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mercoledì, ottobre 28, 2009

Lo scheletro dell'occidente

Non ci sono più dubbi: la resa dei conti è vicina. Vicinissima. Il collasso finale dell'occidente, ed insieme il collasso finale di quella creatura posticcia che è l'Italia frutto del risorgimento sono a pochi passi da noi.

Piero Grasso ha riaperto un armadio dove si nasconde un pesante scheletro:

«Rimane però l'intuizione, il sospetto, chiamiamolo come vogliamo, che ci sia qualche entità esterna che abbia potuto agevolare o nell'ideazione, nell'istigazione, o comunque possa aver dato un appoggi all'attività della mafia» (Attentato a Falcone, Grasso rilancia: “Resta il sospetto di un'entità esterna”, Corriere.it 27 ottobre 2009)

Riaperto. Perchè Grasso ha sempre sostenuto questa posizione, anche se i commentatori più attenti hanno fatto sino ad ora sin troppa attenzione a non commentarla per niente.

Il 9 novembre del 2008, all'inaugurazione dell'istituto superiore di tecniche investigative dell'Arma a Velletri aveva detto:

“La mafia pur avendo sempre avuto interessi propri è stata anche portatrice di interessi altrui: in tantissime occasioni entità esterne hanno armato la sua mano”

E prima ancora nel 2001, in un libro intervista (“La mafia è vicina alla vittoria”, Corriere della sera, 20 maggio 2001):

«Entità esterne, almeno in tantissime occasioni, hanno armato la sua mano. La convivenza tra Cosa Nostra e il sistema di potere, e quindi la politica, è molto di più di una semplice ipotesi investigativa. Ecco perché considerare Cosa Nostra un anti-Stato si è dimostrato un grossolano errore. Cosa Nostra molto spesso è stata lo Stato.»

(vedi anche il post “Il Vangelo secondo Giuffrè”)

Oggi Grasso ripropone rafforzandola la sua visione dei fatti, agganciandola al delicato momento politico. Pochi giorni fa lo avevamo sentito quasi giustificare la trattativa tra stato e cosa nostra come necessaria ad evitare che altro sangue fosse versato. Dopo le false rivelazioni del presunto pentito Spatuzza, assistiamo ad un rilancio, come sottolineato dal titolo del Corriere.

Con questo intervento apre completamente il campo, affermando implicitamente che la trattativa non era con Cosa Nostra ma con una “Entità” più potente, più vasta. Un intervento importante non tanto per i risvolti penali, ma prevalentemente per quelli politici. Come Falcone prima di essere assassinato, anche Grasso oggi sta puntando il dito in direzione opposta a quell'area di potere formata dal Vaticano, dalla P2 e da un altra forza sommersa che finalmente sta tornando a vedere la luce dopo quasi 200 anni di buio, ed alla quale lo stesso Grasso appartiene: il Regno di Sicilia.

Sorprendentemente, un giornale ufficiale (SiciliaInformazioni.com) raccoglie il suggerimento ed ha il coraggio di spiegare cosa vuole dire il procuratore:

Quando si accenna ai collegamenti internazionali, il pensiero – da queste parti – corre agli Usa, dove la mafia siculo-americana è stata il trait d’unione storico con Cosa nostra siciliana. Non è un mistero per nessuno che i collegamenti fra mafia e politica sono passati attraverso le consolidate abitudini delle autorità americane, abitudini che hanno origine agli inizi del secolo scorso.

Se la stampa può scrivere qualcosa del genere, allora vuol dire che veramente stiamo per voltare pagina.

Queste domande, finora senza risposta, hanno indotto ad analizzare anche il contesto storico in cui il terrorismo mafioso misurò la sua forza di fuoco. Ebbene, quella fu la stagione in cui il potere – politico, finanziario, economico – in Italia cambiò profondamente, e venne firmato il trattato di Maastricht che avrebbe reso l’Europa padrona del gioco nelle contrattazioni finanziarie internazionali.

Così SiciliaInformazioni.com chiude il pezzo (“Il dubbio di Grasso, entità esterne nella strage di Falcone a Capaci. Ma allora, la trattativa con lo Stato chi la condusse?” , 27 ottobre 2009).

Il vortice sta risucchiando tutto.

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7 commenti:

alessia ha detto...

Ciao Abate,
vorrei sapere che ne pensi della recente diatriba Berlusconi-Tremonti-Lega? Ha qualche attinenza con il processo di "secessione"?

sR ha detto...

Ne vedremo delle belle!

Abate Vella ha detto...

Alessia,

Berlusconi vorrebbe avere la libertà di aprire il portafogli a piacimento per realizzare quei progetti che gli stanno a cuore.

Sicuramente tra questi ci sono certe "regalìe" da fare alla Sicilia che Tremonti non condivide.

Ma non penso che i dissensi siano dovuti solo a questo. Forse ancora più importante è il nuovo assetto del potere nel nord Italia nel dopo-Arcore.

In questo senso mi sembra interessante le battuta di Blondet che accredita a Tremonti la voglia di defilarsi per non essere coinvolto nel crollo:

Il ciambellano Tremonti ha fatto un passo falso, ha chiesto la vicepresidenza: figurarsi il Salam, che teme di essere avvelenato nel letto e perennemente sospetta che qualcuno gli voglia prendere il Divano tempestato di smeraldi. E forse, invece, non è un passo falso: Tremonti sa meglio di ogni altro che l’Italia, economicamente, è spacciata, e può convenirgli lasciare il campo, non essere visto a gestire l’inevitabile disastro.

http://www.effedieffe.com/component/option,com_myblog/show,L-incapace-circonvenuto.html/Itemid,272/

E l'ipotesi non mi sembra tanto sballata... anzi!

Peppinnappa ha detto...

Mi permetto insistere, secondo me, a proposito della mafia, sarebbe più appropriato dire "ingaggiata" e mi permetto ripetere ancora,la storia somiglia molto, mutatis mutandis, alla vecchia trama di Lucky Luciano, anche l'entità esterna potrebbe avere riferimenti con l'America.La posta in gioco era la fine della prima Repubblica e la presa del potere diretto da parte della lobby internazionale dei banchieri. Potranno essere anche fesserie, ma ciascuno in base a ciò che trapela dalle dichiarazioni e a ciò che si dice e non si dice da parte dei media, si crea i propri sospetti.

Abate Vella ha detto...

Peppinnappa,

la mafia non è stata solo "ingaggiata" dall'Entità esterna. E' stata addestrata e formata da essa proprio nel periodo risorgimentale.

Devo scrivere un post a proposito... il tempo non basta mai. Lo farò presto, prometto.

E siamo tutti d'accordo che il collegamento è proprio con l'America e con i mercati finanziari internazionali, almeno per il 900.

Quell'articolo di SiciliaInformazioni.com (credo scritto dal direttore, visto che non c'è firma) dice proprio tutto.

Abate Vella ha detto...

sR, grazie per aver riportato il post sul tuo blog!

sR ha detto...

di niente Abate. Grazie a te
non sarebbe servito a nulla fare un riassunto