Approfondimenti - Il Consiglio News Feed

lunedì, febbraio 26, 2007

Ombre sullo stretto

L'incidente occorso all'aliscafo della Caronte nello stretto di Messina il 15 gennaio scorso sembra oramai entrato nel dimenticatoio mediatico verso il quale viene convogliata in Italia quella parte dell'informazione che non si adatti ai bisogni del regime.

Due importanti strutture proiettano le loro ombre sull'area, oggi baricentro di interessi “pesanti” e di lotte di potere che stanno lacerando l'Italia intera, anche se non lo si vuole dare a vedere. Due infrastrutture che in virtù della loro esistenza (o non-esistenza) stanno rimettendo il Sud Italia al centro del Mediterraneo e riconsegnando il nord a quella marginalità geografica che sempre ha avuto nella storia.

Le due strutture in questione sono il porto di Gioia Tauro (esistente) ed il ponte sullo stretto (non-esistente) ed entrambe gravitano intorno al varco tra lo Scilla ed il Cariddi, degne fere D'Arrighiane nell'arena che lo scrittore messinese rese nuovamente all'immaginario collettivo (qualche millennio dopo Omero...) con il suo Horcynus Orca.

L'incidente sopra ricordato ha messo in luce un grave limite della mega struttura calabra, oggi primo porto in Europa per il trans-shipment: tutto il carico da e per le sue banchine deve infatti passare per l'angusto valico acqueo tra Messina e Reggio, ponendo un tetto alla sua espansione.
Dall'altro lato il ponte voluto da certi ambienti economici e politici siciliani racchiude per Gioia sia minacce che opportunità (per ora solo potenziali). La costruzione del ponte liberebbe spazio navale sotto la sua campata ed al tempo stesso favorirebbe l'invio di container dalla Sicilia alla Calabria per l'imbarco rendendo di fatto Gioia lo sbocco in mare dell'isola (incredibile ma potenzialmente vero...). Dall'altro lato tutto ciò verrebbe vanificato improvvisamente qualora strutture concorrenti venissero allestite ad Augusta o a Termini.

L'Economist questa settimana dedica un articolo al porto di Gioia intitolandolo appunto “Rough Passage” (Passaggio difficile) con ovvio riferimento allo stretto. Oltre alle solite stupidaggini sulla mafia, ecco come la sua attività viene descritta:

“Gioia Tauro funziona come hub per la distribuzione di container in tutto il Mediterraneo ed il Mar Nero. L'arrivo di una grande nave madre può generare chiamate in porto anche per dieci navi di distribuzione”

Il business, come i post su questo blog hanno più volte evidenziato, è quindi nella redistribuzione dei carichi su navi più piccole che smistino i container verso gli scali regionali. Il giornale poi continua:

“Gioia Tauro possiede un grande vantaggio naturale. Esso siede praticamente al centro del Mediterraneo ed il porto per container, diversamente da quelli sull'Isola di Malta ed in Sardegna, è provvisto di collegamento su rotaia verso nord e verso i mercati in espansione nel cuore dell'Europa”.

Queste righe, pur tacendo il non secondario limite naturale dovuto al passaggio in mare, evidenziano uno dei motivi per cui il ponte non sia ben visto in determinati ambienti. Esso farebbe svanire il suddetto vantaggio, per quanto limitato esso sia.

Che il ponte abbia un senso solo ai fini del collegamento su rotaia lo confermano anche i numeri (e le dichiarazioni) snocciolati la settimana scorsa dall'assessore al turismo Dore Misuraca alla Bit di Milano. Il mezzo preferito per arrivare in Sicilia è infatti l'aereo, e la regione punta sempre di più su di esso grazie ai nuovi aeroporti ed agli aiuti (Bruxelles permettendo) che fornirà ai vettori Low Cost.

L'attraversamento autostradale dello stretto rimarrà ininfluente per lo sviluppo economico siciliano, mentre, come abbiamo già segnalato, il progetto esistente per il ponte non è affiancato da progetti complementari per quel che riguarda il collegamento su rotaia tra le due sponde.
Se poi i siciliani volessero per una volta guardare un po' più in la del loro naso e risalissero idealmente lo stivale si renderebbero conto che per arrivare al cuore dell'Europa ci sarà da passare un altro imbuto molto più stretto del nostro: le Alpi.

Il traffico attraverso questa barriera naturale è già oggi messo a dura prova, e forti opposizioni hanno suscitato i progetti di nuovi valichi. Secondo la Comunità Europea il traffico potrebbe arrivare al collasso nel giro di una ventina d'anni, non molto dopo la ipotetica entrata in servizio del ponte. Di nuovo, torneremmo ostaggio dei padani ed il ponte non servirebbe più a nulla.

Alla fine è ovvio come i fatti esposti debbano essere attentamente valutati così da permettere una serena riflessione su quali siano gli investimenti infrastrutturali necessari, se sia cioè il ponte un'opera secondaria al completamento delle strutture aeroportuali e viarie interne alla Sicilia (come questo blog suggerisce) o piuttosto una questione di vita o di morte come altri inverosimilmente strillano.

Una cosa però appare chiara da queste righe: ponte o non ponte, porti o non porti la globalizzazione sta spingendo la “Padania” verso un angolo. Stretta tra l'arco alpino e la lontananza dal baricentro del Mediterraneo l'unica sua speranza è quella del sabotaggio. Vedremo se riusciremo ad affrontare a viso aperto le prossime sfide che ci aspettano.

3 commenti:

Pino Ciampolillo ha detto...

Si allarga il fronte del No all’ampliamento e alla costruzione della NUOVA TORRE della Italcementi a Isola delle Femmine situata all’interno del centro abitato



SALE LA PROTESTA PER LA DELOCALIZZAZIONE
DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
DAL CENTRO ABITATO

Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri
Il Comune di Isola: va spostata

Nuovo impianto e polemiche. “Serve ad abbattere le emissioni”
Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.
Azienda possibilista

ISOLA DELLE FEMMINE, La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabilimento di Isola sta provocando allarme.
Associazioni e Comune di Isola delle Femmine marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazione del nuovo forno e quindi della torre.
Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava.

Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione.
La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AÌA).

Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda. «Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano! tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria.
Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -.
Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40.
Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.

Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito.
Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre. Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi».
Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto. Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.

L’azienda si mostra dal canto suo possibilista. «Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni. Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -.

Il confronto con i! territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».

Ora, poichè con la salute della gente non è consentito a nessuno scherzare, tanto più a responsabili delle Pubbliche Istituzioni, il Comitato Isola Pulita, che si è intestato la battaglia contro i danni ambientali, reali e potenziali, di un colosso produttivo quale il cementificio di Isola delle Femmine, inserito tra gli abitati dell'omonino Comune e di quello di Capaci, ritiene che nelle condizioni in essere non sussistono gli elementi minimi di garanzia nello svolgimento del procedimento autorizzatorio.

Il Comitato Isola Pulita si attiverà in tutte le sedi che riterrà opportuno, anche in quella giudiziaria, al fine di garantire gli eventuali diritti violati della salute e dell’ambiente a tutela della cittadinanza tutta.

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://isolapulita.splinder.com/

Pino Ciampolillo ha detto...

venerdì, 20 aprile 2007
IL MOVIMENTO PER LA LEGALITA' E LA SALUTE IN SICILIA



Il 14 Aprile a Villarosa (Enna) si è riunito il coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani Contro gli Inceneritori e per un Nuovo Piano dei Rifiuti, "Decontaminazione Sicilia".

Il documento stilato formalizza la adesione in rete ai comitati NO-Inc da Trento a Napoli, certi che essere agganciati al movimento nazionale possa dare più forza alla nostra opposizione.
Per 4 anni abbiamo manifestato in tutte le sedi istituzionali e con civiltà fortemente convinti che un altro Piano Gestione Rifiuti è possibile. La momentanea sospensione alle illegittime autorizzazioni
cui abbiamo contribuito a dare parere con una cordata di contatti e comunicazioni
arrivate fino alla "cabina di regia "del ministero, (non tanto al Ministro Scanio, quanto al Ministro della Sanità Livia Turco e del Lavoro Bersani), espressa in Conferenza di Servizi tre mesi fa, ci ha
fatto "tirare il fiato" per un pò.
Ma quella è stata solo una "sospensione" non è affatto una revoca nè tantomeno un annullamento delle autorizzazioni.
Nel frattempo, fatto gravissimo, sono stati sospesi i dirigenti chimici dell'ufficio 3 dell'Assessorato
Territorio Ambiente, Alessandro Pellerito e Gioacchino Genchi che avevano dato parere negativo alle emissioni per due degli impianti, Augusta e Casteltermini- Campofranco, e si apprestavano al loro lavoro di verifica e audizione presso le sedi ministeriali e per occuparsi degli altri due impianti. E' con disagio che mentre vi posto per conoscenza il testo all'adesione a No-Inc, comunico la notizia che in tale periodo di esautoramento (per cui sono stati avviati i ricorsi nelle sedi sindacali) le aziende hanno chiesto parere direttamente a detto Assessorato che si arroga il diritto di rilasciare la Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
I tentativi di disarticolazione di detto Assessorato, le dichiarazioni stampa di Cuffaro, dell'ex Assessore al Territorio Cascio, dell'attuale Assessore Rossana Interlandi che affermano già in essere i pronunciamenti a favore, in quanto le emissioni non costituiscono fonte di pericolo, chiudono il cerchio su ciò che è noto da tempo, e che la blanda sospensione ministeriale non ha avuto il coraggio di attuare.
Diversamente gli atti potevano essere annullati d'ufficio in autotutela, previsto dall'art.21, commi 7,8,9. Questi ultimi articoli erano proprio richiamati nelle 11 note inviate al Ministero dell'Ambiente il 5/7/2006 dal servizio 3 suddetto dei dirigenti Pellerito e Genchi, e che aveva innescato la procedura di revisione della conferenza di Servizi.
Inoltre le competenze in tema Ambientale sono state spostate con una leggina all'epoca Berlusconi (chissà come mai) al Tar Lazio (noto per la recente sentenza sul Catania Calcio). Così anche i ricorsi del TAR Catania che ben aveva descritto le incompatibilità del progetto con le leggi in vigore vennero allontanati e gestiti "fuori sede". Tutti i Comuni, Regioni, Associazioni a livello nazionale insorsero allora e noi come gli altri abbiamo fatto ricorso alla Corte dei Conti che si pronuncerà il 22 Maggio.
Se non faremo sentire la nostra voce, se lasceremo soli di fronte alle intimidazioni e al rischio di perdita del posto di lavoro o comunque a pesanti esautoramenti, se non facciamo nulla, il governo
Regionale avrà imposto a questa terra una scelta scellerata e irreversibile. Protestiamo tutti presso la Presidenza della Provincia, chiamata tra pochi giorni a dare parere facciamo passaparola con associazioni, politici di buona volontà, rappresentanti di categoria, CNA, Confcommercio, Comparti a difesa del Territorio e del Turismo sostenibile in Sicilia, Presidi Ospedalieri e sanitari e loro medici, insegnanti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado, associazioni ambientaliste, associazioni in difesa della legalità e antimafia, Agende 21, ARPA, Protezione Civile, Confederazioni Sindacali : un altro piano dei rifiuti è possibile.
Avvisate tutti, dibattete e informatevi presso i Comitati cittadini avremo bisogno di tutto il vostro impegno. Diffondete la notizia. Uniamoci.....
Zerega Rossana del Comitato Cittadino contro gli inceneritori e per il diritto alla vita
Comitato Donne e Mamme di Augusta- Decontaminazione Sicilia.
Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine
Per un nuovo piano dei rifiuti in Sicilia.


APPELLO ALLA LEGALITA'



AIUTATECI A RIPORTARE LA LEGALITA' IN QUESTA NOSTRA SICILIA. AIUTATECI A LIBERARCI !!

FATELO SUBITO, con ATTI CONCRETI.

ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITA'.

NOI SICILIANI ONESTI che crediamo ancora nella GIUSTIZIA e nei DIRITTI

SANCITI DALLA REPUBBLICA, vi chiediamo ORA, FATTI NON PAROLE!!

E' inutile sfilare ai cortei, ai convegni pre-elettorali o a quelli per la LEGALITA' o ai funerali di vittime illustri o coraggiosi eroi (Falcone, Borsellino, Livatino, Don Puglisi, ecc.ecc. ).

Non è più tempo di eroi. Siamo solo dei CITTADINI coscienti dei nostri DIRITTI e DOVERI. e ..... siamo in tanti.

Buon lavoro e dimostrateci subito con chi state e soprattutto PER CHI LAVORATE!!

Angela Calì - Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta aderente al coordinamento dei Comitati Siciliani - Decontaminazione Sicilia
Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine
Comunicato Stampa di "Decontaminazione Sicilia"
Coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani

COMUNICATO IL CASO SICILIA

La gestione dell'emergenza ha determinato, in Sicilia, una procedura di attuazione del piano di gestione dei rifiuti considerata illegittima dalla Commissione Europea, che per tale ragione ha chiesto la condanna dell'Italia innanzi alla Corte di Giustizia UE. Secondo la Corte dei Conti la violazione delle direttive europee in materia di appalti pubblici, ha comportato l'affidamento della realizzazione di 4 inceneritori a prescindere dall'acquisizione dell'informativa antimafia.
Tale comportamento, definito particolarmente imprudente dalla suddetta Corte, ha comportato che una delle società riunite in associazione temporanea di imprese, aggiudicataria di due dei quattro
inceneritori risultasse infiltrata dalla criminalità mafiosa.
Tale piano regionale dei rifiuti ha sovvertito tutti i principi comunitari e nazionali sullo smaltimento dei rifiuti, essendo fondato sulla preponderanza dell'incenerimento dei rifiuti e comportando di fatto
la disincentivazione della raccolta differenziata.
Un ricorso così massiccio all'incenerimento avrebbe determinato un preoccupante aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera nei siti previsti.I livelli delle emissioni per le sostanze tossiche e
persistenti (diossine, furani etc.), pur rientrando all'interno dei limiti di legge, sarebbero infatti risultati non compatibili ambientalmente col territorio e con le popolazioni esposte, sulla base dei parametri indicati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Gli uffici regionali competenti, che avevano già negato le autorizzazioni alle emissioni per due impianti e si accingevano a farlo anche per gli altri, sono stati prima esautorati e poi decapitati con la rimozione dei dirigenti agli stessi preposti, nei confronti dei quali sono state attivate illegittime procedure di licenziamento.
Le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, negate dagli uffici regionali, sono state successivamente rilasciate a livello ministeriale, attraverso procedure successivamente riconosciute illegittime dallo stesso Ministero dell'Ambiente.
I tribunali amministrativi regionali che si erano pronunciati in maniera severa contro il suddetto sistema, sono stati esautorati attraverso norme costituzionalmente illegittime e lesive dell'autonomia della regione siciliana.
Malgrado i gravissimi rilievi degli organi comunitari, malgrado rilevanti vizi evidenziati dai tribunali amministrativi siciliani, malgrado il giudizio severissimo della Corte dei Conti, malgrado il pesante impatto ambientale e sanitario, malgrado i pesanti costi sociali ed economici, malgrado l'esistenza di alternative sostenibili già adottate in tutti i paesi più avanzati, malgrado l'opposizione delle popolazioni interessate, il piano rifiuti Sicilia viene caparbiamente difeso e sostenuto da una classe politica sorda e cieca a qualsiasi richiamo del buon senso e della ragione.

Decontaminazione Sicilia per NO-Inc
http://isolapulita.splinder.com/

Pino Ciampolillo ha detto...

IL T.A.R. SICILIA RESPINGE IL RICORSO PRESENTATO DALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE NO PET-COKE





LA SENTENZA T.A.R. SICILIA: RESPINTO RICORSO PRESENTATO DALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE PER L'UTILIZZO DEL PET-COKE. IL T.A.R. SICILIA DICE "NO AL PET-COKE"

Il 25 luglio 2006 l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia diffidava la Italcementi di Isola delle Femmine "… dal continuare ad apportare modifiche all’impianto del ciclo produttivo in assenza delle previste autorizzazioni da parte delle Autorità preposte..." inoltre nella diffida si intimava alla ".....Italcementi il divieto ad usare il pet-coke come combustibile ed evitare tutte le attività di emissioni contenenti il pet-coke....".

Avverso a tale diffida la Società interessata presentava ricorso al T.A.R. Sicilia chiedendo la provvisoria sospensione della diffida.

Il Tribunale Amministrativo che aveva già respinto la richiesta di sospensione, in data odierna si pronunziava definitivamente: "...Ritenendo infondato il ricorso proposto dalla Italcementi..."


“…la Italcementi non ha mai menzionato la presenza e l’uso del Pet-coke come combustibile….”.

Il Comitato Cittadino Isola Pulita nell’attesa di conoscere le motivazioni dei Giudici del T.A.R. (dr.Giallombardo-dr Veneziani e dr. Valenti) esprime soddisfazione per l'esito del ricorso e si augura che per il futuro non si verifichino le gravi violazioni di legge già rilevati dall'Assessorato Territorio ed Ambiente il cui parere trova peraltro riscontro anche in Studi finanziati dagli stessi cementieri
“……bisogna inoltre rilevare che proprio la natura stessa del coke di petrolio deve indurre a molta cautela nella sua manipolazione, così come altrettanta attenzione deve essere posta nel bruciarlo.
Ferma restando la necessità di rispettare i vigenti limiti di legge sulle emissioni……”
Il coke di petrolio come fonte di energia Giacomo Pinelli

L’ALTA PERICOLOSITA’ DEL PET-COKE E’ DOVUTA alla SUA elevatissima concentrazione di zolfo (responsabile dell'anidride solforosa), di metalli pesanti quali il Nichel e Vanadio e di policiclici aromatici (sostanze cancerogene).

La mancanza di uno specifico impianto di abbattimento nell’utilizzo del pet-coke come combustibile, genera un impatto ambientale particolarmente elevato per la matrice ambientale aria e, quando si parla di impatto ambientale nell’aria e relativo effetto sulla salute delle sostanze inquinanti, bisogna prestare particolare attenzione ai FLUSSI DI MASSA di questi impianti.

’impatto ambientale deriva dal quantitativo d'inquinanti emessi in un arco temporale, soprattutto se pensiamo a quelli più persistenti (metalli, diossine etc).
Per valutare l’impatto si deve moltiplicare la concentrazione degli inquinanti per la portata (cioè la quantità d’aria) così avremo il flusso di massa (quanto esce in un’ora, mese o anno d'inquinanti).

Il comitato Cittadino Isola Pulita, ricorda quanto evidenziato in diffida

“…la Italcementi ha fatto uso di pet-coke sin dal 1987 pur in assenza di relativa autorizzazioni...”.


Senza che la popolazione NE SAPESSE NULLA


Il Comitato Cittadino Isola Pulita

richiama ancora una volta l'attenzione e la vigilanza delle Autorità che per norme giuridiche hanno il compito e la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini, la salvaguardia dell'ambiente, la qualità dell'aria, la qualità dell'acqua, la tutela preservazione e conservazione dei beni e zone ad alta protezione ambientale e
paesaggistica(per esempio le sedi dei siti S.I.C. ITA 020047; ZPS ITA020023; IBA155)

Il Comitato Cittadino Isola Pulita
ritiene le Autorità altresì responsabili di eventuali atti omissivi che possano pregiudicare, nel presente e nel divenire, la SALUTE dei CITTADINI e la TUTELA dei BENI AMBIENTALI,

Il Comitato Cittadino Isola Pulita ritiene le Autorità competenti, responsabili di tutti i danni materiali e morali conseguenza di tali atti omIssivi.





NO PET-COKE NO PET-COKE NO PET-COKE NO PET-COKE


http://isolapulita.iobloggo.com