa, ma l'uomo che si fa artefice del proprio potere. In un certo senso un'incoronazione massonica.
Carlo d'Angio, primo re di "Sicilia" di Napoli, fu anche il primo re siciliano a farsi incoronare a Roma direttamente per investitura papale e senza acclamazione preliminare dal Parlamento. E ho detto tutto.

Anonimo ha detto...

Abate, capisco il suo anticlericalismo viscerale, ma identificare tout court la Chiesa con la parte deviata di essa che è stata infiltrata apposta dalle forze maligne che si oppongono a Cristo, per averne il controllo e snaturane il fine, non è degno della sua sottile capacità intellettuale.

Lei sa benissimo che l'uso dei termini è importante e che citare, per esempio, prima la Chiesa, poi il Vaticano, poi il Soglio di Pietro indifferentemente crea quella confusione (voluta?) che facilita un'interpretazione a mo' di mintestrone nel quale i sapori non si distinguono e non si riconoscono più.

La missione della Chiesa, quale l'ha voluta Cristo e per la quale, suo malgrado, è stata istituita con la consegna delle "chiavi" a Pietro, non è quella di conquistare i territori, ma quella di conquistare le coscenze per un fine ultraterreno.

Tutto quello che ha a che fare con interessi terreni non appartiene al messaggio originario di Cristo ne alla sua Chiesa, ma appartiene alle cospirazioni che da sempre vengono preparate dai nemici di Cristo e che ora, pare, trovino il culmine previsto dalle Sacre Scritture.

cordialmente
giuseppe s.

zetan ha detto...

Si comincia a respirare aria diversa, condivido per intero questo post Abate, apprezzo il coraggio nell'averlo pubblicato.

Spero, tuttavia, che riusciremo a gestire gli spunti forniti, oltre la retorica delle contrapposizioni.

Del resto quando si aprono le imposte, oltre al beneficio immediato di respirare a pieni polmoni, c'è da tenere in conto, che la polvere che viene sollevata può disturbare quanti soffrono di sindrome allergica.

Tuttavia non è tenendo tutto sigillato che si ci cura dalle fastidiose riniti.

Anonimo ha detto...

Allora, caro Zetan, se volete che il sicilianismo si debba ridurre ad ambiguo ed obliquo anticlericalismo, noi togliamo sin da ora il disturbo, perchè, in effetti, ci siamo rotti le scatole di questa concezione angusta e totalitaria del sicilianismo.

E ho anche l'impressione che certi interessi massonici, sotto mentite spoglie, si stiano spostando a Sud...

giuseppe s.

Abate Vella ha detto...

Chiariamo una cosa:

in realtá qui non si e' effettuata nessuna svolta. Il post tratta di politica, e non di religione anche se chiaramente qui ci sono dei punti di contatto.

La Chiesa di Roma rimane un preziosissimo alleato della Sicilia e dei Siciliani. Ma e' bene discutere anche delle frizioni che sono esistite ed esistono.

A Giuseppe S. vorrei dire di essere un po piu' aperto nelle discussioni: non si possono negare gli interessi politici della Chiesa. Interessi che io considero legittimi, ma sui quali possiamo anche non essere pienamente allineati.

I fatti che ho riferito sono storici. La lotta tra il Papa ed i Re di Sicilia non ha bisogno di commenti (se non quello fatto dall'anonimo di sopra). I mosaici di Monreale e della Martorana non li ho fatti io.

Non e' un mistero che qui si guardi al Regno di Sicilia normanno come esempio, piu' che al Regno delle Due Sicilie.

Ho messo un po' di ironia nel mezzo, ma stando attendo alle maiuscole visto che non si vogliono toccare i dogmi (e poi, secondo voi Tornatore e' o non e'mangiapreti?)

Ho usato diversi nomi per indicare il Vaticano solo per questioni di scorrevolezza e per non essere ripetitivo. Mi scuso se a volte questi termini non sono esattamente sovrapponibili ed ammetto ignoranza a riguardo.

Per quanto riguarda il serpeggiare massonico, beh... anche qui il commento dell'anonimo sopra dovrebbe chiarire. Poi c'e' un altro piccolo dettaglio che non ho messo in risalto esplicitamente: come mai SiciliaInformazioni attacca Tornatore? Direi che questo attacco ci suggerisce dove siano gli adoratori dell'occhio...

Infine: tra Regno di Sicilia, Vaticano, Ortodossi e persino musulmani, ci stiamo muovendo nello stesso schieramento, quello diciamo cosí degli "adoratori di Cristo". Quindi lasciamo stare i muro contro muro, si tratta di "frizioni". Discutiamole con calma. Senza strumentalizzazioni da un lato e dall'altro.

Questi argomenti prima o poi dovevano essere affrontati, direi.

COMITATO SICILIANO ha detto...

Ciao Abate,
io giudico il Regno delle Due Sicilie in base ai dati che oggi abbiamo in possesso, e che parlano di uno stato che rivaleggiava con le principali potenze europee.
Non ci sono altri paragoni nella storia moderna per contrapporre la versione risorgimentale dei fatti, infatti l'ultimo periodo aureo della Sicilia e quindi di tutto il Sud, fu proprio il Regno di Sicilia dei Normanni e degli Svevi.
Tutto il resto è fatto di regni semi o pseudo-autonomi, dove il vero potere era detenuto ora Vienna ora a Madrid.
Il Regno di Sicilia nasce con i confini identici dell'attuale Regno delle Due Sicilie, che altro non era che una riedizione del primo Regno dei Normanni, dei quali i Borbone erano legittimi discendenti.
Purtroppo alcuni storici, alimentati dalle manie risorgimentali hanno dipinto i Vespri Siciliani come una disputa contro i napoletani: nulla di più falso, tant'è che fu proprio un napoletano ad organizzare i Vespri (Giovanni da Procida) Gli stessi baroni siciliani cambiarono più volte bandiera, alleandosi ora con gli aragonesi ora con gli angioini.
Molti invece enfatizzano la figura di Re Federico III (che fu un grande re) solo perchè in quella fase storica regnava in una Sicilia temporaneamente staccata dal Napoletano, ma evitano di dire che questo Re aveva parecchi avamposti in Calabria ed in Puglia, perchè?Semplice, Federico III, proprio come gli angioini, aveva l'obiettivo di regnare sia sulla Sicilia continentale sia quella insulare.
Non entro in merito ai discorsi sulla Chiesa, sai come la penso, cito però un passaggio della Bibbia per coloro i quali dicono che la Chiesa è un'invenzione degli uomini e quindi non dovrebbe esistere (ovvero gli uomini dovrebbero rivolgersi direttamente a Dio) , più che altro per mascherare la propria incredulità.

«Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente». Gesù replicando gli disse:«Tu sei beato, o Simone figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io altresì ti dico: tu sei Pietro[1], e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Matteo 16:16-18).

Dunque la Chiesa degli uomini altro non è che la Chiesa di Dio.


[1]S.Pietro fu il primo Papa.

Anonimo ha detto...

Egregio sig. Abate, sta proprio nella diversa cognizione che abbiamo nel valutare gli interessi politici manifestatisi all’interno della Chiesa, la differenza: noi non li consideriamo legittimi quando non hanno il fine indicato da Cristo ma quello dell’arricchimento materiale e del potere. Cristo istituì la sua Chiesa, promettendone la preservazione dottrinale sino alla fine dei tempi, unicamente per un fine spirituale, quello della salvezza dell’anima.

Solo partendo da questo presupposto siamo autorizzati a criticare e a combattere gli aspetti deviati della Chiesa. Cristo, infatti non si intimidì mai a tacciare di ipocrisia ed eresia i sacerdoti del tempio nel quale Egli si recava solo per lodare il Padre ed annunziare il Vangelo.

Nemmeno noi, quindi, avremo timore a discutere o a confermare determinati mali nella Chiesa, purché il tutto si basi su fatti veritieri e non su posizioni precostituite.

Nessuno di noi, infine, cattolici sicilianisti, ha mai indicato nel Regno delle due Sicilie il modello a cui ispirarsi, ma, al contrario, abbiamo sempre preferito un stato indipendente per la Sicilia, eventualmente unito ad altri stati, con rapporto federativo.

giuseppe s.

nebros ha detto...

questi cattolici sono proprio degli ipocriti; accusano di massoneria chiunque non ritiene la chiesa degna di considerazione!
MA FINITELA!!!
uno Stato è un'organizzazione creata dagli uomini e gli uomini non nascono cattolici, alcuni di loro lo diventano e sottolineo ALCUNI, quindi smettetela di ritenere che l'uomo deve adeguarsi alle vostre idee prive di alcun fondamento.

FIRMATO
un "massone"!
AHAUAHUAHAUAHUAHUA

zetan ha detto...

Giuseppe S. ti comunico che non rientro nella categoria degli anti clericali o cattolici, seppur ne avrei motivo, detto ciò ritengo sia arrivato il momento di discutere di tutto, anche di taluni dogmi collegati al cattolicesimo senza che ciò debba essere ritenuto a priori sacrilego.

Mi appare discutibile, invece, l'atteggiamento di intransigenza nell'affrontare queste tematiche sensibili, come quelle che l'Abate ha avuto il coraggio di affrontare, che appena sfiorate lacerano le relazioni come tu stesso dimostri nel tuo intervento.

Questa indisponibilità più che una forza sta divenendo sempre più una debolezza, rifletti su questo aspetto per favore.

La spiritualità e la politica nelle organizzazioni religiose, in genere e con le dovute distinzioni, ad alcuni ci appaiono sempre più scisse e distanti, rilevarlo non è un attacco al credo ne tantomeno una disapprovazione contro chi manifesta una fede profonda; per costoro nutro il più alto livello di stima, quindi ti prego di evitare di alimentare scontri retorici anti e pro, non è questo l’obiettivo.

Se non invece ridare forza a quanti all’interno delle organizzazioni religiose sono mossi da un autentico sentimento mistico o religioso con aperture e tuttavia risultano messi ai margini così come lo sono stati in passato illustri personaggi quali Pietro da Morrone o Francesco d’Assisi giusto per fare due esempi tanto celebri quanto eclatanti.

Questa analisi, a mio avviso, rafforza quanti hanno a cuore l’autentico sentimento Cristiano e contemporaneamente hanno il coraggio di abbandonare i padri e le madri, come sosteneva Gesù stesso, nel tentativo di ritrovarsi.

E’ questa a mio avviso la sfida che piaccia o no bisogna affrontare.

COMITATO SICILIANO ha detto...

Gentile Zetan, apprezzo il suo tentativo di dialogo, ma forse si sta rivolgendo alla persona sbagliata, considerando il contributo di Nebros, che ha assunto proprio quell' "atteggiamento di intransigenza" come da lei scritto prima. Non mi pare infatti che il Sig. Giuseppe ne io, ci siamo qualificati come ha fatto Nebros.

In ogni caso mi pare molto difficile che un non cattolico o chi ha difficoltà a riconoscere l'autorità della Chiesa, abbia requisiti sufficienti per poter affermare cosa è giusto e cosa è sbagliato nella Chiesa di oggi.
Chiaramente questa mia considerazione non vuole essere assolutamente offensiva, ma spero che contribuisca ad un dialogo corretto.

Abate Vella ha detto...

Prima di tutto apro una parentesi: vorrei riprendere quanto detto nel primo commento dell'anonimo riguardo alle incoronazioni.

Nell'ottima sintesi, viene ricordata anche l'incoronazione di Napoleone che non richiede l'intervento del divino: il divino, la luce si trova dentro l'uomo. Questa e' appunto una incoronazione "gnostica" o se vogliamo semplificare "massonica".

In tempi moderni ne abbiamo vista una molto significativa e le cui conseguenze si ripercuotono ancora oggi: fu l'autoincoronazione dello shia di Persia.

Qualche anno dopo il suo regno fu spazzato via dagli ayatollah. Ecco contro cosa combatteva Komehini. Questo solo per segnalare quanto approssimativa e fuorviante sia la visione di un Iran terrorista ed intransigente.

Chiusa la parentesi.

Abate Vella ha detto...

Comitato,

sui Vespri concordo con te. So benissimo che l'Amari strumentalizzo' la storia per i suoi (suoi ?) fini.

Non ci sono dubbi pero' che in ambito cattolico (e parlo di minoranze... non sto facendo di ogni erba un fascio!) si sia lasciato intendere che il sicilianismo fosse in pratica quello.

I Siciliani si rifanno in realta' al regno normanno, e quello che rivendicano in ambito religioso e' il ritorno di quella autonomia dai normanni conquistata. Quell'autonomia non li poneva fuori dalla Chiesa Cattolica. E comunque non mi pare che quando si parla di Ortodossia si parli di eresia.

Quindi in realta' si puo' dire che il mio intervento si muove sempre dell'ambito del cattolicesimo e che le critiche al Vaticano sono poste precisamente in questa cornice.

Detto questo, ho usato un taglio sferzante ed ironico nell'articolo. Questo perche', indipendentemente da cio' in cui crede lo scrivente (un cattolico siciliano se vogliamo, che non e' cosa perfettamente coincidente con il cattolico romano come abbiamo visto...) questo non e' un blog cattolico (o almeno prova a non esserlo). Per questo si cerca di mettere tutti gli argomenti sullo stesso piano, usando la stessa ironia per tutto (capisco che cio' e' dissacrante... ).

Perche' questo non e' un blog cattolico: perche' la Sicilia e' terra di confine e di incontro e lo sara' sempre e dobbiamo sforzarci di vivere insieme in pace. Tra i "sicilianisti" (chiamiamoli cosi'... non mi riferisco solo agli appartenente ai partiti sicilianisti) vi sono cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, musulmani, pagani e massoni. Tutti loro stanno lottando assieme e tutti loro hanno diritto ad una patria.

La Nazione Siciliana non puo' avere come fine l'eliminazione della massoneria o del cristianesimo, anche se poi come singoli credenti lottiamo per diffondere la nostra visione.

Queste non sono belle parole messe qui per impressionare. Il Regno di Sicilia grazie alla visone dei re normanni prima ed aragonesi dopo fungeva da baricentro del Mediterraneo bilanciandone gli estremi.

Era un regno cattolico, ma questo non impedi' ai re di capire le responsabilita' che avevano nei confronti delle nazioni vicine.

Ora, o la Sicilia riesce a porsi nuovamente in quei termini (e oggi ci sono le possibilita' per farlo) o saremo ancora schiavi, noi come il sud Italia.

zetan ha detto...

Comitato io sono battezzato ho preso i sacramenti mi sono sposato in chiesa, mi dite se ho requisiti giusti per effettuare un intervento su questa tematica?

Oppure il consenso verso la politica Cattolica non lascia margini prendere o lasciare e quindi mi escludete a priori dalla fede, attenzione a non prestare il fianco a manie di grandezza, quale quella che vi consente di escludere quanti non sono così come voi ritenete si debba essere credenti.

Non vado oltre per decenza, anche se mi interessa chiedervi da chi avete ricevuto la facoltà di giudicare la mia fede? mi dite da chi per favore? Osare tanto non se lo permetteva nemmeno Cristo, tuttavia spero questa delega, almeno voi, l’avete ricevuto da qualcuno più in alto ancora

Peppinnappa ha detto...

Credo che debba prestarsi attenzione al fatto che di recente il Papa abbia invitato i cristiani (e dunque non solo ed in particolare i cattolici) ad impegnarsi in politica.

COMITATO SICILIANO ha detto...

Zetan, al contrario di ciò che mi auguravo il mio contributo è stato interpretato come offensivo o quasi.

Eppure è stato proprio lei che ha scritto: "Giuseppe S. ti comunico che non rientro nella categoria degli anti clericali o cattolici, seppur ne avrei motivo"

Adesso scrive che ha fatto tutti i sacramenti e si è sposato in Chiesa. Senza entrare nel merito delle sue decisioni, le sue azioni e le sue parole mi sembrano contraddittorie.

X Abate Vella, spesso si perde di vista che il 99,9% dei siciliani è di fede cattolica e buona parte di essa è praticante.

Permettetemi di difendere questa maggioranza e di farne parte a pieno titolo e con orgoglio, maggioranza duramente conquistata proprio dai tempi dei Normanni.
Ma non mi pare che i Borbone fossero schiavi del Papa, seppure tra le Due Sicilie e la Santa Sede i rapporti erano discreti.

Capisco chi si trova nella quota di minoranza, ma con tutto il rispetto, in Sicilia, le sue parole fanno il rumore della noce nel sacco.

Abate Vella ha detto...

Comitato,

permettimi di dissentire.

Il problema non e' il numero. Il problema e' la posizione della Sicilia. In virtu' di quella posizione, quello 0.1 (che poi e' molto di piu') prende una forza rilevante.

O noi ci poniamo come garanzia tra le tre sponde del Mediterrano (cattolica, musulmana, ortodossa) ed il secolo asiatico o faremo la fine che fecero i Borbone.

I Borbone non erano schiavi della chiesa, ma lo divennero quando persero l'appoggio orientale (Russia). Quello sbilanciamento porto' alla loro fine.

Peppinnappa,

non avevo notato la cosa da te riferita. IN effetti non e' detto che quello che dicono i vescovi sia quello che pensa il Papa. Gli attacchi a Berlusconi sembrano provenire principalmente dalla cei (qua ritorniamo a chi mi criticava - a questo punto giustamente - per aver fatto di ogni erba un fascio in Vaticano).

Ratzinger potrebbe avere la visione molto piu' ampia e per questo tende la mano agli ortodossi (che e' come tendere la mano alla Sicilia normanna...)

Da rilevare come persino l'Economist ha avvertito di questa possibile differenza tra quello che dicono i vescovi e quello che pensa il Papa nei riguardi di Berlsuconi.

rrusariu ha detto...

Peppinnappa,Zetan, & S.Giuseppe(?)
anch'io sono stato bbattiatu, fici la komuninione, fuiu krisimatu a Palermu 39 anni fa domani, da mons. Filippu Agghialoru. Mia madre mi voleva monaco basiliano. Ho studiato in un vecchio monastero basiliano di rito orientale, con messa in greco ogni mattina. Tre zie suore ke si sono date da fare per un ospizio di malati di mente a Cosenza.
Ho sempre vissuto con la religione in casa, ma il fatto religioso mi ha sempre spinto ad impegnare nella politica.
Purtroppo mio fratello maggiore quando si fece due anni di seminario per fare il missionario(!!!) capì che c'era qualcosa che non andava. Nell'intento di aiutare una ricercatrice argentina studente in una università inglese, vide la manipolazione di certa parte del clero nell'ambito politico.
Consiglio a tutti di leggere un buon libro di L.Sciasca: Dalla parte degli infedeli... la storia del Vescovo di Patti.
Un libro che il vescovo di Patti scrisse agli inizi del secolo scorso, amico di don L.Sturzo.
In cui faceva quadro della religiosità siciliana del tempo.

Cari compatrioti, qual'è il bene supremo per noi che ci dibattiamo in questo spazio virtuale?
La felicità del nostro Popolo, allora mettiamo da parte ogni divisione di tipo religioso e/o visione di fede, ricordiamoci che tutto porta a Dio, poi gli si potrà il nome che vogliamo.

Io personalmente vedo la mia lotta per la Sicilia Libera come la lotta di ogni essere umano che voglia vivere in piena libertà questo breve cammino di vita terrestre.

Sto cercando di approfondire certi aspetti della religiosità siciliana ma non sopporto più che come nell'estate del 1516 si usò la scoperta di un affresco murale dei Sette Angeli, per sviare dall'impasse politico di allora e permettere che la classe politica riprendesse sotto i paraventi della confraternita il potere politico.

Il re di Spagna non ha mai voluto che si formassero degli eserciti in Sicilia e nel regno di Napoli, andava bene a lui che si raccapezzassero giovani per garantirsi contro i turchi, ma non di più.
Fu solo il Parlamento Siciliano che armò una flotta nel 1570 circa per liberare l'isola di Malta dall'assedio turco. Nel 1576 c'era la flotta Siciliana con bandiera Siciliana alla battaglia navale di Lepanto, con navi approntare dal Parlamento Siciliano. Il Parlamento Siciliano da dove li prendeva i soldi?
Non certo dalla Spagna o dal Regno di Napoli...
Non voglio essere polemico, ma non vorrei che tornassimo ai tempi controversia liparitana e ci azzuffasimo primo del tempo per dei sacchi di ceci.
Lasciamo stare. Abbiamo bisogno di formare gente che abbia l'interesse a farsì che le nostre genti dell'isola e della penisola sappiamo prendere in mano la gestione della vita pubblica nell'interessi di tutti e non vendersi...

zetan ha detto...

Comitato quello che a voi è parso è un conto ma, non vi da il diritto di dover ritene le mie parole contraddittorie, contraddittorie rispetto a chi rispetto a cosa, forse contraddittorie solo perché non coincidono con le vostre? Ripeto é questo che vi fornisce il potere di escludere di giudicare? Vedete la mia contraddizione è proprio quella della distanza da atteggiamenti intransigenti nel gidizio del modo di vivere la fede altrui, è questo che mi ha allontanato dalle politiche cattoliche ma non dalla fade. Nessuno ha tanto potere, la fede è cosa diversa. E' la rigidità del guidizio che fareste bene a valutare se trova spazio nella credo Cristiano. Tuttavia almeno in questo i sentimenti sono chiari, vi ringrazio comunque per aver accettato questo confronto. Tuttavia le mie distanze da attegiamenti cattolici escludenti sone nette.

COMITATO SICILIANO ha detto...

Zetan, contraddittorie per me significa che prima si dice una cosa e poi se ne scrive un'altra.
Adesso può essere che ho frainteso io, ma non capisco chi oggi si dichiara non cattolico come si possa prendere i sacramenti o sposarsi in chiese, cos'è per l'occhio sociale?

X Abate Vella, mi piacerebbe sapere cosa interessa ai siciliani credenti dell'autonomia o meno della Sicilia in fatto di religione. Quando gli hai dato un Rosario gli hai dato tutto, sotto questo punto di vista i credenti sono molto semplici. Diverso è il discorso della politica, ma non confondiamo le due cose.

saluti

Anonimo ha detto...

Zetan, a proposito di atteggiamenti intransigenti o escludenti, le riporto le parole di Cristo:
" Non pensate che io sia venuto a portare la pace nel mondo: io sono venuto a portare non la pace,
ma la discordia. Infatti sono venuto a separare:
il figlio dal padre
la figlia dalla madre
la nuora dalla suocera
E ognuno avrà nemici
anche nella propria famiglia."

E' lo stesso Gesù Cristo, dunque, ad essere intransigente nel pretendere la separazione tra il bene e il male.
Il "volemose bene" a Lui puzzava sempre di zolfo.

natez

nebros ha detto...

"spesso si perde di vista che il 99,9% dei siciliani è di fede cattolica e buona parte di essa è praticante."

fonte famiglia cristiana?
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"Quindi in realta' si puo' dire che il mio intervento si muove sempre dell'ambito del cattolicesimo e che le critiche al Vaticano sono poste precisamente in questa cornice."

e se non fossero state nell'ambito cattolico, non sarebbero state critiche corrette?
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ho la netta sensazione che qui qualcuno ha nella mente la creazione di ua TEOCRAZIA e vi debbo dire con tutta franchezza che ne ho tanta paura!

nebros ha detto...

"I Siciliani si rifanno in realta' al regno normanno, e quello che rivendicano in ambito religioso "

io a dir la verità mi rifaccio ad uno Stato indipendente del XXI secolo
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" Tra i "sicilianisti" (chiamiamoli cosi'... non mi riferisco solo agli appartenente ai partiti sicilianisti) vi sono cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, musulmani, pagani e massoni."

anche tu hai utilizzato il termine "massone" per indicare chi non crede e non vuole dare (giustamente) nessuna autorità alla chiesa...

zetan ha detto...

In effetti devo ammettere che ho preteso troppo, pensavo si cogliesse facilmente la distinzione tra i sacramenti della fede cristiana e le politiche del cattolicesimo. Comprendo la difficoltà di chi persevera nella grossolana assimilazione, certo l'occhio sociale rientra nelle valutazioni in continuità con le precedenti considerazioni.

rrusariu ha detto...

Circa 7000 famiglie hanno sostenuto i costi per dare una prospettiva economica ai propri figli in un contesto dove manca qualsiasi opportunità lavorativa se non nell'impiego pubblico.


Onestamente debbo dire che è stato un fallimento generazionale. Lo dico da emigrato, mio padre son 50 anni che è in lombardia, io da più di 40 anni.

Ma vedere ogni volta, prima col treno, adesso con l'aereo, la fatica di chi torna dai propri cari e con la speranza di essersi di riusciti ad affrancare da una condizione di quasi semi-schiavitù la rende più sopportabile.


E di questi 7000 che avranno un orizzonte scuro che ne sarà?


L'unica alternativa sarebbe tagliare ... come tagliano loro!


Caro anonimo delle 15.39, se organizzi il sistema di potere che non dai informazioni adeguate e tieni le persone sempre nel bisogno è chiaro che incanali facilmente il voto... meno male che il reuccio adesso si è scoperto nudo e... solo.

Come disse poco tempo fa Mike Bongiorno, che nel mese di maggio(2009) lo andò a trovare e lo vide cenare da solo davanti un piatto con brodino... sulu komu un kani. Ha ragione Raffale che adesso si sbranano perchè sanno che tra poco non ci sarà più il padrone e cercheranno di portarsi il branco da chi garantisce la ciotola....


Ma ai ns. 7000 chi ci pensa più?


Visto che ci diciamo cristiani in qualche modo che risposta sappiamo dare? Ancora a sciarriarisi ppi li sacchi di ciciri?

Cominciamo a pensare di creare un'alternativa, a formare gente che pensa di risolvere i problemi, a dare prospettiva...

Ho pubblicato la prima parte del post su siciliainformazioni

Anonimo ha detto...

Ha fatto bene l'abate a sollevare il problema. Ma faremmo bene tutti noi a mantenere, nel senso corretto, la laicità della politica, nel senso cioè della sua autonomia dalla fede (e anche dalla non fede). Il punto è che la fede ha risvolti politici, e di questi, e solo di questi, intendiamo parlare.
Inviterei tutti (e in particolare alcuni) a smorzare gli accenti. Ciò di cui la Sicilia oggi non ha bisogno è di una guerra di religione tra mangiapreti e bacchettoni. La componente cattolica nella società siciliana contemporanea è prevalente, va valorizzata, ma soprattutto rispettata, anche perché gran parte dei patrioti siciliani lo sono sempre stati, sfidando talvolta le gerarchie ecclesiastiche quando queste avevano interessi diversi.
Devo ricordarvi io che nella controversia liparitana la maggior parte del clero, secolare e regolare, stava dalla parte dello Stato di Sicilia e non dalla parte del papa?
Erano tutti atei? Non credo.
A Nebros vorrei dire: non temere, nessuno metterà mai una teocrazia in Sicilia. Se ciò dovesse accadere metà dei militanti (tra i quali molti cattolici) si sfilerebbero immediatamente. Proprio per questo si può usare un tono più conciliante.
Al "Comitato" non chiedo niente invece. La visione dei neoborbonici "non è" propriamente rispettosa di chi cattolico non è, ma è assolutamente legittima. Semplicemente non appartiene al sicilianismo. Il "duosicilianismo" infatti è una cosa completamente diversa.
Quanto alla Costituzione del 1848, in verità essa era molto più moderna di quanto si possa pensare. Addirittura più avanzata della costituzione repubblicana di oggi su alcuni punti. Io la farei studiare nelle scuole siciliane come testo di educazione civica.
Sulla religione, ad esempio, è vero che è solennemente indicata una "religione di stato", ma i culti diversi, e al limite anche la mancanza di culto, non sono proibiti.
L'unica limitazione, legata al fatto che il re di Sicilia era "anche" capo della chiesa cattolica siciliana, era per il capo dello Stato. Lui sì, doveva per forza essere cattolico, ma era una figura simbolica, di garanzia. Per tutti gli altri valeva un principio sacro, e cioè che "tutto ciò che non è espressamente vietato, è permesso", e la costituzione non imponeva la religione cattolica a nessuno.
Semplicemente la "prendeva sotto la protezione dello Stato", garantendone l'organizzazione, il sostentamento, l'apostolato, e quindi in una posizione giuridicamente ed economicamente privilegiata, in omaggio al fatto che la maggioranza dei siciliani erano cattolici ed in omaggio alla tradizione siciliana.
E per inciso va detto che quando una religione è così diffusa, non è bene che resti un fatto privato, associazionistico, perché è molto più democratico che lo stato sorvegli questa istituzione che altrimenti può trasformarsi in potere occulto (come accade, per esempio, nei paesi scandinavi, ma anche in quelli ortodossi e in Inghilterra).
Quindi al Clero cattolico era garantita una presenza (affatto minoritaria) nelle istituzioni, ma per esempio, tutti "i regolari" (monaci) erano esclusi dall'elettorato attivo e passivo in ragione della loro prevalente fedeltà alla "civitas dei", piuttosto che a quella terrena.
Un buon esempio tutto sommato di rispetto per la tradizione e per la religione nel rispetto di ogni libertà individuale.
Certo, poi, stiamo parlando di quasi duecento anni fa. Ma questo accresce lo splendore di quella carta, non la riduce.
Massimo Costa

Anonimo ha detto...

Nessuno contesta il diritto di ridiscutere la storia o di sollevare problemi.

Il punto è il modo con cui si affrontano le cose, che può diventare fuorviante o tendenzioso se si confondono le ipotesi con i dati certi o ferire il sentimento religioso di chi crede, se si usa un tono canzonatorio.

Certo, la fede, per essere vissuta in maniera completa, deve avere anche una dimensione temporale ed è per questo che il comportamento dei credenti deve essere consono ai principi religiosi professati. Quando non lo è più, perde ogni diritto ad essere identificato come conseguenza di una fede religiosa.

Per un credente, quindi, l'amore e l'azione per la propria patria non può e non deve prescindere da questo.

Il comportamento poco o per niente esemplare degli esponenti della Chiesa Cattolica che hanno scambiato il messaggio di fede con altro, non potrà mai inficiare la validità del Vangelo di Cristo e la missione da Lui affidata a Pietro e ai suoi successori.

E quando il clero siciliano, nella controversa questione liparitana, si schierò dalla parte del Re di Sicilia, intese certamente confermare obbedienza e legittimità alla bolla di papa Urbano II.

D'accordo col giudizio dato sulla Costituzione del '48, preme, infine, precisare che i periodi in cui la Chiesa cattolica condusse vita "occulta", furono quelli delle sue persecuzioni.


un saluto
giuseppe s.

rrusariu ha detto...

Da SiciliaInformazioni
....
Le Procure svolgono indagini sugli anni che precedono la discesa in campo di Berlusconi e della nascita di Forza Italia. In quegli anni, rivelano i pentiti, le mafie discutevano sull’opportunità di fare nascere un nuovo partito. Ma si trattava di un partito indipendentista e non nazionale....


Miiiiizzica volevano l'indipendenza sti vastasi!
Quando sono proprio loro i più unitaristi, essendo stati sempre telecomandati....
Totò ParrAmmatula non sa come dircelo... che lui vuole continuare a mangiare...

Anonimo ha detto...

Caro Giuseppe S.,
forse sono stato frainteso ovvero ho usato involontariamente qualche vocabolo troppo forte.
Intendevo solo dire che quando una religione è così importante come lo è stata, e in gran parte ancora è, quella cattolica, il principio "Libera Chiesa in libero Stato" si fa ipocrita. Delle due l'una: o la Chiesa, non nel senso teologico del termine, ma come istituzione umana, attraverso il controllo della maggioranza delle coscienze, supera i propri limiti e invade il campo di "Cesare", mentre lo Stato finge di ignorarla, oppure al contrario lo Stato la ignora al punto da operare per la sua cancellazione dalla società.
Meglio un equilibrio come quello del 1848 a questo punto, anche se so bene che oggi non va più di moda lo stato veramente "laico" ma soltanto lo stato "agnostico". Ma così forse usciamo un po' fuori tema.
Tiravo in ballo il '48 perché recentemente l'ho riletta e ho notato "perle" che non ricordavo.
Fra le altre:
- divieto per i pubblici ufficiali di essere eletti deputati (oggi Iacolino si paga la campagna da eurodeputato da manager della Ausl di Palermo)
- assenza di retribuzione per i Parlamentari che continuano a svolgere la loro attività comune (solo una diaria di 20 tarì al giorno, circa 150 euro per i non residenti a Palermo)
- possibilità "Per ogni cittadino" di presentare a proprio nome una proposta di legge seppure per mezzo di un parlamentare (oggi con le autentiche delle firme nelle leggi di iniziativa popolare è praticamente impossibile farlo, l'ho sperimentato con l'assessorato enti locali sulla legge per la lingua siciliana)
- natura consortile dei 24 distretti dell'Isola (ecco da dove viene l'articolo 15 dell'attuale Statuto) che non sono "altri enti locali" carrozzoni, ma "unioni di comuni" e circoscrizioni per il decentramento dell'amministrazione centrale
- nessuna esplicita esclusione del sesso femminile dai diritti politici, all'infuori della carica di re (per la tradizione, ma forse anche perché, in qualità di legato apostolico, il re era anche sacerdote).
- età di 35 anni per diventare senatore (oggi è di 40 anni).
- gratuità dell'insegnamento pubblico.
E potrei continuare...
Certo ci sono anacronismi, come il divieto di voto per gli analfabeti o l'obbligo della laurea per i senatori, ma ... per certi versi è quasi attuale.
Scusate la divagazione.
Massimo Costa

COMITATO SICILIANO ha detto...

X Massimo Costa, non credo che lei abbia titoli per giudicare la nostra associazione (che non è la "neoborbonica") anche perchè nemmeno la conosce.

Se la conoscesse, infatti, saprebbe che tra i nostri iscritti vi sono anche mussulmani.

Cordialità

Anonimo ha detto...

Ha ragione Lei,non sono così fine da distinguere un duosicilianista da un neoborbonico.
E francamente mi interessa poco.
Cordialità anche a Lei.
M.C.

Abate Vella ha detto...

Ringrazio tutti per gli interventi che stanno portando la discussione sui binari che mi prefiggevo con un post che e' stato pensato "provocatorio" e schoccante (come cerco di rendere tutti i post del blog) proprio per constringere tutti a venire allo scoperto, se non partecipando con i commenti, almeno nel proprio ragionare a seguito della lettura.

A Nebros che lamentava la presenza della massoneria nella lista delle religioni, devo dire che l'inclusione era ironica. Per me la massoneria e' un forma di paganesimo (come ho piu' volte spiegato), il che deriva dalla lettura "gnostica" della figura di Cristo. Con questo non si vuole certo identificare il paganesimo con la massoneria.

Per quanto riguarda il confronto regno di Sicilia normanno vs Due Sicilie, qui non si vuole squalificare la seconda visione. Il regno delle Due Sicilie aveva tutti i crismi legali del caso ed i Borbone non possono essere accusati di aver disatteso al loro ruolo di regnanti. Semmai le aspettative di una parte dei loro sudditi.

Direi che le Due Sicilie sono forse il naturale sbocco di quella crisi che ha investito il Regno di Sicilia sensu strictu a partire dal 500 (Rrusariu ha detto qualcosa in proposito, anzi ne approfitto per ringraziarlo del libro prestatomi e da cui spero presto di trarre importanti post) e culminata nella sconfitta da parte della Russia nella guerra di Crimea. Questo, togliendo al mondo orientale appoggio nel Meditrerraneo ha di fatto svuotato di forze la Sicilia.

Di contro e' importante capire una cosa: le rivoluzioni antiborboniche ottocentesche, per quanto aiutate e magari fomentate dagli inglesi, vanno viste come rigurgito di quel regno di Sicilia Normanno che evidentemente disponeva ancora di forze notevoli.

Il confronto anche dialettico tra Due Sicilie e regno di Sicilia ss. e' quindi dal punto di vista intellettuale, culturale e politico di fondamentale importanza in vista della nascita di un nuovo stato che e' oramai inevitabile. Si spera che tale dibattito venga ripreso in sedi piu' consone di questa.

Infine, per venire incontro a quanto detto ancora da Nebros, nessuno vuole riproporre (credo) una delle due entita' oggi nel XXI secolo. Tutti guardiamo certamente ad un qualcosa di nuovo che deve tenere conto delle mutate sensibilita' dei cittadini del Sud Italia e della Sicilia. L'ispirazione e' pero' importante perche' le radici sono la nostra indentita' e senza di quelle siamo niente.

Peppinnappa ha detto...

Io vorrei associarmi a chi dice che è riduttivo scatenare una guerra di religioni allorchè si discute del ruolo politico che, obiettivamente, piaccia o non piaccia, hanno le religioni medesime. Credo che così finiamo col guardare il dito piuttosto che la luna. Dobbiamo, a mio modesto avviso, essere in grado di discutere di certi argomenti laicamente, cioè a prescindere da quel che noi personalmente pensiamo del valore intriseco di un certo fenomeno, ma cogliendo invece la rilevanza sociale che quello stesso fenomento ha; un po' così come fa il Times, che non è certo un giornale di parrocchia, ma che discute, per esempio, sugli esiti che potrebbe avere la divergenza tra Berlusconi e la Chiesa Cattolica. Detto questo non resisto tuttavia alla tentazione di entrare nella polemica ormai aperta, per ricordare, non da baciapile assicuro, che il mangiapretismo ad oltranza (a mio avviso ormai un po' datato, alla Pannella) fu già uno dei capisaldi della retorica della pseudorivoluzione risorgimentale.Così come vorrei precisare che, sempre secondo me, allorchè si discute di certi periodi storici non si tratta tanto di fare i borbonici o i neoborbonici o i savoiardi, perchè a quei tempi tutta l'Europa era governata da re, per cui il riferimento alle case regnanti è obbligato, piacciano o non piacciano. Il discorso dovrebbe, sempre a mio modesto avviso, appuntarsi soprattutto sulle chances di un certo tempo rispetto a quelle di ora. Ritengo tuttavia che, oggi come oggi, un tale disorso possa essere utile solo per ridare una coscienza nuova ai siciliani, ma anche ai meridionali, che sono stati indottrinati dalla falsa storia di un'Italia meridionale stracciona soccorsa dall'amor di patria dei piemontesi. Volenti o nolenti, se vogliamo creare un minimo di controinformazione oggi che ci si prepara a celebrare l'occupazione militare del Sud per spacciarla come unità d'Italia, un pezzetto di strada assieme ai neoborbonici bisogna pur farlo. E questo, ripeto, no perchè si è amici dei Borbone o meno, no perchè ci si fa la comunione ogni mattina o meno, ma per il semplice dato storico che allorchè avvennero quei fatti nel Regno di Sardegna c'erano i Savoia, nel Regno delle due Sicilie c'erano i Borbone. Punto e basta. Non so se sono riuscito ad esprimermi chiaramente, spero di si

Anonimo ha detto...

Caro Massimo Costa,

cos'è lo Stato se non l'organizzazione che si da un Popolo per poter vivere ordinatamente ?

Partendo da questo, chi può vietare ai credenti di partecipare alla vita politica di uno stato?

Chi può impedire, per esempio, ai cattolici di mettere in pratica la loro fede ponendosi al servizio della comunità, attraverso le istituzioni di uno stato ?

Ripeto, al servizio, non il contrario!

L'espressione "libera Chiesa in libero Stato" va bene se la si intende come formula di garanzia e di rispetto per tutte le componenti di un popolo, ma è bene ricordare che la stessa espressione fu lo slogan usato da Cavour e company per mistificarne il corretto significato e procedere, invece, alla separazione della Chiesa dai suoi beni, in modo da renderla convenientemente vulnerabile, e all'eliminazione degli ordini religiosi che più potevano dare fastidio ai "liberali".

Buono, quindi, come dici tu, l'equilibrio della Costituzione del '48.


giuseppe s.

rrusariu ha detto...

Condivido appieno quello che ha postato Peppinnappa!

E' vero che bisogna svegliare la gente dal torpore in cui vive, e fargli prendere coscienza di ciò che si era nel 1860 ed ante, lottando contro le mistificazioni pseudo-risorgimentali.

Ma al tempo stesso stiamo vivendo in questo contesto temporale.
Facevo il richiamo ai 7000 precari, ma ancor più se studiamo la storia non possiamo dimenticare le rivolte degli schiavi nei secoli passati, etc etc....

A mio modo vivo il Vangelo, ma ciò non mi deve impedire di confrontare con chi ha una visione
diversa della vita...

Oggi l'impegno primario è farsi la rinascita delle nostre genti, al di qua e al di là del Faro (nel 27 d.c. ci fu la rivolta di Messina e di Catona contro i romani che vi fecero affluire la Decima Legione ).
Se ancor prima di affrontare i problemi ci stiamo sparando nei c..., dove cavolo pensiamo di andare?
Importante è stare uniti per liberarci dal male e difendere il ns. pane quotidiano. Se non ci aiutiamo adesso come potrà aiutarci il Divino?
Questa lotta deve essere uno spazio di libertà e non attakkari kamurria r'unni-è-gghiè.

Prima ci sarà l'autodeterminazione è meglio sarà. Dopo studieremo la costituzione del 1848 e le politiche dei re borboni del 1800.
Ma se siamo qui invece a pensare come difendere il confessionale o quant'altro, non andiamo da nessuna parte. Onestamente senza voler offendere nessuno, ci stiamo solo masturbando mentalmente.

Con la masturbazione non nasce niente.
Solo la condivisione e l'unità d'intenti procrea la nostra liberazione.

Il coraggio sia il ns. signore.
ANimus TUus DOmino.

Assà bbinirika a tutti!!!

zetan ha detto...

Si Rrusariu ciò che dici lo condivido, potrebbe anche essere stata una masturbazione mentale la nostra.

Però a volte anche le masturbazione aiutano a comprendersi e a conoscersi meglio, rilevare le diverse sensibilità di quanti per varie ragioni sentono la responsabilità della propria terra, non deve far paura. Ce le siamo dette chiare alcuni di noi e questo è un bene, per quanto mi riguarda la chiarezza innanzi tutto.

Il timore un disimpegno di quanti si ritengono offesi dal confronto, è legata a mio avviso all’incertezza del sentimento indipendentista che dimora dentro di noi.

Se viceversa questo sentimento è forte non devi temere niente, che ci scontri su tutto ma, quando è il momento ognuno sa cosa fare.

Se viceversa, come spesso ho letto, si effettuano dichiarazioni tipo: se continuate con atteggiamenti critici verso il cattolicesimo togliamo il disturbo; la richiesta implicita di limitare o condizionare il dibattito diventa un segnale di debolezza esplicito che ci rivolgono.

L’altrimenti togliamo il disturbo, è un problema loro, per quanto mi riguarda non accetterò mai il potere di determinare la loro adesione. La richiesta di protezionismo non aiuta nessuno nemmeno chi ne fa richiesta. Ognuno valuti l’importanza del sentimento che lo lega alla propria terra rispetto ad una scala di valori e decida cosa vuole fare e a cosa vuole aderire.

Anch’io avrei avuto motivo di affermare: visto che i Cattolici non mi voglio allora rifiuto la fede Cristiana. Molti dei partecipanti al dibattito, hanno tentato di ridurre la portata del mio sentimento Cristiano e ti garantisco che non lo hanno neppure sfiorato, perché questo sentimento è molto limpido, così come lo è lo studio di Cristo, oltre il Cattolicesimo, anche se per loro è una eresia, ma a me fornisce autentici spunti di forte riflessione. Uno di questi è il collegamento con gli Esseni, popolo molto evoluto, del quale il nostro ne era un discendente.

Quindi caro Rrusariu non dobbiamo temere niente se siamo forti interiormente, viceversa ogni cosa diventa un potenziale problema e non si vive più degnamente. Vivere degnamente è proprio uno degli scopi della mia adesione all’idea indipendentista.

E poi l’Abate perseguiva anche il lo scopo del confronto aperto e dunque accettare la sfida è anche una forma di rispetto nei suoi confronti.

Questo è il mio punto di vista in conclusione ringrazio tutti e saluto con affetto a Rrusariu.

Lorenzo ha detto...

Cristo incorona Guglielmo II.

Sensazionale a Monreale? La cattedrale di Monreale è stata costruita in epoca guglielmina, e fu il Papa ad assegnare a Ruggero I, cioè al bisnonno di Guglielmo II, il titolo di Re di Sicilia. Il tema iconografico del sovrano incoronato da Cristo è molto ricorrende anche per molti altri sovrani di regni e feudi europei d'epoca basso-medievale. Un mosaico dallo stesso tema esiste nella chiesa della Martorana di Palermo, in cui si vede la scena di Cristo che incorona Ruggero II... Prima di inneggiare a qualsiasi tipo di 'sensazionalità', consiglio di andar cauti con i proclami...