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venerdì, ottobre 23, 2009

Trattativa riservata

“I legami tra terrorismo politico, mafia, 'ndrangheta, massoneria si colgono in tutte le indagini”. Sempre lapidario e preciso Gioacchino Genchi, che inizia con il carico da undici questa nuova intervista condotta da Klaus Devi per il suo “par condicio” (vedi al minuto 1:45” circa). Eppure questi legami dei quali esistono indicazioni incontrovertibili (vedi il post “Girotondi”) non vengono quasi mai presi in considerazione pubblicamente.

Troppo pericolosi, troppo rivelatori di una realtà che tutti hanno paura a svelare per quella che è. Una verità che se diventasse di dominio pubblico potrebbe avere conseguenze destabilizzanti per tutti, anche per chi a livello penale non avrebbe nulla da temere.

Lasciatele perdere le “nuove” rivelazioni contro Dell'Utri, sulle quali alla fine siamo costretti a pensarla come Miccichè. Nel computo totale, sono solo briciole insignificanti. Soprattutto oggi che il mondo sta cambiando ad una velocità inaudita portandosi con sé un intero impero. Chiunque potrebbe essere ingoiato da questo vortice. E più siamo vicini al crollo dell'impero, più questo risucchio finale si rinforza, questa resa dei conti dalla quale usciranno vittoriose (alcune) nazioni o forse persino qualche popolo, ma che non lascerà scampo ai singoli da una parte e dell'altra. Tanto che Berlusconi avvistata la tempesta è andato a prendere gli accordi finali con Putin.

Oggi, poco prima della fine, siamo tornati indietro all'inizio. A quel 1992. Anzi. Il campo apriamolo tutto. Stiamo parlando di fine dell'impero (quello anglosassone). Diamo anche il giusto inizio alla cosa: il crollo dell'unione sovietica e la inevitabile rinascita della Russia zarista.

Sempre secondo Genchi, le trattative sbandierate su tutti i giornali tra stato e “mafia” iniziarono prima delle stragi. Ma come conciliare questa indicazione con la frase ricordata sopra e da lui stesso pronunciata? E' possibile avviare una trattativa a così alto livello solo con la “mafia”? Quei legami ci sono sempre, e più in alto si va, più si fanno stretti. I compartimenti stagni non sono tanto credibili.

Il direttore di SiciliaInformazioni.com, Salvatore Parlagreco, commenta argutamente le dichiarazioni rilasciate dal super perito nell'intervista dopo averle collimate con quelle di Mori e di Ciancimino, arrivando ad una conclusione da tenere nella massima considerazione “in effetti non ci sarebbe stata una trattativa fra Cosa Nostra e Stato, ma fra pezzi dello Stato e Cosa Nostra.” [*]

Non facciamoci ingannare dal dito puntato.

Una parte dello stato trattò con “cosa nostra”. Un'altra parte non trattò.

Verso chi dovremmo realmente puntare il dito? Come mai una parte dello stato non aveva bisogno di trattare?

Ecco che quei “legami” si chiariscono meglio. Quel “terrorismo politico” responsabile dell'assassinio di Moro il cui rapimento fu preannunciato da una copertina dell'Economist, di quello del Presidente della Regione Siciliana Mattarella da parte di un estremista di destra che si appoggiò al controllo del territorio di cui disponeva Cosa Nostra. Un “terrorismo politico” che non conosce né destra né sinistra. E che dovette ricorrere alle stragi del 1992 quando non riuscì a raggiungere tutti gli obiettivi politici che si era prefisso con l'imponente opera teatrale passata alla storia con il nome di “Tangentopoli”.

Non vorrei sbilanciarmi troppo. Ma questo dualismo, questa spaccatura sempre presente nello “stato” italiano sembra essere dietro anche alla pacatezza con la quale Piero Grasso ha assolto coloro i quali condussero quella trattativa (“Il momento era terribile, bisognava tentare di bloccare questa deriva stragista”, vedi intervista TG3 del 17 ottobre). Grasso ha per esclusione puntato il dito contro chi a quella trattativa non ha partecipato. Contro chi si è tenuto in disparte non perchè non fosse interessato. Ma perchè non aveva bisogno di trattare, trovandosi già dalla parte “giusta”.

E ci piaccia o no, questi non era Andreotti il cui uomo di fiducia in Sicilia (Lima) fu ucciso e che fu egli stesso “salvato” da Falcone. Non era Craxi. E neanche Berlusconi o Dell'Utri.

Quelli che non trattarono furono altri.

Oggi però tremano un pochino tutti, perchè il vortice finale non farà differenza tra chi trattò e chi invece non ebbe bisogno di farlo.



Anche secondo Genchi, Provenzano fu una pedina sacrificata alla mutata situazione politica. Un sacrificio umano per una qualche divinità. Dichiarazioni da confrontare con quanto scritto da Il Consiglio nei post “Mafia ex machina (prima parte)” e “Mafia ex machina (seconda parte)

Sullo stesso argomento leggi anche “La prossima tangentopoli? Partirà da Via D'Amelio” dei Comitati delle Due Sicilie – Sicilia (9 ottobre 2009)

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[*] Da rilevare che Genchi suggerisce l'esistenza di prove delle comunicazioni tra Ciancimino (e la mafia) e le istituzioni:

“Sono testimone vivente  di quei riscontri originali sui rapporti di Ciancimino con altissimi livelli delle istituzioni. Non solo della politica, ma anche dello Stato e io trovai contatti con utenze del Ministero dell’Interno, con utenze della Giustizia, incontri a Roma, contatti telefonici romani che, purtroppo, non sono mai stati chiariti e che, secondo me, costituiscono uno dei riscontri più importanti alle dichiarazioni di Ciancimino per quanto riguarda le entrature negli apparati dello Stato.”

(“TRATTATIVA STATO - MAFIA: GENCHI, SONO TESTIMONE VIVENTE”, IrisPress.it 20 ottobre 2009, sempre tratto dalla stessa intervista per Klaus Devi)

34 commenti:

zetan ha detto...

Abate ho letto solo dopo il tuo suggerimento trattativa riservata.

Rilevo delle convergenze quasi fossero prestabilite.

Su Sicilia Informazioni avevo inserito dei commenti sui vari articoli che trattavano la vicenda.

Ma mi sono accorto che alla terza, che io chiamavo. puntata il commento ne risultava stranamente modificato.

Parlagreco mi ha risposto che loro non hanno modificato nulla del testo.

Ma per ben due volte attentamente inserito nella casella a distanza di diverse ore ne risultava pubblicato uno strano che risultava senza senso.

Ho riprovato una terza inutilmente.

Lo inserisco nel tuo blog gradire sapere come valuti questa vicenda. Mi rimane il dubbio visto che non l’ho ritenevo un commento particolarmente imbarazzante.

Parte terza

Ma perché dopo anni di presenza della “mafia” e dopo anni a decantarne, sui media, le gesta delle primule, ad un tratto si rende necessaria avviare una trattativa.

4) Probabilmente perché Riina & C. avranno ritenuto che tra la prima e la seconda repubblica si ravvisavano le condizioni per accrescere la loro autonomia, oltrepassando il ruolo di braccio armato a servizio di interessi politici che facevano capo agli anglo-americani, per tentare il salto sganciandosi dai burattinai. Per tale motivo, forse, non potevano più essere lasciati liberi, dopo anni di latitanza appena hanno alzato la testa subito trovati ed arrestati.

Riina non comprendeva che la sua esistenza era legata alla subordinazione coatta ad un potere politico che parlava una lingua l’inglese. Del resto questo metodo veniva e viene utilizzato dai nostri alleati in tutto il mondo, nel centro america, per dirne uno il Nicaragua, salvo a volte trovarsi a doverli reprimere, come è accaduto in Iraq, qualora ritenevano come cellule impazzite di potersi ribellare al volere dei fiancheggiatori e finanziatori esteri.

Qualcuno in Sicilia in quel lontano 90-92 stava puntando troppo in alto e, stranamente ciò accadeva sia negli organi giudiziari che nella organizzazione criminale, che invece avrebbero dovuto mantenere un ruolo subordinato.

In questo scenario la trattativa avrebbe un senso viceversa perché non condurla parecchi decenni prima?

La trattativa per come testimonia Gioacchino Genchi, e non solo lui, inizia prima della fase stragista, dunque è legittimo ritenere che il rischio della perdita del controllo del braccio armato, la “mafia”, è stato avvertito prima che si palesasse con le esplosioni varie, questo a testimonianza, per considerazione logico deduttive, che i contatti tra stato e mafia si possono considerare di tipo ordinari.

Ma le nostre testate nazionali, specie quelle di una certa area, incastonano il fenomeno “mafia” come il prodotto della cultura di un popolo, causa il rifiuto dei siciliani di ostacolare il processo di colonizzazione partito dal 1862 e rafforzato per volontà degli alleati alla fine del secondo conflitto mondiale. Perché ci rifiutiamo di accettare che siamo esseri malvagi? C’è lo ripetono quotidianamente, perché non riusciamo a farglielo capire, si saranno chiesti questi grandi popoli civili.

Ma loro sconoscono i nostri detti, Tiempo e maluttiempu nun rura tuttu u tiempu.

Forse è arrivato il momento che comincino a conoscere i nostri proverbi i depositari delle grandi civiltà occidentale.

rrusariu ha detto...

Zetan, sottoscrivo in pieno la tua analisi...

Sappiamo benissimo che in Italia tante "confraternite"più che obbedire allo Spirito Santo erano più ligi ad obbedire a comunicazioni fratellastre. Questo già ben prima delle ns. rivoluzioni del 1820-1848.

Sotto la coltre della copertura di vendita del carbone, si è instaurato in Italia e in minima parte in Sicilia all'epoca una rete di personaggi che "ubbidivano" ma che spesso avevano solo gli interessi propri.

Non dobbiamo dimenticare che Andrea Finocchiaro Aprile quando nel luglio del 1943 in quella fase concitata per il vuoto di potere (2-3 gg) che si ebbe a Palermo, non ebbe coraggio a dichiarare una Repubblica indipendente. Aspettò la nota sul quaderno del suo maestro?

Una repubblica indipendente proclamata in assenza del vuoto di potere, le migliaia di soldati siciliani sparsi e in armi ancora in Sicilia, avrebbero significato un'altra strada e un'altro scenario.
Avrebbe consensito di presentarci come un'interlocure valido e non aspettare le decisioni delle confraternite peninsulari che ebbero gioco facile nella fase della trattativa per l'armistizio!

So benissimo che un ns. conterraneo ri Kiana ri Greci, ebbe gioco facile nell'instaurare rapporti con chi decise per le trattative a Lisbona nell'estate di quell'anno.

Purtroppo dobbiamo accettare questa realtà odierna e come nel passo finale sappiamo che lu maluttempu finisci e spunta u Suli!

AN.TU.DO.!
Ndria pirki nun lu facisti?

Peppinnappa ha detto...

Ricordate la storia di Lucky Luciano e della 2^ guerra mondiale? Più o meno la trama è sempre la stessa allorchè si profilino passaggi epocali come avvenne nel '90. Totò Riina è un fesso, uno di quelli che si caricano e scaricano a seconda delle circostanze.Quanto al futuro è vero quel che dice l'abate in ordine al decadimento del sistema anglo americano dei banchieri. Tuttavia ritengo che questi signori non molleranno senza combattere e siccome i prossimi tempi saranno assai bui, ci sarà anche la fame, ci si prepara ad un controllo "poliziesco" della situazione. Per quanto riguarda il Sud Italia in particolare, poichè i signori del sistema sanno che sta lì per ragioni strategiche il punto dolens, per cui è da lì che potrebbe venire l'attacco delle potenze emergenti, ci si prepara ad una vera e propria occupazione, avrebbero detto i romani, manu militari. Gli attacchi mediali contro il mezzogiorno e la sua pretesa inferiorità socio culturale ne costituiscono le avvisaglie. Quanto ai signori della mafia è noto che essi non si lasciano scappare un solo passaggio. Una cosa tuttavia mi incuriosisce ed attendo di vedere come andrà a finire, Tremonti e il suo ridimensionamento (vero o fasullo che sia).

COMITATO SICILIANO ha detto...

Ho sempre sostenuto che la mafia veniva controllata dalla massoneria, mi riferisco a Cosa Nostra di Palermo.

Dopo la presa di potere di Riina vi fu una rottura tra mafia e massoneria

La massoneria tramite i suoi appoggi statali mandò contro Riina i vari magistrati poi uccisi con lo scopo di fermare la scheggia impazzita che si erano rivelati i corleonesi.Dall'altro lato fornirono sempre ai corleonesi i mezzi e le "dritte" per far fuori i magistrati.
Da quei giorni la mafia non ha più il supporto della massoneria, la quale tenta invece di eliminare quel che resta di Cosa Nostra in tutti i modi e poi prendere il controllo diretto del territorio.
Ecco perchè rispetto a quegli anni si percepisce un clima diverso e oggi sembra proprio che la mafia non abbia più quell'aurea di imbattibilità che aveva fino ai tempi di Bontade.

sR ha detto...

ottimo lavoro abate! e condivido in pieno anche la disamina di zetan.

Vorrei proporre un ragionamento per assurdo:

e se la "mafia" tornasse?cioè una nuova strage o un nuovo morto? c'è un rischio concreto di invasione militare della sicilia?
Questi fottuti bastardi sarebbero capaci di tanto

COMITATO SICILIANO ha detto...

Ciao SR, solo Gesù riesce a far resuscitare i morti ;-)

sR ha detto...

lo spero :)

zetan ha detto...

sR
Siamo in una fase simile, per importanza, ma totalmente diversa rispetto a quella alla quale ci riporta la storia del papello.

La trattativa privata di cui parla l’Abate porta con se la fine di un sistema che si sgretola non distinguendo tra organizzatori ed esecutori.

La difesa dei punti fermi tradizionali, Sicilia = Mafia, la sta portando avanti in modo partigiano ed osceno ed RAI tre, evidente, questo accanimento, anche meno dotati del senso dell’olfatto.

Perché loro. Perché costoro, mi riferisco dai P.D.S. fino P.D., si sono legati dopo la caduta del muro agli statunitensi ed inglesi in modo totale. Ricordo Veltroni quando doveva prendere ad esempio un personaggio politico si riferiva languidamente sempre a Tony Blair, eppure non era l’unico in Europa ad essere noto diciamo nell’aria riformista, come amano definirsi.

Per non parlare di Obama, se potessero lo inserirebbero nello scudo del simbolo del partito.

Questo per dire quanto già sostenuto in passato dall’Abate stesso, e che condivido, rispetto al fenomeno “mafia” che è strettamente connesso al potere anglo-americano. In decadenza l’uno in crisi l’altro.

Hanno molti più problemi oggi a casa loro, che rimettere in piedi una macchina “la mafia” per una nuova strategia della tensione. Avrai sentito che il tasso di decrescita dell’economia inglese è galoppante ed è peggiore di quella dell’Italia, figurati quali problemi hanno costoro, il declino si evidenzia anche dalle notizie che invadono gli schermi.


Per queste ragioni non hanno più la forza di rimettere in piedi un bel nulla, per quanto mi riguarda.

Per le stesse ragioni sono indeciso se andare a votare Lumia , come suggerisce Massimo, per quanto mi riguarda una percentuale alta di votanti sarebbe controproducente, in quanto utilizzata a livello mediatico a nostro svantaggio.

E per quanto mi riguarda non mi dispiacerebbe se questo P.D. avesse un declino paragonabile alla economia inglese.

nebros ha detto...

ma come fate a conciliare la tesi della fine dell'impero anglo-americano con la ratifica del trattato di lisbona?

zetan ha detto...

Nebros perché ritieni ci sia una connessione.

Ti chiedo, visto che non lo colgo, dove sta il collegamento.

nebros ha detto...

il trattato di lisbona è la conclusione di quel processo iniziato dagli anglo-americani nel secondo dopoguerra (o forse non è altro che la continuazione di un processo più antico) che consacra il potere di banchieri ed altre lobby di potere.
come dice berdarn è un vero e proprio colpo di Stato!

http://www.youtube.com/watch?v=KltbGTEx8X0&feature=related

nebros ha detto...

barnard*

zetan ha detto...

Nebros
come dici consacra il potere dei banchieri ma costoro non hanno nazionalità. Tra gli anglo-americani ed i Rockefeller, per dirne una di organizzazione, si è creato uno scambio, traendone ognuno il massimo vantaggio.

Ma rimangono pur sempre entità sovranazionali i banchieri del signoraggio.

Per questa ragione ritengo il trattato di Lisbona qualcosa di collegato al volere dei banchieri di prima ma, che esula dalla volontà della city oppure di wall strett.

Il Regno Unito non mi pare sia entrato nell'euro.

Dunque per questa ragione i banchieri cercano una ricollocazione specie adesso, cercando di ricreare condizioni di vantaggio ovunque è possibile.

L'Europa è certamente un luogo favorevole.

Del resto unione europea che è esclusivamente l'unione monetaria, da chi è stata pretesa se non da loro.

nebros ha detto...

i componenti delle lobby finaziare posso non essere anglo-americani, ma le sedi delle decisioni sono proprio quelli da te citati.
il regno unito è nell'unione europea, ma non ha adotato l'euro, e questo, a mio avviso, è un'ulteriore conferma del dominio inglese in europa.

l'uonione europea non è più un uonione mometaria...
ti consiglio di guardare tutti e 5 i video di barnard

Abate Vella ha detto...

Zetan,

per quanto riguarda la censura, oggi tremano tutti perchè non sanno bene a quale santo si devono buttare, per cui non vogliono essere presi in fallo in modo eclatante ne da un lato ne dall'altro. Sui media ufficiali anche i commenti sono pilotati per cui se ti fi un commento troppo "sbilanciato" i direttori hanno paura che possa essere interpretato come una loro voce.

Ti faccio l'esempio della rivolta del Sette e Mezzo. Parlagreco pubblica un pezzo che esalta le gesta degli assassini (i carabinieri di allora). Massimo Costa pubblica un commento dichiarandosi nauseato (o qualcosa del genere) dal taglio. Il commento passa, ma l'articolo scompare dalla prima pagina nel giro di poche ore. E subito ne esce un altro più equilibrato. Mi sembra che questa "indecisione" sulla linea da tenere riveli anche un certo nervosismo.

Riguardo ai punti, in linea generale sono d'accordo con te sul fatto che la mafia possa avere pensato di ritagliarsi uno spazio proprio (ed in parte ci sia anche riuscita) ma le stragi non sono oepra della mafia. La mafia era solo il paravento.

Nel post dico anche quando iniziò la trattativa: appena crollò l'URSS. Fino a quel momento erano tutti d'accordo, poi si cominciarono a combattere e questo portò mani pulite e poi appunto le stragi.

L'operazione mafia fu terminata sia perchè i mafiosi cominciavano a diventare pericolosi (come dici tu) sia perchè non vi erano più scuse e se ancora li lasciava spazio alla mafia la verità sarebbe trapelata.

Da notare, come ho già detto, che Provenzano fu nascosto perchè chi trattò e poi vinse la battaglia politica (diciamo Arcore...) pensava che la mafia sarebbe potuta tornare utile più in là. Per fortuna questo non è stato possibile.

Per quanto riguarda quello che dice sR, ci sono continui tentativi di rimettere in pista la mafia ma in realtà non c'è la forza necessaria anche perchè per tutte le cose dette sopra da Zetan e dagli altri a Londra ed a Washington non c'è la volontà di farlo.

Proprio oggi Bianco, l'ex sindaco di Catania, dice che " l'emergenza mafia sempre più sotto gli occhi di tutti". Non so dove la veda questa emergenza mafia: a Catania ci sono emergenze di tutti i tipi ma proprio quella mafiosa... IN realtà stanno tentando di rimettere in libertà i Santapaola con la scusa della saluta per poi pilotare una nuova rinascita mafiosa. Secondo me hanno poche probabilità di riuscita, ma non si sa mai.

Trattato di Lisbona: anche qui quello che dice Zetan mi trova d'accordo. Per me è presto per dare un significato all'approvazione del Trattato. Bisogna vedere cosa accadrà. Consideraimo che queste azioni potrebbero anche procedere ancora per inerzia, anche se dietro di esse si sta aprendo una voragine.

Peppinnappa, se la tua analisi si riferisce al Sud Italia sono d'accordo con te. Ma al momento la sicilia si trova fuori da questo rischio in quanto già indipendente (vedi le parole di Grillo: le ha dette lui perchè non poteva certo essere un vero politico a dire una cosa del genere...).

In questo momento Sicilia e Nord Italia si stanno combattendo per il controllo del Sud Italia ed il rischio di guerra civile esiste.

Ovviamente la Sicilia potrebbe esserne risucchiata dentro.

zetan ha detto...

Guarderò i video certamente, anche mi appara chiaro che il trattato di Lisbona necessita ai banchieri.

Gli necessita proprio perché dall'altra parte c'è un declino inesorabile.

Per questo sostengo che se proprio si vuole trovare un collegamento lo si deve ricercare nel declino dell'impero, costringendo i banchieri a ricollocarsi, hanno tentato in India figurati in Europa.

Comunque ti ringrazio per il link suggerito.

zetan ha detto...

Abate condivido anch'io che sulle stragi il ruolo della la mafia se c'è stato è stato marginale, tuttavia la tesi ufficiale attualmente rimane quello di un coinvolgimento esclusivo e su questo stanno basando il teorema.

Su Bianco che vede il rischio mafia, rimane la stessa valutazione che ho fatto su RAI tre e sul P.D. in genere.

Stanno tentando una difesa studiata a tavolino, ancora una volta sulla nostra pelle, per questa ragione rimango estremamente ostile nei loro confronti, ribadisco prima implodono anche loro megli è per tutti noi.

Sono consapevole dei rischi di tenuta civile del meridione ma, il P.D. non ha le credenziali per arginare tale rischio qualora questa bomba dovesse innescarsi.

Anonimo ha detto...

A Zetan,
il successo mediatico dell'operazione PD ha l'effetto di un giorno (che peraltro ti strombazzeranno qualunque sia la percentuale raccolta).
La vittoria di Lumia, o una sua buona affermazione, significa la definitiva emarginazione dei "garibaldini di Sicilia", il venir loro meno l'unico soggetto politico che un po' li caca (forse l'IDV resta ma in Sicilia è praticamente irrilevante, tolta la bolla, calante, di Orlando).
Secondo me è importante aiutarlo perché la Sicilia ha bisogno di una maggioranza alla luce del sole, per poter andare verso quell'indipendenza che per l'Abate è cosa fatta, che per me è cosa ormai ritenuta molto probabile da molti, ma non ancora stabilmente acquisita.
Un errore in questa fase ci potrebbe perdere. Già tante volte la Sicilia si è sentita sull'orlo dell'indipendenza e poi un cambio di vento ha rovinato tutto (1812, 1848, 1943, forse anche 1958). Lombardo è più prudente e sta portando a casa il risultato a poco a poco. Ma forse il risultato neanche lui lo immagina e a poco a poco ci si arriva comunque.
Il PDL in Sicilia si è definitivamente spaccato, ma senza il PD-Sicilia, questa maggioranza avrà ancora in certe cose bisogno dei lealisti e questo ritarderà tutto.
Insomma se vogliamo accelerare il processo oggi abbiamo un'occasione.
Un Partito di centro-sinistra autonomo dal PD è proprio il primo tassello per l'implosione della pseudo sinistra asservita ai poteri bancari forti.
Che faranno un Bianco o un Genovese in un P.D. Siciliano? Se ne dovranno andare, pensaci.
E dovranno allearsi spudoratamente con i colono-fascisti del PDL ufficiale o con i mangiafranchi UDC, finendo di sputtanarsi definitivamente con quella parte di opinione pubblica che ancora va loro dietro perché ogni giorno legge La Repubblica di Palermo, fucile puntato contro l'intera Sicilia.
Questa a me pare oggi la posta in gioco.
Massimo Costa

x_alfo_x ha detto...

Ma sto Beppe Grillo ancora non l'ho inquadrato bene, non è la prima volta che parla della Sicilia-indipendente. Quando andò a Napoli nel periodo dell'emergenza disse la stessa cosa per la Campania

Abate Vella ha detto...

x_alfo_x,

ricordo perfettamente la sparata di Grillo a Napoli. La fece in periodo elettorale per presentare i suoi candidati o qualcosa di genere.

Ma Grillo é solo un burattino, apre bocca quando tirano i fili.

Ti do una spiegazione: quando lui disse quelle cose a Napoli, la situazione era ancora fluida in Sicilia, ma tutti sapevano che i pericoli "secessionisti" erano in Sicilia, non a Napoli. Dire quella frase a Napoli era quindi quasi inoffensivo.

Quando peró la Alfano presentó la sua candidatura in Sicilia lui si guardó bene dal fare certi commenti. Anzi neanche venne alla presentazione.

Oggi cosa é successo: la politica siciliana dopo la vittoria di Micciché sui dirigenti nazionali del pdl alle europee va per i fatti suoi. E' piú o meno indipendente da Roma o da Arcore. E al momento (ma come dice MAssimo le cose potrebbero cambiare....) volendo la Sicilia potrebbe andarsene per i fatti suoi.

Il motivo per cui non lo fa (o meglio, non la fanno Micciché e Lombardo) e che i due vogliono anche il sud. Allora per tutti é meglio che veramente la Sicilia se ne vada per i fatti suoi, in modo da non poter mettere bocca oltre lo stretto.

Per questo Bertolaso ha detto certe cose a Messina e non si é fatto il minuto di silenzio negli stadi: vuol dire "andatevene".

I nervi stanno saltando... ma un politico (chessó... Di Pietro...) non puó dire una cosa del genere, altrimenti non avrebbe piú titolo a parlare come politico nazionale. Quindi fanno dire al giullare "la Sicilia dichiari l'indipendenza", cosí il sud ce lo pappiamo noi.

Micciché e Lombardo invece resistono aggrappati con le unghie.

nebros ha detto...

se le cose stessero veramente così, consiglierei a lombardo e miccichè, prima di un eventuale evento che potrebbe stravolgere i loro piani, di staccare la sicilia; una volta che la essa, da sola, avrà raggiunto quella forza che solo da indipendente potrebbe avere, allora pensino al sud, anzi, sono convinto che sarebbe il sud stesso a chiedere di potersi congiungere con noi

zetan ha detto...

Massimo hai ragione, la tua analisi la condivido a livello razionale, difatti alla fine ho creato le condizioni, nel mio ambiente, per esprimere un consenso verso Lumia.

Ma a livello emozionale che fatica, sono stanco di turarmi il naso e ti assicuro che non sono l'unico.

Altre volte ci siamo confrontati sulla necessità di creare una corrente indipendentista organica al M.P.A. stesso, o in alternativa un gruppo totalmente autonomo.

Sarebbe un impegno estramamente gravoso, quindi ne comprendo l'eventuale reticenza. Tuttavia ritengo sia arrivato il tempo per avvaire un confronto verso questa possibità.

rrusariu ha detto...

Nebròs
io penso che il sud una volta visto che la Sicilia per i fatti suoi conta molto di più avrà una spaccatura, tra i neapolitani e i pugliesi che punteranno a restare attaccati all'italia che fu e le restanti che si convinceranno a una confederazione con la Sicilia!

Anonimo ha detto...

Zetan,
a parte ogni cosa il risultato in casa PD è stato clamoroso.
Mattarella, uomo di Bersani-D'Alema- Banche- Occidente, ha un ordine di scuderia: fermare l'autonomismo siciliano, così come ce l'ha la redazione palermitana di Repubblica.
E si è sputtanato gettando la maschera ed invitando i suoi delegati a votare al ballottaggio per Lupo, candidato di Franceschini, perdente, dimostrando in questo modo che la competizione tra le due anime del PD era finzione, o almeno bagattella in confronto allo scontro con gli autonomisti interni.
Che comunque hanno la maggioranza dei deputati all'ARS.
Ne vedremo delle belle.
Poi, sai, non sono convinto che gli indipendentisti debbano avere tutti la stessa casacca politica.
Ben venga un sistema come quello catalano o fiammingo, dove tutti i partiti si sono "regionalizzati". E' questa l'anticamera dell'indipendenza, non quella in cui un solo partito predica l'indipendenza e scoraggia i suoi elettori pensando che è impossibile raggiungere il 50 %.
In questo senso vedo molto molto male l'uscita settaria di fare il nuovo EVIS, praticamente una ...va non offendiamo chi fa queste mosse in buona fede.
Massimo Costa

rrusariu ha detto...

Massimo
in Scozia son riusciti a fare con piccolo partito Scottish National Party un grande partito che ha relegato gli stessi laburisti a essere minoranza in Scozia.
Ben venga le diverse anime ma in questo momento importante ritengo che ci debba essere un terreno comune su cui confrontarsi tra le diverse anime come Lombardo, Miccichè e l'anima sicilianista del PD ma accanto ci deve stare un forte movimento di opinione indipendentista come nei Paesi Baschi. Anch'io non condivido certe reminiscenze dell'allora EVIS, quello era un certo contesto. Oggi la situazione socio-politica-economica internazionale non è favorevole a spinte armate. Favorisce perdipiù una repressione in stile legionario!
Semmai dobbiamo cominciare a creare un nuovo tessuto socio-economico-finanziario che cresca e favorisca la nostra economia. Sarà certamente combattuto, manderanno i cani "randagi" morti di fame a sniffare il tutto, vedi il caso Pizzino. Ma soprattutto bisogna cominciare a mettere pubblicamente sulla piazza tutti coloro che non vogliono la felicità del nostro Popolo Siciliano.

COMITATO SICILIANO ha detto...

Il PD è ormai un partito morto, se ne spartiranno i resti l'UDC e l'IDV

zetan ha detto...

Massimo

Ritengo di conoscere almeno, un po’ la mentalità politica, dei soggetti che compongono il P.D. di provenienza “sinistrorsa”, per questo mi preoccupava una affermazione delle loro primarie. Non meno adesso che si palesa l’accordo tra Mattarella e Lupo, prevedibile anche prima dell’affermazione di Lumia.

Mi preoccupa perché questi non si rassegnano facilmente ad una ipotesi di Sicilia indipendente e faranno le barricate, a loro modo, per impedirlo, non si rassegneranno nemmeno di fronte all’evidenza.

La mia difficoltà nella partecipazione alle primarie era tale, perché non riconosco alla aggregazione di Lumia una determinazione da sovvertire una tale condizione. Spero di sbagliarmi ma, questi prima di essere liberi pensatori sono militanti e, dunque addestrati a trovare alla fine sempre un punto di convergenza oltre le controversie iniziali qualunque sia il prezzo.

Il tentativo anglo-americano di arrestare il processo di disgregazione dell’Italia c’è, ed hanno previsto una totale investitura del P.D., per questo stanno facendo saltare il banco del governo attuale, ritengo siano convinti di poter arrestare la deriva siciliana e, su questo un P.D. forte non ci fornisce vantaggi, anzi.

Vedremo adesso dopo che il nuovo P.D. siciliano ha dichiarato guerra a Lombardo, se la parte che fa capo a Lumia sosterrà in aula il Governo, oppure si adegueranno come hanno sempre fatto.

Non dimentichiamo che di Sicilia indipendente si parla solo in certi ambienti o tra soggetti sensibili alla vicenda, manca tuttavia un dibattito pubblico su questi argomenti. Questa constatazione per dire che si siamo in una fase avanzata come mai prima ma, ahimé ritenuta da qualche pericoloso gruppo ancora entro i termini di validità per arrestarla.

Questo è quello che ritengo stia avvenendo, certo io propendo per la tesi dell’Abate che non ci riusciranno facilmente vista la fase in qui ci troviamo, però ci stiamo complicando la vita, questo si. Adesso hanno un motivo in più nell’immediato per abbattere il governo Berlusconi e, questa eventualità, nostro malgrado, rischia di aprire una fase inaspettata anche per noi e non di facile lettura.

Anonimo ha detto...

Rrusariu,
secondo me anche quello che dici tu è vero.
Un soggetto indipendentista (diciamo meglio nazionalista) è un catalizzatore potente "a fianco" dei partiti nazionali regionalizzati, ma bisogna avere le palle per reggerlo, non riunire quattro amici al bar.
In questo senso l'esempio scozzese è illuminante, ma anche quello fiammingo e così via.
Timidamente, senza molte forze, aveva tentato una cosa del genere Musumeci, ma è stato falcidiato dalle scissioni e dagli abbandoni perché "troppo collaborazionista" con Lombardo.
A molti piace "giocare a fare gli indipendentisti", non piace fare politica vera.
Molte accuse a Lombardo sono evidentemente fine a sé stesse, pretestuose, animate da puro spirito settario. Ma piacciono a quattro estremisti.
Secondo me non è questa la strada.
Lombardo va "criticato" o vanno posti i distinguo dove è giusto che sia, ma è giusto anche fare insieme i pezzi di strada che è possibile fare, senza escludere cartelli elettorali o altro. Anzi addirittura io sarei per una alleanza organica tra indipendentisti ed autonomisti, ma mi rendo conto che è un'opinione come un'altra. Una tale alleanza darebbe visibilità e forza al soggetto indipendentista. Ma per molti - chissà perché - è tradimento contro la purezza del movimento: purezza adamantina e sterile di ogni risultato (pronto a ricredermi ah, ma voglio vedere i fatti e non un cazzo di comunicato su internet).
Scusate la franchezza.
Sul PD autonomo non sono così pessimista. Ormai le scelte e gli schieramenti si sono fatti e difficilmente si tornerà indietro. Abbiate pazienza: con il tempo e la paglia maturano le sorbe. E neanche troppo tempo ci vuole.
Lumia si piega? Sarebbe la sua fine. Non lo farà. Lo espellono? Non gli conviene.
Per ora è una guerra di posizione. E ve ne dico un'altra: il fronte autonomista prima o poi si aprirà anche dentro l'UDC e dentro l'IDV.
Lo smottamento della Sicilia è inarrestabile. Non ci credete?
Massimo Costa

rrusariu ha detto...

Massimo, io ci credo.
Miccichè ha le ore contate, nel senso che una volta caduro Sulu-m-manu bin Arkur, fagocitato dall'Umberto duca del Seprio, nel tentativo di porre il scagnozzo Giulio Tremanti alla successione, dimostra la limitatezza del suo campo d'azione. Ovvero le grandi oligarchie provvederanno alla decapitazione di chi portò all'ascesa del califfo, in primis Marcellino pane-e-acqua.
Miccichè non avrà altra scelta se partecipare al cordone di servizio per i condannati, o all'esilio...

In questo momento ritengo importante la mancanza di gruppo di coordinamento che selezioni le persone prive di vanagloria ma che siano punti di riferimento per chi vuole veramente bene alla Sicilia e siano maitre a penser per evitare derive insurrezionaliste che possano favorire intervernti di neo-legionari!

zetan ha detto...

Qui tutti tifiamo nella stessa direzione, pertanto il confronto verte ad una valutazione degli eventi a cui stiamo assistendo e alle valutazioni che rileviamo, ognuno dal proprio punto di osservazione.

Personalmente non fido dei vertici del P.D., anche per i motivi che ho prima rilevato, ma è chiaro che oramai siamo costretti a verificare se e come intendono combattere la nuova tendenza sicilianista.

Ma entriamo nel merito: tra i quadri del P.D. che hanno sostengono Lumia nella mia zona, si dà per certa la caduta del governo Lombardo entro l'anno, e la creazione di un successivo governo istituzionale.

Chiedo come valutare queste ipotesi che circola nell'ambiente P.D. di Lumia e, se di questa previsione ne avete notizia anche voi.

Anonimo ha detto...

grasso ha parlato di entità esterna...

Anonimo ha detto...

Tecnicamente il governo istituzionale sarebbe impossibile: simul stabunt, simul cadunt.
Se i lealisti escono possono fare solo un rimpasto in cui gli assessori uscenti sono sostituiti dai PD autonomisti ma solo, a questo punto, per 1/2 anni in attesa delle nuove elezioni.
Però in un paio d'anni, con la scusa del governo istituzionale, potrebbero fare la rivoluzione, mettendo per ora da parte le divisioni ideologiche tra sinistra, centro e destra autonomista, e presentandosi in un quadro nuovo uniti e credibili alle prossime consultazioni.
Ma si vedrà.
Quanto all'EVIS voglio spezzare una lancia in loro favore. Sono "esercito" come quello "della salvezza", è un puro nome e non hanno intenzioni insurrezionaliste, se li conosco bene. Certo il nome suona pericoloso, ma soprattutto per la causa che potrebbe facilmente essere criminalizzata.
Massimo Costa

Abate Vella ha detto...

Secondo me cadranno sia il governo nazionale che quello di Palermo.

Ma al contrario di quello che potrebbe sembrare, la cosa è gestita da Berlusconi a livello nazionale e da Miccichè e Lombardo a quello locale.

La formazione del pdl siciliano a mio modo di vedere è iniziata proprio in vista delle prossime elezioni, anche se mi sembra difficile ciò possa avvenire entro l'anno.

Ho la sensazione che la rivoluzione prospettata da Massimo sia vicina...

Tra parentesi, potrebbe darsi che i governi a cadere questa volta siano tre: quello siciliano per qualche mese, quello romano e quello americano definitivamente. Chi lo sa...

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6405

zetan ha detto...

Certo anche questo è uno scenerio possibile, tuttavia bisogna chiedersi per tale eventualità quale raggruppamento dovrà sostenere la compagine nazionale distinguendosi da quella attuale?

Il partito del sud forse? Se così fosse dovremmo vederlo prestissimo costituito. E i lealisti poi che ruolo avrebbero, quello di garantirsi una fettina del potere nel governo nazionale mentre in Sicilia ci si allea con la parte del P.D. di Lumia, che concorre nelle stesse liste dei vassalli di Bersani e Franceschini?

Nonostante io ci creda profondamente ci tengo anche a confrontermi su tutte le ipotesiti.

Per quanto mi risulta nel P.D. di lumia non c'è alcun dibattito, nemmeno riservato, che prende in considerazione la tesi indipendentista.

Ciò per scambiarci le informazioni nel tentativo di capirci qualcosa, quantomeno io spero che altri abbiano maggiori certezze.