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mercoledì, settembre 10, 2008

I cornuti della valle del Po


Nella cronologia degli eventi che stanno portando l'Italia all'implosione controllata manca qualcosa. Un piccolo elemento a suo tempo passato inosservato e la cui tempestività ancora oggi pochi riescono a mettere a fuoco.

Il 22 novembre 1989, tre settimane soltanto dopo la caduta del muro di Berlino, avvenuta il 9, davanti ad un notaio di Bergamo vengono sottoscritti l'atto costitutivo ed il testo dello statuto del Movimento Lega Nord. Il 9 dicembre seguente la Lega Nord nasce ufficialmente.

Ci sarà da aspettare ancora un annetto, ma quando l'andazzo oltrecortina è oramai chiaro, ecco che nel febbraio del 1991 (l'URSS crollerà ufficialmente nel dicembre dello stesso anno) al primo congresso federale della Lega Nord lo statuto viene approvato, mentre nel nuovo movimento confluiscono in massa tanti altri partitini autonomisti, federalisti, indipendentisti del nord Italia.

Giornali e televisioni cominciano a parlare della cosa con il solito trucchetto del 'male, purchè se ne parli' ed il gioco è fatto: diverse amministrazioni locali vengono subito conquistate, sino alle elezioni del 1992 quando alla camera la Lega arriva addirittura all'8,6%.

Una meteora. Ma spinta da chi? In Italia nessuno riesce ad inserirsi nel gioco politico se non fa parte di una certa congrega (vedi il caso Grillo, oramai completamente integrato nel sistema). Come mai nessuno ha fermato la Lega come si è fatto nel caso di esperienze analoghe in Sicilia e nel Sud Italia? Abbiamo esposto le manovre effettuate ai livelli più alti per bloccare L'Altra Sicilia a Bruxelles, ma potremmo anche ricordare la recente esclusione del MIS dalle ultime amministrative locali.

La prontezza con cui i secessionisti padani si sono mossi alla caduta del muro rimane sospetta. Le voci che siano stati proprio i tedeschi a finanziare il tutto corrono, ma probabilmente il movimento è più ampio. Sul suo significato però non vi possono essere dubbi: l'Italia è arrivata al capolinea.

La cosa più curiosa è la battaglia che la Lega porta avanti per ottenere l'ingresso in Europa del solo nord del paese: una follia che avrebbe fatto piombare l'intero sistema economico padano nel caos. I vari stati infatti contribuiscono al bilancio europeo in base al loro PIL, ed il PIL padano in quel momento era tra i più alti d'Europa. Entrando nell'unione monetaria da solo il Nord Italia avrebbe dovuto versare ingenti somme che poi la UE avrebbe girato proprio ai meridionali (e per noi il non averli ricevuti forse è stata una fortuna...).

Insomma, la Lega ai suoi esordi, consapevolmente o no, tentava in tutti i modi di affossare l'economia del nord Italia. Paradossale.

Passa il 1992, passano Falcone e Borsellino, ma non passa ancora l'Italia anche grazie alla famosa 'discesa in campo' di Silvio Berlusconi, il piduista pupillo di Gelli. Quello che succede in quegli anni lo conosciamo bene, con Bossi che fa il bello ed il cattivo tempo saltando da un lato all'altro del parlamento. E con la Lega che cresce, permettendosi addirittura una banca: la Eurocredinord. Che in brevissimo tempo viene ridotta alla bancarotta dai celoduristi.

La storia della Eurocredinord poi si intorbidisce ulteriormente quando Fiorani e Fazio tentano le manovre che sappiamo per salvarla (manovre poi rivelatesi inutili...). Ma la conseguenza principale di tutto questo è una sola, e cioè che la Lega è praticamente fallita, divorata dall'ingordigia dei suoi stessi politici (il che rafforza il sospetto che in fondo anche loro solo marionette sono...). E senza soldi anche i risultati elettorali languono.

Già alle politiche del 2001 i consensi si erano dimezzati. Sarebbero iniziati sin da allora i finanziamenti di Berlusconi a Bossi (al quale stava per essere pignorata la casa). Il corriere l'anno scorso parlò di 70 miliardi versati in nero dal cavaliere. E dopo la storia di Eurocredinord tale dipendenza sicuramente è aumentata, sino alle recenti politiche che hanno visto la completa sottomissione di Lega ed An al progetto del piduista. Ed i voti sono tornati, risaliti ai fasti dei primi anni 90, intorno all'8%.

Tutto questo equivale a dire che quando parla la Lega, non è la Lega che parla, bensì Berlusconi. Quando Calderoli prepara una bozza sul federalismo, non è Calderoli che la prepara, ma Berlusconi. Quando Maroni vieta la trasferta a Milano ai tifosi catanesi, non è Maroni che la vieta ma sempre Berlusconi. Il mandante è sempre lo stesso.

Ed ecco spiegate le strane proposte di Calderoli sul federalismo che se applicate si risolverebbero in un danno incalcolabile ed irreversibile per l'economia padana. Proposte volte alla spartizione dell'Italia in macroregioni con la parte più lucrosa (la piattaforma logistica ed energetica meridionale) non più a vantaggio di tutta l'economia padana, ma sotto il ferreo controllo di Arcore. Russia permettendo.

Ma perchè al cavaliere serve la Lega? Per il lavoro sporco, per aizzare, per fare i padani cornuti ed al tempo stesso felici, tali e quali ai terroni. La Lega sta assolvendo il compito splendidamente, istigando i padani contro i terroni, contro gli arabi, contro gli zingari. Creando uno stato d'assedio fittizio, un odio istituzionalizzato che farà gridare 'evviva' al padano medio al momento del collasso della 'sua' nazione. Al momento della fine del nord. Ecco perchè Blondet chiama Bossi “il terrone del nord” in un esemplare articolo (non più consultabile, visto che il nostro non ha capito niente di Internet e non permette più la lettura gratuita dei suoi articoli) dove i suoi lettori si sono scatenati con un “dagli addosso al terrone” che se non altro dimostra il successo della strategia leghista*. Perchè Bossi sta in pratica servendo la libertà ai “terroni” su di un piatto d'oro.

Ricapitolando, la saga della Lega Nord si compone di due parti principali: negli anni 90 un primo periodo di apparente indipendenza, per il quale è più difficile individuare i mandanti (probabilmente di area tedesca, ma non soltanto), ed un secondo periodo di progressivo asservimento al magnate di Arcore. L'obbiettivo sostanziale non è cambiato: lo smembramento dell'Italia a danno dei padani, i cui interessi la Lega sostiene (a parole) di voler difendere.

Aggiungiamo quindi una data alla nostra cronologia degli eventi che ruotano intorno al 1992:

9 novembre 1989 - Caduta del muro di Berlino
9 dicembre 1989 – Nascita ufficiale della Lega Nord
25 dicembre 1991 – Crollo dell'Unione Sovietica
17 febbraio 1992 – Inizia Tangentopoli
23 maggio 1992 - Omicidio di Falcone
19 luglio 1992 – Omicidio Borsellino
15 gennaio 1993 - Arresto di Riina
9 maggio 1993 - Discorso del Papa ad Agrigento
23 gennaio 1994 - Berlusconi scende in campo
27 marzo 1994 - Berlusconi vince le elezioni


*Su una cosa la Lega ha fallito: non è riuscita ad esasperare i Siciliani che delle sparate dei vari Galan e compagnia bella non sanno cosa farsene. Ed anche l'ultima uscita del ministro Maroni, cose che neanche nell'ultimo paese africano succedono, non provocherà grosse reazioni. Anche se in questo caso il provvedimento del ministro potrebbe essere un avvertimento a qualcun altro... pensiamo al sindaco Stancanelli che chiede soldi per salvare Catania dal fallimento ma che forse Berlusconi non vede abbastanza docile.

2 commenti:

nebros ha detto...

le calunnie della stampa e dello stato italiano sui tifosi napletani in trasferta a roma

http://www.tuttonapoli.net/?action=read&idnotizia=28858

Anonimo ha detto...

La pluri-millenaria nazione Siciliana non ha niente in comune col l'italietta tranne che 148 anni di schiavitu` sotto gli italici. La nostra storia millenaria ci insegna che la Sicilia e i Siciliani sempre aspirano ad essere indipendenti!!!! Quello che sta iniziando adesso non e` altro che l'inizio della nostra riscossa di popolo e nazione verso la nostra vera liberta` di popolo e nazione Siciliana!!! Non dobbiamo dimenticare che noi Siciliani siamo gli eredi di Cicalo,Ducezio,Dionisio, Archimede, Empedocle, Euno, Ruggero I, Ruggero II, Federico II, FedericoIII, Ruggero Settimo, Verga, Bellini e tanti altri grandi Siciliani. Viva La Sicilia ed Il Popolo Siciliano!!