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lunedì, dicembre 10, 2007

Tutti a scuola

Ripubblico qui un interessantissimo commento di Massimo lasciato sul post "Il Vuoto" in modo che tutti possano leggerlo e (speriamo) commentarlo. Dopo averlo letto, la prima cosa che mi è venuta in mente era di chiedere a Massimo se per caso non avesse un blog o scrivesse già da qualche parte...

Ci sono due tipi di indipendenza che ha avuto la Sicilia: una piena, con re propri, e questi periodi sono stati limitati, e un'altra con re in "unione personale" con altri regni. L'unione personale non toglieva l'indipendenza ma condizionava solo la politica estera. Ne abbiamo esempi ancor oggi: il Canada e il Regno Unito sono in unione personale, ma il Canada è certamente indipendente.

Facciamo una cronologia istituzionale. Dalla colonizzazione greca (consideriamo il resto pre e protostoria) 734 a.c al 210 circa a.C. la Sicilia era indipendente: ora frammentata in città-stato, ora signoria dei tiranni di Siracusa, ora egemonia della repubblica Siracusana sul resto, infine monarchia ellenistica: Agatocle, Pirro e Gelone II si chiamavano Re di Sicilia e costituirono l'appiglio ideologico per Ruggero II per chiamarsi nuovamente Re di Sicilia (cfr. Nìlos Doxopàtris, funzionario a corte di Re Ruggero).

Poi non fu più indipendente sino alla conquista musulmana e oltre, ok. Divenne di fatto indipendente quando Hasan della famiglia dei Kalbiti ne diventò emiro (848) e i califfi fatimidi di lì a poco si spostarono al Cairo perdendo di vista la Sicilia.

Fu indipendente sotto i "conquistatori" normanni che non prendevano ordini da nessuno al di fuori dell'Isola (il Gran Conte Ruggero I) e continuò ad essere indipendente sotto le dinastie Hauteville e Hohenstaufen. O, come dicono i libri italiani, (dobbiamo credere, ndr) ad una fantomatica "dominazione sveva"? Il fatto che la dinastia regnante non sia originaria del paese non significa niente, o altrimenti dovremmo dire che dopo l'indipendenza dalla Turchia la Grecia è stata ...sotto dominazione tedesca perché tale era la sua famiglia regnante! Anche gli inglesi hanno una famiglia tedesca al trono ma mi sembrano indipendenti.

La "mala signorìa" angioina è parentesi troppo breve, ma comunque la Sicilia non fu indipendente perché sottomessa a Napoli ed alle arroganze dei Francesi.

Dopo il Vespro fu ancora una volta indipendente, nel bene e nel male, fino ai primi del '400. Soltanto allora andò in unione personale con L'Aragona, ma mantenendo la sua indipendenza interna, formale e sostanziale.

I successivi 400 anni sono soltanto la storia di cambi di dinastia. Ma nessuno metteva in discussione l'indipendenza del Regno. Ancor oggi Carlo I (V come SRI) giura fedeltà a Piazza Bologni a Palermo alle Costituzioni del Regno,cioè si riconosce sovrano come "Re di Sicilia" e non come "Re di Spagna" o "Sacro Romano Imperatore". E così fu anche con i Borbone nel '700: Ferdinando era IV a Napoli e III a Palermo, suo padre Carlo era VII a Napoli e III a Palermo (considerando il predecessore Asburgo con lo stesso numero un usurpatore).

Nel 1816 la Sicilia perde l'indipendenza ed entra nelle "Due Sicilie", invenzione del Congresso di Vienna, ma mantiene molte prerogative sovrane, quasi tutte intatte al 1860, nonostante il progressivo accentramento dei Borbone.

Con il plebiscito-farsa finirà anche quello, e resterà solo per qualche anno la farsa della "luogotenenza" per fare finta che qualcosa resti dell'antica sovranità. Il Regno d'Italia ci ha messo molti anni per togliere il resto: fino al 1893 la Sicilia aveva il proprio fuso orario, poi fu tolta la Cassazione, poi l'istituto d'emissione, poi ci fu la Regione e il resto è cronaca.

Facciamo i conti ora: 848-1816 se non sono 10 secoli poco ci manca.

xFruits

34 commenti:

Anonimo ha detto...

grandissimo massimo; mi ha incuriosito la cosa di carlo I che ancora oggi effettua il giuramento a palermo; vorrei avere qualche informazione in più. grazie.

gonzalo parla della sicilia e manco conosce la sua storia.

Gonzalo ha detto...

Voglio fare i complimenti a Massimo per l'ottima ricostruzione storica, ma soprattutto perchè è uno dei pochi che riconosce che in tutti questi secoli la Sicilia è stata autonoma(unione personale) oltre che indipendente.

(Guardà un po, è riuscito pure a mettere d'accordo me con l'anonimo)

C'è però una cosa che per me è stata tralasciata(sicuramente non fatta a posta)
Infatti da dopo gli arabi in poi, sia che la Sicilia fosse autonomia, sia che fosse indipendente(con un sovrano a Palermo) è stata sempre unita politicamente al Sud continentale, o sbaglio?

Perchè quando i napoletani, i calabresi, i pugliesi erano sudditi di Palermo parliamo sempre di Sicilia indipendente...

;-)

saluti
Gonzalo

Anonimo ha detto...

"Perchè quando i napoletani, i calabresi, i pugliesi erano sudditi di Palermo parliamo sempre di Sicilia indipendente"

perchè in quel caso la centralità dello stato era in sicilia, mentre nel regno delle due sicilia, noi eravamo una colonia, proprio come nel brevissimo (fortunatamente) periodo degli angionini

Gonzalo ha detto...

Ciao anonimo, quindi tu vuoi che il governo di un ipotetica nazionale del Sud sia a Palermo?

Gonzalo ha detto...

errata corrige
nazionale=nazione

Anonimo ha detto...

scusami gonzalo, ma sono loro che hanno "subito" l'influenza siciliana e non noi la loro (che è siciliana), difatti nel'italia meridionale si parla siciliano (nelle diverse parlate.
se vogliono essere uno stato indipendente del sud, allora alla sicilia non deve importare niente;
ma se vogliono ricostruire uno stato con la sicilia, innanzitutto lo devono volere i siciliani e non loro e sprattutto è ovvio che la centralità dello Stato deba essere in sicilia, proprie perchè come detto prima sono loro che in se l'influenza siciliana e non viceversa.
quando la capitale del primo regno di sicilia, fu portata a napoli, esso non poteva più chiamarsi regno di sicilia, proprio perchè la centralità era stata spostata nel napoletano; così come quando il regno si divise, essi si ostinavano a chiamarsi regno di sicilia, anche se la sicilia non vi faceva più parte, questo perchè senza la siclia essi non sono niente, non sanno cosa sono, noi invece con o senza loro lo sappiamo cosa siamo, siamo SICILIANI.
se andate nel forum POL nella sez regno delle due sicilie, c'è un tpic assurdo su come dovrebbe chiamarsi il futuro neo stato meridianale e ci sono un sacco di questioni sui vari nomi ed hanno difficoltà a definirsi.

Gonzalo ha detto...

Anonimo, probabilmente non hai colto l'essenza di questo discorso:
Da 800 anni a questa parte il Sud continentale è unito politicamente alla Sicilia, quindi chi oggi vuole una Sicilia "totalmente" indipendente rispetto al resto del Sud ha un'opinione antistorica, a prescindere su chi abbia influito che cosa.

Ma affinche i popoli del sud abbiano davvero la possibilità di scegliere è necessario che tutti noi ci uniamo per ottenere questa libertà che manca da troppo tempo.

L'Altra Sicilia propose l'idea di una confederazione che secondo me è l'ideale configurazione politica perchè così accontenta tutti e prosegue con l'identità storica del Sud.

Che il Sud continentale abbia subito l'influenza siciliana è vero, questa infatti è un'altra cosa che ci accomuna con gli altri popoli del sud.

Ieri notte sono tornato da Gaeta, dove sono stati presentati i Comitati delle Due Sicilie, una formazione culturale che si prefigge di raggruppare tutti i movimenti culturali e politici del Sud e tutti voi, come ho già fatto io, siete invitati ad aderire.


saluti
Gonzalo

rrusariu ha detto...

Avemu 8000 anni storia comu Siciliani!!!
Cmq sta di fatto che i Borboni vennero perchè li chiamarono i Siciliani per desiderio di avere un re proprio, che dopo dovette tornare a Madrid come con re Giacomo, figlio di re Pietro che prima divenne re di Sicilia alla morte del padre, poi con la scomparsa del fratello Alfonso tornò in Aragona-Catalunya, e a cui succedette Federico etc...

Siamo onesti, il regno di Sicilia si deve soprattutto alla capacità di Rruggeru Sicunnu che aveva un regno già formato avendo lasciato quasi intatto l'amministrazione alla componente mussulmana.
Forte di questa copertura alle spalle potè ridurre a più miti consigli e sottomettere i riottosi nobili normanni-francesi e longobardi e alcune città pugliesi.
Il papato si è sempre comportato con la parte continentale del regno come lo fecero a suo tempo i romani, cioè l'immediata periferia da sfruttare, tantè si spinsero solo a sfruttare l'area umbra-marchigiana-romagnola(quest'ultima retaggio dell'ultimo avamposto bizantino).

Recriminare da parte delle genti napolatane,campane,pugliesi,abruzzesi, molisani, lucani e calabresi un'autonomia è sempre buona cosa.
Mah... c'è sempre un mah...
Oggi tutte queste terre si identificano con la divisione imposta dai tosco-padani avvezzi a vedere la storia degli altri come succube della propria o prendersi caso mai rivincite.

Diciamolo francamente oggi la Sicilia vuole andare da Sola, se gli altri si vogliono accodarsi ben vengano.... non abbiamo bisogno che c'è lo insegnano...

Il nostro non è egoismo nazionale, è solo constatazione di fatti...
dalle Terre del Lavoro , alla Capitanata, dall Calabria Ultra alle falde del Gran Sasso d'Abruzzi, sia un fiorire di autonomia rifiutando ogni dove i referenti della casta neo-romana asservita agli interessi tosco-padani.

Massimo ha detto...

Due domande, due risposte.
All'anonimo:
Per Carlo I intendo la sua statua a Piazza Bologni. Andare a Palermo per vedere. Alza la mano in atto di giurare fedeltà all'ordinamento costituzionale nella qualità di Re di Sicilia (nota: Carlo stava per perdere il regno quando i Siciliani buttarono fuori il Vicerè Moncada e nelle sue raccomandazioni al figlio Filippo I (II di Spagna) ricorda di non urtare le suscettibilità dei Siciliani.
A Gonzalo: sì, spesso, ma non sempre, Napoli e Palermo hanno avuto lo stesso re.
Diciamo da dopo il Vespro:
dal 1282 al 1440 circa: due monarchie indipendenti e separate.
Per breve tempo in unione personale sotto la corona di Alfonso;
dopo di nuovo separate fino a metà '500 circa: Napoli sotto una dinastia aragonese indipendente, poi sotto i francesi; la Sicilia sempre in unione personale con l'Aragona e poi con la Spagna.
Dalla prima metà del '500 ai primi del '700 di nuovo uniti, ma nella grande cornice della monarchia spagnola, senza un legame diretto tra i due viceregni.
Ai primi del '700 di nuovo divisi: i Savoia in Sicilia, gli Asburgo d'Austria a Napoli.
Poi di nuovo uniti sotto gli Asburgo d'Austria e infine sotto i Borbone.
Ma sempre come due regni indipendenti, almeno fino al 1816.
Un caro saluto.

Gonzalo ha detto...

Federico II fu un grandissimo sovrano, grazie a lui la Sicilia divenne faro di civiltà nel mediterraneo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Regno_di_Sicilia_1154.svg

Anonimo ha detto...

se ritieni federico II un grandissimo sovrano, allora dovresti essere d'accordo con me quando dico che la chiesa non può permettersi di creare ingerenze in uno stato composto da esseri umani e non da cattolici

Anonimo ha detto...

ho capito benissimo il discorso, difatti ho risposto alla tua domanda
"Ciao anonimo, quindi tu vuoi che il governo di un ipotetica nazione del Sud sia a Palermo?"

il succo della mia mia risposta è: noi senza loro possiamo stare, loro senza noi non sono niente.
questo significa che noi possiamo anche essere indipendenti, in quanto siamo sempre stati una nazione, anche quando non eravamo uno stato indipendente al 100%.
loro invece possono pure creare uno stato ma non saranno mai una nazione senza la sicilia.
il problema sorge perchè a napoli vorrebbero la centralità dello stato a discapito non di palermo, ma della siciia, ma se la cultura di questo stato è siciliana, come si può pensare che la sicilia ne sia la periferia.
ripeto non dai da soli possiamo stare.

Gonzalo ha detto...

Federico è un grande sovrano ma questo non significa che siccome la Chiesa ha fatto una cosa che a te non piace allora la Chiesa non è buona.

L'inferno è in fondo ad una strada lastricata di buone intenzioni...

Ci sono dei precetti cristiani che possono non piacere ma che si devono rispettare fino in fondo.

Ad ogni modo vedo che a te non interessa nessuna collaborazione, ma già lo avevo capito perchè sei schiavo della tua ideologia che non ti permette di andare oltre il tuo campanile.
Tale ideologia è talmente limitante che ti proibisce di andare d'accordo persino con gli altri siciliani, ma forse i 275 movimenti sicilianisti esistenti sono ancora pochi....

Fortuna che i siciliani senzienti sono la stragrande maggioranza ed è a quelli che io mi rivolgo.

saluti
Gonzalo

Anonimo ha detto...

"sei schiavo della tua ideologia che non ti permette di andare oltre il tuo campanile"

abbonu và, ca finiu comu quannu u buoi ci dissi curnutu o'sceccu

L'Ingegnere Volante ha detto...

Impareggiabile pagina di storia!

Massimo ha detto...

Ancora su Carlo I:
Carlo d'Asburgo venne a Palermo dopo la campagna di Tunisia, conquistata per breve tempo, e ricostituita in governatorato alle dipendenze del Regno di Sicilia (per secoli ne era stato feudo o possedimento diretto, fino alla fine del '300).
Entrato a Palermo per lui fu inaugurata Porta Nuova (accanto all'attuale Palazzo Reale) con i mori dalle mani mozzate alla base e l'Aquila di Sicilia troneggiante in alto.
Si fece incoronare Re di Sicilia nella cattedrale (per motivi pratici - se non sbaglio - l'incoronazione era un rito "sospeso" dai tempi di re Martino I, circa 100 anni prima, e fatta formalmente dai "vicerè" per conto dei re lontani; anche re Alfonso che aveva posto per qualche tempo la sua sede a Messina, non trovò mai il tempo per l'incoronazione).
In quella sede si riunì in maniera straordinaria il Parlamento di Sicilia e lì Carlo giurò fedeltà alle "Costituzioni" di Sicilia. Da lì la statua celebrativa di cui si diceva.
Dopo di lui soltanto Vittorio Amedeo di Savoia e Carlo di Borbone ripeterono la cerimonia, affidata in genere dagli altri sovrani a sbrigativi passaggi viceregi. Il primo, mediocre re nel complesso, perché a Palermo diventava re, da duca che era sempre stato. Il secondo per il suo geniale senso dello stato: sapeva che doveva porre la reggia a Napoli, più grande e più centrale, ma restò un anno intero in Sicilia a sottolineare l'importanza storica che questa aveva nei domini della sua famiglia e prese il titolo di Sua Maestà Siciliana, conservato dai Borboni poi per sempre.
Quello che non so è che fine abbia fatto materialmente la Corona di Sicilia, che era la stessa forgiata in oro con pietre preziose incastonate ai tempi di Pietro d'Aragona.
Re normanni e svevi usavano invece una strana corona in tessuto sormontata d'oro e pietre preziose: la cuffia di basileus, di foggia bizantina, erroneamente poi creduta la corona di Costanza e ancora conservata a Palermo.
I "re di Napoli" ne usavano un'altra ancora, forgiata a Roma nel Duecento, con cui fu incoronato per la prima volta "Re di Sicilia" Carlo d'Angiò, segnando una rottura anche materiale con le incoronazioni precedenti, fatte con altra corona, in altra città e quasi sempre dietro voto delle Assise del Regno.

Gonzalo ha detto...

Ciao Massimo,
io sapevo che era Ferdinando II di Borbone "Sua Maestà Siciliana" perchè nacque a Palermo.
confermi?

p.s. vi allego questa immagine che rappresenta il Regno di Federico II che comprendeva anche il Sud continentale.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ec/Regno_di_Sicilia_1154.svg/529px-Regno_di_Sicilia_1154.svg.png

saluti
Gonzalo

Anonimo ha detto...

si gonzalo piacerebbe anche a noi un cosa del genere, ma mi dispiace non è più realizzabile, perlomeno fino a napoli.

Gonzalo ha detto...

Caro Anonimo, forse non è piu realizzabile per te, io invece preferisco rimanere nella secolare tradizione della Sicilia e non essere anti-storico.

Perchè se la metti così pure io posso dirti: "mi dispiace, l'indipendenza per la Sicilia non è piu realizzabile"

:D :D :D

Lo sapevo io...ci sono degli indipendentisti estremisti come te talmente schiavi dell'ideologia indipendentista che alla fine rinnegheranno la stessa tradizione siciliana.

Insomma, un po come hanno fatto i famosi rivoluzionari massoni del 48 (che guardacaso erano pure anti-clericali) che con la scusa dell'indipendenza stavano consegnando, chiavi in mano, la Sicilia all'Inghilterra...

saluti
Gonzalo

Anonimo ha detto...

gonzalo, nella vita bisogna essere realisti e capire dove si può arrivare.
io vorrei capire da te come fai creare uno stato con due galli nello stesso pollaio e mi riferisco alla sicilia e a napoli.
secondo te dove dovrebbe essere la centralità dello stato?
io ti dico dovunque sia non starà bene all'altra parte; quindi quello che proponi non è realizzabile se non con una guerra tra le due parti

Massimo ha detto...

@ gonzalo.
Tutti i sovrani borbonici erano detti S.M.S. Ferdinando I nacque a Palermo perché ai primi del secolo la Corte vi si era rifugiata
Devo però prendere le distanze da ciò che dici sul '48:è una visione troppo semplice. Che dovevano fare i Siciliani di fronte alla progressiva violazione dei loro diritti? Subire in silenzio? Tutta l'Europa civile aveva una costituzione, anche a Napoli la volevano mentre Ferdinando si ostinò su di un modello autoritario e paternalista senza futuro. L'alleanza del Contrammiraglio Ruggero Settimo con gli inglesi fu politica; le alleanze internazionali non si fanno - a mio avviso - per motivi ideali, ma per motivi di sopravvivenza. Se qualcuno oggi proteggesse la nostra indipendenza, sarei disposto ad allearmi col diavolo (per dire..).
Hai idea di che sarebbe diventata la Sicilia indipendente se avesse superato indenne la burrasca del '48-'49? Sì, per qualche decennio gli inglesi l'avrebbero considerata un protettorato, ma prima o poi avrebbero mollato, come poi hanno mollato anche Malta. E non saremmo nella merda fino al collo come ora... Altro che Garibaldi...
E invece, mollandoci subito alla reazione borbonica, come è andata a finire? Che si sono presi l'Italia intera, dopo il 1860, e che è peggiorata tanto la nostra condizione quanto quella del sud.
Mia considerazione, almeno.
Poi in quella rivoluzione c'era chi credeva veramente nella Nazione Siciliana e per essa morì. Abbiamone rispetto, sono i nostri eroi.
Al Museo Siciliano di Storia Patria sono conservate le divise con la Trinacria di quella rivoluzione. A me fanno venire i brividi, di vergogna per l'oggi s'intende...
E poi anche Ferdinando, con gli accordi del 1849, riconobbe alcune ragioni dei Siciliani, riconcesse quasi tutta il decentramento amministrativo che era stato abolito dalla fine degli anni '30.
Vuoi un esempio?
Il "Banco di Sicilia", scorporato in quella rivoluzione dal Banco di Napoli sotto il nome di "Banco Nazionale di Sicilia" NON FU SOPPRESSO. Sai meglio di me quanto importanti sono le banche e la moneta, ma lasciato separato sotto il nome di "Banco dei Regi Domini al di là del Faro".
E questo Banco, mutato nel 1860 nome in Banco di Sicilia, è sopravvissuto fino agli anni '90 del XX secolo e nominalmente vive ancora. I nostri eroi non erano morti per niente.

Anonimo ha detto...

se l'europa non ci avesse riportato sotto i borboni nel 1849, garibaldi ed i savoiardi non avrebbero avuto nessun motivo per sbarcare a marsala, magari sarebbero sbarcati a Reggio e non avrebbero distrutto la sicilia.

Abate Vella ha detto...

La frattura tra le due "teste" delle Sicilie non è sanabile per ora. Mi sembra inutile fantasticare unioni di comune accordo.
Una soluzione sarebbe creare una confederazione, ma anche lì ci vorrebbe una capitale...
Inoltre, Gonzalo, permettimi un'osservazione: ma dove vedi tu nel sud Italia una qualche possibilità di riscatto in questo momento?
La Sicilia è in ebollizione. Se nel 1990 già nei pub di Catania si invocava l'indipendenza, non è perchè Putin ci scriveva le canzoni. Se Carmen Consoli e Mario Venuti ora cantano in Siciliano non credo che questo dipenda da una qualche forza nascosta.
A Napoli sono ancora rimasti a Brigante Se More!
La verità è che non devono essere i Siciliani a guardare oltre faro, ma gli altri a guardare qui.
La Sicilia è l'unica speranza per i popoli del meridione di risollevarsi. Non viceversa.
A meno che, il problema non sia un fraintendimento di matrice "religiosa": in certi ambienti cattolici (e sottolineo il certi per indicare che non sto facendo di ogni erba un fascio!)infatti una indipendenza siciliana non è ben vista per il ricordo della "legatio".
Fai parte di questi "certi ambienti"?

Gonzalo ha detto...

@massimo

"Sì, per qualche decennio gli inglesi l'avrebbero considerata un protettorato, ma prima o poi avrebbero mollato, come poi hanno mollato anche Malta"

Massimo mi se che la tua politica è fatta di troppo forse e di ma.

Difficile in ogni caso fare il processo alla storia, vediamo invece i risultati, quelli si che sono tangibili.

Ti dico però che nel '48 ben pochi siciliani parteciparono alla rivoluzione, anzi erano in 43.
Ma spalleggiati da decine e decine di migliaia di mercenari turchi, tedeschi, polacchi, ungheresi e così via.
Che bisogno c'era di assoldare un esercito straniero se "i siciliani" volevano l'indipendenza?

Oltretutto i capi della rivoluzione(che erano gli stessi che consegnarono la Sicilia a Garibaldi) ottennero un mutuo dai banchieri inglesi per l'acquisto dei materiali da guerra che dovette estinguere il Borbone.

A dimostrazione finale che i siciliani erano più attaccati al Re che a questi sedicenti rivoluzionari vi sono decine e decine di lettere di stima(di cui io ho le copie) provenienti dai comuni siciliani(decurionati) indirizzati a Ferdinando II e consegnati al Gen. Filangieri, Principe di Satriano, Comandante in capo della Spedizione in Sicilia.

Dunque non era il popolo siciliano a fare la rivoluzione, ma qualche decina di interessati massoni che volevano consegnare ai loro capi massoni inglesi la Sicilia.
Questo è quello che successe davvero e che è tutto documentato ed invito a chiunque a presentarmi delle prove che indicano il contario di quanto ho scritto.

X Abate,
tra le "due teste" non c'è alcuna frattura per il semplice fatto che nessuno oggi ha il potere di decidere la politica delle Due Sicilie, ancora dobbiamo iniziare e tu gia parli di fratture?

Credo che sia necessario lavorare insieme e poi una volta raggiunto questo potere metterci d'accordo per i target.
In ogni caso la situazione attuale si è fatta insostenibile e ci dobbiamo muovere perchè i siciliani hanno disperatamente bisogno di un lavoro.

Volere è potere, una confederazione mette d'accordo tutti(chi dice che deve avere per forza una capitale?) e soprattutto una confederazione mantiene la tradizione di 8 secoli di storia.

saluti
Gonzalo

Anonimo ha detto...

mi pareva stranu chi non niscevanu fora i masssuna.
cmq per chiudere questa inutile discussione su la confederazione e napoli, simile a quella sulla determinazione del sesso degli angeli.
da siciliano penso alla sicilia e la prima cosa da fare è ottenere l'indipendenza noi, poi che quello che potrà accadere successivamente, si vedrà...

ps
ringrazio massimo per la puntualizzazione sul giuramento di carlo a palermo

rrusariu ha detto...

Assà bbinirica a Tutti

Nascìu nto feudu ri Fitalia appartenente alla famiglia dei Settimo, ed avendo parenti che all'epoca erano stati dannegiati dalla "repressione" o meno di parte borbonica ho sempre sentito raccontare storie al riguardo.
All'epoca il nostro Rruggeru Settimu più che settantenne e non certo uno sprovveduto avendo combattuto con gli Inglesi contro Napoleone.
Certo sarebbe stato tutt'altra storia SE:
LA SICILIA SAREBBE RIMASTA INDIPENDENTE!!!
SE IL BORBONE VENISSE AI PATTI E AVESSE ABROGATO L'ILLEGALE, PER I SICILIANI, REGNO DELLE DUE SICILIE!!!
SE NON AVESSE COVATO LUI STESSO IL BORBONE ASSECONDANDO PRIMA GLI "ITALIANI" CARBONARI PARTECIPANDO AI MOTI CONTRO GLI AUSTRIACI (NON DIMENTICARE QUESTO GONZALO!!!) PER POI RIVOLGERSI CONTRO IL REGNO DI SICILIA (NON ERA STATA DICHIARATA LA REPUBBLICA GIACOBINA)
SE NON FOSTE STATO IL BORBONE COSI' ONDIVAGO SENZ'ALTRO LA FRATTURA SI SAREBBE RICOMPOSTA, MA AHIME' FRANCESCHIELLO STESSO EREDITO' INVECE TUTTO IL MARASMA DEL PADRE
TUTTI GLI UFFICIALI BORBONI VENIVANO "INIZIATI" DENTRO LA NUNZIATELLA, SCUOLA DELL'ESERCITO BORBONICO.
QUANDO GLI FECE COMODO MANDO' GLI STESSI COMANDANTI MILITARI (CHISSA' DI QUALE OBBIEDIENZA FOSSERO) CONTRO I COSIDETTI FRATELLI SICILIANI CHE OBBEDIVANO FORSE IN "BONA FIDE" ALLA CASA MADRE INGLESE SALVO CANGIARE PIU' AVANTI E BUTTARSI NELLE MANI DELLO ZAR.

IO SINCERAMENTE GUARDEREI ALL'ATTUALITA'!!!

RAFFAELE LUMBARD, M.angia P.ani A. trarimentu, si sta convertendo al meridionalismo e probabilmente si candiderà/condividerà con Mastella una sorta di rivendicazione tutta meridionale per affiancare Berlusca o chi dietro esso alla fin fine punta cmq ad un potere cmq centralista da Roma.

Nessuno di questi attori/marionette si muove "liberamente", come lo furono nel 1848, ci sarà sempre un regia esterna.... allora lo fu in primis il Governo Inglese, ma adesso chi? Le multinazionali? ... sinceramente credo vogliono sempre la schiavitù della gente...
Il senatus/Casta e gli equites/Multinazionali come sempre aborriscono gente come Euno o Spartaco...

Io sinceramente credo nella consapevolezza di un nuovo Vespro simile a ciò che fece Mahatma Gandhi, la violenza oggi non serve... siamo cmq sempre in una parvenza di "democrazia e libera economia"(?!?!?!?)

Spero che le popolazioni della parte continentale del Regno di Sicilia si appropiano del loro territorio e non pensino più facendo riferimento ai governatori di province romane, la "suddivisione romana" va cancellata!!!

U curaggiu è u tò Signuri/Antudo!!!

Gonzalo ha detto...

Ciao Rrusariu, grazie per la precisazione ma ai siciliani del tempo, così come ai siciliani di oggi, non penso che importava tanto di costituzione, forme politiche ecc.ecc., ai siciliani interessa un lavoro per mantenere le proprie famiglie.

Mettiamolo come nostro primo obiettivo, perchè è l'economia che governa la politica, non il contrario.

E' inutile invocare un indipendenza, litigare su di essa se poi non si ha la forza per attuarla.

Sforziamoci di stare con i piedi per terra, discutere sulla storia e fare le rivendicazioni è bello, ma se pensiamo che la politica è solo questo sono io per primo che non ci sto.

saluti
Gonzalo

Anonimo ha detto...

"ma ai siciliani del tempo, così come ai siciliani di oggi, non penso che importava tanto di costituzione, forme politiche ecc.ecc., ai siciliani interessa un lavoro per mantenere le proprie famiglie.

E' inutile invocare un indipendenza, litigare su di essa se poi non si ha la forza per attuarla."

ma lo dici tu, che parli ancora dei borbone e del loro regno e che vuoi ricostituire il regno dele due sicilie?
ad ogni post dici una cosa diversa.
coerenza per piacere, coerenza.

Gonzalo ha detto...

Ciao Anonimo, sei di nuovo confuso,dove hai letto che voglio rifare il regno delle due sicilie?

Ma pensi davvero che per ottenere l'indipendenza della Sicilia ti basti criticare e provocare, su un blog, uno che ha delle idee diverse da te?

Ti sfugge l'idea che per ottenere quello che vuoi ti ci vuole collaborazione e soprattutto il consenso che mi risulta tu non abbia.

Adesso se rimetterai i tuoi interventi sul piano del dialogo corretto e della collaborazione risponderò ancora ai tuoi commenti, se invece usi internet per sfogare la tua impotenza politica, sarò costretto a toglierti nuovamente la fiducia che ti avevo dato temporaneamente, ignorandoti nuovamente.

saluti
Gonzalo

Anonimo ha detto...

"dove hai letto che voglio rifare il regno delle due sicilie?"
lo dici in ogni dove, alcune volte i maniera esplicita, altre meno.
ci permetti che ti critchi e m'incacchi quando dici che non dobbiamo pensare al passato, quando noi siciliani pensiamo all'indipenza, cioè al futuro ed invece tu parli di regno di sicilia e di due sicilie, e non dire che non è vero, hai pure inserito la cartina e non si sa per quale motivo, sembra che secondo te noi non conosciamo la nostra storia.
soprattutto mi incavolo quando difendi i borboni e manchi di rispetto a colro che sono morti nelle varie rivolte.
neoborboici si poteva essere subito dopo l'unità d'italia, anche se in sicilia erano veramente pochi, ma ormai chiù chi ci cerchi?
se il sud vuole creare uno stato, buon per loro, ma chi sei tu per venirci a dire: la sicilia non può ottenere l'indipendenza se non con il sud; ci vuole il sud; e viva il sud, ecc.
ma tu chi sì? siciliano o del sud?(non so come devo chiamarli quelli del sud, alcuni si definiscono duosiciliani e la cosa non immagini quanto mi faccia ridere).
se tu non avesi questo atteggiamento di superiorità nei confronti dei siciliani che li ritieni incapaci(come ce l'avevano i borbone), stai tranquillo che io non ti criticherei.
con questo spero di sver chiarito la questione.
saluti

Luciano Riccardi ha detto...

Un Post che praticamente ha il valore di un forum per la quantità - non sempre la qualità - dei commenti.

Da buon nordico di origini siciliane concordo con quello che afferma l'Abate: una bella confederazione - non un federalismo finto dall'alto o un presunto regionalismo - costituita sulla base degli stati preunitari potrebbe aiutare a risolvere alcuni problemi ed a migliorare anche i rapporti tra gli italiani.

In fondo noi che viviamo qui nella nebbiosa pianura - ogni mattina all'alba vedo la bellissima Certosa di Pavia immersa sfumata in umida incertezza! - non vogliamo cose molto diverse quelli che abitano in regioni più calde.
E le Caste "tosco-padane" dei popoli "tosco-padani" se ne fregano esattamente come di quelli siciliano o "duosiciliani".

La cosa importante da non dimenticare, a mio parere, è che la differenza non dovrebbe mai diventare divisione, altrimenti si diventa deboli, troppo deboli, impegnati decidere se la "Padania" da sola ce la possa fare si o no, oppure se la Sicilia possa rimanere da sola o con "l'altra testa".

Il potere economico considera la geografia dei popoli solo una scomoda opacità da ridurre a macchietta folkloristica - perciò invito a non cadere nella tentazione di un facile regionalismo - in questo senso a mio modo di vedere in Italia ne abbiamo fin troppo.

Mi sembra un po' di vedere i varesotti che bestemmiano contro i comaschi...

Una bella confederazione di Stati, sulla base di confini "veri" non tipo trattato di Versailles: questo ha bisogno l'Italia, di compiere quel passo che non ha avuto il coraggio di fare nel 1861 (e che ha avuto ad esempio la Germania nel 1871, pur cadendo nella successiva retorica del "Reich").

Anonimo ha detto...

"invito a non cadere nella tentazione di un facile regionalismo "

ma quale regionalismo; qui si parla di nazione, cioè quello che siamo sempre stati; forse prima di dare sentenze è bene addentrarsi nelle problematiche e nei concetti di chi si và a giudicare.

non capisco perchè dobbiamo tornare alla situazione preunitaria; dopotutto è stata proprio quella a portazione a questa maledetta unione (vale a dire i siciliani che si volevano tgliere dallo stomaco, i borboni; senza questo non si sarebbe fatto niente, perlomeno per come è avvenuto poi).
forse sarebbe il caso di studiare un po di storia e di smetterla di riproporre senpre le cose del passato perchè esso è sintomo di mancanza di lungimiranza

Luciano Riccardi ha detto...

Caro anonimo,
da te, che non ti esponi, non accetto alcun tipo di lezione; se non comprendi certe cose non sto nemmeno a spiegartele. Scrivi con più calma la prossima volta, così magari eviti di essere maleducato e di fare errori di ortografia.
Inutile rispondermi: ignorerò ogni tua provocazione d'ora in poi.
Saluti,

L

Anonimo ha detto...

maleducato?
è una bella scusa per non rispondermi?
non c'è nulla di maleducato in quello che ho detto, forse sei troppo sensibile.

"da te, che non ti esponi, non accetto alcun tipo di lezione"

fai male, dovresti farlo se vuoi parlare di determinati argomenti; credo che sia necessario avere cognizione di causa e poi sei tu che dai del regionalismo ai concetti indipendentisti (cosa del tutto fuorviante).

non mi espongo? che significa? e perchè tu dove ti stai esponendo?
forse intendi che mi firmo Anonimo? beh il tuo nome vale quanto il mio anomino