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lunedì, marzo 23, 2009

AAA

AAA Cercasi Siciliano. Causa mancanza personalità adeguate, cercasi candidato leader partito genuinamente siciliano capace di lottare per la sua terra con abnegazione e determinazione. Richieste ambizione e lungimiranza. Possibilmente finanziariamente indipendente.

Oggi, dopo il successo dell'MPA e nella continua e persistente mancanza di coesione tra le forze che hanno coraggiosamente e con successo portato in salvo l'idea stessa di Sicilia attraverso la seconda metà del '900 e che ora non sembra riescano ad adattarsi alle mutate condizioni geopolitiche internazionali, chi potrebbe mai rispondere a questo annuncio?

La velocità con la quale Raffaele Lombardo ha conquistato posizioni su posizioni in Sicilia, nel sud Italia e forse presto anche al nord ha colto tutti di sorpresa. Ma mentre il giudizio sul suo operato in veste di Presidente della Regione può dirsi sin qui positivo nella attuale congiuntura e nel facile confronto con il suo predecessore, lo stesso non può dirsi sul modo di operare del suo partito, il Movimento per l'Autonomia, che non è stato capace di modificare l'andazzo generale della “cosa pubblica” nel suo svolgimento giornaliero.

Ma questo potrebbe essere dovuto al tempo necessario affinché i cambiamenti operati in alto (che ci sono e sono importanti) raggiungano gli strati più bassi e permettano ai siciliani di potere vivere la loro giornata lavorativa e familiare con un minimo di dignità in più.

Oggi però all'orizzonte si profila un problema ben più grave implicitamente ammesso dallo stesso Lombardo al recente congresso del partito dove ha dichiarato che L'MpA "si propone di essere il partito nazionale dei partiti regionali"

Come già detto (vedi il post “La nuova breccia”), se l'MPA si trasforma in partito nazionale (al punto che voci di strada danno per certo un cambio di nome...), diventa assolutamente necessario dotarsi di una vera forza regionale. Serve un leader, una personalità capace di coagulare intorno a sé le forze popolari siciliane creando quel movimento che potrà fare da guardia alle nostre istituzioni mentre l'attuale Presidente continua le sue (limitanti) battaglie ideologiche per l'Italia unita. Battaglie per le quali non vedo ampie prospettive di successo duraturo.

Potrebbe questo leader essere Enzo Sindoni, attuale sindaco della cittadina di Capo d'Orlando?

Sindoni, classe 1962, nato in Venezuela, è diventato sindaco della cittadina nebroidea per la prima volta nel 1994. E' stato rieletto nel 1998 con l'80% dei voti e dopo una breve parentesi (2003-2006) è ritornato in carica nel 2006, sempre con liste civiche. Ma il suo nome lo ricordiamo anche legato alla Acio, la prima associazione antiracket in Sicilia fondata insieme a Tano Grasso nei primi anni '90, come ci ricorda il Corriere della Sera in occasione di uno dei tanti arresti. Interessante il titolo dell'articolo:

In cella l' "eroe" antiracket - arrestato Sindoni Enzo, 32 anni: deve ispondere di furto, danneggiamento e dell' incendio della villa di un suo concorrente, Milio Luciano. in cella anche i complici Leonardi Alfio e Falanga Turi

I complici di che, se Sindoni, l'eroe antiracket, è stato poi assolto?

Anche la sua carriera politica è stata costellata sin dagli esordi da diversi guai giudiziari, ma è a partire da una accusa di irregolarità nel rilascio di una concessione edilizia durante le amministrative del 2006 (da lui vinte) che gli attacchi si sono fatti più serrati. La sentenza per l'assoluzione in via definitiva da queste accuse è stata depositata lo scorso dicembre (2008):

I giudici nella sentenza hanno esplicitamente affermato che in relazione alla accuse mosse al Primo Cittadino “nessuna prova è stata acquisita agli atti”

Un'accusa senza prove è una calunnia. “Tantu trafficu pi nenti”, disse una volta il poeta. Lo sappiamo tutti che in questo paese è possibile finire alla gogna solo per qualche “diceria dell'untore”.

Ma il “tantu trafficu pi nenti” nel frattempo invece di diminuire è aumentato sino a diventare, il 18 aprile del 2008, un vero e proprio ingorgo:

“C’è anche il sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni, 46 anni, tra le 10 persone arrestate nell’ambito dell’operazione “Orange” della Guardia di Finanza di Siracusa per una maxitruffa all’Unione Europea.”

Anche questa volta il nostro viene sbattuto dietro le sbarre. E durante l'interrogatorio ha parlato greco:

“Sindoni ha spiegato che tra i soci figurava anche uno dei principali indagati siracusani coinvolti nella vicenda, ma che non aveva mai conferito nemmeno un chilo di limoni alla capofila Agridea di Capo d'Orlando e quindi non aveva beneficiato del denaro. Anzi, l'anno seguente era stato cancellato dai soci proprio a causa del mancato conferimento. Quindi nessuna truffa nè consumata, nè tentata.”

Poi finalmente il 30 aprile viene liberato, e può tornare a casa tra una folla di gente che gli ha così dimostrato la propria fiducia e la propria solidarietà, particolare questo non secondario per capire il motivo di tanto accanimento.

Quest'ultima vicenda, più di quella delle targhe risorgimentali abbattute a colpi di martello di cui parleremo tra poco, suggerisce il motivo di questi attacchi. Il provvedimento di arresto del 18 aprile infatti “è stato notificato a Sindoni all’aeroporto di Fontanarossa a Catania: il sindaco era appena sceso dall’aereo proveniente da Torino assieme alla squadra, reduce dal successo a Biella.”

L'Upea Capo D'Orlando in pochi anni è salita dalla C2 ai play-off scudetto, un successo che porta ogni volta al palazzetto circa 5000 spettatori, in un paese di 15000 abitanti! Le modalità della notifica contengono intenzionalmente una chiave di lettura.

Un sindaco che praticamente di tasca propria porta una squadra di basket in Europa partendo da un paese di 15000 abitanti, non è solo un sindaco che cura l'immagine del suo paese, ma anche un politico di ampie vedute e con molte ambizioni. Non è un caso che in una recente intervista di Gaetano Sconso pubblicata su SiciliaInformazioni.com il giornalista citi il Messina dei Franza, che avevano nel sindaco Genovese il loro terminale politico:

Non le sembra una strana coincidenza che calcio e basket in un sol colpo giustizino il Messina Calcio e l’Orlandina Basket?

Ma potremmo citare anche il sodalizio sotterraneo tra Lombardo e Pulvirenti (vedi il post “Vino dell'Etna”), o quello tra Zamparini e Miccichè.

Il Italia il potere politico si affianca sempre ai circenses ed una squadra di livello europeo come quella gestita dal lungimirante Sindoni permette di puntare molto in alto.

Anche nella vicenda dell'abbattimento della targa recante il nome del delinquente dei due mondi (“uomo al soldo dei piemontesi e degli interessi inglesi che della nostra terra ha fatto saccheggio”) traspaiono chiaramente determinate ambizioni di leadership, soprattutto quando invita tutti i sindaci dell'isola a fare lo stesso:



Il sistema ha paura che qualcosa gli sfugga di mano e ce la mette tutta per difendersi. Ma in Sicilia le cose prendono pieghe altrove impensabili, e proprio la squalifica della squadra di basket per un cavillo giuridico (“siamo stati cacciati fuori dal massimo campionato per un debito nei riguardi dell’Enpals relativo a quattro mesi, nel corso dei quali contestavamo all’ente previdenziale che ci era stata rimessa una cartella rapportata ad una aliquota sbagliata e dunque non dovuta. Peraltro abbiamo chiesto di pagare egualmente con riserva, ma ci sarebbe occorso un giorno di proroga. Il ‘no’ è stato secco.”) che avvicina il suo caso non proprio al Messina calcio, ma al Catania di Massimino, sembra aver portato al vulcanico Sindaco ancora più popolarità.

Riuscirà Sindoni a vincere le sue battaglie ed a proporsi come l'uomo nuovo della politica siciliana? Al contrario di Lombardo, che ha conquistato la Sicilia partendo dal fondamentale trampolino catanese, Sindoni non ha alle spalle una base locale così ampia. Egli dovrà sapersi proporre al di fuori del territorio d'origine, dove ha già assunto un importante ruolo di guida come testimoniato dal recente comunicato che vede riuniti tutti i sindaci del comprensorio dei Nebrodi:

Il riscatto meridionale, che nella nostra regione sembrava confortato dallo sbandierato principio autonomistico, nel progetto intestato dall’on. Lombardo, sta rivelandosi fallimentare. (...) Noi riteniamo di essere ancora in tempo ad invertire la rotta e voltare pagina. E nella trincea istituzionale nella quale ogni giorno affrontiamo emergenze, condividiamo i disagi ed ascoltiamo i bisogni della nostra gente, attendiamo fatti, non parole; chiediamo azioni, non passerelle; pretendiamo rispetto per la dignità dei Siciliani."

Abbiamo riportato sopra una delle domande poste da Sconso al presidente dell'Orlandina. Eccone la risposta:

“Beh, sono due storie contemporanee ma radicalmente differenti: chi reggeva il Messina Calcio ha mollato tutto; chi guida l’Orlandina Basket è invece ben saldo in sella e non ha alcuna intenzione di fermarsi”.

AAA Cercasi Siciliano, AAA Offresi Siciliano. Domanda ed offerta sembrano coincidere.

15 commenti:

COMITATO SICILIANO ha detto...

Sindoni avrebbe le capacità ed il coraggio, ma come al solito non mancano le divisioni in Sicilia, anche nell'ambiente sicilianista non manca chi lo considera un delinquente incallito.
Oggi tutti si diventano patrioti e pensano di essere al grande fratello, meglio continuare sulla propria strada e fare le cose da se che riescono meglio.

nebros ha detto...

il sicilianismo oggi è strapieno di quaquaraqua

L'Ingegnere Volante ha detto...

Comitato, ma secondo te, chi dovrebbe fare da sé, Sindoni?

rrusariu ha detto...

A parole siamo tutti sicilianisti, duosiciliani, etcetera etctera...

Ma quando si passa all'azione ci si accorge che ci vogliono i mezzi per portare a compimento certi progetti.

Io penso che dovremmo partire da piccoli progetti concreti che possano aiutare la nostra gente a condividere progetti per un futuro migliore!!!

Solo se saremo in grado di dare un prospettiva di futuro potremmo crescere.

Rrusariu beddhi paroli, veni u cori viramenti!!!

Solo se c'è cuore nel nostro lavoro di contatto la gente si avvicina, poi viene lu spìnnu ri manciari.

Io penso che al di là delle persone che ci sono nelle Mpa, oggi è l'unico spazio al momento disponibile, sennò tante vale andare a mare.

La password di verifica per il post è monsant, cerchiamo di difendere il nostro DNA siciliano e non facciamoci inglobare dai transgenici del Pdl o pdmenoelle!!!

Viva la Sicilia!!!!

COMITATO SICILIANO ha detto...

Ciao Ing. dovrebbe fare da se chiunque non è chiacchierone e fa i fatti.

Abate Vella ha detto...

Personalmente, credo che Sindoni sia uno che oltre a parlare sa passare anche ai fatti e credo lo abbia dimostrato nel piccolo dell'amministrazione di Capo D'Orlando.

E credo anche sia abbastanza deciso e capace di andare per la sua strada. Come spero faccia.

Parlare di "sicilianismo" oggi non ha piú senso. Dovremmo dire semplicemente Siciliani. D'altronde le idee che i cosidetti "sicilianisti" hanno portato avanti sono diventate (o meglio, sono tornate) "mainstream", corrente principale.

Il punto é fare in modo che ora la politica sia piú vicina alla gente. E visto che l'MPA sta diventando un partito nazionale, crescano dei politici e delle forze genuinamente ed esclusivamente siciliani. Cosa che succederá presto. Chissá che proprio Sindoni non sia il primo.

TRINAKRIUS ha detto...

Caro Abate,
il tuo blog è per me una occasione oramai consueta di lettura che offre a me come a molti altri occasioni di confronto e/o riflessione. E così è stato anche per il post intitolato “AAA” .
In questo tuo scritto sollevi più d’uno interessante quesito che dovrebbe, a mio avviso, interessare l’intera area sicilianista.
In buona sostanza Tu parti da alcuni assunti che Io e credo parecchi altri non ci sentiamo pienamente di sottoscrivere.
E cioè dalla tesi che l’MPA e il suo Leader appartengano o siano riconducibili alla tradizione, alla storia ed alla prassi sicilianista.
Mi permetto, in amicizia, di farTi notare che Tu nel divenire del tuo post poni quasi come scontata questa appartenenza.
Io e molti altri invece, la mettiamo fortemente in dubbio.
Comprenderai che questo non è certo un dettaglio. E rischia, infatti, di condurre la tua analisi, comunque stimolante, fuori pista.
Mi permetto di aggiungere che trovo erronea e troppo “generosa” la differenziazione che fai tra la Presidenza Lombardo e il suo movimento.
A me pare invece che emerga chiaramente una forte comunanza d’intenti.
Certo caro Abate tu sei liberissimo ovviamente di pensarla come meglio credi ma resta questa stretta comunanza e identificazione tra “Patri” e “criatura” che a me e non solo a me appare lampante.
Posti questi necessari chiarimenti tu rilevi la presunta trasformazione dell’MPA in “partito nazionale”(cioè italiano). Ma picchì ki “oj” ‘zoccu è?
Davvero credi sia o sia mai stato qualcosa di diverso?
Se è così Ti invito a riflettere sul fatto che l’MPA il suo cosiddetto “autonomismo”, in concreto, ad oggi hanno fatto ben poco per i Siciliani, la Sicilia ed il loro ben comune.
Certo non sono mancate le animate dichiarazioni di principio spolverate anche di sicilianismo.
Ma poi si è visto in azione a Palermo come a Roma un partito e il suo leader in altre faccende affaccendati che hanno perso l’occasione di battersi per la causa siciliana.Ed è politicamente inaccettabile che la IATTURA DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA sia stata presentata come una richiesta sicilianista, avanzata dai siciliani stessi. Quando invece è risaputo che il PONTE IMBUTO danneggerà la Sicilia anche in materia di collegamenti e di trasporti. Ed è ancora più risaputo che con il pretesto della REGIONICCHIA DELLO STRETTO si vuole smembrare la Sicilia ed annullare l’identità ed il ruolo della nobile città di Messina, regina dello Stretto.Ed al Popolo Siciliano si nega il diritto di esprimere la propria volontà con un Referendum.
Insomma caro Abate, come ben puoi notare, c’è poco da stare allegri.
Ricordo a me stesso che quando si costruisce una casa si comincia dalle “fondamenta” e non dal “tetto”.Analoga considerazione vale per un movimento politico che dovrà condurre la difficile lotta per la rinascita della Sicilia.
Vedi: affermare come fai Tu, in buona fede, che dovremmo ricercare tramite un “AAA” un leader, “capace di lottare per la sua terra con abnegazione e determinazione" mi sembra che sottovaluti il fatto che sono prioritari e irrinunciabili la partecipazione, il contributo e la lotta del Popolo tutto.
Inoltre caro Abate non debbo ricordare a Te quanto abbondanti siano in quest’area geopolitica i leader autoproclamati e/o caudilli potenziali.
E’ in atto un processo inflativo di leadership vere e più spesso presunte.
Motivo? Il personalismo esasperato a cui non si trova freno dato che molti di costoro si atteggiano a eredi di Andrea Finocchiaro Aprile o di Antonio Canepa e si autonominano leader di partiti, sette,camarille o gruppi dei quali spesso esiste solo la sigla. Ed è stata complessivamente questa sottovalutazione delle forme organizzative, cioè della forma partito, a permettere il proliferare del morbo del più becero personalismo nella nostra Area Politico-Culturale.
In questo quadro desolante esistono delle eccezioni soprattutto nel variegato mondo giovanile. ‘U Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” ha l’onore di essersi battuto sempre, senza trucchi, per rivendicare L’Identità, i Valori e la continuità politico organizzativa della Sicilia Nazione e del Sicilianismo.
Da 45 anni,l’F.N.S. lotta dal basso, senza risorse ovvero con le sole risorse della coerenza per affermare la Verità, la Libertà della Sicilia e dei Siciliani dal bisogno, da certo colonialismo e dalla piovra mafiosa.
E non si lascia bloccare da quella parte, per altro modesta, di cosiddetti, autoproclamati, leader sicilianisti e/o indipendentisti che hanno scatenato contro di Noi ,contro ‘u F.N.S., specie in questi ultimi anni, una violentissima, denigratoria, offensiva campagna.
Non si contano , specie sul Web, su siti, forum e quant’altro generalizzazioni o peggio manipolazioni ed insulti gratuiti riguardanti l’FNS.
Con la tua onestà intellettuale caro Abate comprenderai che il problema della Leadership è virtuale se non si cura prima l’organizzazione di una INIZIATIVA POLITICA DI TIPO “NAZIONALE”(cioè Siciliana).
In questa chiave saranno poi le militanti, i militanti , avanguardia del Popolo Siciliano ad unirsi, aggregarsi e poi a selezionare una classe dirigente ed una Leadership.
E ovvio che io penso che quest’organizzazione esista già e sia ‘u F.N.S., Tu puoi ovviamente avere idee altre o diverse.
In questa chiave, comunque Tu la pensi,comprenderai e converrai quanto inopportuno sia avanzare oggi candidature a prescindere dalle personalità delle personalità di volta in volta proposte.
Non mettiamo dunque il carro davanti ai buoi.
Ti offro questo mio complessivo, radicale dissenso con fraterno rispetto e spero che Tu e molti altri vorrete rispondere, discuterne e/o contraddirmi.

Antudu!

W la Sicilia e il suo diritto al futuro!

W la Nazione Siciliana!


TRINAKRIUS

nebros ha detto...

messina e reggio sono una cosa sola; l'area dello stretto è una cosa sola.
non chiudiamoci in fanatiche questioni ideologiche, che a me fanno ridere, ma che a qualcun'altro potrebbe fare paura

Anonimo ha detto...

Credo che non ci sia nulla di ideologico nel dire che Messina e Reggio siano due diverse, originali città.
Noi sosteniamo la evidente sicilianità di Messina testimoniata dalla sua storia, come rispettiamo l'altrettanto evidente CALABRESITA'di Reggio.
E' "ideologico" dire il contrario come semplice dogma.

nebros ha detto...

a calabresisità?
nisciu ora?
se si conoscesse la storia ci si renderebbe conto che messina e reggio sono un'unica entità e soprattutto che tutta la cultura del sud italia è siciliana

Anonimo ha detto...

PENSALA UN PO'COME VUOI E PUOI.

S'ABBINIDICA!

Abate Vella ha detto...

Trinakrius,

grazie per le interessanti considerazioni che esponi e che hanno permesso anche a me di riflettere su certi punti.

Vedrò ora di condensare il mio pensiero su quanto dici.

Devo innanzitutto precisare che non credo che il leader dell'MPA provenga dalla tradizione sicilianista. Sarebbe un errore grossolano da parte mia. Credo però che allo stesso tempo la sua provenienza sia stata fraintesa dai più. Non basta infatti riportarla semplicemente alla DC per comprenderla appiena. Bisogna riscoprire Sturzo ed il suo messaggio autonomista (non coincidente con quello sicilinista certo, ma con importanti punti di contatto).

Direi che Lombardo sta un pò a metà strada. Ne carne ne pesce, qualcuno potrebbe dire, e forse è vero. Ma grazie alla tradizine politica di cui fa parte (quella calatina, e non quella catanese come spesso si fraintende) è riuscito a operare in modo interessante come Presidente della Regione. Il fatto che io giudichi positivo il suo percorso sino a questo punto, non vuol dire che lo sarà quando alla fine si tireranno le somme. Ma sono fiducioso. Fiducioso sempre in considerazione del fatto che Lombardo non è un sicilianista e non può essere giudicato come tale.

Dall'altro lato hai ragione quando dici che non possiamo completamente distinguere Patri e Criatura. Ed infatti il modo di operare dell'MPA non mi piace per niente, essendosi portato dietro buona parte dei vizi della vecchia politica.

Questo non ci deve impedire di vedere i lati positivi della sua azione di governo.

I tempi però stanno cambiando, ed anche il modo di fare politica cambierà. Insomma, si creerà lo spazio per una politica vera grazie ad una nuova classe (politica) che sembra sorgere. Personalmente vedo in Sindoni un esponente del nuovo.

Certo, sono andato molto avanti parlando addirittura di leadership siciliana, ma in fondo anche se Sindoni dovesse rimanere un leader locale, credo che sia una svolta positiva.

Per quanto riguarda l'FNS e le altre forze che hanno portato in salvo la Sicilia nel nuovo millennio, la mia sensazione (e potrei sbagliarmi ovviamente) e che ancora non siano state capaci di trovare la spinta necessaria per adattarsi a delle condizioni che sono mutate. Quello che voglio dire è che anche se ancora molti non lo vedono chiaro o hanno paura a dirlo, la Sicilia è già rinata ed è forte non grazie a Lombardo, ma semplicemente perchè il mondo gira, gli assetti geopolitici, che nel 1860 con la scomparsa della Russia e l'avanzata anglosassone provocarono la catastrofe, oggi ci stanno riportando dove siamo sempre stati.

Non possiamo ancora cantare vittoria, ma dovremmo avere il coraggio di guardare avanti e programmare le nostre strategie tenendo questo a mente: i Sicilianisti sono oramai i Siciliani e quelli che erano i partiti sicilianisti devono capire che non sono più assediati o osteggiati per l'idea di Sicilia che diffondono, ma perchè hanno in mente un modo di fare politica che non piace a chi gestisce oggi la cosa pubblica.

Secondo me, la differenza non è più nei programmi ma nel modo in cui questi programmi si intende realizzare.

Spero di avere la possibilità di espandere il mio pensiero nei prossimi post.

Grazie nuovamente per l'intervento.

rrusariu ha detto...

Assa' bbinirika a-ttutti

Personalmente finche' ci sara' un po' di spazio per operare dentro Mpa e' bene sfruttarlo.

Poi diciamolo che costringeranno Lombardo a fare un po' di marcia indietro, ma lui e' Presidente di un stato in base ad un patto. E pertanto, al contrario di un sindaco che ha meno poteri, le sue decisioni possono avere valenza internazionale, NON DIMENTICHIAMOLO!!!

Abate Vella ha detto...

Rrusariu,

nel discorso ho fatto di ogni erba un fascio, ma anche io so benissimo che all'interno dell'MPA ci sono forze e persone che potrebbero cambiare la politica siciliana per il meglio. Al momento sono in minoranza.

Nel post ho detto che visto che in alto i cambiamenti ci sono, nei prossimi anni questi potrebbero riflettersi anche piú in basso.

Sicuramente tu sei una di quelli che sta lottando per far si che questo avvenga.

Anonimo ha detto...

Rrusariu,

Credo ci sia una differenza non piccola tra quanto sostieni Tu e quanto invece scrive Trinakrius.
Ovvero Tu ritieni che c’è un po' di spazio per operare dentro Mpa e' che è bene sfruttarlo.Lecito pensarlo.
Trinakrius comunque altrettanto lecitamente si chiede cosa abbia fatto sin qui di siciliano, di sicilianista, di autonomista l’MPA. Partendo da ciò io domando a Te: se esistono questi”spazi”( dico se) perché nessuno li ha usati perché costoro non si sono fatti sentire in difesa della Sicilia e dei Siciliani anche all’interno dell’MPA ?
La politica, l’impegno, credo, richiedono questo anche quando si è in minoranza.
Quanto al ruolo di Lombardo nessuno dimentica niente, ma sono le scelte, i comportamenti, le linee di continuità o le faglie di rottura reali che determinano le scelte non le potenzialità inespresse o potenzialmente esprimibili.
E poi questo sì al Ponte sullo Stretto di Messina, dell'MPA, pesa come un macigno nella sua inutilità per la Sicilia.

S’Abbinidica!