La sfilata di Tremonti
L'Italia è diventata una enorme centrifuga dove tutto è miscelato a velocità sempre maggiori.
Cercare di descrivere quello che sta succedendo sembra un futile esercizio nel quale ogni conclusione è destinata ad accendere nuove discussioni provocando un ulteriore rimescolamento, sino a quando la musica si ferma nuovamente e qualcuno di accorge di essere stato eliminato per non avere più una sedia sulla quale appoggiarsi.
Tra pochi giorni questa centrifuga verrà fermata, ed allora vedremo che cosa ne salterà fuori.
Dal 1861 ad oggi i Siciliani sono stati accusati di tutto: di lasciarsi manipolare, di manipolare a loro volta, di essere mafiosi, terroristi, delinquenti incalliti, lupi ma anche pecore, clericali ma anche anticlericali, di essere separatisti, democristiani, o all'occorrenza fascisti o comunisti. La letteratura è sterminata. Oltre che noiosa.
Senza offesa, ora avete rotto i cabbasisi, per dirla alla Camilleri.
Queste righe provengono da un articolo di Blondet su Effedieffe del 27 maggio scorso (L'incerto futuro di Papi, e il nostro):
Anche un altro lettore mi cita gli articoli dietrologici di Libero:
«Si registrano i seguenti movimenti: Casini incontra Kodhorovski (intenzione di fondare il Kadima italiano). Fini incontra Sakasvili. Lombardo (da alcuni dato come referente di un’associazione vicina al Bildeberg) scioglie la giunta siciliana a due settimane dal voto. (...)»
Verrebbe da ridere, ma tratteniamo per un attimo il fiato e vediamo dove si piazzano certe elucubrazioni. In Italia non potevano credere ai loro occhi quando i telegiornali nazionali (non le testate regionali del tg3...) si collegavano in diretta con Palermo inquadrando un inviato speranzoso di poter dare in anteprima la notizia bomba: la formazione del nuovo esecutivo siciliano (!!??!). Ed ancora adesso non riescono a credere ai loro occhi per quello che sta succedendo: in Sicilia i Siciliani stanno decretando la fine del pecoraio!
Ci hanno provato tutti in Italia come in Europa, ma nessuno ci ha potuto niente. Ed ora arrivano quattro terroni...
L'asse nordista è stato veloce a ripiegare, e così Libero ha rispolverato la vecchia (anche se vera) storia del complotto anti-berlusconiano ("Monta l'intrigo di Obama contro Silvio", Libero-news.it, 29 maggio 2009):
L’ipotesi del “complotto” internazionale ai danni del presidente del Consiglio inizia a farsi largo anche tra chi non ha grandi simpatie per Silvio Berlusconi. Tipo Lucia Annunziata, che ieri sulla Stampa ha parlato del possibile “complotto Bilderberg”: un club dei potenti della terra che si riunisce ogni anno sotto la guida spirituale di Henry Kissinger e traccia l’indirizzo che dovrà prendere il mondo nei dodici mesi seguenti. Inutile dire che l’impronta del circolo è spiccatamente anglosassone.
Questo perché “il governo italiano è visto a Washington come la testa di ponte mediterranea della Russia di Vladimir Putin”
Facile dunque mettere nella testa degli elettori l'idea che ora i Siciliani sono diventati tutti massoni. Mentre l'eroe Tremonti cerca di mettere ordine, noi traditori tramiamo con il nemico anglosassone [*].
Il tentativo di accerchiamento del Premier (e dei siciliani...) viene poi completato da sinistra (che poi sinistra non è) grazie alle storia di Noemi. E visto che Noemi è napoletana, niente di strano che vi rientri la malavita organizzata (organizzata in malafede). Questa è l'operazione che compie ad esempio Rosita Praga sul settimanale comunista campano “La Voce delle Voci”. Nella sua inchiesta (o presunta tale) "Isso, Essa è 'a Malavita", sempre datata 29 maggio, è facile vedere come quella del compleanno di Noemi sia stata una trappola ben congegnata alla quale il presidente del consiglio si rendeva conto di non potersi sottrarre:
“il premier, suo malgrado, non poteva mancare, pur avendo cercato con ogni mezzo fin dalla mattina - e poi nelle frenetiche telefonate fatte in quei misteriosi 50 minuti di sosta dentro l'aereo, a Capodichino - di sottrarsi.”
A parte la solita balla della mafia che comanda il mondo (“Lo ha spiegato poche settimane fa Roberto Saviano agli studenti della Normale di Pisa nel corso di una lezione: nessuna, fra le altre mafie del mondo (russa, cinese o slava che sia) e' autonoma rispetto alle cosche italiane.” [**]) nel pezzo notiamo qualcosa che ci lascia interdetti sin dal titoletto del paragrafo (“Maroni alla carica”):
Come s'inscrive, nello scenario che stiamo ipotizzando, l'autentica impennata nella lotta ai clan camorristici impressa nelle ultime settimane da Roberto Maroni (...)? Berlusconi - dice un esperto di intelligence che preferisce restare anonimo - probabilmente sara' presto lasciato al suo destino. (...) A reggere saldamente il timone dello Stato che non si arrende e' ora il Viminale (...)
Noooo! Non è possibile! Maroni eroe dei comunisti! La Lega che finalmente combatte la mafia che avrebbe infettato Berlusconi!
Possibilissimo ove i veri schieramenti vengano considerati: nord (Tremonti, Maroni, Saviano, i pseudo-comunisti) contro sud, un sud che inopinatamente vede ora alleato quel “Bilderberg” oramai in frantumi ma che non rinuncia a tramare per il collasso immediato del pecoraio.
E' fresca fresca la notizia secondo cui, dopo le esternazioni di Dell'Utri, il pdl sia in fase di dissoluzione in Sicilia ("Pdl, autosospensioni in massa in Sicilia", LaSiciliaWeb.it 31 maggio 2009):
SIRACUSA - In 58 tra amministratori e consiglieri si sono autosospesi dal Pdl per protestare contro la decisione del comitato centrale del partito di sospensione di Titti Bufardeci (...) Cinque consiglieri provinciali di Agrigento, 70 consiglieri comunali della città dei templi, il presidente del consiglio provinciale, Raimondo Buscemi, il sindaco di Licata Angelo Graci e l'assessore provinciale alla solidarietà sociale Luca Salvato si sono autosospesi dal Pdl.
La battaglia elettorale potrebbe essere già finita. L'unica cosa che rimane da fare è sorreggere quella barcaccia affinchè non affondi troppo velocemente lasciando campo libero a quegli interessi particolari tramanti nel Bilderberg di preparare un nuovo fronte antisiciliano alleandosi ora con Tremonti.
Un Tremonti che si è già sfilato ("Opel-Fiat, il day after", SiciliaInformazioni.com 31 maggio 2009):
Al Tg 1 ha detto che «L’industria italiana è andata in Germania convinta di giocare con regole di mercato. Ha informato il governo ma non ha chiesto niente. Sono convinto che Berlusconi con la sua influenza [a Mosca, ndr] avrebbe potuto fare molto»
Questa uscita di Tremonti, oltre a segnalare la sua rottura con Arcore, indica anche che contrariamente a quanto scritto da Libero, non è l'intero governo italiano la testa di ponte di Putin, ma il solo Berlusconi, che evidentemente ha lavorato per un qualche obiettivo.
Sostenere o solo suggerire, come fa anche lo scrittore palermitano Sigismondo Panvini dalle pagine di SiciliaInformazioni.com, che la crisi siciliana sia guidata da poteri occidentali è pura fantapolitica. Una Sicilia schierata contro la Russia significherebbe un Berlusconi che si scava la fossa da solo facendo nascere e poi proteggendo la crescita dell'MPA di Raffaele Lombardo contro gli auspici di Maroni e Tremonti. E contro gli stessi interessi russi che alla fine vengono citati quale causa del complotto. Una contraddizione insanabile.
La verità è l'esatto contrario: un Berlusconi che per salvarsi la pelle dai nemici occidentali protegge la crescita dell'MPA auspicata da Mosca e prova il colpo di mano con la sua ultima “discesa in campo”. Sconfitto, sapendo che “sara' presto lasciato al suo destino”, ripiega all'“estero” segnalando l'intenzione di mettere su casa in Sicilia, a Taormina.
Una verità nascosta nelle parole dell'ascaro Saviano: Berlsuconi è in mano alla malavita organizzata, Russa, cinese o slava che sia. Noi ed i nostri alleati tutti mafiosi siamo e saremo. Per sempre.
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[*] Chiaramente il fatto che Tremonti abbia realmente fatto parte del gruppo Bilderberg non lo ricorda mai nessuno
[**] Aspettiamo da Saviano le prove delle cazzate che dice.
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