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giovedì, dicembre 02, 2010

Il nostro uomo al Cremlino

Commentando sull'affare “wikileaks” durante una intervista per il Larry king Show sulla CNN, il primo ministro russo Vladimir Putin, dopo aver “pregato” i diplomatici statunitensi di essere più cauti con la loro corrispondenza, suggerisce che quei file siano stati creati con il preciso intento di raggiungere determinati scopi politici (“Our spies compare favorably to US ones” – Putin parries with King, RussiaToday.com 2 dicembre 2010).

E con questo la potremmo anche chiudere lì, con questi “wikileaks”. Solo che all'improvviso nella faccenda è stato tirato in ballo un certo Ciancimino, figlio del più famoso sindaco di Palermo.

Tanto per fare un po' di mente locale, vi ricordo che questo Cincimino è quella “gola profonda” che tutti scansano anche se non ne sanno il perchè. Si ricorderà infatti che costui è finito sulle pagine dei giornali per la storia del supposto tesoro del padre. Storia che non si sa bene dove sia arrivata. E di cui non si capiscono alcuni risvolti. Perché non succede la stessa cosa, per esempio, a Bobo Craxi? Con che soldi fa politica costui?

Ma lasciamo perdere, per ora.

Lo spunto per queste poche righe viene invece dalla strana domanda che i giornalisti hanno posto al Ciancimino dopo il moscio scoppio del petardo “wikileaks”:

Ciancimino, non esageri: dopo la trattativa Stato mafia, ora ci vuole spiegare pure la trattativa Putin-Berlusconi sul gas, non le sembra un po’ troppo? Ma il figlio dell’ex sindaco di Palermo spiega: “Io sono stato prima un protagonista e poi una vittima di quella trattativa. Wikileaks riporta la nota degli americani in cui si parla del mediatore italiano che parla russo? Tutti si chiedono chi sia. Bene, io “il mediatore” lo conosco bene, si chiama Antonio Fallico, e chi me lo ha presentato lo definiva ‘la chiave per Gazprom ‘” (Un siciliano fra Berlusconi e Putin. Ciancimino: “E’ Antonio Fallico”, LiveSicilia.it 30 novembre 2010)

Per qualche dettaglio su Antonio Fallico, l'uomo misterioso che tutti conoscono visto che si trova dedicati articoli su tutte le maggiori testate italiane oramai da anni, rimando ad altre pagine, come quella specifica del sito “Brontesi nel Mondo” (www.bronteinsieme.it).

Il punto qui è che se questi file sono stati preparati di proposito come suggerito da Putin, il riferimento al brontese illustre non può essere casuale.

Siamo sempre nel solito circolo: il tramite tra Berlusconi e la Russia è la Sicilia, nel senso che i russi trattano con Berlusconi perchè sono interessati alla Sicilia, dove hanno anche altri agganci. Il file di Wikileaks cita il particolare di Fallico per puntare il dito verso il più complesso disegno alle spalle di tutto.

Tornando a Ciancimino, ecco cosa aggiunge riguardo alle trattative sul gas:

Io l’ho conosciuto prima del mio arresto quando per primo avevo capito le potenzialità del business dell’energia e trattavo con Gazprom per importare il gas dalla Russia. Ero a un passo dalla conclusione, poi mi hanno indagato e l’affare se lo sono preso gli amici di Berlusconi”.

Così Berlusconi si è inserito di prepotenza in uno di quei legami tra Sicilia e Russia che dicevamo. E così Ciancimino ha potute dire apertamente il vero motivo dei suoi guai giudiziari, iniziati quando la sua Fingas stava per chiudere l'accordo con Gazprom sulle forniture di gas in Italia addirittura scavalcando l'ENI, avete capito bene (“L’uomo del gas” Il fatto quotidiano, 29 novembre 2010).

Bobo Craxi può dormire sonni tranquilli, visto che lui di gas non se ne intende.

Stiamo parlando di cose enormi. E su queste cose enormi a quanto pare Putin si fida più dei Siciliani che di Berlusconi, che per lui in questo caso è soltanto un ripiego.

Quale sia lo scopo politico degli americani qui ognuno può immaginarlo da solo, anche se non credo ci sia dietro tanto la voglia di difendere la Sicilia, quanto quella di preservare l'Italia unita.

Chiuso il semicerchio russo, vediamo ora di chiudere brevemente quello siciliano.

La storia della Singas è estremamente complessa ma caso (?) vuole che per un certo periodo il difensore di tal Gianni Lapis, socio nella stessa Singas e sospettato dagli inquirenti di essere prestanome del Vito Ciancimino, sia l'avvocato Palermitano Giovanna Livreri, di cui Il Consiglio si è già occupato (si veda il post “Il pecoraio ha versato il latte”).

Ebbene, la Livreri è anche uno dei più importanti referenti in Patria de L'Altra Sicilia, l'associazione sicilianista di Francesco Paolo Catania con sede a Bruxelles.

Il che ci fa scorgere tra i vari attori della vicenda se non un collegamento fisico continuo, per lo meno una sorta di collante ideologico. Un collante a tre gambe.

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Per i clamorosi dettagli politico-legali della vicenda rimando ad un'intervista che la stessa Livreri ha rilasciato a suo tempo a L'Altra Sicilia.

Altri dettagli sono contenuti nel post "Il bisogno del mito" ed articoli collegati in fondo, sempre dal sito de L'Altra Sicilia

Post correlati:
Il pecoraio ha versato il latte
A Bocca aperta

Nella foto in alto, Fallico insieme a Putin.


6 commenti:

COMITATO SICILIANO ha detto...

Ciao Abate, stavo leggendo la stessa storia sulle testate giornalistiche, ma parlano di un uomo che si chiama "Valentino Valentini" questa cosa di Fallico come è saltata fuori?Può essere che Ciancimino abbia fatto una cianciminata?

Ad ogni modo con le varie prese di posizione contro la Russia, abbiamo capito tutti chi rema contro...

Abate Vella ha detto...

Comitato,

che Fallico abbia un qualche ruolo in tutto questo si sa da molto tempo: se vedi il link del sito brontese vedrai quanto la stampa italiana si sia interessata a questo personaggio.

Inoltre Ciancimino credo sia attendibile in questo caso perche' ha il dente avvelenato contro Berlusca che crede essere la causa dei suoi mali (e probabilmente lo e'...) e vorrebbe tanto provarlo.

Ti consiglio di dare un occhio all'articolo de Il Fatto quotidiano, che in realta' e' del 2009... non di questi giorni come dico nel testo:

http://rassegna.acegas-aps.net/dataload/rassegna_pdf/pdf_articoli/2009102314015322.pdf

Il secondo nome puo' anche essere qualcuno che ha fatto qualcosa, ma secondo me e' stato tirato fuori per confondere le acque.

Ti faccio notare che il gruppo di Ciancimino controllava tutta la metanizzazione in Sicilia, Puglia e si stava lanciando a Malta, quindi una posizione piuttosto forte, e secondo me per fare saltare tutto ci deve essere stato l'appoggio di qualcuno molto in alto.

Inoltre mi sembra difficile che Ciancimino avrebbe potuto ottenere contatti con Putin se il tramite non fosse stato un siciliano.

Abate Vella ha detto...

Aggiungo che ci potrebbe essere un'altra possibilita':

Ciancimino potrebbe volere vendetta anche contro lo stesso Fallico, che forse Berlusconi ha attirato nel suo universo e che quindi il Ciancimino potrebbe considerare una sorta di traditore .

zetan ha detto...

Sull'interesse della Russia verso la Sicilia ci sono molteplici evidenze; ad esempio nel mio comune stanno trattando per l'acquisto di grandi strutture turistico recettive, ancora in corso di costruzione.

Mentre i maltesi tentano di acquisire fabbricati rurali di pregio tentandone la trasformazione per il medesimo scopo anche se con capacità recettiva di gran lunga minore.

Il rischio rimane quello di una spoliazione di beni sottratti dalle disponibilità dei siciliani. Ma questo è un altro discorso.

COMITATO SICILIANO ha detto...

Dunque stiamo dicendo che Fallico e Valentini sono due storie diverse che per caso sono arrivate agli onori della cronaca contemporaneamente.

Per l'affare di wikileaks si capisce bene che è una cosa manipolata, in particolar modo dalla famosa lobby che spinge Obama all'interventismo.

E non sembra nemmeno un caso che tutto ciò sia uscito in concomitanza con la crisi di governo in Italia, un avvertimento a Berlusconi nel caso dovesse andare alle urne, per quello che gli aspetta.

Il motivo dell'attacco è ancora una volta il gas

Anonimo ha detto...

oggi repubblica ci fa un aggiornamento...

http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/08/news/wikileaks_berlusconi_putin-9950307/?ref=HREC1-4

Amir Abbad