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mercoledì, maggio 16, 2007

Il falò delle nazioni

Prima ancora di fare un consuntivo dettagliato della recente tornata elettorale amministrativa, lasciamo che i fatti si sedimentino a poco a poco sul fondo del marasma che ogni campagna pre e post-elettorale per forza di cose crea e vediamo di fare un giro di ricognizione dall'alto della situazione generale della nostra isola-nazione.

Dopo i fatti orchestrati a Catania il 2 febbraio, diverse testate nazionali si sono sbizzarrite ad accusare i siciliani di arretratezza, a loro dire essendo gli scontri frutto di istinti atavici. A tutto lo sbraitare di quei giorni rispondeva però con ironica calma, prima dalle pagine de Il Foglio, poi durante il teatrino serale di Giuliano Ferrara, lo scrittore catanese Ottavio Cappellani (Sicilian Tragedi il suo ultimo libro).

Egli sosteneva in modo assolutamente convincente che non di arretratezza si trattava, bensì di un precorrere i tempi: la Sicilia si troverebbe in una situazione di degenerazione avanzata di un sistema che oramai sistema non è più. Una posizione verso la quale tenderebbe tutta l'Italia e l'Europa, ma che a nord del faro non si realizzerà che tra qualche decennio. Cioè quando (aggiungiamo noi) a sud del faro un altro sistema non si sarà già consolidato.

Il sistema di terrore mafioso-politico che ha tenuto sotto controllo l'isola dal secondo dopoguerra sino agli anni '90 del secolo scorso è crollato, almeno nella sua componente più violenta, conseguentemente al crollo del muro di Berlino ed all'operazione di 'mani pulite'. Oggi assistiamo come ebeti a resoconti di operazioni di polizia nei quali si arrestano boss mafiosi a decine, dove si parla di pizzini di carta che reggerebbero le sorti di milioni di persone, di capi dei capi che si scambiano il testimone ad ogni cambio di brezza.

Insomma, assistiamo come ebeti ad un mucchio di balle senza capo ne coda mentre poi dalle dichiarazioni dei redditi risulta che Napoli è tra le città più ricche d'Italia (intorno alla 30ma posizione) e Rimini tra le più povere (100ma!).

Il sistema quindi sembra veramente impazzito, ed altri indizi venuti fuori da queste elezioni c'è lo confermano ancora di più.

Si parte dalle folli e furiose parole di Orlando, candidato di sinistra che addirittura chiede la polizia nei seggi in stile diremmo garibaldino-plebiscitario, o più prosaicamente fascista (non fraintendetemi: sono sicuro che i brogli elettorali siano oramai pane quotidiano in Italia, da una parte e dall'altra). Si continua con un voto oramai impazzito, con percentuali di disgiunzione prossime al 10% nei comuni più importanti che evidenziano come i candidati vincenti siano dei non-candidati, cioè delle belle facce messe sullo schermo mentre dietro gli amichetti si dividono la torta.

Si passa poi attraverso il numero incredibile di candidati con liste che raggiungono percentuali risibili ma che poi in totale fanno numeri importanti. Sino alla totale schizofrenia di un comune (Lampedusa) che elegge a vicesindaco una leghista e per giunta (aggiungiamo senza ironia) con merito.

Nel frattempo ne approfittano i "gruppetti di potere", come quelli che reggono le sorti del centrodestra, mentre dall'altra parte le sinistre, non riuscendo ad opporre niente di concreto, fanno di tutto per perdere con il maggior danno collaterale per il nemico (vedi accuse di mafia).

Una società malata in preda alle metastasi, alcune delle quali raggiungono l'assurdo come ad esempio quelle di http://www.autonomiasiciliana.it/ che, annoverando anche alcuni nomi conosciuti, vogliono legalizzare l'eutanasia uccidendo un malato (l'Autonomia siciliana) perché sinora non sono stati capaci di curarlo a causa della loro stessa incompetenza e non sopportano più di vedere davanti ai loro occhi la prova della loro inettitudine.

Ma la storia va avanti e non sarà di certo fermata dagli sciacalli. Sul nulla in cui ora navighiamo nascerà un nuovo ordine, sul quale dobbiamo intervenire se vogliamo in qualche modo contribuire a plasmarlo da siciliani. E dobbiamo riuscirci prima che in questo nulla ci raggiunga il resto della penisola, fabbrichette del nord comprese: il suo destino è oramai segnato.

Certo sarebbe importante capire se questo vuoto è dovuto ad una crisi locale, del sistema-Italia cioè, o è veramente lo stadio avanzato di un falò che presto brucerà in tutta l'Europa e l'occidente. Vedremo.

1 commento:

Gonzalo ha detto...

Gentile Sig. Abate Vella,
torno a scriverle perchè come al solito mi trovo perfettamente d'accordo con quanto lei ha scritto.
Lei riesce a mettere nero su bianco quanto a me frulla nel cervello senza che io riesca ad esternare.

A dimostrazione della sua lungimiranza le voglio raccontare quanto a me accadeva prima che io partissi da emigrante per il nord.
Ma prima faccio una breve premessa.
Tutte le TV ed i media nazionali si sono scandalizzati per come le ultime elezioni siciliane siano state la mercificazione del voto eletta a sistema.

Quando io abitavo in Sicilia, ogni volta che c'erano le elezioni si presentavano sempre le stesse persone a chiedermi i voti, a volte per il centrosinistra a volte per il centrodestra.
Credo che la differenza la facesse chi da Roma, aveva strappato i migliori accordi con la mafia.
Ovviamente i mafiosi, che in Sicilia durante le elezioni, sono quelli che procurano i voti, appoggiavano chi gli dava più soldi e chi, per dopo le elezioni, gli avesse garantito maggiori poteri.
Questo solo per ricordare come mai la mafia è così "dura da estirpare"
e perchè alla mafia "bisogna rassegnarci"

Lei Sig. Abate Vella, vivendo in Sicilia, conosce benissimo la grave situazione economica dei suoi abitanti.

Nel paese dove abitavo io, il mestiere di muratore è il più gettonato, ma nessuno mette in regola, per di più le paghe sono molto basse.
A me stupiva tuttavia il coraggio di questi umili lavoratori, che pur prendendo stipendi da fame riuscivano a mettere su una famiglia ed a fare figli.
A vivere una vita quasi dignitosa.Ma che sacrifici.
Mai una pizza fuori, mai una cena al ristorante con la famiglia.
Quando i "procacciatori di voti" si presentavano da questa povera gente se li portavano al ristorante e gli offrivano il pranzo, con tutta la famiglia, in cambio del voto.
Un giorno di gloria in cambio del voto.

Ecco dunque su cosa si basa la democrazia in Italia, sulla disperazione delle famiglie del sud.
Ovviamente il voto non si comprava solo con i pranzi o le cene.
Sono famosi anche i pacchi di pasta, le bollette pagate, il cortile asfaltato, la spesa consegnata a casa, la promessa di un lavoro ed un lavoro che rimane solo una promessa.

Un fatto che mi è rimasto impresso:
Il "portavoce" di un noto politico chiese ad un mio conoscente di consegnare a casa di alcune persone(che evidentemente avevano fatto promessa di voto) delle confezioni di cibo facenti parte delle scorte alimentari della Croce Rossa.

Il furbo politico in questione si era fatto la campagna elettorale a spese della Croce Rossa...

Ritornando al discorso dello scandalo sui "brogli" elettorali che si sente in TV, non le sembra molto strano che i nostri cari e "coraggiosi" giornalisi nazionali non si siano svegliati un pò troppo tardi, scandalizzandosi su un malcostume che va silenziosamente avanti da 147 anni?
E non le sembra strano proprio adesso e proprio la Sinistra?

Quanto sta accandendo in questi giorni non fa che confermare ciò che penso da tempo.
Si sta combattendo una guerra silenziosa tra le lobby massoniche che stanno dietro la sinistra e quelle mafiose che stanno dietro il centrodestra.Questa guerra si sta combattendo in Sicilia perchè è la ragione più strategica d'Italia in quanto(insieme al Sud continentale) tra non molto diventerà l'hub del mediterraneo da cui passeranno tutte le merci e tutte le materie prime.
Dunque chi controllerà la Sicilia metterà le mani sull'Europa.

Ma perchè questa guerra Mafia-Massoneria se prima sono state sempre alleate?
La Massoneria, che fino ad oggi si è servita della Mafia per comandare la Sicilia ha deciso di sbarazzarsene perchè adesso la considera un ostacolo ad i suoi piani(probabilmente perchè la mafia è utile per controllare una popolazione povera e non una popolazione che tra non molto migliorerà e di parecchio la propria condizione economica)

Quando è stato l'inizio della spaccatura tra mafia e massoneria?
Posso dire senza timore di essere smentito, quando fu arrestato Bernardo Provenzano, il giorno in cui, guardacaso, la sinistra vince le elezioni.
Sono sicuro che se Berlusconi avesse rivinto le elezioni Provenzano sarebbe rimasto ancora "latitante"

E' probabile che Berlusconi, se la roccaforte siciliana terrà(come sembra stia accadendo) si trasferirà fisicamente in Sicilia, anche perchè in Parlamento stanno epurandolo per legge.

Concludo nella speranza che i siciliani non debbano diventare schiavi della massoneria(che è 10.000 volte meggio della mafia, anzi è una mafia globale) per liberarsi dalla mafia.

Spero di non averla annoiato.
Con immensa stima.
Gonzalo

P.S. per quanto riguarda il sito www.autonomiasiciliana.it non si deve preoccupare, se vuole le do privatamente qualche informazione in più.