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martedì, marzo 03, 2009

La nuova breccia


La realtà di solito supera di gran lunga la fantasia. E se la nostra “fantasia” ci aveva recentemente portato ad immaginare un Napolitano che si fermava ad Eboli, la realtà doveva per forza di cose lasciarci a bocca aperta. Napolitano non è arrivato nemmeno ad Eboli: è rimasto chiuso al Quirinale, mentre i controrivoluzionari sfondavano nuovamente la povera Porta Pia ed invadevano Roma attestandosi al congresso dell'MPA per prendere nota delle cambiali politiche firmate da Raffaele Lombardo.

Dicevamo la realtà. Ecco cosa è accaduto un paio di giorni fa all'oramai tramortito pseudo presidente della pseudo repubblica italiana. Tenetevi forte:

Le chiavi della Chiesa Ortodossa di San Nicola di Bari sono state consegnate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al presidente della Federazione russa Dmitry Medvedev nel corso di una cerimonia che si è svolta domenica 1° marzo. [*]

Le chiavi di una chiesa ortodossa convenientemente situata a Bari (ma guarda un po'!) dove finalmente i pellegrini russi potranno andare a pregare. C'entra qualcosa con il congresso dell'Mpa? Vediamo di capire qualcosa di più (“Goodwill gesture: Italy returns church to Russia”, Russia Today, 1 marzo 2009 ripreso da EffediEffe):

L'accodo per il ritorno del luogo alla Russia era stato raggiunto nel 2007. Ed ora è arrivato il momento per i sogni dei pellegrini russi di diventare realtà.

E con l'accordo già fatto dal 2007, proprio il giorno dopo la chiusura del congresso di Roma quello doveva andare a gettare sale nelle piaghe del povero martire presidenziale.... ma guarda i casi della vita a volte...

Consegnate simbolicamente le chiavi del Sud Italia al presidente russo, torniamo all'invasione ed alle cambiali politiche firmate da Lombardo, che spera di rinchiudere per sempre Napolitano nel quirineo palazzo e di gettare quest'altra chiave nel Tevere.

Ecco la più importante di quelle cambiali:

“Il Movimento per l’Autonomia – ha aggiunto Lombardo – deve battersi affinché la composizione della classe dirigente sia stabilita su scala regionale. A tal fine il MpA si propone di essere il partito nazionale dei partiti regionali, senza rinunciare ma anzi aumentando il proprio radicamento nel territorio”.

Ed anche qui la realtà ha superato di gran lunga la fantasia: qui non si punta solo a Bari. Quella è già presa ed il solo Matarrese rimane a difendere il malloppo. Ma ora che abbiamo le chiavi, presto anche lui sarà liquidato. Mevdev se ne può andare soddisfatto: ha avuto tutto quello che voleva. Ora si punta a Roma.

Aspettate a mettervi le mani nei capelli: questa non è la DC. Ma qualcosa di precedente. Questa è la rifondazione del Partito Polare di Sturzo dei primi del novecento! Il movimento di Sturzo traeva origine proprio dal discorso autonomistico, e grazie a quel discorso “ellenico” più che all'identità cattolica si era velocemente radicato in una Italia allo sbando.

Sturzo forse commise un errore: partì alla conquista di Roma senza lasciare una retroguardia a difendere le posizioni acquisite. L'MPA rifà oggi lo stesso percorso volendo lasciare sul territorio i “Partiti regionali”.

Notizia clamorosa venuta fuori dal congresso è infatti lo storico accordo raggiunto con L'Altra Sicilia ("L'Altra Sicilia al congresso MPA", 2 marzo 2009):

Se dobbiamo credere nell'idea di una struttura "leggera" in cui confluiscono strutture locali "pesanti" allora questa è una ragione in più per esserci con la propria bandiera, con le proprie idee per portare il valore aggiunto del sicilianismo nazionalista e dell'identità dei Siciliani della diaspora all'interno della "confederazione degli autonomismi".

Che si affianca ad un altro fondamentale accordo, quello con i Comitati delle Due Sicilie, noto già da tempo.

Se a questi due aggiungiamo lo strizzare d'occhi con la Lega, il quadro della progettata “federazione italiana” va componendosi negli stati-regione di Sicilia, Sud Italia e Nord Italia più (immaginiamo) le aree a statuto speciale Sardegna, Val d'Aosta, Sud Tirolo, Bolzano ed il distretto federale di Roma.

La palla passa ora a noi: la breccia ai partiti regionali in Sicilia e nel meridione è stata aperta e questo era proprio quello che cercavamo. La possibilità di fare politica PER il territorio e non SUL territorio oggi esiste. Niente più alibi. Da questo momento chi non ha gli attributi abbia almeno la decenza di mettersi da parte. Scordiamoci i facili piagnistei fatalisti di un certo “sicilianismo” perchè da oggi abbiamo delle vere responsabilità.

Che possibilità di successo ha il tentativo di tenere unita l'Italia? Mai nessuno è riuscito in tale impresa partendo da sud (da nord almeno un paio di volte la cosa si è fatta in modo violento con conseguenze disastrose...). Da Dionigi, tiranno di Siracusa, a Federico II, sino a Sturzo, ogni tentativo si è infranto contro la trincea scavata nella notte dei tempi tra un sud mediterraneo ed ellenico, ed un nord pagano ed europeo. Una differenza che il cristianesimo ha creduto di colmare ma di cui invece è rimasto vittima con una scissione che ricalca esattamente la stessa linea, quella tra Chiesa Ortodossa (ellenica ed autonomista) e Vaticano (imperiale ed assolutista), scissione mascherata in Sicilia dalla “legatio”.

La vedo dura anche questa volta. Ma chi lo sa: la realtà potrebbe nuovamente superare la fantasia. Con una avvertenza. Malgrado la situazione politica internazionale giochi a suo favore, il tentativo di Lombardo espone anche noi a rischi notevoli. Quando oramai la vittoria sembrava arridere a Don Sturzo e di conseguenza alla Sicilia che era già pronta a riacquistare la libertà, è arrivato da nord Mussolini che, incapace di eliminare le pesanti infiltrazioni massoniche del suo regime, consegnò l'Italia ed i suoi popoli ad altri 100 anni di schiavitù.

Il rischio esiste tuttora. E solo i “partiti regionali” possono realmente scongiurarlo acciuffando i vertici di certe lobby affaristiche ad uno ad uno (non è difficile: basta seguire le tracce di morte e corruzione lasciate dai vari ponti sullo stretto, inceneritori e centrali atomiche) e rinchiudendoli in cella insieme all'ex-comunista, ex-democratico e finalmente anche ex-presidente Giorgio Napolitano.

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[*] Vedi “Napolitano consegna le chiavi della Chiesa Ortodossa di S. Nicola di Bari al presidente della Federazione russa Dmitry Medvedev”, dal sito del Ministero dell'Interno 2 marzo 2009.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Da Repubblica:
La preoccupazione del commissario Ue. Che poi rivela l'esistenza
di un piano di salvataggio per paesi dell'eurozona insolventi
Almunia: "Rischi deterioramento"

L'Euro scricchiola e ci sono già nei cassetti piani straordinari di salvataggio di paesi che "non reggono" la moneta unica. Ma anche questi piani straordinari, se il crollo è troppo forte, non reggeranno, perché sono fondati sull'emissione di debiti dell'UE, debiti che la Germania non vuole perché poi sarebbe soprattutto questa a pagare.
Insomma se la bolla scoppia un altro po' l'Europa va in frantumi.
E magari all'inizio, in tal caso, i problemi saranno più dei vantaggi. Ma almeno per qualche anno gli gnomi staranno buoni e dovranno rinviare i loro progetti di nuovo ordine mondiale.
Massimo Costa

nebros ha detto...

"tra un sud mediterraneo ed ellenico, ed un nord pagano ed europeo"

di nuovo con la definizione negativa di paganesimo? e gli ellenici ed i mediterranei in genere cos'erano, cristiani?

Abate Vella ha detto...

Nebros,

non vedo dove sia la definizione negativa di paganesimo.

Io qui faccio un discorso prima di tutto politico. Allora, dal punto di vista politico il paganesimo non é un qualcosa di estirpare. Quello é un discorso religioso che non mi interessa.

Ma se una forza "pagana" (leggi impero romano) mette in pericolo la nostra patria, politicamente bisogna agire.

Lo stesso se a farlo é una forza cristiana, ed infatti ho parlato di papato imperialista ed assolutista, che noi siciliani abbiamo combattuto piú volte.

Poi il discorso del cristianesimo: quello che voglio dire é il contrario di quello che hai detto tu. Non sono i mediterranei o gli ellenici ad essere cristiani ma i cristiani (bada bene: quelli originari!) ad essere ellenici.

La diferenza é importante. Il cristianesimo per gli ellenici é stata una evoluzione naturale, mentre in Europa é stato imposto con la spada ed é crollato negli ultimi due secoli in modo disastroso, mentre non é crollato nel mondo orientale, facci caso.

Poi, visto che qui si parla di tutto in ottica politica, devo anche aggiungere che l'obiettivo dei siciliani non é quello di distruggere i pagani o i massoni o gli arabi o gli stessi cristiani. Chi ha uno di questi obiettivi politicamente sbaglia, perché la nostra posizione é quella di mediazione, di equilibrio tra le parti. I giochi "globali" non spettano a noi. A noi spetta fare in modo che i siciliani siano liberi in casa propria, e questo non dipende dal credo del singolo.

Peró devo anche dire che se siamo liberi e se ci siamo liberati dall'impero romano ed oggi abbiamo la possibilitá di liberarci dell'impero che io chiamo "occidentale" lo dobbiamo NON AL VATICANO, ripeto NON AL VATICANO, ma al messaggio politico di Cristo. Quello religioso lo lascio fuori da qui.

Ho quasi finito la seconda parte del post su S. Agata e li ti diró di piú.

Devo chiederti una cosa: per me non é un problema esaltare Ducezio (pagano) o Dionigi (pagano ellenico) o la dinastia fatimide di palermo (musulmana). Perché per me é una esaltazione politica. Il loro credo viene dopo. Non capisco perché per te sembra essere un problema esaltare un eroe cristiano come lo é stato ad esempio Sturzo (non voglio dire che tutto quello che ha fatto Sturzo sia stato positivo per la Sicilia, guarda caso fortemente osteggiato dal Vaticano!). Dov'é il problema?

Guarda che la Sicilia ha bisogno di tutti noi, e se non troviamo il compromesso POLITICO per lottare per un obiettivo comune neanche tra di noi, come possiamo pretendere di porco al centro del Mediterraneo! Dovremo anche noi concludere che Sarkozy aveva ragione a proporre la sua famosa ciambella con il buco....

Abate Vella ha detto...

Sopra invece di "porco" volevo dire "porci"... sará un lapsus dovuto al personaggio che avevo in mente ;)

nebros ha detto...

infatti per me non è un problema esaltare un eroe cristiano.
è un problema quando si dà al paganesinìmo una valutazione negativo-dispregiativa.

siccome qui si esalta la sicilia e la sicilia è nel mediterraneo, in questa frase:

"tra un sud mediterraneo ed ellenico, ed un nord pagano ed europeo".

si da un senso negativo all'essere pagani ed essere del nord; e lo hai fatto anche qui:

"Ma se una forza "pagana" (leggi impero romano) mette in pericolo la nostra patria, politicamente bisogna agire."

volendo dare all'impero una connotazione negativa, hai usato l'aggettivo "pagano".
qui invece vuoi esaltare gli elleneci che sono diventati cristiani:

"Il cristianesimo per gli ellenici é stata una evoluzione naturale, mentre in Europa é stato imposto con la spada ed é crollato negli ultimi due secoli in modo disastroso, mentre non é crollato nel mondo orientale, facci caso."

a parte il fatto che su quest'ultima affermazione ho moltissime riserve, cmq, questi sono messaggi subliminali...

ma poi vorrei capire cosa centra più ormai il cristianesimo con l'impero romano? sono passati duemila anni ed il cristianesimo che ha fatto cadere l'impero, ne ha preso subito il posto, rimpiazzando le cariche imperiali (vedi papa/imperatore)

Abate Vella ha detto...

Nebros, amico:

stai facendo un grosso errore, che é quello di pensare che questo sia il Corriere della Sera ed io uno dei politicanti di quert'ordine che compaiono nel salottino di Vespa.

E'inutile che cerchi di pescare nel torbido anche cercando di insinuare che io avrei dato una connotazione negativa ai settentrionali (ed ai pagani) e facendo finta di non aver letto cosa ho detto del Vaticano, che dimostra chiaramente che il discorso non é sulle persone ma sui sistemi.

I messaggi subliminali li stai mandando tu, caro mio.

Con me i giochetti italioti e massonici del prendere le frasi fuori contesto per costruire accuse di razzismo, antisemitismo, etc etc non funzionano perché non cerco voti. Ed anche perché ho il coraggio delle mie idee.

Siccome quello che scrivo non é la veritá assoluta, ma almeno ha delle basi logiche, se pensi che sia sbagliato vedi di argomentare invece di continuare a dire no, no, no. Posso anche pubblicare le tue argomentazioni come post se vuoi, ma che siano argomentazioni e non monosillabi.

Per il resto, se vuoi continua a postare quello che ti pare. Perdonami peró se non avró niente da rispondere sino a quando le tue critiche non saranno piú articolate e fondate su elementi concreti invece che su uno sterile "non é cosí".

Con rispetto,
Abate Vella

Abate Vella ha detto...

Aggiungo, per chiudere, qualcosa riguardo all'ultimo capoverso del tuo commento che puó interessare tutti:

ma poi vorrei capire cosa centra più ormai il cristianesimo con l'impero romano? sono passati duemila anni ed il cristianesimo che ha fatto cadere l'impero, ne ha preso subito il posto, rimpiazzando le cariche imperiali (vedi papa/imperatore)

Il parallelo papa/imperatore l'ho fatto io nel post carissimo, quindi non hai bisogno di intestartelo.

Per quanto riguarda l'impero romano, ti ricordo che ho introdotto questi argomenti nel blog proprio partendo dalla considerazione che QUELL'IMPERO é ritornato (con i dovuti distinguo) e la battaglia che si sta combattendo oggi ha le stesse basi di quella di 2000 anni fa.

E' quindi importantissimo capire cosa sia successo 2000 anni fa.

Anonimo ha detto...

L'ellenismo ha avuto una sua influenza nello sviluppo del pensiero e della teologia cattolica, come molte altre culture; ovviamente quando la fede cristiana mette radici in una terra con la sua storia, per sua vocazione non tende a distruggere il passato, ma immette i suoi valori in un reale processo di inculturazione della fede. Altri sistemi, specialmente quelli dittatoriali, tendono a spazzare via il passato con la violenza. Detto questo, non mi pare si possa affermare che Sturzo traesse ispîrazione dalla "tradizione ellenica", essendo un prete molto colto e con una chiara connotazione cristiana del pensiero.Nessuno storico potrebbe accettare una tesi del genere.Il cristianesimo ha superato tantissime concezioni dell'ellenismo, come di qualunque altra cultura, immettendo valori assolutamente "nuovi" che sono alla base della nostra storia e dei nostri principi.Se fosse il contrario, faremmo ancora i conti con tante realtà inconcepibili per il nostro sistema di vita. La nascita del fenomeno cristiano, che ci piaccia o no, ha cambiato il volto della cultura europea. Quanto alla crisi dell'identità cristiana in Europa l'origine é da ricercare nell'illuminismo e nella massoneria, contestualmente alla presenza del protestantesimo. I paesi del nord sono stati più vulnerabili perché più vicini geograficamente e storicamente a questi eventi. La visione della chiesa romana é universalista e non imperialista, ed essendo iscritta nel solco della tradizione cristiana ha profondo rispetto per le autonomie. Il rispetto per l'identità e la diversità di ogni chiesa locale é abbastanza chiaro , specie a partire dal concilio vaticano II, ma non intacca il principio di "unità" di tutta la chiesa. La crisi di decristianizzazione, al contrario di quanto afferma l'articolo,é ben presente anche nelle chiese orientali e le differenze non hanno nulla a che vedere con il presunto imperialismo della chiesa romana. In oriente, la maggior parte delle chiese ha dovuto fare i conti con la dittatura comunista e atea. Crollato il muro di Berlino, quelle chiese, che nella persecuzione si erano rafforzate, hanno mostrato tutto il loro vigore; ma anche loro cominciano a fare i conti con una certa occidentalizzazione e sentono la crisi. La chiesa, per sua natura, non puo' osteggiare nessuna forma di autonomia, ma non puo' neanche sostituirsi al potere politico in base al principio "date a Cesare quello che é di Cesare". Se la spinta autonomista manifesterà una reale volontà di operare in modo giusto potrà trovare nella chiesa un alleato.

Anonimo ha detto...

"tra un sud mediterraneo ed ellenico, ed un nord pagano ed europeo".


Credo che la differenza sia enorme. Il mediterraneo ha una tradizione cristiana più lunga; l'evangelizzazione della Sicilia risale all'apostolo Paolo, fermatosi a Siracusa per il suo viaggio verso Roma. La cultura ellenica era per sua natura più aperta al confronto culturale di quanto non lo fossero i popoli barbari del nord. La differneza, oltre che di natura storica, é anche legata alla posizione geografica. Il mediterraneo ha conosciuto,nell'antichità,un incontro di culture cosi intenso che é rimasto iscritto nel suo dna.

Abate Vella ha detto...

Primo anonimo:

quando parlo di tradizione ellenica per Sturzo non mi riferisco al fatto che Sturzo si ispirasse a quei valori.

Sto solo parlando del sostrato storico siciliano.

Non condivido la tua espressione "distruggere il passato". Io credo che il cristianesimo, ma anche tutto ció che lo ha preceduto, sia cresciuto sul passato culturale di un popolo. I cristiani (ma anche i musulmani o i pagani, per riallacciarsi al discorso generale) non sono tutti uguali. Ogni popoli ha la sua identitá. Tra i popoli del sud Italia e quelli dell'Europa esiste una profonda differenza culturale: l'ellenismo.

La mia tesi (che non credo sia mia, in fondo anche molti "padri" della chiesa danno indicazioni in questo senso) é che la nascita del cristianesimo sia da collegare alla forte crisi che attraversava l'ellenismo a causa della pressione dell'Impero romano, infatti i popoli che si convertirono all'inizio furono quelli ellenici.

Riguardo al discorso della chiesa romana e l'autonomia, non so se tu sia siciliano o no, ma se conosci la storia della Sicilia dovresti sapere che la nostra autonomia non ha mai avuto nemico piú perisoloso del papato. Ovviamente mi riferisco a questioni di natura politica e non religiosa!

Oggi il riavvicinamento con la chiesa ortodossa potrebbe modificare tutto questo. Ed anche il Vaticano potrebbe accettare il discorso autonomista.

Per essere chiari, in questo caso parlo di autonomia politica della chiesa Siciliana! Quella che avevamo sino al 1861 e che poi il soglio di Pietro é stato felicissimo di farsi restituire dalla massoneria.

Anche io non credo che la crisi occidentale abbia qualcosa a che vedere con l'assolutismo papale. Per me é dovuta al sostrato storico dei popoli Europei.

Sulle chiese orientali forse ho semplificato troppo, anzi direi che non ho comunicato propriamente quello che intendevo. Le chiese orientali sono rimaste immuni dalla modernitá, per questo (a mio modo di vedere) sono forti, malgrado anche lí vi sia una crisi del tipo che dici tu.

Il vaticano al contrario é fortemente infiltrato dalla modernitá.

Secondo anonimo: concordo in generale con quanto dici. Aggiungo che forse l'incontro dell'Europa con il cristianesimo non é stato dei piú felici. Esso non é stato assorbito, come da noi, ma direi che é stato subito. Se il Vaticano volesse riconquistare l'Europa la sua dovrá essere un'opera di evangelizzazione molto delicata.

Anonimo ha detto...

abate Vella dice : Riguardo al discorso della chiesa romana e l'autonomia, non so se tu sia siciliano o no, ma se conosci la storia della Sicilia dovresti sapere che la nostra autonomia non ha mai avuto nemico piú perisoloso del papato. Ovviamente mi riferisco a questioni di natura politica e non religiosa!

Oggi il riavvicinamento con la chiesa ortodossa potrebbe modificare tutto questo. Ed anche il Vaticano potrebbe accettare il discorso autonomista.

Per essere chiari, in questo caso parlo di autonomia politica della chiesa Siciliana! Quella che avevamo sino al 1861 e che poi il soglio di Pietro é stato felicissimo di farsi restituire dalla massoneria.

Anche io non credo che la crisi occidentale abbia qualcosa a che vedere con l'assolutismo papale. Per me é dovuta al sostrato storico dei popoli Europei.

Sulle chiese orientali forse ho semplificato troppo, anzi direi che non ho comunicato propriamente quello che intendevo. Le chiese orientali sono rimaste immuni dalla modernitá, per questo (a mio modo di vedere) sono forti, malgrado anche lí vi sia una crisi del tipo che dici tu.

Il vaticano al contrario é fortemente infiltrato dalla modernitá.



Nella tua riflessione ci sono elementi di verità che condivido, ma il problema credo sia più complesso. Quando si guarda alla storia é necessario guardare ai fenomeni nella loro complessità; un giudizio estrapolato da vicende particolari, da mettere dentro parentesi, rischia di essere fuorviante.Precisiamo intanto l'idea di autonomia di una chiesa, che non puo' essere la stessa sul piano politico. La chiesa cattolica é una e indivisibile; l'autonomia riguarda la libertà di ogni singola diocesi o di ogni singola regione di adattare alla sua situazione storica e culturale il cattolicesimo, senza pero' tradire i suoi valori fondamentali. Questa autonomia é fortemente rispettata già a partire dalla nomina dei vescovi che sono sempre scelti con un criterio di compatibilità. Giusto per restare in Sicilia, su 18 diocesi, negli ultimi decenni, tutte hanno avuto quasi sempre vescovi siciliani, proprio in rispetto alla realtà locale. Il modo di vivere la fede in Sicilia é fortemente legato alla sua identità, tanto che mentre al nord la crisi é lacerante, al sud le cose vanno diversamente.Gli ortodossi, il cui sistema é fatto da chiese autocefale, danno l'impressione di maggiore autonomia, ma il discorso é relativo ( vedi l'importanza del pratiarca di Costantinopili o di Mosca ). Il problema tra ortodossi e cattolici rimane apetro sul ruolo del vescovo di Roma, al quale comunque i primi riconoscono un primato d'onore. Quanto alle altre vicende storiche, considera che prima dell'unità d'Italia, le chiese siciliane erano piene di vescovi venuti da fuori (francesi, spagnoli e via di seguito),controllati da vari poteri politici che si avvicendavano nella nostra regione ( a proposito, sono siciliano anche io ). Sono d'accordo con te nel sostenere che l'unità d'Italia ha prodotto danni enormi alla nostra terra, ma le vicende della chiesa, anche se spesso si intrecciano con le altre, camminano sempre su binari diversi.Per finire, la chiesa cattolica certamente é indebolita dalla modernità, ma proprio perché deve fare i conti con l'area in cui esiste. E i primi a soffrirne sono proprio i cattolici. I dissidenti, quelli che si dicono aperti alla modernità, sono una spina nel fianco anche per il papato. Tanti interventi di Benedetto XVI dimostrano chiaramente questa preoccupazione dei vertici che, dal 68 in poi assistono con angoscia a tante divisioni provocate dalla cultura dominante. Cattolici e ortodossi hanno, in questo senso, una realtà che non si puo' facilmente comparare.Pero' sono convinto che l'unità potrà essere una forza per far fronte alla disgregazione.Chiudo dicendo che sono assolutamente PER l'autonomia siciliana in senso pieno, ma credo che bisogna stare con i piedi a terra e procedere a piccoli passi. E insisto nel dire che sensibilizzare la chiesa siciliana sarebbe un grande vantaggio. Credimi, la maggior parte del clero siciliano non é affatto cosciente di tante cose, ma se fosse sensibilizzato a dovere saprebbe dare una mano fortissima. Credo che nei vari movimenti autonomisti non ci sia sufficiente visibilità e che si devono ancora toccare le corde giuste. Ad ogni modo grazie per questo scambio.Con simpatia.

Abate Vella ha detto...

Anonimo,

il tuo discorso mi trova d'accordo ora che é stato articolato. D'altronde nel post non volevo andare cosí a fondo, ma alcuni miei punti sembravano quasi una lanciata di sasso ed ammucciamento di mano...

Bada bene che il discorso dell'autonomia della chiesa siciliana non ha mai intaccato e non dovrebbe intaccare il primato papale. Si tratta effettivamente di un fattore politico. Sicuramente non era tutto rose e fiori (hai citato un fatto di cui non ero a conoscenza, quello della presenza di numerosi elementi non siciliani...) ma forse si addiceva al nostro "carattere", che alla fine é quello che é ;)

L'avvicinamento delle chiese ortodosse a ROma infatti prevede il riconoscimento da parte dei patriarchi del primato del Papa, in cambio di autonomia di rito e decisionale sull'organizzazione interna (non sono peró a conoscenza dei dettagli...). Questo potrebbe permetterci di modellare meglio l'istituto terreno della chiesa sulle nostre abitudini.

Anche la notizia della chiesa ortodossa data ai Russi mi sembra significativa come segnale di distensione in questo senso.

Anche secondo me sará un processo lungo.

Anonimo ha detto...

L'avvicinamento delle chiese ortodosse a ROma infatti prevede il riconoscimento da parte dei patriarchi del primato del Papa, in cambio di autonomia di rito e decisionale sull'organizzazione interna (non sono peró a conoscenza dei dettagli...). Questo potrebbe permetterci di modellare meglio l'istituto terreno della chiesa sulle nostre abitudini.






Hai perfettamente ragione, é cosi. Tieni conto pure del fatto che la Sicilia ha il vantaggio di una lunga tradizione di amicizia con le chiese orientali, forte della presenza delle comunità cattoliche di rito bizantino ( vedi Piana degli Albanesi). Per esempio, negli anni 70 ci fu un incontro di alcuni patriarchi greci con l'arcivescovo di Palermo(allora era Pappalardo). Io ebbi la fortuna di assistere; l'incontro fu freddino da parte loro, ma unico nel suo genere perché i greci a quel tempo non avevano alcuna relazione con Roma se non attraverso la mediazione di Palermo. La questione del primato papale, prima o poi, sarà risolta; si tratta si sfumature teologiche non impossibili da avvicinare.Mi rattrista solo il fatto che le chiese di Sicilia siano molto poco coinvolte sul fronte dell'autonomia politica della nostra regione. Mi chiedo che ruolo potrà giocare Lombardo in tutto questo.

nebros ha detto...

"Nebros, amico:

stai facendo un grosso errore, che é quello di pensare che questo sia il Corriere della Sera ed io uno dei politicanti di quert'ordine che compaiono nel salottino di Vespa.

E'inutile che cerchi di pescare nel torbido anche cercando di insinuare che io avrei dato una connotazione negativa ai settentrionali (ed ai pagani) e facendo finta di non aver letto cosa ho detto del Vaticano, che dimostra chiaramente che il discorso non é sulle persone ma sui sistemi.

I messaggi subliminali li stai mandando tu, caro mio.

Con me i giochetti italioti e massonici del prendere le frasi fuori contesto per costruire accuse di razzismo, antisemitismo, etc etc non funzionano perché non cerco voti. Ed anche perché ho il coraggio delle mie idee.

Siccome quello che scrivo non é la veritá assoluta, ma almeno ha delle basi logiche, se pensi che sia sbagliato vedi di argomentare invece di continuare a dire no, no, no. Posso anche pubblicare le tue argomentazioni come post se vuoi, ma che siano argomentazioni e non monosillabi.

Per il resto, se vuoi continua a postare quello che ti pare. Perdonami peró se non avró niente da rispondere sino a quando le tue critiche non saranno piú articolate e fondate su elementi concreti invece che su uno sterile "non é cosí".

Con rispetto,
Abate Vella"

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uuhhmmm questa risposta non mi è piaciuta per niente; mi pari chi stamu jucannu a 'u jocu di tri carti.
non è il corriere forse negli obiettivi, ma incomincio a pensare che lo sia nei modi.
io non insinuo niente quello che è scritto è sotto gli occhi di tutti e se a me hai dai questa impressione, forse dovresti porti la domanda se, forse, involontariamente, offuscato dalla voglia di esaltare il cristianesimo, tu non abbia perso di vista l'obiettivo che è la verità storica.
incominciamo a liberare le coscienze, ma non come hai scritto in un tuo precedente articolo (“agire secondo coscienza"), dove chiunque abbia letto si sarà reso conto che al titolo mancava una parola, e vale a dire “cristiana”.
ovviamnente, il blog è tuo e ci puoi scrivere quello che vuoi, ma ascoltando solo chi applaude si rischia di diventare autorefernziali.
detto questo, ricambio il rispetto.
Nebros

Abate Vella ha detto...

Nebros,

anche se io volessi esaltare il cristianesimo non ci sarebbe niente di scandaloso.

Solo che se invece di esporre le tue opinioni argomentandole, continui a fare il processo alle intenzioni, non posso scambiare punti di vista con te il che sicuramente mi impedisce di capire il tuo punto di vista sugli argomenti in questione e di aggiungere qualcosa al mio modo di vedere le cose.

nebros ha detto...

abate, quello che cerco di spiegare è che dai tuoi articoli ho notato che tu parti dal risultato e da esso cerchi di strutturare una tesi che lo giustifichi; questo l'ho notato non solo per il cristianesimo, ma anche il discorso della russia e della indipendenza della sicilia; invece dovrebbe essere il contrario, e cioè, si prendono i dati a disposizione, si analizzano e li si espongono; poi ognuno tira le proprie conclusioni.
bisogna essere imparziali ed analizzare asetticamente gli eventi, senza coinvolgimenti emotivi.
non è mio obiettivo offenderti, ma penso che al conosci la storiella del topolino nella mer...

Abate Vella ha detto...

Nebros,

Il Consiglio non e' imparziale per niente. E non ha mai preteso di esserlo. Questo blog si schiera senza alcun problema.

Certo vorrei essere capace di farlo senza coinvolgimenti emotivi, come dici tu, ma ti assicuro che non e' facile.

Per quanto riguarda il tirare le conclusioni, il blog esiste proprio per tirarle. Esiste perche' io possa confrontare le mie conclusioni con quelle degli altri e con i fatti che avvengono.

E le conclusioni cambiano se mi rendo conto di aver sbagliato qualcosa (fermo restando lo schieramento con la Sicilia...).

Qui siamo su posizioni diametralmente opposte che non so come conciliare: tu mi chiedi di non trarre conclusioni, ed io continuo a chiederti di darmi le tue motivandole (che e' quello che vorrei dai commenti di tutti, in modo da creare 'confronto').

Comunque per ogni mia conclusione, sto anche fornendo i dati che ho usato: per questo nella maggior parte dei miei post trovi cosi' tanti collegamenti. In questo modo tutti possono controllare le fonti e trarre le loro conclusioni. Nella speranza che le vogliano postare per aiutare tutti, me compreso.