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venerdì, dicembre 12, 2008

Figli di (terza parte)

Dopo aver perlustrato la superficie nella prima parte, ci siamo immersi. Ora scenderemo nell'abisso.

Nella seconda parte del post abbiamo visto come la presunta diffusione di un patrimonio genetico di derivazione direttamente fenicia nei Siciliani e negli altri popoli mediterranei sia con tutta probabilità una pura fantasia.

Ma non permetteremo a tale “svista” di passare come un semplice peccato di presunzione accademica o un madornale errore di valutazione dello stesso National Geographic Magazine (non nuovo per altro a fatti del genere, basti ricordare la truffa dell'anello di congiunzione tra rettili ed uccelli [*}).

In ballo c'è sin troppo. Oltre alla sponsorizzazione dello stesso NGM e della IBM, qui si rischia di screditare l'intero progetto di mappatura genetica, progetto già discutibile di suo. La stessa genetica potrebbe subire un colpo mortale a causa di queste sconsiderate e frettolose conclusioni.

Dobbiamo quindi chiederci il motivo per cui un tale castello di sabbia sia stato messo in piedi e cosa vi sia nascosto nelle sue segrete.

Una prima importante traccia ci arriva ancora dallo stesso (pseudo) scientifico articolo. L'autore crede di poter confutare l'origine greca di determinati “marker” genetici (specificatamente i cromosomi R1b) assegnandoli implicitamente all'espansione dei Celti o addirittura alle crociate. Ecco come si esprime a questo proposito il blog di antropologia Dienekes:

Sicuramente una parte del Rib presente nella regione potrebbe essere dovuto agli europei d'occidente, ma assegnarlo interamente a questo fattore non ha senso. Apparentemente i geni del progetto genografico hanno deciso che la breve scorrazzata dei Celti in Grecia abbia introdotto un enorme quantità di R1b, ma al contrario mille anni di dominio greco-romano sul levante non hanno portato a niente di simile.

Sembra che il discorso fatto per i Fenici si stia ripetendo anche nel caso dei Celti: si deve a tutti i costi dimostrare che questi abbiano disseminato il loro DNA nel modo più esteso possibile. Si vogliono cioè riportare in vita i Celti dalle nebbie della storia dell'Europa ed allo stesso tempo comprimere nel più angusto spazio possibile l'ellenismo.

Ed anche qui il nostro NGM non ha lesinato sforzi negli ultimi anni, con più di un articolo dedicato all'argomento. In particolare è interessante rileggere alla luce di quanto detto a proposito dei fenici quello che è stato scritto a riguardo delle popolazioni e della cultura celtica nel marzo del 2006 dal National Geographic Magazine.

Ai Celti viene assegnata la stessa onnipresenza assegnata dalla fanta-genetica ai Fenici:

Molti di noi non sono al corrente del fatto che i Celti una volta dominavano l'Europa nella sua larghezza dal Mar Nero all'Atlantico, e per lungo tempo.

Il termine “dominazione” è perlomeno azzardato, visto che, come ammesso nel corso dello articolo, essi non costituivano una entità politica.

I Celti e tutto ciò che vi è di celtico all'improvviso sembrano onnipresenti. [I Celti] stanno attirando l'attenzione come una delle seducenti identità del nuovo secolo: liberi di spirito, ribelli, poetici, con il culto della natura, magici, auto-sufficienti. (...) La gente sta abbracciando [la spiritualità celtica] per la sua aurea di ricerca del divino nella natura e perchè considera le donne come spiritualmente uguali all'uomo.

Tutte caratteristiche che vengono assegnate ai Celti senza alcun fondamento, se non nel caso della venerazione della natura tipica delle civiltà pagane pre-elleniche (e di certi movimenti cosiddetti verdi...).

Fino alla programmatica frase finale riecheggiante nuovamente l'immagine degli spiriti ancora presenti tra di noi:

Il passato danzava nel presente, e tutti con un cenno rivolto a San Guenole, potevano sentirsi grati che in questo giorno il mondo non veniva sentito come strano o ostile. Veniva sentito come celtico.

Insomma, la rinascita dei Celti in Europa dobbiamo salutarla per forza con entusiasmo. Come quella dei Fenici nel Mediterraneo.



Con tutti i riti orgiastici annessi, come evidenziato dalla foto tratta dal magazine. Foto che casuale non è. I riti orgiastici pagani sono stati infatti inoculati nella popolazione europea gradatamente, nascosti nella liberalizzazione dei costumi iniziata nel 1968. E le nuove sacerdotesse non sono altro che le dive dell'industria pornografica che oggi occupano posti di rilievo sui siti delle testate giornalistiche più diffuse nel nostro paese.

Il ritorno del paganesimo e dei suoi riti. Ecco una via lungo la quale andare a rovistare per risolvere quello che è oramai a tutti gli effetti un vero intrigo internazionale.

Concentrandoci sui riti orgiastici mettiamo però in un vicolo cieco la nostra ricerca, dato che questi erano praticati anche dai greci.

L'espulsione dei Greci da questo supposto olimpo di popoli pagani eletti a nostri progenitori trae origine da qualche altra parte. E qualcun altro deve essere il denominatore comune esistente tra Celti e Fenici.

Quella dei Celti e quella dei Fenici non sono le uniche due civiltà pagane per le quali negli anni la rivista non si è risparmiata nel tentativo di diffondere curiosità ed interesse tra i lettori. Un altro tasto su cui ha battuto con notevole insistenza è stato quello delle civiltà “classiche” del centro-America. I Maya su tutte, ma anche Aztechi e Inca.

In questo caso si tratta per la verità di una discendenza per acclamazione più che per inciucio genetico, visto che la stragrande maggioranza degli americani moderni sono di origine europea.

Ed anche qui ritroviamo progetti per studiare la civiltà Maya, numeri speciali dedicati a questa splendida civiltà (immagine a lato), ed i soliti articoli di rievocazione, speculari a quello dedicato ai Celti discusso prima, in cui gli autori si immergono nei riti pagani rimanendo (ovviamente...) entusiasti dell'esperienza:

Senza la caverna, il percorso attraverso la foresta, ed i giorni passati tra i Maya, questa sarebbe stata una rivelazione che non avremmo mai potuto ricevere.

Un quadro più vasto di accerchiamento dell'occidente, un tentativo di riscrittura del substrato culturale dei popoli occidentali attentamente progettato e delicatamente attuato, se non fosse per il passo falso compiuto con i fenici.

Rimane ora da trovare quel comune denominatore di cui parlavamo prima. Cosa potrebbe mai legare assieme Celti, Fenici, Maya?

E di converso, che cosa la civiltà greca (ma neanche quella egizia) NON ha in comune con esse?

Quando hai scartato tutte le spiegazioni possibili non ne rimane una. Quella impossibile. Quella a cui rifiuteremmo volentieri di credere.

L'unica cosa che Celti, Fenici e Maya avevano in comune SONO i sacrifici umani, oggi sottilmente inoculati nuovamente tra di noi con l'etichetta di “omicidi rituali”, scomparsi con l'ellenismo e poi reintrodotti dai romani con i giochi dei gladiatori e le esecuzioni rituali.

Sacrifici di infanti per i fenici, di giovani fanciulle per i Maya, di adulti deformi per i Celti.

Ecco come la BBC, il servizio televisivo di stato britannico, candidamente conclude un suo servizio sull'argomento dei sacrifici umani:

Che ci piaccia o no, il sacrificio umano è stato con noi per più di 5000 anni e, nella forma del suicidio altruistico [sic], è una delle tante caratteristiche che ci distingue dagli animali,

con il verbo "distinguere" sinistramente usato al presente ad indicare che in mezzo a quei 5000 dovremo includere anche l'anno che sta per iniziare. Che ci piaccia o no.

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[*] L'argomento è stato messo a tacere vergognosamente, tanto che anche allora in Italia se ne occuparono in dettaglio solo giornali e siti cattolici. Rovistando sul sito della National Geographic Society è ancora possibile trovare traccia dell'articolo originale.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

N'avissim'a fari tutti ortodossi! Questa sarebbe contemporaneamente la vera frattura profonda con l'"Occidente" e la riappropriazione delle nostre origini. Ovviamente, per chi crede. Ma ve l'immaginate una chiesa autocefala di Sicilia di rito greco che effetti avrebbe? Ma in fondo è quasi sempre stato così. Così dalla conversione dal paganesimo fino all'arrivo degli arabi. Così sotto gli arabi, e per lungo tempo anche dopo. I Normanni costruirono una chiesa autocefala che sopravvisse fino al 1870, latina nei suoi vertici e greca alla base. La Spagna nel tempo fece lentamente "quasi" piazza pulita di ogni grecità della chiesa siciliana, ma non del tipo di spiritualità della gente comune. Poi, finalmente, in età contemporanea la Chiesa di Sicilia si è definitivamente assimilata a quella italiana.
E si turnàssimu nn'arreri?
Questa faglia sì che nessuno potrebbe arrestarla...
Oltretutto la Chiesa di Cristo, quella uscita dalle catacombe, era ortodossa. La Chiesa "franco-cattolica" è un invenzione del Sacro Romano Impero, una eresia che non ci appartiene, assai simile all'attuale UE per area di nascita, che si consumò del tutto nel 1054. Al Credo di Nicea i papi hanno aggiunto il Purgatorio, l'Immacolata Concezione e la Assunzione della Vergine, nonché un infinità di altre amenità e di burocratizzazioni varie della fede (come i rigorosi "processi" di santificazione, laddove in oriente i santi sono solo eroi cristiani degni di semplice venerazione e non "dei" camuffati); mentre i protestanti hanno distrutto del tutto la Santa Tradizione e sono tornati o hanno cercato di tornare ad una impossibile "Bibbia originaria", ebraizzando così in modo sospetto la religione cristiana.

rrusariu ha detto...

Ad aprile del 2000, andai in Messico e Guatemala per visitare le piramidi maya.

A Villahermosa c'è il famoso museo con le teste degli Olmechi.
Progenitori della civiltà Maya.

Guardando le facce e gli occhi tra le espressioni africane e similmente degli indigeni del sud-est asiatico, come i Khmer e quelli della Cordigliera Filippina, notai un masso.

Stu puntali era stato sapientemente trattato chirurgicamente!!!
Nella parte alta cioè circa i due metri d'altezza non riuscirono a spaccare la pietra, dato che le maestranze locali di origine maya son bassi di statura. C'era un copricapo piumato.
Nell'iconografia classica religiosa dell'Antichità sono solo
tre i personaggi che lo portano:
il dio Min, quello che creava l'umanità con la creta. Osiride, il dio dell'Oltretomba, ma altresì quello che insegnò all'umanità come evolversi. E per un Ammon, "lo sconosciuto" o l'innominato secondo l'etimologia corretta.
Che dire? La storia non è quella dei circoli in cui si danno le direttive di come "informare" la gente.

Ho visitato spesso il sito di Rino Baeli sull'antichità siciliana. E spero di poter raccogliere prove che anche noi ebbimo la nostra civiltà.
I Schekles del tempio di Madinat Habu, costruito dal Faraone Ramesse III perchè li aveva respinti, quale furono le ragioni che li convinsero a rimanere sulle nostre coste orientali? Quali motivazioni portarono successivamente per un cinquantennio a tentare di stabilirsi in Egitto?

Ciò è storia negata, come è storia negata che la collina boscosa dei Campi Flegrei venne disboscata dai Romani per approntare la flotta nella guerra contro i Siciliani negli anni 30-35 A.C.. Dobbiamo andare da autori stranieri per apprendere la nostra storia negata.

Ogni tentativo di darci un "fingerprint" straniera è assurda.
Allora cosa dobbiamo dire che la popolazione padana è fatta solo dai Cimbri sconfitti dai Romani?

Abate Vella ha detto...

Caro Anonimo,

fino ad ora avevo cercato di evitare l'argomento religioso sul blog.

Ma dopo questa "immersione" nel mondo fenicio, le cose che ho scoperto mi hanno fatto capire che questo non é piú possibile.

Il lato religioso é fondamentale nel nostro discorso sulla Sicilia, e credo che in un prossimo futuro lo diventerá sempre di piú.

Riguardo all'Ortodossia, quello che dici che particolarmente interessante, e devo dirti che proprio scrivendo questi post diverse cose mi hanno suggerito in un certo senso qualcosa di simile.

Vedremo.

Rrusariu,

il museo di Villahermosa l'ho visitato anche io ;) Interessantissimo, come anche quello di Mexico City.
Senza contare il sito di Palenque.

La cosa piú cretina che ho visto sono quei fessi che salgono sulle piramidi Azteche al tramonto, per farsi questa bella iniezione di spiritualitá... almeno cosí hanno sentito dire...

Il sito di Baeli offre molti spunti. Anche io vorrei saperne di piú, anche perché secondo me le cose si sanno benissimo, sono solo nascoste.

Come la storia dei teatri: tutti gli archeologi sanno che in Sicilia vi erano i teatri giá prima dell'arrivo dei greci (vedi teatro Siracusa... basta prendere una qualunque pubblicazione scientifica a riguardo per trovarvi menzione di uno preesistente di forma trapezoidale...) ma la loro omertá é assolutamente impenetrabile.

nebros ha detto...

http://xoomer.alice.it/archeocapo/damiano.htm

visto che si parla di religioni antiche in sicilia...

per capire cosa è stata e cosa è la religione dionisiaca, la prima religione universale, vi consiglio anche di leggere "I cerbiatti di Dioniso" di fancesco ingrillì

Peppinnappa ha detto...

Abate ti ho letto, tocchi cose molto profonde, devo pensare, ma credo che il vero obiettivo dell'attacco sia il cristianesimo.

Abate Vella ha detto...

Peppinnappa,

vorrei proporti un ulteriore spunto di riflessione.

Se tu fossi musulmano, come riscriveresti il commento che hai appena fatto?

Il problema é piú vasto. Quello che mi suggerisce il tutto é che ci sono lati del messaggio di Cristo che non conosciamo (o almeno, alcuni non conosco...). Questo messaggio forse é piú largo di quello che ci ha detto la chiesa cattolica. E se non si recupera appieno questo messaggio difficilmente potremo lottare e vincere.

Quello che mi chiedo in questi giorni é se l'Islam (che riconosce Cristo) non sia complementare al cristianesimo, piú che opposto come abbiamo creduto.


Nebrós,

l'articolo che hai proprosto é una bomba! Me lo voglio studiare per bene.

Emanuele ha detto...

Ho letto è molto interessante, ma un'altro link a proposito di culti antichi siciliani ve lo do anch'io.

Ho verificato adesso, ma hanno tolto la pagina!!!!!

Lo mando via email all'Abate!!!