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sabato, luglio 11, 2009

Due stratagemmi

Il politico di primo piano non parla mai a vanvera. E Silvio, pur essendo un paramassone prestato alla politica, sa il fatto suo.

In più il Presidente del Consiglio ha la capacità di lanciare messaggi, minacce e stilettate confezionandole in piccoli “sketch”. Banali all'apparenza, ma con il potere di fare imbufalire i destinatari dell'affondo facendoli sentire sbeffeggiati dal contesto.

Lo abbiamo visto sia nel caso dell'abbronzatura di Obama, che quando pochi giorni fa ha ribadito la sua decisione di insistere nelle politiche anti-occidentali (vedi il post "Il nano, il sardo ed il cattivo").

Durante il discorso di presentazione del G8 dell'Aquila ne ha combinata un'altra delle sue. Si è intestato il merito degli accordi sul disarmo nucleare raggiunti recentemente tra Obama ed il presidente russo Medvedev, sostenendo che il miglioramento dei rapporti tra USA e Russia «premia gli sforzi dell'Italia» (“Berlusconi lancia le sfide del suo G8”, Corriere.it 8 luglio 2009).

Peccato che sia stato lo stesso Medvedev a smentire, almeno apparentemente («Gli Usa non sono più intransigenti, Con Obama soluzioni possibili», Corriere.it 5 luglio 2009): «Noi contiamo sul suo aiuto e sul suo sostegno di amico. Ma questo non vuol dire che comunichiamo con gli altri Paesi attraverso l'Italia e il capo del suo governo».

Una sbruffonata del Cavaliere o una calcolata provocazione?

Indiscrezioni provenienti da oltre oceano sembrano puntare verso la seconda ipotesi (“Berlusconi fa infuriare George Soros”, SiciliaInformazioni.com 8 luglio 2009):

Parrebbe che George Soros (79 anni il prossimo 12 agosto), il finanziere filantropo e multimiliardario capofila del cartello dei grandi sponsors finanziari - supporters politici “liberal”- del Presidente Barack Obama, martedì sia saltato su tutte le furie, ruggendo contro Silvio Berlusconi. La goccia che avrebbe cagionato l’ira del mentore del nuovo corso democratico alla Casa Bianca, parrebbe sia stata la conferenza stampa del Premier italiano di “presentazione politica” dell’evento G8. Esattamente, il fattore scatenante sarebbe stato quando il Cavaliere si è detto soddisfatto dell’accordo sul nucleare USA –Russia, attribuendo a se una parte concreta del merito sul raggiunto accordo, vista la sua intima amicizia con Vladimir Putin.

Possibile che Soros se la sia presa per una bestialità insignificante pronunciata da un politico locale in declino? Deve essere strato proprio l'accordo con i Russi a metterlo di malumore. Il commento del paramossane poi deve averlo fatto esplodere.

Perchè più che un accordo quello con i russi è stata una resa incondizionata, visto che non solo è stato Obama a scomodarsi ed a volare sino a Mosca a chiedere un po' di elemosina per l'ultimo pezzettino di impero rimasto, la guerra in Afghanistan (secondo gli accordi, “Una dozzina di velivoli americani al giorno per il trasporto di truppe ed attrezzature in Afghanistan potrà sorvolare la Russia. Questo permetterà di risparmiare tempo e denaro” - Barack, Dmitry—and (offstage) Vladimir, The Economist 9 luglio 2009), per giunta, mentre gli USA in cambio del permesso afghano dovranno rinunciare a importanti fette dei loro armamenti, da parte loro i russi non hanno concesso nulla, come conferma ancora l'Economist: “L'arsenale [nucleare, ndr] della Russia sta invecchiando velocemente, e non dovrà fare molto per raggiungere gli obiettivi[di disarmo previsti dall' “accordo”, ndr]. Tutto l'unilateralismo sbandierato da Washington sino a pochi mesi fa è scomparso.

Berlusconi ha certamente i suoi meriti in questo, avendo contribuito ad indebolire irreparabilmente la posizione degli USA nel Mediterraneo grazie alle manovre politiche siciliane, cosa che ha permesso ai russi di impossessarsi del manico del coltello.

Ecco perchè Soros è andato su tutte le furie sentendo quell'affermazione.

La sconfitta dell'ala atlantica e nordista del pdl (la corrente La Russa/Bondi/Alfano/Schifani, per intenderci) alle europee ha consegnato la Sicilia nelle mani di Lombardo e Miccichè e dei loro alleati orientali. Indipendentemente dal giudizio che ognuno può avere dei due, erano almeno 150 anni che i siciliani non avevano più potere reale a casa loro.

Lo spostamento definitivo dell'asse del potere mediterraneo verso sud costringe ora l'occidente a cambiare strategia. Se da un lato tramite “complotti” vari si deve fare in modo di accelerare il più possibile il tramonto di Arcore, che oramai funge solo da scudo alla preparazione del “partito del sud” a Palermo, dall'altro bisogna riorganizzare la propaganda anti-siciliana su due nuovi fronti.

Il primo stratagemma è quello classico della mafia, anche se dopo l'attacco suicida del sindaco di Gela Rosario Crocetta, che pur di metterci del suo nello smacco elettorale subito da Berlusconi in Sicilia non aveva esitato a sporgersi in favore di Raffaele Lombardo, allineandosi clamorosamente con Dell'Utri (vedi il post “Suicide Bomber”), questo è un fronte che offre poche possibilità di movimento.

Le fantasiose “rivelazioni” di uno dei soliti quotidiani inglesi (The Independent) non possono fare altro che tornare al passato, visto che nel presente c'è ben poco da accusare senza coinvolgere gli “amici” alla Crocetta:

“Il premier, minacciato da Cosa nostra, sarebbe sceso in campo per mettere a disposizione della malavita una delle sue reti televisive.” ("Berlusconi in politica per servire la mafia" LaSiciliaWeb.it 6 luglio 2009)

In pratica si sta capovolgendo la strategia usata sino ad ora: non è più il mafioso a fare lo stalliere ad Arcore, bensì Berlusconi a fare lo stalliere della mafia. Da carnefice direttamente a vittima. Questa riconversione è necessaria per spiegare come Lombardo e Miccichè possano essere riusciti a vincere senza rivelare al popolo chi veramente li appoggi da oriente. Ovviamente a questo punto molte cose non quadrano più. Ad esempio crolla il teorema P2, quello secondo il quale sarebbe stata la famosa loggia a controllare tutto in Italia, dalla stessa mafia sino al terremoto dell'Abruzzo.

Il secondo stratagemma per l'apertura di un nuovo fronte anti-siciliano è ancora più sorprendente. Ne avevamo parlato ancora prima delle elezioni: si sta mettendo in giro (nuovamente) la voce che l'“autonomismo” siciliano sia di matrice massonica. Nuovamente, perchè questa è cosa vecchia. Cosa detta dai Borbone per coprire i loro errori politici, e ripresa dagli stessi massoni italiani quando alla fine della seconda guerra mondiale il MIS rischiò di fare saltare il banco [*].

Dopo la strana lettera ricevuta da Blondet (“Lombardo (da alcuni dato come referente di un’associazione vicina al Bildeberg) scioglie la giunta siciliana a due settimane dal voto. (...)”, vedi il post “La sfilata di Tremonti”), che ha diramato l'ordine, ora si è passati ai fatti.

Su LiveSicilia.it il 3 luglio esce un articoletto a firma di Giuseppe Sottile: “La pax di Lombardo arriva fino al Grande Oriente”. L'argomento è insinuante al punto giusto:

La nomina del professore Gianni Puglisi a superconsulente della Regione con poteri che vanno dai Beni culturali all’alta formazione, dalla ricerca al sistema bancario e finanziario. Una sorta di Alto Segretariato per la programmazione molto simile a quello inventato dal governo Milazzo, alla fine degli anni Cinquanta, per l’avvocatissimo Vito Guarrasi, parce sepulto. (…) Lombardo e Miccichè lo hanno voluto arruolare piuttosto nella qualità, poco conosciuta alle masse popolari, di testa pensante della rivista “Hiram” diretta da Gustavo Raffi, Gran Maestro della loggia massonica di palazzo Giustiniani.

Ecco la lurida deduzione. Senza alcuna indicazione a supporto, Puglisi è stato arruolato dal Presidente per la sua affiliazione massonica. Avete mai sentito dire niente che Napolitano sia stato eletto presidente o Prodi primo ministro a causa delle loro simpatie massoniche? Eppure ambedue si sono più volte sbracciati in occasione di ricorrenze e convegni fraterni.

Ora però, visto che un massone dichiarato ha un posto di rilievo alla regione (non è il primo, né l'ultimo: si devono sempre tenere in conto tutti i poteri...), eccoci tutti “sottilmente” massonizzati.

A proposito, ecco come si è espresso il Blondet qualche hanno fa (quando ancora gli era permesso parlare) a proposito dei massoni alla Puglisi in una intervista rilasciata allo studioso calabrese Giuseppe Cosco:

Bisogna tuttavia stabilire che qui parliamo di massonerie che, però, non sono la normale massoneria. La massoneria, quella che conosciamo, è soltanto un vivaio, da cui vengono poi cooptate le persone fiduciarie per cerchie sempre più interne di cui non si sa assolutamente niente, solo ogni tanto viene fuori qualche notizia come, ad esempio, la società segreta di "Sckull and Bones" di Bush. In generale, quando si parla di massoneria non si deve intendere la massoneria che fa i comunicati sui giornali.

Quando qualcuno potrà portare degli indizi che suggeriscano che Puglisi sia stato “cooptato”, ne riparliamo.

Ma in realtà quell'articolo serviva solo da apripista per l'affondo dello stesso Sottile (“Né Lombardo, né Miccichè Il solo vincitore è Dell’Utri”, LiveSicilia.it 9 luglio 2009):

Dentro “Forza Sud”, sembra questa la sigla fortunata, ci sono gli uomini e i vettovagliamenti necessari, le lobby massoniche e i poteri forti; c’è una linea politica e c’è un forte legame con il territorio, simile a quello che la Lega di Bossi ha con il Nord. Cosa si può volere di piu’?

Ecco fatto. Siamo noi i massoni. Siamo noi la mafia, la P2, la Lega Nord. Cosa si può volere di più?

Il Sottile fa finta di non capire una cosa importante. Gli schieramenti politici non sono mai dei compartimenti stagni, ed il potere non si conquista dall'oggi al domani. Il processo di “pulizia” è lento e spesso poco lineare. Ma ciò che conta è l'indirizzo generale. Ed una notizia dei giorni scorsi è una chiarissima indicazione di quell'indirizzo.

La provincia di Catania, in mano a Castiglione, pupazzo del Sindaco di Bronte Firrarello, rappresentante etneo della corrente atlantica di La Russa e Bondi, si è inventato una bella delega ai rapporti con la base USA di Sigonella, per sottolineare (sin dai termini del comunicato stampa) ancora di più il costante servilismo verso certi poteri.

Quella delega è stata significativamente assegnata a Daniele Capuana, il traditore che alle amministrative di Motta S. Anastasia, paese la cui economia è fortemente condizionata dalla presenza delle base USA, aveva ritirato al sua candidatura con l'MPA in favore del candidato sindaco del PDL contro il volere del suo partito ed era stato per questo espulso dal partito.

Se la massoneria è schierata con Lombardo e Miccichè, allora in base al premio assegnato a Capuana che coraggiosamente si era rifiutato di assecondare queste fantomatiche "lobby massoniche", dovrebbe anche essere schierata contro il “patto atlantico”.

Vedremo chi riuscirà a cadere in questo stratagemma.

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[*] La ripropone oggi il Panvini in questo pezzo pubblicato da SiciliaInformazioni.com

Nell'immagine in alto, il "filantropo" George Soros. Qualche dettaglio in più lo potere leggere qui...

4 commenti:

COMITATO SICILIANO ha detto...

Ciao Abate,
che i Borbone abbiano parlato di massoneria nell'"autonomismo siciliano" non mi risulta, anche perchè la Sicilia al tempo dei Borbone era più autonoma di quanto non conceda lo Statuto Siciliano del secondo dopo guerra.

Mi risulta invece, ma questo non lo dicono i Borbone, ma è un fatto assodato che la massoneria appoggiò il separatismo nel'800.

Per quel che concerne il discorso Puglisi, sarei cuorioso cosa ne pensa costui di Risorgimento e di Unità d'Italia, io penso che ne pensi benissimo, guarda qui:

Titolo: “La Massoneria all’ombra del tricolore.
Dall’unità d’Italia alla grande guerra”

A) Modera Gianni Puglisi - IULM Milano

La massoneria è assolutamente pericolosa per noi, dispiace che ancora oggi gli si aprono linee di credito.I massoni prima ti usano e poi quando non servi più ti abbandonano, come sempre hanno fatto e come la storia insegna.

Non credo che il governo siciliano oggi abbia bisogno di un Puglisi.
La Sicilia cristiana aborrisce gli ideali massonici.

Abate Vella ha detto...

Caro amici del Comitato,

non ci sono dubbi che gli inglesi abbiano appoggiato l'indipendentismo siciliano in tutto l'800, anche se a fasi alterne.

Il loro obiettivo era quello di destabilizzare i Borbone, per cui spingevano da sud e poi, dovendo stare attenti che non gli scappasse invece la Sicilia, non appena la corda era ben tesa la lasciavano andare ed aiutavano i Borbone a riprendere il controllo.

L'errore politico dei Borbone sta proprio in quella riforma del regno che cancelló una corona di Sicilia. Questo indispettí i siciliani ed aprí una breccia per gli inglesi.

Con errore politico mi riferisco al concetto puramente machiavellico: l'obiettivo dei Borbone non era quello di distruggere la Sicilia, piuttosto era quello di contrastare la massoneria e pensarono di fare questo centralizzando.

Il fatto e' che fecero il passo piú lungo della gamba, in quanto fecero una riforma per fare la quale sul campo non avevano il potere.

Poi, per ovvi motivi, la propaganda di stato doveva cercare di coprire questa evidente impotenza, per cui si addossarono tutte le responsabilitá dei moti di rivolta siciliani ottocenteschi alla sobillazione inglese, cercando di nascondere il malcontento dei siciliani. Come se in Sicilia non vi fosse un sentimento autonomista da sempre che non aveva bisogno di istigazione....

Riguardo a Puglisi, intanto il fatto stesso che ne parlino i giornali significa che non vi e'alcun pericolo.

Poi, ci piaccia o no ci sono degli equiilibri in campo e bisogna rispettarli e modificarli gradualmente. L'alternativa sarebbe la guerra civile, e siccome per me non e' una opzione da considerare, PER IL MOMENTO, a me Puglisi va bene dov'e'. Piu'avanti si vedrá.

Che questa storia della massoneria al potere a Palermo e' tutta una bolla di sapone lo dimostra anche lo stupido articolo di Travaglio suggerito sopra o la nuova idea di Grillo sul PD.

Quando mai Travaglio o Grillo si sono messi contro certi poteri?

COMITATO SICILIANO ha detto...

Ciao Abate, la creazione del Regno delle Due Sicilie altro non fu che la risposta al tentativo di estromettere i Borbone dal trono di Sicilia tramite una legge costituzionale inserita dagli inglesi nella costituzione del 1812.

Il malcontento dei siciliani era dovuto alla difficoltà che la classe baronale siciliana poneva alle azioni riformatrici che i Borbone cercarono di portare avanti in Sicilia, difficoltà che i massoni riuscirono a veicolare furbescamente a suon di propaganda e di quattrini contro lo Stato.
(vedi l'accusa ai governanti di fare gli untori e spargere il colera, nel 1837)
Chiaramente la stessa cosa successe a Napoli, dove i massoni e gli "adepti" del liberalismo contribuirono ad indebolire le istituzioni dall'interno (vedi Liborio Romano)

Così come sono convinto che uno statuto siciliano applicato in Sicilia(che porta sicuro sviluppo economico) porterebbe lo spegnimento delle rivendicazioni autonomiste, al tempo delle Due Sicilie l'autonomia siciliana, non avrebbe dovuto portare nessuna rivendicazione autonomista, figuriamoci separatista.

Su Puglisi:
Hai notato che adesso tutti hanno fatto marcia indietro sul Partito del Sud?L'ordine sarà arrivato dall'alto?

saluti

nebros ha detto...

chi rimise i borbone a loro posto?

mi sembra un discorso trito e ritrito questo....