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domenica, maggio 03, 2009

Se non son rose rosse fioriranno

Il mestiere di giornalista non è certo dei più semplici. Il giornalista deve disinformare il popolo ed al tempo stesso informare chi il popolo comanda. Solo sbirciando oltre il velo dedicato al “popolo bue” potremo veramente giudicare un giornalista.

Lucia Annunziata in 30 minuti d'orologio è riuscita a condensare tutto quello che c'è da sapere e da spiegare sull'attuale momento politico in Italia, in Europa ed anche un poco oltre. E con enorme merito. Come dice lei stessa infatti “per fare una puntata come questa sarebbe stato sin troppo facile continuare ad insidiare sul tema di questo momento: siete diversi ed allora perché vi siete messi insieme”. Invece non si è accontentata.

Lo scorso 29 aprile ospiti alla sua “In ½ ora” abbiamo trovato Raffaele Lombardo e Francesco Storace (presentatosi in studio con un mazzo di rose non rosse...), la nuova inedita ed inusitata coppia della politica italiana. La coppia intorno a cui si sta muovendo tutto il carrozzone elettorale delle prossime europee e che sta spaccando in due il paese: una metà che spinge a tutta per permettergli di superare questo 4%, l'altra metà che cerca di fare esattamente il contrario.

Battute brevi e precise. Sia da parte degli ospiti che da parte del conduttore. Una coordinazione perfetta. Trenta minuti epocali. Vediamoli in dettaglio, saltellando avanti ed indietro e riordinando il tutto nel modo più esplicativo possibile.

Bondi. Dalle pagine del Corrieraccio della Sera il portabisaccia del pecoraio squadernava (“Bondi: Lombardo, l' alleanza è in crisi”, Corriere della Sera 25 aprile 2009):

Perché se i rapporti continuano ad essere così tesi, Bondi non esclude nemmeno decisioni clamorose come la rottura dell'alleanza alla Regione Sicilia [sic!]: «E' un epilogo a cui preferisco non pensare, ma la situazione è seria: esigiamo risposte convincenti» «Perché, nell'ultimo periodo, il partito autonomista non ha rispettato gli accordi assunti in sede di elezioni politiche e regionali (...) Hanno deciso di presentare proprie liste alle amministrative in autonomia dal Pdl anche al Centro e al Nord, alla provincia di Milano addirittura corrono da soli con un loro candidato. Sono in corso trattative per un' alleanza con Storace e i pensionati per superare la soglia del 4%, e in molte realtà le liste dell' Mpa stanno raccogliendo fuoriusciti da FI e An».

Lombardo può ora rispondere sollecitato dalla conduttrice (“Lombardo è diventato una spina nel fianco Forse l'unica spina nel fianco della PDL”):

«Scattò allora [ai tempi della rielezione a sindaco di Catania di Scapagnini, ndr] un patto personale [con Berlusconi] che non romperemo. Può romperlo Bondi se vuole e ne ha il potere (...) l’alternativa all’alleanza con La Destra sarebbe stata la morte politica di un alleato, non credo Bondi possa volere questo, ritengo sia fuori dalla sua volontà ».

L'ultima frase in un certo senso conferma che l'alleanza con Storace sia stata “teleguidata” dal grande capo. Ma va oltre: anche Berlusconi non aveva molta scelta (“non credo possa volere questo...”), in quanto la scomparsa dell'MPA gli sarebbe costata cara. Forse persino la maggioranza in parlamento. Deve quindi “acconsentire” ad una certa libertà di movimento. Anche fuori dai ranghi siciliani.

Federalismo. Sino ad ora il leader dell'MPA non si è mai espresso in modo chiaro sul futuro che lui intravede per l'Italia. Federalismo, va bene. Ma da lì dove si va? Non puoi partecipare ad una tornata elettorale europea da attore indipendente senza proporre la tua visione in merito. Anche qui poche ma precise parole, dette a proposito dello sbarramento del 4%:

“Potremmo dar vita all'Europa delle autonomie (…) si parla di Europa delle regioni perché Europa delle nazioni è una contraddizione in termini. L'Europa con le nazioni forti non cresce. Con le regioni e con le nazioni che dimagriscono cresce”.

Questo spericolato sporgersi dal davanzale è un fatto inedito. Sapendo quanto misurate siano di solito le parole, questa è una grossa sterzata: forse è la prima volta che una frase di Raffaele Lombardo contenga un qualche riferimento seppur lontano alla fine del capitolo “unità”.

Storace. Ed eccoci arrivati al tasto più suonato di tutti in quella “½ ora”: da dove salta fuori questa alleanza con Storace? La nostra Lucia si gira da un lato e poi dall'altro. Quasi quasi la vediamo alzarsi per andare a cavare lei le parole giuste di bocca ai due abbottonatissimi ospiti. Lei vuole la notizia con rabbia. Perché con questa dichiarazione di Lombardo, i due sembrano ancora più lontani.

Poco prima l'amico de “er pecora” aveva spiegato cosa intendeva lui per autonomia:

“L'autonomia della politica rispetto a certi poteri. Pensiamo in Europa... chi è decide... è la politica o sono le grando banche... Banca Centrale Europea”

Una definizione che sembra puntare decisamente verso una rivalutazione nazionalista. D'altronde come potrebbe fare un fascista “puro” del calibro di Storace ad accettare un pur minimo accenno alla dissoluzione dell'Italia. Ed infatti la nostra Lucia ha battuto parecchio pure sul tasto del fascismo.

Ma il fascismo non era (non è) primariamente nazionalismo. Il fascismo è (era) prima di tutto lotta contro il capitalismo anglosassone e del suo derivato (camuffato in opposizione) “comunismo reale”.

Ecco il punto di contatto tra i due. La BCE è nemica allo stesso tempo sia dell'Europa delle regioni (o meglio dei popoli...) cui aspira Lombardo, sia del vagheggiato ritorno delle nazioni ottocentesche cui pare rifarsi Storace (peraltro cadendo in contraddizione poiché anche quei processi furono il risultato di una spinta anglosassone).

Trattato di Lisbona. E l'obiettivo comune dei due non è difficile da individuare. Si chiama trattato di Lisbona. Il giorno dopo le dichiarazioni fatte a Rai tre, il duo Storace-Lombardo dimostra che qualcosa di serio sotto ci sia veramente rendendo pubblica una allenza in chiave anti-BCE mentre l'irlandese Declan Ganley lancia da Roma la sua battaglia contro quel sinistro trattato tramite il movimento “Libertas”.

Ecco cosa si propone di fare Ganley:

“I suoi fondatori la progettarono come un'Europa per i suoi popoli e dei suoi popoli. Quello che un tempo era il governo onesto ed inclusivo dell'Unione, oggi è diventato irresponsabile, torbido, anti-democratico. I Trattati recentemente proposti non farebbero che aumentare ulteriormente la distanza fra le élite dirigenti a Bruxelles e la gente di tutta l'Europa. E quel che è ancora peggio, quando quei Trattati sono stati rigettati dal popolo francese, la volontà democratica del popolo è stata ignorata.

Tutto questo deve cambiare. L'Unione Europea deve ritornare in mano ai suoi popoli.”


Berlusconi. Dobbiamo ora chiederci qualcosa. Berlusconi ha “consigliato” ai due di allearsi. E Berlusconi non poteva non prevedere tutto questo. Non potendo liberarsi di Lombardo crede forse di potersene servire per continuare a fare il pestacalli, cercando di mettersi in mezzo tra le parti. Ma è la stessa “necessità” a dare quei margini di manovra. Le prospettive sono interessanti. Come si suol dire in questo casi, se son rose fioriranno.

Dall'altra parte le fusa che i due si sono sentiti fare in studio non sono certo dovute alla loro avversione per il Trattato di Lisbona. Ma ancora alla libertà di manovra. L'obiettivo comune in questo caso è Arcore. Dopo le elezioni, nemici come prima.

Candidature. Chiusura con il mistero della candidatura segreta che la Annunziata cercava di carpire a fine programma ma sulla quale i due non hanno ceduto. “Stiamo cercando una soluzione di particolare estro per il nordest”, si dice riferendosi al capolista. Ma la sorpresa che ha colpito tutti sembra essere quella al posto numero 5: Luciano Garofano, comandante del RIS di Parma (“Io, dal Ris all'MPA. Finalmente basta segreti” Corriere della Sera, 1 maggio 2009):

Il presidente dell' Assemblea regionale siciliana l' ha conosciuto due anni fa e si è trattato di una sorta di colpo di fulmine professionale: «(...) Ci siamo ritrovati subito, con idee politiche simili e con una sintonia immediata dovuta agli studi in comune»

In che occasione si sarebbero conosciuti due anni fa non è dato sapere. L'unica cosa che sappiamo è che due anni fa a Catania, il 2 febbraio, successero i ben noti tragici fatti che causarono la morte dell'ispettore Raciti durante il derby Catania-Palermo. Furono proprio le analisi effettuate dal RIS di Parma a smontare la tesi dell'accusa secondo cui il poliziotto sarebbe stato ucciso da alcuni ultrà con un sottolavello divelto dai bagni dell'impianto sportivo.

A Parma l'analisi dei reperti a disposizione fece propendere gli investigatori per la tesi del “fuoco amico”. Quanto “amico” difficile da dire.


Ogni tanto la gatta graffia


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Leggi l'articolo dell'Espresso che per primo diede notizia dei risultati delle indagini del RIS sui fatti del febbraio 2007: “Raciti la pista è blu” (L'Espresso 31 maggio 2007)

Guarda la puntata di “In ½ ora” con Lombardo e Storace

Per le "Rose rosse" europee vedi il post "L'Europa nuoce gravemente alla salute"

9 commenti:

sR ha detto...

idee sul nome ad effetto per il nordest?

Abate Vella ha detto...

sR,

credo che il nome ad effetto sia proprio quello di Garofano.

I candidati nelle liste Autonomia sono inseriti in ordine alfabetico, forse per questo alla fine risulta solo numero 5.

Tutte le agenzie ed i giornali battono su questa candidatura. Che a me personalmente ha sorpreso moltissimo, proprio per la storia di Raciti (che mi propongo sempre di riprendere ma che puntualmente rimando...).

Abate Vella ha detto...

Aggiungo che il fatto che la candidatura sia stata fatta a nordest mi suggerisce altri collegamenti: evidentemente é lí che Lombardo si aspetta un discreto numero di voti, altrimenti non avrebbe rischiato il candidato.

I legami tra il Veneto e la Sicilia al momento sono fortissimi. Dal Veneto vengono due degli uomini che piú in Italia hanno investito sulla rinascita della Sicilia: Zamparini e Zonin.

Di recente abbiamo visto l'inedita alleanza Palermo-Catania in occasione delle elezioni in lega e lo strano rigetto da parte dalla Banca d'Italia della cessione dell'IRfis (il mediocredito siciliano) dalla Unicredit alla Banca Popolare di Vicenza di Zonin.

Comunque non ho ancora approfondito sulla reale posizione di Zonin in tutte queste vicende.

sR ha detto...

alla fin fine, a ben vedere, soprattutto da noi in Italia, tutto è collegato a tutto. Non solo tutte le strade portano a Roma, ma tutte le strade portano dove ti pare. La geografia come la conoscevamo da piccoli non esiste più.
Il tuo ragionamento sembra molto chiaro.

Anonimo ha detto...

In realtà so da fonti interne al movimento che il Nordest è l'area più debole,quella dove si tenta la "scattiata" con qualche outsider perché il movimento non ha avuto l'MPA non ha avuto il tempo di consolidare le necessarie alleanze con i movimenti territoriali, a differenza che a Milano, dove addirittura corre per la provincia. E poi nel nordest l'emigrazione siciliana e meridionale e più recente e frammentata rispetto alle presenze storiche del nordovest. Ma l'1/2 % da quelle parti lo prendono sicuro.
Il nome di cui si parlava con l'Annunziata per il nordest era quello di Sgarbi il quale però poi ha accettato ripiegando sulle isole dove si sente ormai "naturalizzato". Che strana la politica talvolta. Era venuto per normalizzare la Sicilia e si è accorto (perché è un figlio di ma non è cretino) che le cose stanno diversamente da chi lo voleva strumentalizzare e ha fatto di testa sua. Ciò nonostante qualche riserva su Sgarbi continuo ad averla ma è una guerra, chi può dirsi al di sopra di ogni sospetto?
Segnalo anche che oggi, di sfuggita, perdonate il "narcisismo", La Sicilia cita, parlando di Lombardo a Pag. 8 la "teoria" del Patto federativo Sicilia-Italia, attribuendola a me, Massimo Costa.
Non sono degno di tanto, non è mia, ma va bene lo stesso purché questa idea cammini. Mi fa specie leggerla sulle pagine dell'innominato, come dice l'amico Abate, perché è un segno di trasformazioni profonde in Sicilia. Capisco l'irritazione dei berluscones e degli ex DC: gli sta franando il terreno sotto i piedi.
Per i sicilianisti radicali come noi non è ancora il momento di creare il soggetto "duro e puro". In questo momento dobbiamo fare sopravvivere la creatura lombardiana alla tempesta che le stanno scatenando contro i poteri forti della Penisola, creando al contempo le condizioni per costruire qualcosa che porti molto più avanti la Sicilia sulla strada della libertà (o della "Libertas", bello quel nome del partito paneuropeo di Ganley per noi che lottiamo da secoli per la nostra liberazione). Le riserve per ora inghiottiamole (o abbiamo 30.000 cittadini freschi e pronti ad andare dal notaio a presentare un'altra lista? se sì fatemelo sapere che mi ci metto pure io e siamo 30.001, se no smettiamola di giocare).
Massimo Costa

Abate Vella ha detto...

Massimo,

grazie per le preziosissime notizie... speriamo che l'Innominato lasci pubblicare quella pagina sul sito cosí la potró riproporre!

Certo, avrebbe dovuto dire "riproposta" da Costa (sei stato tu a riproporla con forza...) attribuendola ai padri stessi dell'Autonomia gli si da anche valore storico...

Anonimo ha detto...

Sì ,l'ha pubblicata sul sito di oggi. L'articolo è quello in cui Lombardo rivendica i FAS per la Sicilia. E' una piccola svolta culturale. L'ingenuità di attribuire a me questa idea forse deriva da genuina inconsapevolezza. Ci sarebbe da sorridere (o da piangere?) all'idea che tanta è stata la disinformazione in Sicilia che qualcuno nel 2009 possa pensare che l'idea del patto confederale tra Sicilia e Italia sia una "invenzione" di Massimo Costa e non scritta su sentenze dell'Alta Corte degli anni '40. Ma sì va, diciamo "bravo" a Ciancimino intanto, e ribadiamo che se certi linguaggi passano ormai anche dai giornali "istituzionali" allora fra poco ne vedremo veramente delle belle.
Massimo C.

Abate Vella ha detto...

Massimo,

pensandoci bene forse per ora è meglio così, nel senso che riportare la interpretazione pattizia dello Statuto alla corretta origine avrebbe voluto dire aprire il campo sull'Alta Corte. E forse è ancora prematuro parlare di una cosa del genere su uno dei principali giornali dell'isola.

Il fatto però che la cosa venga citata in un articolo su Lombardo, mi sa di avvertimento lanciato a chi di dovere: "non mi costringete a farlo, perchè sennò esco la storia dell'Alta Corte".

Quindi forse Ciancimino sa come stanno le cose ma ha preferito usare cautela.

Abate Vella ha detto...

Dato che dalla sezione approfondimenti é destinato a scomparire, riposto qui il collegamento all'articolo de La Sicilia citato da Massimo Costa:

http://giornale.lasicilia.it/giornale/0405/CT0405/PO/MO08/23.html