Approfondimenti - Il Consiglio News Feed

martedì, settembre 11, 2007

Vedo me stesso (Mafia da spiaggia 2)

Leggi la prima parte (Mafia da spiaggia 1)

C'è di luntanu cu ni fa la cucca
Ca cogghi tutti cosi e si l'ammucca
...
Viru a me stissu e paru casu stranu
nascìu n'Sicilia e sugnu talianu
Nun sacciu comu nun mi vota la testa
Pinsandu a lu presenti e a lu passatu


Ed ora scendiamo in Sicilia. Qui anche gli scecchi si sono accorti che dopo le stragi del '92, qualche cosa è cambiato. Senza lasciarci travisare dai professoroni dell'antimafia, che parlano di spostamento di strategia da parte della mafia, sembra invece opportuno rilevare il cambio di strategia del regime che, come detto nel post precedente, ha trasferito paro paro l'arsenale di oppressione antisiciliana, da sempre camuffato sotto la scusa della lotta alla criminalità organizzata che imperversava nell'isola, in Calabria.

Da quei fatidici giorni dello scorso decennio, i fatti in Sicilia hanno preso una piega diversa rispetto alle altre regioni del Sud Italia, dove poco o niente è cambiato. Sicuramente le condizioni di vita dei siciliani non sembrano essere migliorate (anzi!). Sicuramente la politica isolana ha continuato la sua folle corsa verso il fondo scavando nella nuda roccia. Ma stranamente si nota una certa “euforia” generalizzata, raramente equilibrata da fatti concreti, difficile da definire ma che anche i visitatori di pochi giorni riescono a percepire.

Non vorremmo metterla troppo sul poetico, ma viene da sospettare che tutto ciò non sia altro che l'istinto storico dei siciliani che li avverte che uno di quei cambiamenti geopolitici epocali sia prossimo, uno di quelli che in pubblico ci piace prendere con quello sguardo tipico di chi le ha viste di tutti i colori, salvo poi in privato lamentarci di non essere stati attori decisivi dello svolgersi degli eventi.

Tornando a cose più concrete, le recenti dichiarazioni di Borsellino, la condanna definitiva di Contrada, il processo ad Andreotti (i cui atti sarebbe interessante studiare in dettaglio) svelano cosa furono in realtà la stagione delle stragi e l'operazione dell'esercito in cui tutto si risolse, la famigerata operazione “vespri siciliani”: un cambio di potere camuffato in tragedia e sfociato in una farsa.

Il sovrapporsi del crollo della DC con il crollo del sistema mafioso degli anni 80 la storia non potrà mai sdoganarlo come una semplice coincidenza. E se questa non è stata una coincidenza, allora vuol dire tolti i protettori è stato un gioco da ragazzi togliere di mezzo anche i protetti. Ma visto che i Siciliani oramai avevano capito il gioco, un paio di bombe misero a tacere i testimoni scomodi. Come confezionare tutto questo per l'opinione internazionale? Con il fiocco dei sacchi di sabbia negli aeroporti e dei fucili che non avevano nemmeno il colpo in canna, per evitare tragici errori che potevano facilmente tramutarsi in sommossa popolare: l'operazione dei Vespri si concluse senza un sol colpo sparato, perchè di colpi letteralmente non ce n'erano!*

Sembra di essere tornati al 1861, non al periodo risorgimentale, in sé poco significativo dal punto di vista dell'inquadramento storico, ma al periodo dei preparativi per l'apertura del canale di Suez, preparativi dei quali fece parte anche lo sbarco a Marsala (come ci fa notare Mario di Mauro da Terra e Liberazione). Oggi il nuovo evento è la cosiddetta globalizzazione, o meglio una riapertura del mercato globale come non si era vista sin da prima che i guasti dell'impero britannico travolgessero il mondo. Ed in questo contesto la Sicilia fa gola a molti, se non a tutti. E nessuno si sogna di lasciarla in godimento a quattro padani “arripudduti” (probabilmente Roma non riesce a ricostituire il sistema “mafioso” allora distrutto a causa di una forte opposizione esterna).

Ne tantomeno di riconsegnarla ai siciliani.

Malgrado tutto i padani e la DC, che in realtà ERA l'Italia, e senza la quale l'Italia unita non potrà mai esistere nella forma che tutti conosciamo, sembrano non volere mollare la presa. Ed è proprio qui che potrebbe inserirsi il secondo scoop degno di nota dell'estate: l'accordo a quanto pare oramai fatto tra UDC ed MPA (già discusso in un post precedente), un altro colpo di coda del sistema che guidò la padania al decollo (ed il sud a picco) dopo la seconda guerra mondiale. Il re è nudo, anche se i sarti vogliono convincerlo che i sud-diti vedranno la magnificenza delle stoffe MAI indossate.

E noi tutti a vedere noi stessi (citando la bella canzone di Alfio Antico da cui sono tratti i versi iniziali) stretti tra l'incudine ed il martello della storia, tra le ganasce di un destino che per millenni abbiamo tenuto a bada, ma che ogni tanto riesce a schiacciarci in dolorosi intervalli di schiavitù.

Questa è la grande occasione. Il momento in cui i siciliani potrebbero inserirsi nel gioco della politica internazionale per reclamare i propri diritti, cercando di porsi in equilibrio tra le laide voglie di tutti quelli che puntano a papparsi la nostra patria continuando a trattarci da appestati. Il tempo stringe e bisogna muoversi. Solo i siciliani uniti e liberi dagli ascari potranno dire la loro, mentre già i nostri nemici interni stanno andando in giro alla ricerca del loro nuovo Mangiafuoco.

*Ma la realtà supera la fantasia: qualche accattone della politica ha anche proposto una “Operazione Vespri 2”, quasi fosse uno di quei film di quella famosissima coppia di balordi. Vedremo di parlare anche di questo al più presto...

17 commenti:

Gonzalo ha detto...

Ciao Abate Vella,
io credo che l'attacco alla Calabria, come anche tu hai notato, e non più alla Sicilia, sia dovuto al fatto che la nostra regione è ormai politicamente e strategicamente perduta per il centrosinistra.
Infatti il blocco di potere formato dal centrodestra e rafforzato dal patto Lombardo-Cuffaro ha definitivamente ipotecato la vittoria e tolto la Sicilia, speriamo definitivamente, dalle grinfie dei poteri forti massonici legate al centrosinistra: la nuova Mafia, ma 100 volte più pericolosa della classica.

Nella lotta perenne di controllo della parte più bella e più ricca d'Italia(Il Sud) adesso i poteri forti massonici sperano di tenere almeno la Calabria(Non dimentichiamo il mega porto di Gioia Tauro)

Probabilmente la campagna "antimafia" investirà anche la Campania e le Puglie.
Ma è in Sicilia che si gioca la partita principale e dove la posta in palio è il Sud.

Ecco perchè è necessario unire le forze, anche con quelle del sud continentale.

rrusariu ha detto...

Caro Gonzalo
su quello di unire le forze del sud peninsulare è vero, noi le nostre rivolte degli "schiavi" l'avemmo tempo prima, spero il sud trovi un'altro Spartaco!!!

Siamo tutti nella medesima situazione, al nord si annaspa perchè ci sono ancora realtà locali in cui c'è liquidità monetaria, ma quando in questa Res/cosa Pubblica/nostra rimarranno le dita un paio di mani a decidere, finirà per tutti.
Semmai la riscossa parte dalla Sicilia, ma non dobbiamo lasciarla ai soliti noti, questi sono solo burattini manipolati, sono lì solo per mmammaluccarici!!! Coscienti o meno che siano.

E' ora che noi Siciliani e i Siciliani al di là del Faro prendano coscienza di essere loro in primis i cittadini che fanno andare avanti la società non i mammasantissimi politici.

Abate Vella ha detto...

Gonazalo,
sono perfettamente d'accordo con te sulla differenza che sta ri-nascendo tra la Sicilia ed il resto del Sud Italia (differenza che politicamente e culturalmente é sempre esistita).

La partita principale è già in atto e leggendo tra le notizie si può già vedere chi lotta e per chi.

Ripeto, l'asse MPA-UDC è da tenere d'occhio: colpo di coda del vecchio regime democristiano o fantocci del prossimo dominatore? Nessuna della due ipotesi dovrebbe tenerci allegri.

Unione delle forze ai due lati del faro? Sarebbe una soluzione, SE NON SI RIPETESSE L'ERRORE CHE COSTO' AI BORBONE IL LORO REGNO: IL MANCATO RISPETTO DELL'AUTONOMIA SICILIANA.

Nel frattempo, come dice Rrusario, lavoriamo per unire le forze di tutti i siciliani, al di qua e al di la del faro!

Gonzalo ha detto...

Ciao a tutti,

vi informo che è on line, all'indirizzo www.neoborbonicisicilia.it il sito del Comitato Neoborbonico della Sicilia.

E' stato aperto anche un forum, raggiungibile anche dal sito suddetto all'indirizzo http://neoborbonicisic.forumer.it

Il sito nasce per raggruppare tutti i neoborbonici di Sicilia.


Credo che non si possa parlare di indipendenza in Sicilia senza prima riscoprire i fasti dell'epoca borbonica, durante la quale la Sicilia, così come il Sud continentale, furono grandi per l'ultima volta.

Vi aspetto e non dimenticatevi di iscrivervi al forum!

Anonimo ha detto...

posso capire che si sia monarchici, ma come si fà ad essere filoborbonici; parlo per i siciliani ovviamente.
se li abbiamo cacciati per tre volte, un motivo ci sarà, no?

rrusariu ha detto...

Gonzalo fa le sue ricerche e trova fierezza nel Regno delle Due Sicilie, non Regno di Napoli e di Sicilia. Che poi i regnanti Borboni abbiano sbagliato a scegliere le persone per difendere il regno, le quali si sono rivelate corrotte, va a demerito loro. Ma quello che certamente Gonzalo e i suoi amici duosiciliani cercano di far conoscere, fu che allora c'era un regno che ben poteva competere con l'Inghilterra e la Francia a livello economico, e poteva essere di traino a tutta le penisola.
Solo che purtroppo quando i faccendieri tosco-piemontesi per salvarsi dalla bancarotta si vendettero agli inglesi, i borbonici scelsero un'alleato lontano, la Russia, che certamente non potette mandare a tempo debito supporto militare. Se avessero scelto gli austri-ungarici probabilmente sarebbero andati avanti ancora per un po' a regnare, ma non avrebbero subito tutta quell'azione criminale di garibaldi e disertori (ovvero mercenari del regno di sardegna).
Tanto è vero che l'azione venne stigmatizzata dai consoli stranieri per le nefandezze compiute e per le rapine perpetrate.

Oggi dobbiamo dare più forza al nostro Statuto dell'Aunomia Siciliana, ovvero Patto che venne stipulato al termine della seconda guerra mondiale.

Le terre al di la del Faro, non hanno neanche questa opportunità.
Almeno noi Siciliani cerchiamo di sfruttare questo strumento, se riusciamo a creare qualcosa di buono, questo sarebbe un bel passo in avanti. La Catalunya di fatto è una nazione quasi indipendente, le Fiandre del Belgio pure loro hanno uno stato quasi indipendente. La Scozia addirittura mette la sua bandiera sulle targhe automobilistiche. Oggi la rappresentativa Scozzese ha battuto la Francia, mentre sabato scorso tutta la sarabanda taliana non è riuscita a batterla, si sono accontentati oggi di un'azione minima non lontani dalla penisola di Crimea.

Cerchiamo di cogliere ciò che c'è di buono nel nostro passato, precedente-recente-presente, come diceva Paolo/Saul di Tarso di Cilicia.

Al caro anonimo, dico anch'io sono comunitario del Comunitas Sicilae, come dicono meglio nella penisola iberica, Comunitad di Madrid, Comunitat Valenciana, Generalitat Catalunya, Xunta de Galicia, Comunitad Cantambrica oppure El Andalus, ma le "res/cose nostre" taliane certamente non ispirano.

Recuperiamo le nostre antiche costituzioni, l'editto di Entella,la costituzione di Caronda e i anche i Capitoli del Regno a cui all'inizio dovette giurare Carlo di Borbone. Vabbè poi si fece un po ammaliare dai napoletani, pazienza.

Nel 1848 ebbimo una Costituzione Siciliana al cui confronto lo statuto albertino era un'aborto, purtroppo dovemmo sottostare a simile convenzione o concessione.

L'Ingegnere Volante ha detto...

Per Anonimo,

Non caschi anche Lei nella trappola della propaganda anti-borbonica scatenata dalla massoneria inglese e dai piemontesi. Forse Le farà piacere conoscere i primati del Regno delle Due Sicilie:

INDUSTRIA:

* Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (I in Italia);
* Primo ponte sospeso in ferro in Italia (sul Fiume Garigliano);
* Prima ferrovia e prima stazione in Italia (tratto Napoli-Portici);
* Prima illuminazione a gas di città;
* Primo telegrafo elettrico;
* La più grande industria metalmeccanica in Italia, quella di Pietrarsa;
* L’arsenale di Napoli aveva il primo bacino di carenaggio in muratura in Italia;
* Primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale.
* Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte;
* Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri;
* Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa;

ECONOMIA:

* Bonifica della Terra di Lavoro;
* Primi assegni bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito);
* Prima Cattedra universitaria di Economia (Napoli, A. Genovesi, 1754);
* Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell’Europa continentale;
* Maggior numero di società per azioni in Italia;
* Miglior finanza pubblica in Italia;
* Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo);
* Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
* Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
* Prima nave a vapore del Mediterraneo;
* Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi);
* Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani.
* La più grande Industria Navale d'Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai);
* La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120 alla Borsa di Parigi);
* Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
* Prima Nave da guerra a vapore d'Italia (pirofregata "Ercole"), varata a Castellammare;
* Prima Nave da crociera in Europa ("Francesco I");
* Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l'America (il "Sicilia", 26 giorni impiegati);
* Prima nave ad elica ("Monarca") in Italia varata a Castellammare;
* Prima città d'Italia per numero di Tipografie (113 solo a Napoli);
* Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno);
* Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Mostra Industriale di Parigi);
* Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi);

GIURISPRUDENZA – ORGANIZZAZIONE MILITARE:

* Promulgazione del primo Codice Marittimo italiano;
* Primo codice militare;
* Istituzione della motivazione delle sentenze (G. Filangieri, 1774);
* Istituzione dei Collegi Militari (Nunziatella);
* Corpo dei Pompieri.

SOCIETÀ, SCIENZA E CULTURA:

* Prima assegnazione di "Case Popolari" in Italia (San Leucio presso Caserta);
* Primo Cimitero italiano per poveri (il "Cimitero delle 366 fosse", nei pressi di Poggioreale);
* Primo Piano Regolatore in Italia, per la Città di Napoli;
* Cattedra di Psichiatria;
* Cattedra di Ostetricia e osservazioni chirurgiche;
* Osservatorio sismologico vesuviano (primo nel mondo), con annessa stazione metereologica;
* La più alta percentuale di medici per abitante in Italia;
* Più basso tasso di mortalità infantile in Italia;
* Prime agenzie turistiche italiane;
Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
* Prima cattedra di Astronomia;
* Primo istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio);
* Primo Museo Mineralogico del mondo;
* Primo "Orto Botanico" in Italia a Napoli;
* Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte;
* Primo Centro Sismologico in Italia presso il Vesuvio;
* Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglio;
* Primo tra gli Stati Italiani per numero di Orfanatrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza;
* Primo istituto italiano per sordomuti;
* Prima Città d'Italia per numero di Teatri (Napoli);
* Prima Città d'Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli);
* Prima Città d'Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste (Napoli);

Certo, se le élite di medici e avvocati, che sempre fanno le rivoluzioni, non avessero rotto le scatole per fare arrivare anche da noi la Rivoluzione giacobina, e non avessero sobillato le masse contadine (che della Repubblica non gliene poteva fregare di meno), la storia dalle nostre parti sarebbe stata molto più stabile e prospera, non avremmo perso la nostra patria, anzi col tempo avremmo riacquisito la nostra indipendenza e oggi... altro che piemontesi amico mio!

Cordialmente, -- Ing. Volante

Gonzalo ha detto...

Ciao Abate Vella,
ti sarei grato se metti anche il sito www.neoborbonicisicilia.it (Comitato Neoborbonico della Sicilia) tra i siti sicilianisti.

ti ringrazio in anticipo.

Abate Vella ha detto...

Ho inserito sia il link per il blog L'Ora del Vespro (i post de Il Consiglio possono essere citati e ripubblicati tranquillamente)sia il link del Comitato Neoborbonico Siciliano....

Creiamo una rete più vasta possibile!

L'Ingegnere Volante ha detto...

Grande Abate Vella!!!

Che onore far parte dei tuoi link!!!

Grazie di cuore anche per l'autorizzazione che mi hai dato a ricopiare e citare i tuoi magnifici post.

Sono d'accordo: facciamo rete a più non posso.

Cari saluti,

L'Ingegnere Volante

Anonimo ha detto...

x ing. volante
ma lei ha visto le città di questi primati? sono tutti nell'italia meridionale...

Gonzalo ha detto...

X Abate Vella, grazie anche da parte mia per l'inserimento.

Gentile Sig. Anonimo, non è vero che sono tutti nell'Italia meridionale, molti sono generali o conseguiti proprio in Sicilia ed il fatto che il "1°" fu nel sud continentale non significa che fu anche l'unico o che non fu ripetuto in Sicilia.

E poi in realtà questa lista è incompleta perchè ci sono parecchi primati siciliani in epoca borbonica ma che spetta a noi rintracciare.

saluti
Gonzalo

L'Ingegnere Volante ha detto...

Gentile Anonimo,

E' vero, sono tutti nell'Italia meridionale, ma sempre primati sono, ovverosia esprimono un numero 1 in una classifica. E che numeri 1! E su che scala!

Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

anche in italia ci sono i primati, ma essi per la maggior parte sono al Nord, ma a noi non ce ne viene nulla.
voi neo borbonici vivete nel passato, io invece voglio la Sicilia libera.
si potrebbe pure parlare di una conferazione con le regioni del sud, ma sempre liberi vogliono essere.
noi ci proiettiamo verso il futuro, noi guardiamo avanti, anche perchè come dice Pirandello, "la vita è un continuo divenire e chi si cristallizza è morto".
p.s. non esiste nessun regno delle due sicilie, ma solo il Regno di Sicilia, poi se anche a voi piace sentirvi siciliani, vuol dire che la centralità del nuovo Stato che ci auspichiamo che nasca, debba essere in Sicilia e non a Napoli, come originariamente era nel Regno di Sicilia, quello che comprendeva anche il sud italia

Gonzalo ha detto...

Gentile Anonimo,

anche se io non sono pienamente d'accordo con lei, se lei ha le capacità di ottenere quanto auspica, io l'appoggerò ad occhi chiusi.
In caso contrario è meglio lavorare insieme per unire le forze, con l'umiltà di "non discutere sul prezzo del pane se ancora non è in forno"

saluti
Gonzalo

L'Ingegnere Volante ha detto...

Caro Anonimo,

Tutte le ideologie moderne nascono nel segno della distruzione del passato per costruire un "mondo e un uomo nuovi". La storia insegna a quali disastri ha portato voltare le spalle al passato, fare tabula rasa, e reinventarsi la ruota. Ogni volta è stato un fallimento.

Faccio solo un esempio. I nostri padri, negli '70, si fecereo prendere la mano dalle ideologie del Progresso e della Scienza. I "rossi" lamentavano il fatto che in Italia si costruisse poco. E così si cominciò a costruire casermoni orribili a tutta forza nel nome del Progresso, del Futuro, del primato della Scienza e della Razionalità. I centri storici nel frattempo venivano svuotati e abbandonati a se stessi, se non addirittura violentati dalla ruspa. Poi, solo di recente, i "rossi" si sono trasformati in "verdi". Un po' troppo tardi direi... Adesso da tutte le parti c'è un richiamo alle tradizioni, al modo di vivere tradizionale, possibilmente senza auto. Le case cominciano a essere ricostruite con canoni tradizionali, tutti ricerchiamo il bello e la tradizione, messi finalmente da parte quei terribili anni '70. Il mondo va verso la tradizione. Molti paesi stanno cominciando a demolire quei casermoni per far spazio a quartieri a dimensione "umana". Il bello pian piano sta ritornando. Anche in Sicilia.

E' solo un esempio, ma molto significativo. Le epoche che hanno voltato le spalle al passato, hanno solo visto morte e distruzione. Ci rifletta.

Io non sono un neo borbonico. Lei tira conclusioni troppo affrettate. Io sono uno che difende la storia e le tradizioni del Sud e riconosco nella fine del Sud e della Sicilia un solo nemico, la massoneria inglese con la sua ideologia liberale e tutto quello che di nefasto ne è derivato per noi "terroni". Allora ci trovammo nel bel mezzo di una guerra ideologica che mirava alla distruzione della Roma cattolica per l'affermarsi in Europa dell'ideologia liberale della massoneria. Londra da secoli cercò di ottenere un'egemonia ideologica in Europa per potere così completare l'egemonia già acquisita sul piano militare e politico. Ci riuscì, a costo della nostra fine come Nazione indipendente. Il mondo di oggi vede il trionfo, l'egemonia totale della massoneria anglo-americana nel mondo. Posseggono tutto, dalle banche ai commerci, dal signoraggio monetario alla ricerca "selvaggia" in campo bioetico.

Che la Sicilia sia Nazione a se rispetto alla Napoletana non v'è dubbio alcuno. Ma io non cado nella tentazione di andare contro i Borboni a tutti i costi. Non ce n'è motivo.

Spero che il mio pensiero sia più chiaro.

Saluti!

Anonimo ha detto...

FINALMENTE I VERI SICILIANI si sono risvegliati da 147 anni di sonno profondo. Il sangue del Vespro di 750 anni fa`incomincia a scorrere di nuovo. Questa volta gli nemici non sono i francesi angioini e il papa, ma gli italici del nord, i pseudo-italiani che hanno perso le loro radici e lingue storiche, il governo coloniale italiano, i partiti nazionali italiani, l’opinione pubblica italiana col cervello lavato al stile stalinista, i pseudo-siciliani colonizzati, il sistema scolastico conformista perpuatori delle menzogne anti-storiche, la stampa asservita al potere politico italico. Il nostro momento storico per la nostra riscossa come popolo Siciliano e`arrivato il 4 luglio 2007 quando il popolo Siciliano ha finalmente smaschierato l’anti-eroe ed assassino garibaldi al parlamento italiano. Lo stesso giorno dell’anti eroe garibaldi e della revoluzione Americana. Noi faremo come hanno fatto gli Americani di 231 anni fa`, rovesciando il potere coloniale che le teneva schiavi. VIVA La Sicilia Libera, VIVA il popolo Siciliano, VIVA la Nazione Siciliana, VIVA LA LINGUA SICILIANA. Avanti col nuovo Vespro Siciliano. da Popolo Siciliano