Approfondimenti - Il Consiglio News Feed

mercoledì, marzo 18, 2009

Vista panoramica

Il sistema aeroportuale siciliano è composto da quattro scali internazionali (Palermo Puntaraisi, Trapani Birgi, Comiso Magliocco, Catania Fontanarossa) e da due scali minori situati nelle isole di Lampedusa e Pantelleria.

Anche se la cattiva politica sia regionale che nazionale ne ha impedito il corretto sviluppo socio-economico e strutturale, tale sistema potenzialmente servirebbe in modo capillare e senza inutili sovrapposizioni tutta la Sicilia: in qualunque punto del territorio ci si trovi, in circa un'ora si dovrebbe essere capaci di raggiungere uno scalo.

Le uniche aree a trovarsi a distanza superiore sono quelle eoliana e nebroidea. Per la prima la soluzione più logica dovrebbe essere quella di un moderno idroscalo nelle vicinanze del porto di Lipari raggiungibile anche da Napoli e che permetterebbe di arrivare nell'arcipelago da qualunque area del Mediterraneo con un solo scalo intermedio in Sicilia o nel sud Italia. Un sistema usato con enorme profitto alle Maldive.

Per quanto riguarda l'area nebroidea, più che in un aeroporto locale la soluzione del problema dovrebbe risiedere nei collegamenti ferroviari con Termini Imerese e con Punta Raisi (il trasporto su gomma è comunque destinato al declino). Come per il versante jonico della provincia messinese, anche per quello tirrenico si dovrebbe puntare ad un tempo di percorrenza non superiore ad un'ora per i paesi costieri più distanti.

Su questo sistema già estremamente sviluppato, anche se per vari motivi deficitario nei collegamenti intermodali, dovrebbe innestarsi uno scalo di tipo “hub” capace di fungere da centro di smistamento per i voli intercontinentali per l'intero bacino mediterraneo.

Diamo ora una sguardo a questo sistema dall'alto, grazie alle immagini satellitari di Google Earth.

1) Aeroporto Palermo Punta Raisi



L'aeroporto della capitale è, tra tutti gli aeroporti siciliani, quello in posizione meno felice essendo a ridosso del mare per tre lati e con l'ostacolo delle montagne dal quarto lato. La sua pista, malgrado non sia ulteriormente allungabile, misura 3326 metri, abbastanza per poter effettuare collegamenti intercontinentali, ma non per permettere la funzione di “hub”.

Il vergognoso stato del collegamento ferroviario con il centro cittadino (gestito dalle ferrovie di stato) dovrebbe da solo essere causa di rivolta: Punta Raisi dovrebbe essere un gioiello, la vera porta della Sicilia servito da una compagnia di bandiera con collegamenti diretti con le principali capitali mondiali.

2) Aeroporto Trapani Birgi



Posto a soli 13 km da Trapani nelle immediate vicinanze della costa in un'area a fortissima vocazione agricola e turistica. Destinato a servire, oltre l'area trapanese, anche quella agrigentina e parte di quella nissena per i flussi turistici e per l'esportazione dei prodotti agricoli (vini pregiati).

Solo l'integrazione nel polo Punta Raisi – Termini Imerese (e quindi Palermo-Catania-Siracusa) tramite collegamento ferroviario veloce permetterà di sfruttarne al massimo le potenzialità.

E' dotato di una pista di 2695 metri di lunghezza, che potrebbe essere allungata senza problemi (la linea bianca in figura misura 5 km).

La sua posizione defilata rispetto all'asse Augusta – Termini Imerese non lo rende ideale per la funzione di hub.

3) Aeroporto Comiso



Stessa funzione dell'aeroporto di Birgi per un territorio con le stesse vocazioni. Anche la pista realizzata (2546 metri, quella militare ancora visibile nella foto ne misurava 1740) ha dimensioni simili dovendo accogliere la stessa tipologia di traffico. Servirà principalmente il ragusano ed alcune aree del siracusano, del calatino e nel nisseno.

La gara d'appalto per la gestione è stata vinta dalla SAC (Società Aeroporto Catania), cosa che permetterà l'integrazione e la razionalizzazione con Fontanarossa (il discorso gestionale che dovrebbe essere fatto anche per Birgi e Punta Raisi)

La comica “inaugurazione” della pista del 30 aprile 2007 ha, come previsto, lasciato il campo a ritardi di ogni tipo. Ovviamente, la data di inaugurazione definitiva dell'impianto non è stata rispettata.

4) Aeroporto Catania Fontanarossa

Fontanarossa è il primo scalo della Sicilia ed il terzo-quarto in Italia . In effetti a pensarci bene rimane un mistero come un aeroporto dotato di una singola pista della lunghezza di appena 2435 metri (!!), una delle più corte d'Italia, possa smistare più passeggeri di una struttura molto più adeguata quale quella palermitana.

Ma i “movimenti” geopolitici che stanno portando alla creazione del blocco infrastrutturale Augusta-Interporto di Bicocca-Fontanarossa-Termini Imerese sono iniziati già da almeno un paio di decenni. E chi tali movimenti voleva impedire sembra non essere stato con le mani in mano. Ed ha agito proprio su Fontanarossa, l'aeroporto che dovrebbe essere trasformato in hub.



Ecco come si presenta oggi Fontanarossa, “ingessato” da un lato dal mare e dall'altro dalla linea ferroviaria Catania-Siracusa, dall'asse attrezzato, e dalla tangenziale in serrata sequenza: grazie a questa “attenta” pianificazione non è possibile allo stato attuale allungare la pista di un solo metro.

Guardando bene l'immagine vediamo un prolungamento della pista sino ai 5km (linea gialla), cioè la lunghezza necessaria per il proposto hub, finirebbe esattamente in corrispondenza della tangenziale. Allargando lo sguardo un pochino (figura sotto) vediamo che il tracciato autostradale (linea rossa) sembra deviare verso oriente dalla sua naturale prosecuzione proprio in corrispondenza dell'aeroporto. Ed anche il posizionamento dell'asse attrezzato (linea blu) non sembra razionale, visto che il prolungamento dell'autostrada Catania-Palermo (linea gialla) va a finire praticamente nello stesso punto. Non sarebbe stato più logico costruire l'asse attrezzato in modo da congiungersi alla CT-PA all'altezza della tangenziale?



Le cose sono due: o non è stati capaci di pianificare, o si è pianificato sin troppo bene... chi ha orecchie per intendere intenda.

D'altronde senza quegli “intoppi” (in ogni caso facilmente aggirabili dal punto di vista ingegneristico) i Siciliani si sarebbero potuti mettere strane idee in testa, tipo quella di avere un sistema radar autonomo. E la cosa oltre Atlantico avrebbe dato fastidio (vedi il post "Pronti al decollo"). Ora invece sembra che, grazie a quei pianificatori sin troppo attenti, non potremo fare altro che andare a distruggere la fertile Piana per costruirci questo “hub” voluto un po' da tutti, americani, cinesi, russi.

Invece guardate che bella struttura che hanno a Sigonella. Ah! come sarebbe facile piazzarvi una o due piste di 5 km:



----------------------------------------

I dati sulla lunghezza delle piste provengono dal sito dell'ENAC (www.enac-italia.it)

Per visualizzare le immagini degli aeroporti da satellite in modo nitido, scaricare il programma Google Earth (www.earth.google.it) e digitare nella barra delle destinazioni a sinistra i nomi delle strutture come indicati nel post.

Post Correlati:

Pronti al decollo (Febbraio 2009)

I pagliacci (Maggio 2007)

Aeroporti: la Regione Siciliana all'attacco di se stessa (Marzo 2007)

4 commenti:

Peppinnappa ha detto...

Scusate il flash fuori campo, ma di "Report" che dire?

Abate Vella ha detto...

Peppinnappa,

ho ascoltato i primi 5 minuti: alla prima minchiata (Stancanelli amico di La Russa...) ho cambiato.

Poi so che hanno messo assieme episodi vecchi di decenni. Ma tutto ora e' arrivato il coraggio?

Se ne avro' il tempo scrivero' qualcosa, vediamo...

Peppinnappa ha detto...

Sento anche che l'hub di Augusta per le grandi portacontainer trova difficcoltà "ecologiche" per partire. Secondo me c'è qualcuno che sta remando fortemente contro, ma chi e perchè?

Abate Vella ha detto...

Il porto di Augusta è il pezzo più importante di tutto lo scacchiere infrastrutturale mediterraneo. Ed anche quello verso cui si concentrano gli appetiti di tutti.

Nel dettaglio è difficile dire a chi appartiene ogni bastone messo tra le ruote. Ma ricordiamoci sempre che alla fine gli schieramenti sono solo due.

Se le difficoltà sono "ecologiche" allora il bastone dovrebbe appartenre allo schieramento occidentale. Ma anche lo schieramento opposto potrebbe usare le stesse armi.

Lombardo difficilmente farà andare avanti il progetto se non avrà tutto sotto controllo.