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lunedì, agosto 27, 2007

Presa di coscienza

Scorrendo le pagine di questo sito può venire da pensare: possibile che i siciliani pretendano di avere sempre ragione su tutto? Possibile che non possano mai ammettere di aver sbagliato qualcosa o che forse anche gli altri possano aver fatto qualcosa che non sia del tutto sbagliato?

Che i siciliani pecchino di presunzione, che si credano il sale della terra, che guardino tutti (culturalmente parlando) dall’alto in basso, anche quando si trovino nella miseria più nera, è un fatto. Ed anche in questo, non accettiamo che siano gli altri a dircelo. Ci consideriamo grandiosi anche in questo, nel fatto cioè di saperci dire da soli in cosa pecchiamo. Peccati di cui, è bene sottolinearlo, come se non bastasse andiamo anche orgogliosi. Ce lo siamo detto in tutte le salse. Da Pirandello a Tomasi di Lampedusa, da Sciascia a Camilleri: tutti hanno sbattuto in un modo o nell’altro in faccia al prossimo la loro straripante sicilianità con una arroganza così sottile da risultare tagliente come la lama di un rasoio, della cui ferita non ti accorgi sino a quando non vedi scorrere il sangue.

Ma per una volta fermiamoci ad ascoltare le urla disperate degli altri che a noi, sordi per questioni di etichetta, tentano di fare capire anche la loro, di verità.

Ci hanno detto che non siamo italiani. E noi tutti lì a protestare: protesta lecita, c’è da pensare. Eppure abbiamo un pochino storto il naso anche quando ci hanno detto che sì, italiani lo eravamo. Ma allora siamo o non siamo italiani? Non si può tenere così inpunemente il piede in due staffe, da scambiare a seconda di quale ci permetta il più greco dei lamenti. Il siciliano si considera italiano, ma con delle differenze che lo rendono diverso, cioè non italiano. Che confusione!

Prima di esprimere una opinione in proposito andiamo avanti.

Ci hanno detto che siamo la rovina dell’Italia, che l’Italia senza la Sicilia volerebbe alto. E giù un’altra caterva di proteste. E se queste osservazioni fossero vere? Quale siciliano veramente orgoglioso di esserlo ha mai vagliato questa ipotesi? E’ venuto il momento di farlo.

La prima osservazione da fare in proposito riguarda l’Italia stessa: può essa dirsi una nazione, così divisa in due, dilaniata in un vortice di razzismo e sfruttamento che non ha eguali nel mondo occidentale? La risposta è sin troppo ovvia. C’è però da dire che la nazione comunque non si sarebbe mai potuta fare, se una delle sua componenti principali si fosse rifiutata di farla. Ed è proprio quello che è successo.

Siamo qui, a parlare di unità truffaldina, di imbroglio, di conquista e sottomissione. Ma possiamo obbiettivamente passarci una mano sulla coscienza e credere che tutti quegli uomini, da Mazzini a Crispi, sino all’ultimo garibaldino avessero in mente questo grande inciucio e nessuno, dico proprio nessuno, fosse animato da un sincero ideale?

Mi prenderete per pazzo, ma credo fermamente che QUASI tutti quegli uomini fossero animati da un sincero ideale, specialmente Crispi, eroe dei ’48, massone o non massone che fosse. Ma allora com’è che vinse la “malacarne” e che poi contagiò tutti?

E’ proprio qui che entriamo in gioco noi siciliani, noi Popolo Siciliano, quale entità forte e distinta, quale sentire comune di un’intera isola.

L’Unità (maiuscolo) senza i siciliani non si sarebbe mai potuta fare. Gli inglesi ci avevano già provato ad affondare i Borbone ma non ci erano riusciti, anche perché alla fine non si erano fidati troppo dei siciliani nel 1848. E sapevano che l’unico modo per raggiungere Napoli era da sud, dove i siciliani non vedevano l’ora di togliersi di dosso l’odioso Borbone. Odioso non perchè incapace o oppressivo (anzi è forse vero il contrario). Odioso perchè nel 1814 aveva privato il Popolo Siciliano ( che di fronte allo straniero si è sempre presentato unito in una amalgama indistinguibile di miseria e nobiltà) di alcuni suoi millenari privilegi. E Crispi era l’uomo che faceva per loro.

L’impresa di Garibaldi fu una farsa perchè in realtà non furono i mille l’elemento decisivo che mise al tappeto i Borbone, ne tantomeno la marina di Sua Maestà, ma il Popolo Siciliano che (al netto del supporto inglese) non mosse un dito e lasciò fare.

A quel punto però partì il gran saccheggio: gli avvoltoi stavano cominciando ad avere la meglio sulle poche colombe idealiste rimaste (tra le quali continuo a porre il Crispi).

E’ ora che i siciliani avrebbero dovuto appoggiare il nuovo corso, sostenere Crispi e lottare contro gli avvoltoi. Ed invece cosa fecero? Il popolo siciliano non era interessato alla nuova nazione. Voleva innanzitutto indietro i suoi antichi privilegi autonomistici, che Crispi e gli altri non vollero dare (a tradimento) perchè ciò avrebbe significato l’immediata fine di tutto, del sogno di gloria unitaria di Crispi e degli sporchi miraggi di ricchezza e di lussuria per gli altri.

Crispi lo voglio lasciare così: “tradito” dai suoi stessi compatrioti (le virgolette indicano il punto di vista: è ovvio che per noi, Popolo Siciliano, fu lui a tradire), quei siciliani che lui non era riuscito a comprendere, a capire che non avrebbero mai abbandonato l’idea di Sicilia. E gli avvoltoi vinsero.

Da allora nulla è cambiato: abbiamo riavuto i nostri privilegi solo formalmente e continuiamo a lottare per la loro applicazione A QUALUNQUE COSTO, anche quello di sfasciare tutto come abbiamo fatto con i Borbone, con il Regno d’Italia, e come faremo con la Repubblica Italiana.

I nostri uomini forti tentano di convincerci a diventare italiani (da Crispi, a Sturzo, a Scelba), ma noi, popolo siciliano, continuiamo a “tradirli” ed a tirare dritti con la nostra idea di Sicilia, lasciando pure che gli avvoltoi continuino perchè in fondo non vogliamo che l’Italia diventi una nazione vera fin tanto che noi vi siamo dentro.

L’Italia non è una nazione, non lo è mai stata e non potrà mai esserlo sino a quando gli avvoltoi continueranno ad impedire che le condizioni perché tutti siano fieri di farne parte si verifichino. E sino a quando qualcuno al suo interno continuerà a non voler esserne parte. A maggior ragione quando questo qualcuno ha una tale forza culturale ed emotiva quale quella del popolo siciliano.

Dobbiamo però accettare le responsabilità di queste scelte, la responsabilità che ci assumiamo ponendoci come obbiettivo (e inutile nasconderlo) la fine dell’avventura italiana nel momento stesso in cui riconquisteremo i nostri privilegi autonomistici. Dobbiamo maturare come popolo e smettere di vivere nell’ombra. Dobbiamo chiederci con coraggio se è veramente questo che vogliamo. E, se risponderemo di sì, da oggi in poi dovremo perseguire il nostro obbiettivo con lucidità e determinazione. E non più solo istintivamente.

Ognuno potrà (anzi, dovrà!) ora rispondere in cuor suo alla prima domanda: noi siciliani, siamo o no italiani?

33 commenti:

Anonimo ha detto...

questo articolo mi lascia un pò perplesso,; mi sembra partorito da una parsona che conosce solo la storia "ufficiale" del risorgimento piemontese.
se il popolo siciliano ha lottato sempre per l'indipendenza e l'aveva pure riottenuta nel 1848, a Crispi, ma chi caz.. lo portava a svenderci ai savoia?
come si può pretendere che un siciliano dopo 147 anni di svilimento, si possa sentire italiano.
non è vero che inizialmente c'erano buona fede nell'unità-annessione, questa forse ce l'avevano quei individui che contavano poco.
un'unità, si fà quando sono tutte le parti concorde a farla, non quando è una sola.
Qualche siciliano avrà pure appoggiato l'iniziativa di garibaldi, ma questi sono stati presi in giro e se ne sono accorti subito; parlano i fatti, uccisioni sommarie senza processo, sopprusi vari, ecc.
oggi l'abitante dell'isola di Sicilia non è nè siciliano, in quanto non conosce o conosce poco la propria storia e la propria lingua e non è nemmeno italiano, in quanto non ha nessuna motivazione valida per farlo, anche se molti, proprio perchè non conoscono la storia e gli permettono di farlo, si illudono di sentirsi italiani

Anonimo ha detto...

In parte son d'accordo con l'anonimo, ma dobbiamo anche dire che da parte dei governanti italiani ovvero "piemontesi" (anche qui bisogna dire quali piemontesi) han sempre usato la scuola pubblica per nascondere la storia locale (dalla repubblica di Venezia al regno delle Due Sicilie) e glorificare solo le "aspirazioni unitarie" presunti tali.
Sappiamo bene che molti fatti son ben diversi da quelli raccontati dai sussidiari della scuola dell'obbligo, chi ha più sale nella cucuzza capirà quante mistificazioni ci hanno raccontato.
Ci vogliono nascondere che l'unità d'italia venne perseguita oltre che dagli inglesi, ma soprattutto da chi aveva cominciato a usare "tango bonds" di allora con le banconote di grosso taglio dati in cambio delle monete di argento rastrellate per rifornire la Francia che li pagava bene in oro, ma ritornati nel regno di Sardegna s'aveva difficoltà a piazzare perchè il circolante minuto della gente normale (contadini, piccoli commercianti, possidenti terrieri e anche nobili) non era avvezza a simili strumenti con pezzature di conio di valore superiore.
Allora l'oro alla fin fine non circolava neanche.
Come faceva il regno di Sardegna ovvero i savoiardi a investire in una economia priva di materie prime, a creare industria? Con un primo ministro in conflitto d'interesse, essendo lui stesso un socio nel traffico argento-oro in Francia, pronto ad anticipare i soldi allo stesso regno da lui governato, ma in crisi di liquidità per il basso circolante di conio.
Di contro si registrava nel regno delle Due Sicilie, in ispecie in Sicilia un avanzo di bilancio e surplus dovuto all'esportazioni (non solo zolfo). Chi stava meglio prima? La verità sta nel voler nascondere la realtà dei fatti, cioè che i Mille di Garibaldi non furono altro che un fatto criminale.
Si volle usare il forte desiderio di indipendenza della Sicilia, presentando il suddetto pirata presunto "liberatore", maschera che si tolse ben presto a Salemi, ma di cui presto s'accorsero i Siciliani, anche quelli "federalisti", che tutto aveva solo scopo di rimpinguire l'esauste casse dello regno del Nord, (non servì neanche la Lombardia a tirarlo su).
Siciliani, abbiamo subito quasi un secolo e mezzo fa un sorpruso, ci è stata negata la conoscenza della nostra storia (nel bene e nel male), ci sono stati cancellati nel giro di cinque mesi tutte le nostre leggi (dai Capitoli del Regno in avanti).
La nostra cultura piegata solo ad esaltare un saccheggio, la nostra lingua perseguitata.
Oggi siamo qui un po' a sciarriare per i "se", ma di fatto siamo colonizzati, ci stanno rubando anche, oltre che la nostra terra (come seppero ben fare i Romani di allora), la poca acqua che ci piove dal cielo oltre che ci hanno ammorbato l'aria con le raffinerie di cui non si prende neanche l'accise (per non dire del gravame della guerra d'Abissinia e fantomatico contributo per il terremoto del Belice).
Abbiamo un presidente della regione inquisito, che pur di salvarsi, offre quattro-cinque termovalizzatori e due rigassificatori. Questo signore sta bleffando a un poker su cui il piatto lui in definitiva ci gioca la Sicilia.
Dovremo tra poco cercare un'altro Marcos? Ma le Imelde dove sono adesso?
Circa duecentomila Siciliani se ne vanno ogni anno, ma neanche la penisola italica ormai ha da offrire qualcosa per loro.

Concludo con un saluto Sicilianu

Assà bbirinirca a-ttutti!!!!

Anonimo ha detto...

FINALMENTE I VERI SICILIANI si sono risvegliati da 147 anni di sonno profondo. Il sangue del Vespro di 750 anni fa`incomincia a scorrere di nuovo. Questa volta gli nemici non sono i francesi angioini e il papa, ma gli italici del nord, i pseudo-italiani che hanno perso le loro radici e lingue storiche, il governo coloniale italiano, i partiti nazionali italiani, l'opinione pubblica italiana col cervello lavato al stile stalinista, i pseudo-siciliani colonizzati, il sistema scolastico conformista perpuatori delle menzogne anti-storiche, la stampa asservita al potere politico italico. Il nostro momento storico per la nostra riscossa come popolo Siciliano e`arrivato il 4 luglio 2007 quando il popolo Siciliano ha finalmente smaschierato l'anti-eroe ed assassino garibaldi al parlamento italiano. Lo stesso giorno dell'anti eroe garibaldi e della revoluzione Americana. Noi faremo come hanno fatto gli Americani di 231 anni fa`, rovesciando il potere coloniale che le teneva schiavi. VIVA La Sicilia Libera, VIVA il popolo Siciliano, VIVA la Nazione Siciliana, VIVA LA LINGUA SICILIANA. Avanti col nuovo Vespro Siciliano

Piermarco Burrafato ha detto...

Difficile capire quella vicenda nefasta che fu il Risorgimento se non la si inquadra nel contesto storico in cui ebbe luogo: e cioè nel seno di quella guerra “dimenticata”, allo stesso tempo economica e "di religione", scatenata dalla massoneria a partire dalla Rivoluzione francese per cancellare la Chiesa cattolica dalla faccia della terra. Questo fu il fine ultimo – mai veramente celato – dell'unificazione d'Italia: seppellire la cristianità prendendo a pretesto un fine “patriottico”. In questo contesto, il Regno delle Due Sicilie, una monarchia cattolica tra le più miti d’Europa, e con una ricchezza superiore al doppio di quella di tutti gli “statarelli” tosco-padani messi insieme, rappresentava un boccone troppo appetitoso per i rapaci massoni anti-cattolici alla Cavour. Che, guarda caso, era protestante.

Oggi l’occidente sta lentamente cominciando a smaltire la sbornia della modernità e con essa le innumerevoli menzogne ideologiche di cui sono pieni i libri di storia. Comincia a farsi sempre più chiara la verità sulle vicende degli ultimi cinque secoli di storia europea, in cui un ruolo decisivo è incarnato dalle rivoluzioni. E il Risorgimento altro non fu che una di esse. È cioè sempre più evidente come l'obiettivo delle rivoluzioni sia stato quello di cancellare l'ordine naturale iscritto nelle cose e nell'uomo, per costruire "un mondo e un uomo nuovi" forgiati sul modello dell'utopia ideologica.

Il mondo contemporaneo è la conseguenza logica di quel movimento di pensiero, insieme religioso ed economico, che, nato con Lutero circa cinque secoli fa, ha poi trovato piena realizzazione nella Rivoluzione francese, sfociando in seguito, quasi naturalmente, nelle scorribande anti-cristiane di Napoleone Bonaparte in Italia (il primo, non a caso, a lanciare l’idea di un’Italia unita) e poi nel Risorgimento e nelle ideologie “moderne”: dal liberalismo al nazionalismo, dal social-fascismo al nazional-socialismo e al marxismo-leninismo. Tutte ideologie accomunate dall’obiettivo di costruire "un mondo e un uomo nuovi". Tutte sistematicamente e naturalmente anti-cristiane. La modernità nasce col proposito dichiarato di porre fine a mille anni di Civiltà Cristiana Cattolica in Europa, dispregiativamente chiamati "Medio Evo". Dio è morto! scriverà Nietzsche. Ed ebbe tragicamente ragione: obiettivo mai nascosto del pensiero illuministico era ed è il ritorno a una società pagana, senza un Dio, Padre di tutti gli uomini – quindi garante dell'amore e della fratellanza tra gli uomini nel Suo nome –, ma popolata da un Olimpo di divinità compiacenti l’individualismo umano e le sue deviazioni. Questo passaggio "morale", questo appiattimento epocale della dimensione umana, da una verticalità tendente a Dio a una visione puramente orizzontale, materialistica della vita, doveva assolutamente compiersi affinché non si opponessero più resistenze religiose alla costruzione di un nuovo Impero, di una "nuova" Signoria Europea, la cui base religiosa doveva essere una moltitudine di nuove divinità “laiche”: il Danaro, il Progresso, la Scienza, la Repubblica, la Costituzione, la Nazione, l’Esercito, la Razza, la Classe lavoratrice. Divinità che, è ben ricordarlo, hanno solo provocato la più grande scia di sangue che la storia d’Europa abbia mai conosciuto.

Andando al nostro Crispi: anche lui fa parte di quella schiera di massoni il cui progetto era ed è costruire "un mondo e un uomo nuovi". Per dirla con l'amico Meridio Siculo:

L’Italia non fu fatta per amore degli italiani ma per soddisfare l’insaziabile brama di ricchezza e di potere di quella vera mafia che, manifestatasi per la prima volta in Inghilterra ad opera del connubio sorto tra la massoneria e la banca, si diffuse progressivamente nel resto d’Europa, prima con la “rivoluzione” francese e la nascita dello stato “costituzionale” e successivamente con l’eliminazione degli stati e delle monarchie cattoliche.(1)

Non si potrà mai capire il Risorgimento fino in fondo se non si capisce il ruolo rappresentato dalla Chiesa Cattolica a partire dal diciassettesimo secolo. Essa fu il principale ostacolo "morale" e "politico" ai sogni imperialistici della massoneria inglese. Il Papa era fermamente contrario ai massacri perpetrati dagli eserciti di Sua Maestà britannica per costruire l’impero coloniale inglese. E soprattutto era sempre stato contrario alla tratta degli schiavi grazie alla quale l'Inghilterra, e con essa altre nazioni passate alla Riforma protestante, come l’Olanda, poterono, da nazioni di pecorai, diventare le super potenze dell’epoca.

Ebbene, dove non poterono riuscirvi con la conquista territoriale, gli inglesi vi riuscirono con la conquista monetaria. In ultima analisi, l'annessione delle Due Sicilie al Piemonte rappresentò la fine della nostra sovranità monetaria a tutto vantaggio della banca nazionale di emissione (della Lira prima e dell'Euro poi). Banca la cui proprietà è privata e non pubblica come il popolo è portato a credere. E dietro i cui azionisti si nasconde da sempre il potere occulto della massoneria internazionale. Non è per niente un caso che tra i “padroni” della Banca Centrale Europea, al 15,98% delle quote, ci sia la britannica Bank of England, pur non facendo il Regno Unito parte dell’Euro! Questo significa che i soci privati della Bank of England “posseggono” il 15,98% di tutta l’economia europea.

La massoneria, madre del signoraggio monetario, non ha infatti patria. Succhia il sangue delle nazioni europee da almeno quattro secoli attraverso la grande truffa del “debito pubblico” contratto dagli Stati costituzionali con le banche centrali. Controllando quest’ultime – che, lo ricordiamo, sono totalmente svincolate dal controllo pubblico – immette e toglie dal mercato quantità di danaro tali da generare a suo piacimento quel ciclo economico che dallo sviluppo porta sempre alla depressione, poi alla guerra, in seguito alla ricostruzione e quindi di nuovo allo sviluppo. Un ciclo in cui a perderci sono sempre i popoli e a guadagnarci sono sempre i soci "privati" delle banche centrali. Il debito pubblico - vera truffa della "modernità" illuministica - non si potrà mai estinguere fintanto che le nazioni non si riapproprieranno della sovranità monetaria usurpata dalla Nuova Signoria. Una Signoria “geniale” perché “occulta”, nascosta, senza un territorio e senza un signore. Che manovra la finanza, decide i tassi di interesse, provoca a proprio piacimento inflazioni e deflazioni, riduce il potere d’acquisto della moneta per farci lavorare sempre di più e renderci sempre meno padroni dei nostri beni. Di fatto gli Stati europei, e ancora di più dopo l'introduzione dell'Euro, sono "proprietà" non dei cittadini ma dei soci “privati” della Banca Centrale Europea. Gli Stati, da sovrani, sono diventati mero strumento nelle mani del signoraggio monetario per schiavizzare i popoli attraverso la grande truffa del debito pubblico.

Se riusciremo a scrostare la retorica risorgimentale da personaggi come Crispi, Mazzini e Cavour, e li inquadreremo invece dentro questo grande progetto massonico di assoggettamento delle nazioni europee al nuovo “ordine mondiale” anti-cristiano, si capirà facilmente chi furono i traditi e chi i traditori. Ma soprattutto si capirà che Crispi, in quanto parte in causa, non può certo essere considerato una “colomba idealista”. Gli interessi di un massone, di un illuminista senza patria, quale egli fu, non potevano certo coincidere con quelli del Popolo e della Patria Siciliana. E certo proprio lui non poteva scandalizzarsene.

Mi spiace Abbate Vella, forse stavolta non ti ho capito fino in fondo, ma Crispi colomba proprio non ce lo vedo: fu un usurpatore, represse nel sangue i Fasci Siciliani, trattò il suo popolo alla stregua di tutti gli altri invasori “illuminati” e anti-cristiani che ridussero in miseria la nostra Sacra Nazione.

Con la stima di sempre,

Piermarco Burrafato

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Note:

(1) L’Isola - Anno IX - n° 5 - 1/15 settembre 2007

Gonzalo ha detto...

Rileggendo la storia del Risorgimento e delle rivoluzioni simili svoltesi in europa da un punto di vista Cattolico si ottiene l'interpretazione corretta di ciò che successe e cio che sta succedendo oggi, infatti la Chiesa Cattolica di Roma viene costantemente messa sotto attacco dai poteri forti massonici.

Le Due Sicilie ed il loro popolo hanno perso in questa guerra tra Chiesa e massoneria.Ma per il cattolico vero la sconfitta non è che la preparazione della vittoria finale, perchè si possono perdere tutte le battaglie ma è sicuro che vinceremo la guerra.

Gesù morendo in croce non fu "sconfitto"?

saluti

Abate Vella ha detto...

Cari amici, grazie per gli interessanti commenti.
In effetti con questo post cercavo di suscitare qualche perplessità, e mi sembra di esserci riuscito.
Vorrei puntualizzare meglio due questioni su tutte:
1) La storiografia ufficiale del risorgimento è completamenta falsata, e su questo siamo tutti d'accordo. Una cosa però non è stata travisata dall'ufficiliatà, ma questa non vuole essere accettata nè dai siclianisti nè dai borbonici e meridionalisti in generale, pur essendo di fondamentale importanza. Sto parlando del fatto che nel 1860 la Sicilia era veramente in fermento (un fermento simile a quello odierno direi...) e che non ne voleva sapere più dei Borbone che nel 1814 avevano cancellato la sua autonomia. Finimmo sicuramente in una brace peggiore (anche per i tradimenti che tutti sappiamo), ma credo si debba prender coscienza del fatto che allora fecimo una scelta (come popolo) anche se poi non siamo riusciti a gestirne le conseguenze.
2) Crispi. Crispi è una figura forte e complessa, difficilmente etichettabbile solo come traditore. Nel senso che sicuramente tradì le aspirazioni siciliane, ma per quanto massone non penso che lo fece per favorire volutamente lo straniero: aveva un idea diversa da quella del Popolo Siciliano e preferì egoisticamente seguirla.

Con questo post vorrei porre l'accento sul fatto che anche noi siciliani abbiamo le nostre contraddizioni interne, e proprio un Crispi o uno Scelba, politici di grande statura ma deleteri per la loro patria, dimostrano queste contraddizioni. Un popolo che vuole maturare (o meglio, tornare ad essere maturo) deve tenere conto di queste contraddizioni, discuterle senza pregiudizi e sapere come fronteggiarle.

Infine una precisazione sulla domanda sull'Italianità: la domanda è un po un bluff. Qualunque sia la risposta che diamo, questo non risolve un bel niente. Ci troveremo sempre con le stesse contraddizioni di prima in quanto anche chi risponde si (siamo italiani) continuerà a porre dei distinguo, tornando di nuovo all'inizio del post....

tizio ha detto...

sono il primo anonimo che per evitare confusione mi chiamerò tizio.
la religione greca è molto più profonda e ricca di significati di quanto tu possa immaginare. quella cristiana non ha fatto altro che copiarne il suo significato.
la chiesa in questa lotta contro la massoneria non ne è uscita affatto sconfitta, difatti in Sicilia, il capo religioso era il Re, dai tempi di Ruggero II. con l'annessione piemontese, il papato scese a patti; in Sicilia il Re perdeva questo compito religioso e per di più i beni ecclresiastici o delle famiglie che investivano nei figli preti, dopo essere atati confiscati dal regno sabaudo, sarebbero diventati della Chiesa Romana.
Quindi nemmeno loro si salvano da un giudizio più che negativo

Piermarco Burrafato ha detto...

Tizio, interessante questa tesi. Quindi secondo te i sabaudi fecero un favore alla Chiesa Romana. Davvero una tesi interessante. I sabaudi, fautori di una rivoluzione liberale e giacobina capeggiata da massoni del calibro di Mazzini e Cavour, sarebbero stati invece degli alleati della Chiesa di Roma... davvero interessante.

O forse sarebbe il caso di dire che senza i piemontesi, quei beni ecclesiastici sarebbero ancora lì dov'erano sempre stati da secoli. E, aggiungo, di sicuro senza i sabaudi ci saremmo risparmiati la più grande emigrazione di massa che il Meridione abbia mai conosciuto.

Paghiamo le conseguenze di una pulizia etnica a opera di un'elite di rivoluzionari liberal-massoni che hanno sempre mal digerito la nostra devozione religiosa, il nostro attaccamento al cattolicesimo.

Il razzismo contro di noi è vivo e vegeto e deriva essenzialmente da un disprezzo per la nostra cultura cattolica, per il nostro rifiuto a quella mitica Riforma luterana che si è invece compiuta nel Nord Europa e in parte ha toccato anche il Nord Italia.

Gonzalo ha detto...

X Abate Vella,

Non sono d'accordo su queste aspirazioni del popolo siciliano.
Che voleva liberarsi si ma di alcuni nobilacci che pretendevano di fare la bella vita a Palermo e godere dei frutti altrui, ovvero dei poveri contadini...

Onestamente non penso che nel 1814 i siciliani avessero di queste aspirazioni così complesse.

Ma anche oggi e forse oggi più che ieri e non solo ai siciliani, più che la forma di governo interessa arrivare a fine mese.
Pensa per un attimo se vi fosse ancora oggi uno stato pontificio, faremmo carte false per emigrarvi...

Il periodo dei parlamenti(1814), il periodo dei moti(1848)(1860) altro non furono che delle cose premeditate e supportate dall'Inghilterra massonica.

Anche in Austria l'imperatore aveva concesso la costituzione ed il parlamento, ma successe una confusione tale ed un casino(come appunto successe in Sicilia) che blocco l'attività socio-economica dalla nazione.

Adesso ormai una costituzione ce l'abbiamo, un parlamento ce l'abbiamo, ma la corruzione che c'è oggi forse solo ai tempi dell'impero romano...

saluti

tizio ha detto...

caro buraffato, non capisco cosa centri l'attacco alla chiesa con la pulizia etnica effettuata in Sicilia. sono due cose distinte e separate.

la chiesa di Roma è stata sempre contro la Sicilia, a partire dai tempi arabi, difatti gli Altavilla li portarono loro, essi servivano a spazzare gli arabi e fare della sicilia una colonia pontifcia, ma le cose non andarono per il verso giusto, infatti con Ruggero II nacque un regno indipendente, che nei piani della chiesa non doveva esistere.
Per non parlare poi del periodo di Federico II; l'apice si raggiunge con Manfredi, dove il papa nominò illeggittimamente Re, Carlo d'Angiò, e che i siciliani scacciarono.
Con Federico III, la chiesa voleva che il neo Regno di Sicilia (Trinacria), a senso loro doveva sottomessersi al regno di Napoli
E' proprio da qui che nascono i problemi per il Regno di Sicilia e che porterà poi al crollo del Regno delle Due Sicilie (invenzione di Ferdinando III di Sicilia e IV di Napoli).
Se la chiesa non ci avesse messo la zampino come al suo solito, sarebbe esistito solo il Regno di Sicilia, quello legittimo con capitale Palermo.
Per i Savoia fu facile illudere ed ingannare molti siciliani ingenui con la promessa di liberarli da un'oppressione se non economica, politica.

Come ho già detto Urbano II aveva concesso a Ruggero I, l'apostolica legatia, il diritto di essere il capo della chiesa siciliana, diritto che mantennero tutti i Re di Sicilia e questo alla chiesa bruciava un pò, per di più i beni ecclesiastici non appartenevano alla chiesa di Roma.
Mi pare che ci siano tutti gli indizzi per pensare che la chiesa volesse la fine del regno delle due sicilie.
Se questi massoni volevano la fine del cristianesino, come mai il papa restò al suo posto?
gli tolsero qualche territorio e nulla più, come mai?
dall'annessione della Sicilia al piemonte, il papa diventò il capo della chiesa siciliana.
Per me la religione, negli sconvolgimenti politici dell'ottocento, non centra nulla, è stata solo una questione economica e la chiesa ci rientra in quanto Stato ricco e potente.

Piermarco Burrafato ha detto...

Caro Tizio,

Ti sbagli, fu anche e soprattutto guerra "di religione". Di seguito un paio di articoli che lo dimostrano:

1. Una guerra civile tra cattolici & massoni - di Angela Pellicciari
2. Riforma e risorgimento - di Vittorio Messori

un amico ha detto...

Caro tizio,

nel tuo ultimo intervento cadi spesso in contraddizione.

La Chiesa non è stata contro la Sicilia ai tempi degli arabi, semmai è stata contro gli arabi, e questo è comprensibile.

Come fai a dire che il regno di Ruggero non doveva esistere nei “piani” della Chiesa, se fu lo stesso Urbano II che conferì all’Altavilla la Legatio Apostolica.”

Prima dici che “la chiesa voleva che il neo Regno di Sicilia (Trinacria), a senso loro doveva sottomessersi al regno di Napoli”; poi dici tutto il contrario: “Mi pare che ci siano tutti gli indizzi per pensare che la chiesa volesse la fine del regno delle due sicilie.”.

La questione della Legatio si risolse nel 1728 con il riconoscimento della Chiesa alle antiche prerogative del Re di Sicilia che in quel momento era Carlo VI D’Asburgo, imperatore cattolico d’Austria. In quell’occasione non vi furono atti o citazioni che possano far pensare ad un diverso soggetto titolare della la proprietà dei beni ecclesiastici in Sicilia.

Ha ragione Burrafato a dire che i massoni volevano anche la distruzione del cristianesimo: lo dicono loro stessi. Informati.

un amico

tizio ha detto...

nel mio intervento non c'è nessuna contraddizzione.
devi capire che quelli citati da me, sono eventi che non sono accaduti giorno dopo giorno, ma nell'arco di anni e di secoli; cambiamo i regnanti, cambiamo nome gli Stati, cambiano le alleanze, ma la chiesa ha sempre cercato il proprio profitto.
Ruggero I doveva consegnare la Sicilia araba alla chiesa, invece prima lui e poi suo figlio Ruggero II, crearono uno Stato indipendente che non appoggiava la chiesa e dove arabi, cristiani, graci, convivevano armoniosamente, cosa impensabile per una chiesa che organizzava crociate(guerre economiche).
ai tempi di Federico III, il papa voleva che il regno di sicilia (Trinacria), si sottomettesse a quello di napoli, perchè quest'ultimo era governato dai discendenti di Carlo d'Angiò, che era stato mandato dal papa ad occupare l'originale regno di sicilia (quello da Palermo a Napoli) ed invece i siciliani, con grande affronto alla chiesa e agli Stati che l'appoggiavano, avevano cacciato i francesi.
Sulla fine della legatio apostolica cercherò altre informazioni.
io vorrei proprio capire, visto che dite che i cristiani persero questa guerra contro i massoni, come mai la religione cristiana è la prima al mondo ed il papa influenza la politica mondiale?
nella storia dell'uomo non esiste una guerra fatta per scopi religiosi.

un amico ha detto...

Caro tizio,

tu hai scritto:"la chiesa di Roma è stata sempre contro la Sicilia, a partire dai tempi arabi, difatti gli Altavilla li portarono loro...".

Non è così: i normanni in Sicilia furono chiamati da un capo musulmano, Ibn-at-Thumnah, che voleva risolvere con il loro aiuto i contrasti che aveva con gli altri arabi di Sicilia.

Tu scrivi:"la chiesa in questa lotta contro la massoneria non ne è uscita affatto sconfitta, difatti in Sicilia, il capo religioso era il Re, dai tempi di Ruggero II"

Poi scrivi:"infatti con Ruggero II nacque un regno indipendente, che nei piani della chiesa non doveva esistere."

Questa è una contraddizione.

Tu scrivi:"con l'annessione piemontese, il papato scese a patti; in Sicilia il Re perdeva questo compito religioso e per di più i beni ecclesiastici o delle famiglie che investivano nei figli preti, dopo essere atati confiscati dal regno sabaudo, sarebbero diventati della Chiesa Romana."

Poi scrivi:"Se questi massoni volevano la fine del cristianesino, come mai il papa restò al suo posto?
gli tolsero qualche territorio e nulla più, come mai?"

Questa è una contraddizione.

In realtà la Chiesa perse un patrimonio in beni mobili ed immobili inimmaginabile, pari al debito pubblico dello stato sabaudo di allora che era all'incirca un terzo del debito pubblico italiano odierno: mille milioni di miliardi delle vecchie lire. Ed il grosso di questo patrimonio lo perdette proprio in Sicilia.

Non c'era una Chiesa di Roma ed una di Sicilia. Lo attesta anche il fatto che nel 1728 il papa conferma le prerogative al re di Sicilia derivanti dalla Legatio Apostolica, senza accennare minimamente a questioni di titolarità di proprietà dei beni ecclesiastici esistenti in Sicilia.

Tu dici:"Se questi massoni volevano la fine del cristianesino, come mai il papa restò al suo posto?"

e, poi:" io vorrei proprio capire, visto che dite che i cristiani persero questa guerra contro i massoni, come mai la religione cristiana è la prima al mondo ed il papa influenza la politica mondiale?"

Ebbene, ti do qualche spunto per riflettere:

"Ecco come il Capo supremo della Massoneria Universale, Albert Pike, nella sua lettera del 15 agosto 1871, al suo vice e Capo degli Illuminati, Giuseppe Mazzini, illustrava lo scopo finale del loro piano, formulato in tre Guerre Mondiali: «Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente alle nazioni, in tutto il suo orrore, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora, ovunque, i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari (...) riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata finalmente alla vista del pubblico; manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo, conquistati e schiacciati allo stesso tempo!»."

"La circolare, del 3 dicembre 1887, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Adriano Lemmi, a tutte le Logge d’Italia, diceva: «L’anniversario del 20 settembre 1870 del giorno in cui Roma è diventata capitale d’Italia, e nel quale il potere temporale del Papa è stato rovesciato, riguarda la Frammassoneria esclusivamente. Esso è un anniversario, una festa puramente e semplicemente massonica, perché determina il giorno d’arrivo della Massoneria italiana a Roma, meta cui essa s’indirizzava da così lunghi anni»."

"Il massone del 33° grado, Domenico Margiotta, abiurata la Massoneria e convertitosi al cattolicesimo, nel suo libro “Ricordi di un trentare ...”, su questa data, scrive:

«Infatti, la data del 20 settembre 1870 non è una data italiana soltanto; è soprattutto una gran data frammassonica. Essa segna, contempraneamente, la soppressione del potere temporale del Papa e la nascita di un Rito Supremo, introdotto nella Massoneria, per dare il carattere satanico a quella vaga divinità più o meno ben conosciuta sotto il nome di “Grande Architetto dell’Universo”.

«Mazzini, negli ultimi anni che precedettero la presa di Roma s’era messo in relazione con un capo Massone di Rito scozzese americano, il F... Alberto Pike, presidente del Supremo Consiglio di Charleston, e gran cabalista, che si era dedicato, con passione, a tutti gli studi dell’occultismo, ed era onorato di grande influenza dal punto di vista dottrinario.

«Ora, come aveva voluto l’unità d’Italia, per abbattere il potere temporale della Santa Sede, Mazzini macchinava per l’unità della Massoneria, per distruggere la Chiesa nella sua potestà spirituale. "

"I Savoia per amore di regno e quindi per furto - come scrive D’Azeglio nei suoi ricordi - diventano fautori dell’ideologia massonica e della religione protestante che apertamente combattono la cultura e la religione nazionali. Grazie a questa scelta strategica che rende il Piemonte docile feudo della cultura inglese, americana, tedesca, di parte del Belgio e dell’imperatore Napoleone III, i Savoia godono dell’appoggio incondizionato dell’una o l’altra di queste potenze e realizzano l’unità d’Italia sfruttando fino in fondo e con grande spregiudicatezza l’unico elemento in proprio favore: la radicale disomogeneità culturale e religiosa con il resto della penisola. "

"Il credo di Garibaldi è il seguente: il prete è "il vero rappresentante della malizia e della vergogna, più atto assai a la corruzione e al tradimento dello schifoso e strisciante abitatore delle paludi"; il gesuita è "il sublimato del prete": "quando sparirà - si domanda - dalla faccia della terra questa tetra, scellerata, abominevole setta, che prostituisce, deturpa, imbestialisce l’esser umano?". Tanto è lo schifo che Garibaldi nutre per tutto quanto ricorda Santa Romana Chiesa e i suoi rappresentanti, che per i preti arriva ad immaginare un rimedio attuato circa un secolo dopo nei confronti degli odiati "borghesi" dalla fantasia malata di un altro grande della storia: Mao Tse-Tung."


Un saluto

un amico ha detto...

Pardon, volevo dire a proposito dell'ammontare del terzo del debito pubblico italiano odierno:
un milione di miliardi delle vecchie lire.

tizio ha detto...

ricominciamo...
1)sugli altavilla non c'è nessuna contradizione, inizialmente furono chiamati e finanziati dalla chiesa per latinizzare la sicilia e renderla colonia pontificia, ma strada facendo, ruggero I e suo figlio, invece, crearono uno Stato indipendente, tradendo la chiesa, anche se essi cmq avevano in parte portato a termine l'obiettivo di latinizzare la sicilia.
2)l'unica contraddizione che vedo è la tua:
"Non c'era una Chiesa di Roma ed una di Sicilia. Lo attesta anche il fatto che nel 1728 il papa conferma le prerogative al re di Sicilia derivanti dalla Legatio Apostolica, senza accennare minimamente a questioni di titolarità di proprietà dei beni ecclesiastici esistenti in Sicilia."
se il papa conferma la legatio, significa che conferma al re di essere il capo della chiesa in sicilia.
Ciò non significa che esisteva una chiesa di roma ed una siciliana, ma che della chiesa romana in sicilia se ne occupava il Re.
Ti ho già ripetuto che i beni sequestrati dai savoia, appartenevano alle famifìglie che avevano investito nei figli che intraprendevano la carriera ecclesiastica e non al vaticano.
infine, nonstante queste dichirazioni da te citate, non vedo risposta alla mia domanda su come mai, se affermi che la chiesa fu sconfitta dalla massoneria, essa è ancora la prima religione al mondo e il papa è il politico più potente.

un amico ha detto...

Caro tizio,

i testi storici parlano di un intervento in Sicilia dell'esercito normanno, che in quel periodo aveva caratteristiche di esercito mercenario, su richiesta di una delle fazioni musulmane in lotta tra di loro nell'isola.

Non capisco, poi, cosa intenti con il termine "latinizzare"la Sicilia. Vuoi dire riportare la lingua latina in Sicilia? O vuoi dire riportare la religione cristiana in Sicilia?

Tu dici:"la chiesa in questa lotta contro la massoneria non ne è uscita affatto sconfitta, difatti in Sicilia, il capo religioso era il Re, dai tempi di Ruggero II"

Quindi tu affermi allo stesso tempo che la massoneria risale ai tempi di Ruggero e che la Chiesa, con la Legatio Apostolica, ci ha guadagnato.

Poi, però, dici:"Urbano II aveva concesso a Ruggero I, l'apostolica legatia, il diritto di essere il capo della chiesa siciliana, diritto che mantennero tutti i Re di Sicilia e questo alla chiesa bruciava un pò".

Tu dici:"con l'annessione piemontese, il papato scese a patti; in Sicilia il Re perdeva questo compito religioso e per di più i beni ecclresiastici o delle famiglie che investivano nei figli preti, dopo essere atati confiscati dal regno sabaudo, sarebbero diventati della Chiesa Romana."
Ma che razza di patto fu quello!
Se tutti i benefici andavano alla Chiesa, cosa rimaneva ai Savoia?

A proposito, poi, dei beni ecclesiastici in Sicilia, tutti gli storici siciliani e sicilianisti sono concordi nel dire che essi appartenevano alle congregazioni religiose, gesuiti e liguorini in particolare.

Se fossero stati di proprietà delle famiglie dei "preti" non si capisce a che titolo furono confiscati e venduti dal nuovo regno dei Savoia.

Infine, se tu distingui la religione cattolica della Chiesa di Roma da quella che appartiene alle Chiese protestanti, si può tranquillamente affermare che quella cattolica non è più la religione più diffusa del mondo.

Si può anche affermare che il protestantesimo e la massoneria sono facce della stessa medaglia.

Concludendo, che il papa sia il politico più potente del mondo è veramente comico.

Anonimo ha detto...

Sono il secondo "anonimo",
come Tizio scelgo il nome di Marabitu, che sarebbe il nome del qadi mussulmano che fino all'ultimo combattè Federico II, dopodichè continua la lotta sua figlia Mirabella (la bella principessa(Amir)), perchè sono origininario dei quei posti che cercarono di difendere strenuamente.
Ho seguito a distanza di qualche settimana il dibattito sui inglesi/massoni/chiesa cattolica.
Con tutto il rispetto per l'insegnamento di Gesù Cristo, in cui ho fede, dobbiamo scindere il il potere della gerarchia religiosa dal comune sentimento religioso. Come ben sappiamo la Chiesa Romana riceve peso/valore "politico" dall'imperatore Costantino perchè rinosce(!?!?!?) in lui il nuovo cristo e di contro ha l'appoggio politico/militare dell'Impero (vedi S.Ambrogio prima funzionario imperiale poi vescovo).
Con il tempo la gerarchia romana elabora i propri "precetti", "misteri" e quant'altro possa convogliare a far riconoscere nel cristianesimo, i valori religiosi dei popoli pagani.
Ma purtroppo la ricchezza inorgoglisce le persone e il connubio papato-impero si rafforza o si indebolisce a secondo del prevalere dell'uno e dell'altro.
Di conseguenza la gerarchia ci costringe a farci "confessare" i ns peccati, che non sono altro che modelli mentali per controllarci, il venire meno a certo moralismo connesso a questi modelli sono "peccati".
Scusate questa lunga premessa, per dire che purtroppo i poteri politici, qualsiasi essi siano, hanno solo voglia di perpetuarsi.
Questa estate ho acquistato un bel libro sui "Beati Paoli" ovvero "I Biati ri Paula", la loro origine e tutta la società siciliana del primo trentennio del 500. Ciò che ho letto la dice lunga su certe confraternite/consorterie tutte ben ammantate sotto la Chiesa ma che di fatto servivano solo a difendere certi privilegi acquisiti dalle cariche pubbliche e che a suo tempo usavano l'inquisizione solo per eliminare avversari scomodi nel concorso a posti di rilievo.
Questi confraternite fecero fallire anche il tentativo di Gian Luca Squarcialupo (Carcilupu) di instaurare una Repubblica Siciliana nel luglio del 1519.
Prima di terminare il lungo escursus storico voglio solo rammentare come nel mio post precedente, ma per risolvere i problemi di oggi che possiamo fare.
Perchè il nostro Popolo deve continuare a subire questa emorragia di giovani?
La Chiesa Siciliana, sinceramente, la vedo messa male. Come tutto il Popolo, non ha voce in capitolo, deve dipendere dalla gerarchia romana, la quale purtroppo al suo interno ha pure i grembiuletti sotto la sottana. Mi fermo qui.
Voglio solo ricordare che nel 1917 a Fatima la Madonna chiese la conversione della Russia, ma qualcuno (segretario di stato) nel Vaticano alla richiesta del Papa di allora, la lasciò nel limbo, ovvero cercò di farla cadere nel dimenticatoio.
Diò c'è per tutti, si può chiamare con altri nomi come Allah, ma non ci ha creato per farci fottere uno con l'altro, vuole la nostra felicità. Guardiamo al presente e cerchiamo di risolvere i problemi della Sicilia ovvero come ripudiare i parassiti (servono anche quelli in natura) ma che ognuno faccia la propria parte.
VIVA LA SICILIA!!!!

Abate Vella ha detto...

Cari amici,

ho l'impressione che ci sia troppo irrigidimento nelle rispettive posizioni.

Il moderno concetto di destra\sinistra, bianco\nero mal si adatta alla realtà politica dei tempi che in questi commenti si stanno analizzando.

Non credo si possa dire che la Chiesa fosse contro il regno di Sicilia o a favore di esso in senso univoco.

Sicuramente il rapporto tra il Vaticano e Palermo è sempre stato conflittuale, ma da qui a dire che la chiesa fosse "contro" ce ne passa. Certo la Chiesa deve fare i suoi interessi, ed una volta chiuso il pericolo arabo (e SOPRATUTTO quello bizantino, ed anche qui ci sarebbe molto da discutere) ha fatto di tutto per riprendersi la legatio.

Ho già esaminato molto liberamente quello che avvenne durante il risorgimento nel post "I ceci dei Savoia": la chiesa ci ha guadagnato nella fine del Regno di Sicilia, ma sicuramente non era quello il modo in cui avrebbe voluto guadagnarci. Diciamo che fece buon viso a cattivo gioco e che non potendo fare diversamente per lo meno si riprese la legatio.

Questo non significa certo che noi siciliani - indubbiamente cristiani sino al midollo - dobbiamo aprire le porte a Roma e lasciare che la Chiesa faccia il bello e cattivo tempo in Sicilia.

D'altronde la Chiesa oggi si trova in difficoltà, e potrebbe essere di nuovo la Sicilia a venire in suo soccorso come fece già un migliaio di anni fa.

Cosa chiederemo in cambio?

Anonimo ha detto...

Che faccia veramente la chiesa cristiana, ovvero che i suoi vescovi siciliani in primis si diano da fare a prendere coscienza dei diritti del nostro Popolo Siciliano. A cominciare a fare la messa in lingua Siciliana.
Ma come ho detto nel post di Marabitu, la chiesa deve smettere di pensare in modo misogino. Semmai suggerei il rito orientale, non voglio dire che diventiamo ortodossi, ma consentire il matrimonio ai preti, perchè siano esempio di vita cristiana familiare. Così non avrà rimorsi per certe "debolezze" dei preti.
Ma sinceramente propenderei per una Chiesa Autocefala Siciliana, che poi il papa voglia venire ben venga, ma si limiti solo al messaggio di fede, e che curi i "casini" della sua diocesi e di chi gli dà "obbedienza".
Purtroppo io non andrei a nessuna trattativa con questa gerarchia romana, son bravi pure loro a venderci, vedi il libro di Sciascia (dalla parte degli infedeli)!!!!

Gonzalo ha detto...

Secondo me si sta facendo su questo blog l'errore di mischiare la religione con la politica.
Tutti questi problemi sono nati quando l'uomo si è messo in testa di fare una propria legge(pur essa presa a modello dalla Legge Divina) e metterla al di sopra della stessa Legge Divina.
Gli effetti nefasti di questa operazione si vedono soprattutto nei paesi anglosassoni dove ormai non si uccide perchè lo dice la religione ma perchè la legge penale lo vieta.
Il problema è che i dieci comandamenti rimangono immutati nel tempo mentre la costituzione, cambia, eccome, vedi tutte le leggi ad-personam e la legalizzazione dell'aborto(leggasi omicidio)

Ecco perchè una volta c'erano i Re per Grazia di Dio
Perchè il Re(la legge dell'uomo) doveva cmq sottostare alla Legge Divina.
Per questo era il Papa che incoronava il Re.
Per questo il Re scomunicava a destra ed a manca(forse anche sbagliando)

Ma non dimentichiamoci che il Papa Romano, chiunque esso sia, è sempre il Vicario di Cristo e come tale va rispettato.

Questo è il pensiero di un tradizionalista cattolico.

Che conosce il perdono.

Purtroppo tutte le accuse infamanti attuali contro la Chiesa vengono promosse e lanciate dalla massoneria.

Difendiamo la Chiesa ed il Papa ad ogni costo, anche andando contro i nostri stessi interessi o i nostri ideali.
Potremmo essere messi alla prova anche su questo....

Al mio amico R.B.(Anonimo) che ha scritto:
"Dio c'è per tutti, si può chiamare con altri nomi come Allah, ma non ci ha creato per farci fottere uno con l'altro, vuole la nostra felicità"

Io rispondo e concludo:
Luca 12, 49-57
"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!
C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.
D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.
Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?»

TIZIO ha detto...

perchè Vanna Marchi che prendeva in giro la gente con formule magiche e pozioni, l'hanno arrestata per truffa, ed il papa e tutti i preti che ci dicono cosa dobbiamo fare su non si sa quale base, no?
tutti e due parlano di cose che non si possano dimostrare, chi lo sa se la formula magica ha effetto? chi lo sa se la preghiera funziona?
in definitiva tutti e due sfruttano le persone.
io non sono così arrogante da dire ESISTE, senza poterlo dimostrare, io dico:"chissà, può essere, come non può essere".

X un amico
per quanto riguarda cosa vuol dire latinizzare la sicilia; significa portare la lingua latina ed il rito cristiano latino, in quanto la sicilia era di rito greco-ortodosso, oltre a scacciare la presenza dei musulmani.
poi tutte le altre cose che hai detto,sono insensate. ti consiglio di rileggere più attentamente i miei post.

x abate vella
io mi sono espresso male dicendo che la chiesa è scesa a patti con i savoia, ma la cosa che è certa è che ci ha guadagnato alla grande sulla Sicilia.

Per quanto riguarda massoneria-religione cristiana, come ho già detto, nella storia dell'uomo non esiste una sola guerra fatta per scopi religiosi.
l'obiettivo della massoneria, a mio modesto avviso, era quello di annientare il potere della chiesa, non distruggere la religione cattolica, e la prova sta nel fatto che al papa fu tolto solo il POTERE TEMPORALE, per il resto, restò al suo posto come capo della chiesa romana.
quindi, come al solito fu tutta una questione economica e di potere.
SALUTI

Gonzalo ha detto...

Gentile Sig. Tizio,
da quello che leggo lei non è credente o ha gravi problemi di fede.
Mi chiedo dunque come può pretendere che le sue convinzioni in tema di religione vengano liberamente accettate.
Ma secondo lei un credente cattolico potrebbe mai accettare di passare all'ortodossia anche se c'era una volta in Sicilia?
La Chiesa ortodossa è riconosciuta da quella Cattolica, perchè ha mantenuto i Dogmi originali ed è ben altra cosa rispetto al protestantesimo, religione ormai svuotata di Cristo.
Ma da qui a tornare all'Ortodossia ce ne vuole.
(Ma se anche fosse lei si deciderebbe a tornare in Chiesa?)

La invito affettuosamente a tornare nella Grazia di Dio, vedrà il mondo con degli occhi diversi.

saluti

tizio ha detto...

"Ma secondo lei un credente cattolico potrebbe mai accettare di passare all'ortodossia anche se c'era una volta in Sicilia?"
nessuno le ha chiesto di fare questo o perlomeno non io.
i post non vanno solo letti, ma vanno compresi.
saluti

Anonimo ha detto...

Caro Tizio,
sono il secondo anonimo-Marabitu,
concordo con te che alla fine è solo una questione economica e di potere.
Caro Gonzalo, io sinceramente sono vissuto con un parentato di suore e preti.
Lo dico per esperienza, vedere le mie zie suore, dopo aver fatto per 50 anni tutto il possibile per aiutare gli altri, ed adesso ridotte a stracci per demenza senile, dico a cosa è servito?
Certo Gesù Cristo è venuto a portare la spada, cioè a rompere i compromessi di chi allora accettava il giogo romano per un benessere economico, ma purtroppo come dice il comandamento ci dobbiamo "AMARE".
VOGLIO FERMARMI SULL'ASPETTO RELIGIOSO.
COME DICEVA MARITAIN, OGNUNO PORTA IL SUO CONTRIBUTO AL BENESSERE DELLA SOCIETA', DAL CONTADINO CHE LAVORA NEI CAMPI, ALL'OPERAIO DELLA FABBRICA, ALL'ARTIGIANO, ALLO SCRITTORE, AL BIBLIOTECARIO, AL SOLDATO, ALL'INTELLETTUALE, CIASCUNO FA CIO' CHE GLI AGGRADA.
CERTO QUANDO TUTTI CI SENTIAMO MINACCIATI SCATTA LA SOLIDARIETA', CERCARE DI DIFENDERE LA NOSTRA CULTURA, CHE NON E' STATA MAI CHIUSA VERSO ALTRI. SEMMAI LA CHIUSURA C'E' STATA DA PARTE DI CHI RICOPRE POSIZIONI DI PRESTIGIO E DI RENDITA, E PURTROPPO QUESTI GRUPPI PUR DI SALVAGUARDARE I LORO PRIVILEGI CI VENDETTERO AGLI IBERO-ASBURGICI E VIA AVANTI.
Purtroppo la storia siciliana dal 1500 è stata fatta così. VOGLIAMO CAMBIARE?

Gonzalo ha detto...

E' servito alle tue zie perchè loro si sono guadagnati un posto in paradiso in prima fila.
Ma questo non significa che tutti noi dobbiamo farci preti(la vocazione non è per tutti)
Non significa che la vita è solo spirituale e basta(non mangiamo, non dormiamo, non procreiamo?)
Queste persone che si donano aiutano gli altri nelle loro sofferenze, dunque nella loro vita materiale.

Per me viene Dio prima dell'ideale sicilianista, e col tempo ho scoperto che le due cose non solo sono compatibili, ma il Primo mi aiuta nel secondo.

Per il resto mi trovi d'accordo.
saluti

L'Ingegnere Volante ha detto...

Arrivo un po' in ritardo in questo dibattito. Ma lo trovo molto interessante e vorrei dire la mia. Condivido quello che scrive Burrafato. Anzi vorrei chiedergli se posso ispirarmi liberamente (per la serie "copia e incolla") a quello che ha scritto. Sono convinto che esista un fil rouge che lega la fine delle monarchie cattoliche con l'instaurarsi del signoraggio monetario e delle ideologie moderne.

Per quanto attiene alla diatriba guelfi-ghibellini vorrei dire un paio di cose. La storia insegna che tutte le volte che parti della Chiesa hanno preso la via "nazionale" per essere assoggettate al potere di Cesare, inevitabilmente Cesare prima o dopo le ha messe a tacere. Difatti nei paesi calvinisti le chiese sono desolantemente vuote e il materialismo ateo in quelle società ha preso grandemente il sopravvento. E lì i preti si possono sposare...

Quindi chi nel 2007 parla ancora di chiese nazionali svincolate da Roma, come se questo fosse il rimedio alla "corruzione papista", ho è in mala fede o è semplicemente in ritardo sulla storia.

Ai laicisti vorrei dire: trovo meno arrogante dire "Dio esiste" senza poterlo dimostrare, piuttosto che dare dell'arrogante a chi lo dice. Difatti chi dice "Dio esiste" senza poterlo dimostrare non offende nessuno. Chi da dell'arrogante a chi lo dice, invece, offende in un sol colpo milioni di persone!

Sabbinidica, -- Ing. Volante

L'Ingegnere Volante ha detto...

Per entrare nel merito del post de L'Abate Vella.

Siamo siciliani o italiani?

Direi, innanzitutto siciliani. Ma visto il contributo che abbiamo dato all'Italia in termini culturali - fin'anco il nome e la lingua - non vorrei certo lasciare loro tali ricchezze così gratuitamente. E no! L'italiano lo abbiamo inventato noi. Il nome Italia viene dalla Calabria. Quindi per molti aspetti noi siamo italiani, ma nel senso migliore del termine.

Per quanto concerne la nascita dello Stato unitario. Hai proprio ragione: senza di noi l'Italia non si sarebbe fatta. Infatti, se non avessimo rotto le palle (mi si consenta l'eufemismo) giocando ai rivoluzionari, oggi forse saremmo uno stato autonomo dentro il Regno delle Due Sicilie, e non l'ultima provincia dell'impero. Sono stracerto che i borboni fossero meglio dei Savoia, di Mussolini, di Togliatti e compagnia brutta.

Cordialmente, -- Ing. Volante

tizio ha detto...

"Difatti chi dice "Dio esiste" senza poterlo dimostrare non offende nessuno"
il problema è che siete voi che andate alla caccia di chi dice che non esiste o che potrebbe essere che esista.
può anche esistere un'entità superiore, un creatore, ma ho i dubbi sui personaggi creati dalla chiesa

tizio ha detto...

caro ing. volante, lei è un ipocrita, altro che non offende nessuno quando dice "dio esiste"; sono appena entrato sul suo blog, ho dato qua e là un'occhiata e ho capito che lei è un fondamentalista cattolico; basta leggere questo articolo http://loradelvespro.blogspot.com/2007/09/borghezio-protesta-contro-lislam-e.html
ma nemmeno gli altri scherzano.
lei è il primo degli arroganti, daltronde per giustificare la fede in qualcosa che non è dimostrabile, bisogna essere per forza arroganti e presuntuosi

L'Ingegnere Volante ha detto...

Egregio tizio,

La prego, continui ad offendermi, mi dia pure dell'ipocrita per le mie idee. Lei deve essere un'autorità morale a cui io certamente m'inchino.

Cordialmente, -- Ing. Volante

tizio ha detto...

io le ho dato dell'ipocrita perchè prima dice, che se lei afferma "Dio esiste", non offende nessuno, poi invece nel suo blog c'è un invettiva violenta contro l'islam.
per le sue idee, le ho dato del fondamentalista cattolico e non si offenda perche lei questo è, e lo si evince dalle affermazioni del suo blog.
i miei non sono insulti gratuiti, ma accuse che vorrebbero farla riflettere.
io per lei non potrò mai essere un'autorità morale in quanto non vesto l'abito bianco, non porto gioielli e pietre preziose addosso, non abito in uno Stato tutto mio e soprattuto non predico bene e razzolo male.
saluti

L'Ingegnere Volante ha detto...

Se desidera discutere le idee espresse nel blog L'Ora del Vespro, è libero di lasciarvi tutti i commenti che vorrà. Se lo farà, io sarò ben lieto di risponderLe punto per punto. Sempre che Lei si limiti al ragionamento, e non all'invettiva. Altrimenti le Sue accuse rimarranno soltanto gratuita intolleranza verso idee che non condivide.
Saluti