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martedì, gennaio 26, 2010

Il Consiglio 2.0

I pressanti impegni che hanno tenuto fermo il blog nelle ultime settimane hanno anche permesso di riflettere attentamente sugli scopi e sui contenuti dello stesso. Se vogliamo dirla tutta la lontananza dal mondo virtuale della rete, oltre a permettere un più ampio riciclo d'aria nei polmoni, ha scatenato una piccola crisi d'identità nell'“avatar” che questa pagina cura nei ritagli di tempo.

Una “crisi” maturata nell'ambito di una semplice constatazione: la situazione politica ed economica di oggi e le prospettive (positive o negative che siano) che si aprono per la nostra Terra sono profondamente diverse da quelle che suggerirono la nascita de “Il Consiglio” nel 2005.

Cinque anni fa la mancanza di un seppur piccolo spazio “Siciliano” che tentasse di rileggere e stravolgere le truffe ammansite non solo ai siciliani, ma a tutti gli italiani da una stampa completamente piegata agli interessi di precisi e riconoscibili gruppi di potere (sia locali che nazionali e/o internazionali) fu la molla che favorì questa nascita.

In base ad una decisione tattica cosciente, la strategia prescelta non fu quella di attingere commenti e deduzioni dalle cosiddette fonti alternative (qualcuno direbbe cospirazioniste...), bensì quella di mostrare la fallacità delle fonti ufficiali mettendo a confronto i bei quadretti da queste preconfezionati con lo sviluppo reale degli eventi in modo da evidenziare contraddizioni ed incongruenze tanto paradossali da non poter lasciare spiegazione alcuna se non quella dell'incompetenza e della malafede.

Il Consiglio non è stato certamente l'unico o il primo a scegliere questa strada, ma credo si possa dire che esso sia stato (e sia tuttora) uno dei pochi nel panorama nazionale italiano ad avere focalizzato l'obiettivo su una reinterpretazione dei fatti di cronaca giornalieri o dei temi storici più generali in chiave siculo-centrica (permettetemi la sottile auto-ironia...) senza cadere nei facili cliché del piagnisteo e della predestinazione al disastro perenne tipiche dei nostri animi levantini.

Oggi però, come detto, la situazione è cambiata e sicuramente non vi è più bisogno di collegarsi al Consiglio o ad altri siti a tematica “sicilianista” per sentire parlare di certi argomenti.

Oggi per realizzare il sogno di un'auto siciliana, coltivato da almeno due generazioni di nazionalisti, si muovono aziende internazionali grazie a fondi privati provenienti da tutto il Mediterraneo e grazie agli auspici di un imprenditore di Porto Empedocle, Simone Cimino (“Auto elettrica siciliana, ad aprile si comincia con le infrastrutture”, EconomiaSicilia.com 22 gennaio 2010).

Oggi la Regione Siciliana si dichiara nettamente contro la nuclearizzazione dell'isola con una presa di posizione senza precedenti, spingendosi a suggerire la propria contrarietà a simili soluzioni anche per le restanti regioni del sud ed addirittura per l'isola di Malta (“Nucleare in Sicilia? No, grazie
Approvato ordine del giorno del Pd all'Ars
”, SiciliaInformazioni.com 20 gennaio 2010).

Oggi la realizzazione dell'hub logistico Augusta-Catania-Termini Imerese si fa sempre più concreta e le dichiarazioni d'intenti dei cinesi sempre più pressanti (anche se la stramba idea dell'aeroporto di Gerbini, seppur ridimensionata, continua ad incombere sugli aranceti della Piana di Catania, “La Cina sarà più vicina con il futuro aeroporto di Gerbini”, EconomiaSicilia.com 20 gennaio 2010).

Senza contare la decisione della Sharp di utilizzare la Sicilia come centro di produzione per il bacino del Mediterraneo (si veda il post “Il sol dell'avvenire”) e tanti altri avvenimenti che indicano quanto attendibili siano i discorsi che questo ed altri siti hanno condotto in questi ultimi anni.

Continuare e tenere conto dei continui falsi allarmi mafiosi, delle minacce confezionate tra Roma e Milano, delle bugie di stampo massonico che i mezzi di stampa ancora a tratti allineati al decadente potere occidentale credono di poter diffondere impunemente, non farebbe più rimanere queste pagine all'avanguardia. La rilettura dei tragici fatti degli anni 90 o la rinascita della Nazione Siciliana sono ora argomenti concreti. Argomenti che non è più possibile tenere nascosti ma che stanno rompendo gli argini tracimando sulla carta stampata o sugli schermi televisivi.

Nel corso del 2010 il bisogno di collegarsi con Il Consiglio per comprendere cosa stia succedendo in Sicilia diminuirà sensibilmente.

Allora quale futuro (se vi è un futuro) per un blog come questo?

La risposta, il cambiamento di prospettiva, era forse già in atto in modo naturale (si veda ad esempio l'ultimo post, “Fratelli d'Egitto”), ma questa “pausa” ha permesso di affrontare il problema con maggiore precisione.

Se si vuole continuare a guardare lontano ed a prevenire lo svolgersi della storia preparandosi ad affrontarlo, piuttosto che subirlo, si deve allargare il campo uscendo definitivamente dallo stretto abito rinascimentale romano e proiettando la Sicilia (o meglio, il Regno di Sicilia...) nel mondo.

Se vogliamo andare oltre dobbiamo ora essere capaci di capire avvenimenti che avvengono in aree del globo sempre più lontane da noi ed interpretare gli effetti che essi avranno sulla nostra Terra. Dobbiamo cominciare a ri-collocare la Sicilia sul mappamondo osservando le conseguenze di questo ri-affiorare storico.

La Sicilia ed i Siciliani devono ora avere la capacità di ri-posizionarsi di fronte al mondo e di operare in esso. La funzione di Roma come filtro deve definitivamente scomparire dal nostro immaginario. Roma vale tanto quanto Tunisi da oggi in poi, un paese confinante da trattare secondo le norme di buon vicinato con il quale stringere accordi politici ed economici quando ciò possa giovare alla nostra Nazione.

Il Consiglio è pronto ad una nuova sfida.

15 commenti:

sR ha detto...

Da par mio ammetto la grande importanza che questo blog ha rivestito nella mia ricerca personale. Spiegazioni puntuali, collegamenti svelati, bugie distrutte è questo che fa del Consiglio uno dei luoghi d'informazione più interessanti che conosca.
Le tue analisi pregresse sono nel tuo archivio a testimonianza di ciò.
Qualsiasi strada prenda l'Abate io sono pronto a seguirlo. Ad accogliere le sue idee laddove condivisibili e a criticarle nel caso contrario.
Rinnova il Consiglio ma non privarcene, sarebbe una grave perdita.
Come dice uno dei lettori, rrusariu mi pare, assa birinika.
Spero di aver scritto bene.

Anonimo ha detto...

Abate
per quanto può valere posso dirti che io ho avvertito fino ad oggi la necessità di collegarmi quotidianamente al sito del Consiglio, al fine di avere una chiave di lettura degli accadimenti nazionali ed internazionali che nessun altro sito, o testata giornalistica, è stato mai in grado di fornirmi. L'apporto tuo si è rilevato fondamentale nella mia formazione socio-politica, e credo fermamente che la serie di accadimenti da te elencati non basta per poter affermare che da ora in poi ci sarà un'attenzione adeguata da parte degli organi di informazione alle vicende siciliane, soprattutto in chiave geopolitica internazionale. Spero vivamente che tu decida di abbandonare l'idea di non portare più avanti questo blog, spero che tu possa continuare ad incastrare correttamente gli avvenimenti che riguardano la nostra amata terra. Non per me, non per te Abate, per la nostra Sicilia...continua!
Luca

L'Ingegnere Volante ha detto...

Abate, ho l'impressione che tra i tuoi lettori si stia spargendo il panico per nulla. Se ti ho capito bene, ci sarà un nuovo Consiglio, altrimenti perché mai quel "2.0"?

Allora, non tenerci sulle spine... cosa dobbiamo aspettarci da Il Consiglio 2.0? (Forse qualcosa che già so e di cui abbiamo discusso qualche mese fa?)

In bocca al lupo e sempre in gamba!

Peppinnappa ha detto...

OK abate, concordo al 100%,grazie per averci suggerito sin ora un criterio per interpretare certi fatti, dandoci uno spunto per ragionare con la nostra testa. Ritengo strategica la tua nuova visuale e ti seguirò ancora, la Sicilia non può pensare a un suo futuro ripiegata su sè stessa. Gli antichi romani, i quali erano dei gran cornuti, ma indubbiamente dei politici di altissimo spessore dicevano: si vis pacem, para bellum. L'unico rammarico? Non poter discorrere personalmente, il grande limite del web.

zetan ha detto...

Dagli scambi intensi ed autentici si impara molto e dunque questo tuo ultimo post mi sorprende parecchio, ma più che il contenuto mi ha sorpreso come questa fase trapelava da un po’, da cosa esattamente non saprei spiegare ma l’avvertivo e, per onesta la riporto così com’è.

I ricercatori hanno l’esigenza di perseguire obiettivi per mantenere prioritariamente integro il sentimento di purezza che li contraddistingue e, gli consente di effettuare lavori che si stagliano sopra anche il loro tornaconto individuale. Dunque questa tua riflessione non può prescindere dalla condizione di ricercatore che ti porti dentro ed esprimi col vigore del giusto.

Esprimo la mia più profonda gratitudine per il tuo lavoro, come già in precedenza, messo a disposizione di tanti, me compreso, hanno colto un ritrovo che non ha mai prestato il fianco alle derive volgari che si celano spesso dietro tentativi analoghi. Questo è un altro merito che ti riconosco e sono certo di non essere l’unico in tal senso.

Comprendo pienamente la tua esigenza, sappi che hai la mia incondizionata approvazione qualunque sia la tua scelta, sii certo che qualora dovessi ritrovare la musa dell’entusiasmo verso rinnovati traguardi sarà colta senza tentennamenti da parte mia, con la motivazione di ritrovare l’aspetto più profondo degli eventi che coinvolgono e condizionano la nostro vita di Siciliani e di Persone Libere o che aspirano ad esserlo.

Grazie.

Paolo Franceschetti ha detto...

Insomma... non si è capito. Che farai cambi i temi da affrontare? Cambi stile?

Anonimo ha detto...

complimenti abate io come sempre apro tutti i giorni il tuo blog, dai sempre una chiave di lettura dei fatti accaduti interessantissima, per chi come noi è sicilianista e quindi ha a cuore l'indipendenza della sicilia e la conoscenza della notizie che non sia massonico-coloniale, leggere il tuo blog è diventata una necessità.
Credo che il percorso che stai intraprendendo si giusto, ma forse troppo prematuro, certo è che la strada che la Sicilia sta intraprendendo è quella giusta.
Continuerò cmq a leggere il tuo blog con la passione di sempre.

Gianluca Castriciano

rrusariu ha detto...

Bismillah, as ramin as raman!
Assà bbininika!

Caro Abate, saremo con te, ognuno di noi ormai si è "diplomato" alla tua accademia e senz'altro internet ha facilitato questo incontro-
La Kiazza virtuale ha favorito e rinvigorito u passìù, adesso pure li fimmini vennu a passiari, non ci sono solo gli stanchi anziani a ricordare le vite di una volta e i commenti senza speranza.
La gioventù sta riscoprendo il gusto della nostra storia che ci hanno nascosto. Un nuovo orgoglio rinasce, l'orgoglio di avere una propria storia a cui poter essere partecipi, senza bisogno del grande inciucio mediatico del grande fratello.

Adesso è ora secondo me di formare la nuova classe politica che sostituisca "i pensionati di 60 anni a chiedere elemosina", non dobbiamo essere più sulle spalle di nessuno. Enea è andato a roma, pertanto i suoi discendenti non sono più nostri fratelli...

Nuovi armi si stanno profilando all'orizzonte, ne abbiamo l'esperienza e dobbiamo prepararci a ciò.
L'uomo che disse che non ci possiamo fare niente a Giampilieri è stato bacchettato dagli mirikani, e come al solito il suo capo ha tirato giù il capo presso le forche mirikane...

Che la benedizione di Dio scenda sul nostro popolo... e abbia cura delle nostre anime libere....

amicopaolo ha detto...

Abate,
non farci felice dicendoci che ti butti nell'arena politica?

Abate Vella ha detto...

Cari amici,

scusate ancora per il mio continuo assentarmi in questo periodo dovuto solo ad impegni di lavoro e non ad una diminuita attenzione verso il blog.

Il Consiglio non chiude, statene certi. Ne cambierá stile. Solo, come avete visto dagli ultimi post sposterá un po piú l'attenzione in campo internazionale, ma sempre con l'obiettivo rivolto alla Sicilia.

Questo non vuol dire che non terrá piú conto della politica interna, solo che il continuare a seguire i peli di quello che succede nel pollaio siciliano sta diventando un limite.

Sará giusto di tanto in tanto aggiornarsi, ma oramai che Roma é quase definitivamente tagliata fuori da Palermo, per comprendere la direzione degli eventi é necessario allargare il campo.

Il cambiamento a mio modo di vedere é necessario proprio per la nostra Sicilia.

Purtroppo io sono uno solo, e concentrarmi troppo sul leggere le minuzie locali mi impedisce di documentarmi a fondo in ambito internazionale. Devo quindi fare una scelta. O meglio, proseguire con piú decisione sulla strada che ho giá intrapreso senza accorgermene da qualche tempo. Se mi devo documentare sul Financial Times, sul Times of India, su AsiaOnline o RussiaToday, su quello che succede nel mondo petrolifero o nei paesi del Golfo, devo necessariamente sacrificare del tempo che fino ad ora ho dedicato alla cronaca locale.

Dall'altro lato, quando mi sono documentato meglio a livello globale diventa piú facile inquadrare gli accadimenti locali.

Direi che il giro di boa é stato il post sulla Via della Seta: da quel momento in poi non ho potuto piú rinunciare ad essa, lasciare il suo percorso.

Questo perché il blog é anche un mezzo di ricerca: le cose che scrivo le sto scoprendo a poco a poco, e se permettete le sto scoprendo anche con voi.

In questo momento sto studiando come riorganizzare il "look" del sito per meglio assolvere le nuove funzioni.

Amicopaolo, nell'arena politica non mi ci butto stai tranquillo: ho ben altro a cui pensare.

In ogni caso spero anche tutti voi contribuirete esprimendo la vostra opinione sulla nuova direzione, man mano che andremo avanti.

Difficilmente vedrete differenze dai primi post, ma dopo un certo numero di essi noterete alcune cose.

Grazie a tutti!

Anonimo ha detto...

Grazie a te Abate.
Non ti nascondo che ho avuto il timore di non poter più attingere dai tuoi post, ma ora che hai chiarito quali saranno gli sviluppi del tuo blog mi sento rincuorato. Condivido la tua scelta, e, a dirtela tutta, ho da sempre apprezzato maggiormente i tuoi approfondimenti "internazionali". A livello locale mi sento ormai abbastanza navigato da poter decifrare molti degli accadimenti politici, sociali ed economici, ma fuori dalla Sicilia e dall'italia i meccanismi che regolano i rapporti tra noi e le potenze straniere non sono ancora per me di facile comprensione. Se hai bisogno di una mano...a disposizione.
Luca

amicopaolo ha detto...

Abate,
tutti concordiamo che sei una fonte di inesauribile ricchezza per noi, e tutti riconosciamo il tuo notevole impegno per la nostra causa. Tuttavia ci ho provato.

Anonimo ha detto...

Abate pronto a continuare con te per la tua nuova strada, e rimanendo in tema, che pensi riguardo la sicilia dell'accordo russia libia e dell'incazzamento della cina per la vendita di armi americane a taiwan???

ecco l'articolo dell'ansa

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/01/30/visualizza_new.html_1679368735.html

gianluca castriciano

Peppinnappa ha detto...

Quello che vuoi fare credo che lo avevo intuito e lo condivido appieno, tuttavia non nascondo che mi avevi fatto preoccupare un po'. Grazie per esserti fatto risentire. Da parte mia, ma credo da parte di tutti, pronto a raccogliere i nuovi spunti che saprai dare. Buon lavoro, anche quello oltre il blog.

Abate Vella ha detto...

Ginaluca,

ottima segnalazione: dovevo parlare degli sviluppi della politica italiana che portaranno nuovo sostegno internazionale alla Sicilia: questa notizia rientra in quello che scriveró nei prossimi gironi. Un attimo di pazienza...

Peepinnappa, grazie... buon lavoro anche a te ;)