Approfondimenti - Il Consiglio News Feed

Visualizzazione post con etichetta Vittorio Sgarbi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vittorio Sgarbi. Mostra tutti i post

martedì, febbraio 24, 2009

Tra Palermo e Catania non mettere il dito...

Gli italiani siamo un popolo di allenatori. Sentenziamo su campagne acquisti, tattiche di gioco, sostituzioni, decisioni arbitrali, come fossero indispensabili alla sopravvivenza della specie. Tutto fiato sprecato che lascia semplicemente il tempo che trova.

Per non essere da meno rispetto ai compatrioti, questa settimana anche il presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di mafia, Sonia Alfano, ha partecipato alla domenica pallonara esprimendo la sua in occasione di un “battibecco” verificatosi nelle vicinanze dello stadio Barbera di Palermo tra qualche “tifoso” e le forze dell'ordine. E lo ha fatto nella sua veste ufficiale di “antimafiosa” rispolverando, per giustificare l'intervento, il biblico episodio dello striscione del 41 bis (vedi anche il post “Striscioni premonitori”):

“A farsi carico di isolare la criminalità all'interno della propria tifoseria dovrebbe essere la Società del Palermo Calcio che in questi anni, anche di fronte a fatti gravissimi come l´esposizione di striscioni inneggianti alla mafia ed all'abolizione del 41 bis, non ha mai preso provvedimenti”

Non bisogna mai essere teneri con chi strumentalizza l'accusa mafiosa: uno degli atti più meschini che si possano compiere contro la nostra Terra in questo momento storico.

La Alfano si è sentita spesso di recente a causa delle sue polemiche “antimafiose” con Vittorio Sgarbi, un altro personaggio che, pur dotato di notevoli capacità argomentative, proprio non riesce a suscitare le nostre simpatie malgrado le sue ultime condivisibili posizioni a proposito delle pale eoliche.

La scintilla tra i due è stata accesa dalla decisione del Sindaco di omaggiare la moglie di Borsellino con la cittadinanza onoraria di Salemi. Questo, per qualche “oscuro” motivo, ha provocato le indignate reazioni degli antimafiosi, nelle persone della sorella e del fratello del magistrato ucciso e della stessa Alfano (“Sgarbi fa litigare la famiglia Borsellino”, SiciliaInformazioni.com, 29 dicembre 2008).

Poco tempo dopo la Alfano ha di nuovo aperto bocca in occasione della strana vicenda Gatì (vedi il post “Chi ha incastrato Vittorio Sgarbi?”), in qualche modo collegandola di nuovo con Sgarbi (“Giovane muore folgorato a Campobello di Licata camminando su un filo scoperto”, SiciliaInformazioni.com, 31 gennaio 2009):

"E' con immenso dolore che vogliamo unirci alla tragedia della famiglia di uno dei più valorosi ragazzi conosciuti nel nostro cammino: Giuseppe Gatì. Avevamo offerto a lui il nostro sostegno quando, preoccupato per le reazioni che le sue grida 'Viva Caselli, viva il pool antimafia' davanti al sindaco di Salemi avevano suscitato, si era rivolto a noi". Lo afferma Sonia Alfano (...)

Tutta una serie di scontri la cui origine ha un qualche cosa di pretestuoso. E per capirlo basta tornare all'inizio di tutto, quando i fratelli Borsellino sentenziarono:

"Apprendiamo dalla stampa con stupore e disappunto - scrivono in una nota - che nostra cognata avrebbe accettato l'offerta della cittadinanza onoraria della città di Salemi da parte del sindaco Vittorio Sgarbi, personaggio dai comportamenti non certamente limpidi né eticamente corretti, condannato anche per aver definito assassini dei magistrati, e a cui quindi non si addice certamente il termine di 'missionario'. Chiediamo per questo a nostra cognata, proprio per il cognome che porta, di declinare l'offerta ricevuta"

Le vittime di mafia (inclusi i due fratellini) vanno sempre a destra e sinistra ricevuti dai personaggi più sospetti.. perchè non possono essere ricevuti anche da Sgarbi?

L'impressione è che le “vittime di mafia” se la siamo presa a male per l'avvicinamento di Sgarbi a Lombardo, guarda caso consumatosi un paio di settimane prima e sancito dalle dichiarazioni congiunte sui parchi eolici (“Un asse Lombardo-Sgarbi contro le pale eoliche”, Italpress 9 dicembre 2008). Fino ad allora la presenza a Salemi già da diverso tempo di “un personaggio dai comportamenti non certamente limpidi né eticamente corretti, condannato anche per aver definito assassini dei magistrati” non aveva arrecato alcun fastidio. Strano, no?

Ecco perché lo stralunato attacco a Zamparini ci insospettisce, materializzandosi in modalità sin troppo simili rispetto a quelle sinora utilizzate dall'altra parte dell'isola nei confronti del Catania di Antonino Pulvirenti.

Non solo. Materializzandosi anche a poche ore dalle dichiarazioni delll'AD del Catania Calcio, Pietro Lo Monaco, il quale durante una trasmissione sportiva su Antenna Sicilia (Salastampa), rispondendo alla domanda di un giornalista, Nino Randazzo, circa le votazioni di inizio febbraio per l'elezione del presidente di Lega, ha confermato che Matarrese non era stato rieletto grazie all'inedita alleanza tra Catania e Palermo (vedi video sotto).

Matarrese dal canto suo ha recentemente esternato i suoi timori (“Finale Champions, il piano. Solo 10.000 biglietti e barriere”, Repubblica.it 15 febbraio 2009):

Borsino delle elezioni: gli amici che l'hanno visto negli ultimi tempi assicurano che Antonio Matarrese sia piuttosto depresso. Teme che i presidenti che vogliono fargli la fronda (guidati da Zamparini) da qui al 6 marzo, riescano davvero a trovare un altro candidato per la guida della Lega Calcio.

Una conciliazione, quella tra le due società, dietro la quale aveva buttato il suo peso il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che in occasione del derby dello scorso ottobre aveva organizzato un incontro con i vertici delle due società dichiarando che "Quella di domani sarà una partita tra le due più grandi città dell'Isola, che si incontrano e non si scontrano" (“I dirigenti di Palermo e Catania nella sede etnea della Regione”, SiciliaInformazioni.com 18 ottobre 2008).

Solo con l'unione delle due città sarà possibile il pieno riscatto della Sicilia (per un approfondimento sul tema vedi il post “Palermo delenda est, seconda parte”). Ed è grazie a quest'unione che potremo fungere da traino per il resto del Sud Italia.

A Sonia Alfano sembra che tutto questo non vada bene e ci vuole mettere il dito.

-------------------
PS: riguardo al voto anti-Matarrese, ci sarebbe molto da dire. Un discorso che ci porterebbe lontanissimo e che affronteremo in un'altra occasione. Comunque mi sembra di aver già accennato altrove all'interessamento siciliano per le Puglie...


Clamoroso a Salastampa al 9° minuto!
by wwwCalciocataniacom

[Continua a leggere...]

venerdì, febbraio 13, 2009

Chi ha incastrato Vittorio Sgarbi?


Navigando in rete si colgono di tanto in tanto dei rumori di fondo, delle vibrazioni relative ad un qualche avvenimento o ad una qualche figura che hanno lasciato degli interrogativi dovuti a delle circostanze più o meno casuali.

Un nome tra i più “mormorati” nelle ultime settimane è quello di Giuseppe Gatì, agrigentino, morto recentemente in circostanze che molti in rete giudicano poco chiare.

Tra queste righe non ci occuperemo di questo tragico evento (Giuseppe aveva 22 anni), ma dell'iniziativa che poco tempo prima lo portò sulle pagine dei giornali, iniziativa che ci interessa perchè permette di cogliere alcune sottigliezze della situazione politica siciliana.

Rendiamo comunque omaggio a Giuseppe tramite le parole con cui egli stesso si descrive sul suo blog (www.lamiaterraladifendo.it), alla pagina Chi Sono:

Giuseppe Gati’ Savio, nato ad Agrigento il 18 /10/1986, residente a Campobello di Licata (AG) cittadino libero.
Ho voluto specificare il mio “status”, per combattere il servilismo che ogni giorno di più avvolge il nostro Paese.
Ho scelto di rimanere in Sicilia, di non andare via anche se vivere qui è duro, durissimo.
La Sicilia non è bella, è bellissima, ed io voglio lottare per far si che questa vituperata terra possa rinascere.
Cerco di fare cio’, portando dentro di me il ricordo di gente come Falcone, Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato, Pippo Fava, Beppe Alfano... e  tutti coloro hanno dato la vita per ridare dignita’ alla Sicilia e ai Siciliani.


Giuseppe diventa personaggio pubblico quando lo scorso dicembre nella sua Agrigento irrompe accompagnato da una telecamera per contestare pubblicamente il misteriosamente Sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. Ecco il video ripreso da quella telecamera:



Una contestazione a mio avviso poco condivisibile nella forma e poco efficace nella sostanza. Dico questo non per schierarmi, ma perché il “danno” che potrebbe subire l'obiettivo preso di mira da Giuseppe a causa di quello che vediamo mi sembra veramente marginale. Contestazioni ben più forti di questa ne abbiamo viste parecchie anche contro personaggi molto più “potenti” di Sgarbi.

Anzi, lo stesso Sgarbi proprio in Sicilia fu qualche anno fa al centro di una querelle molto più seria quando alcuni cittadini di Zafferana Etnea, primo tra tutti il fratello del sindaco Leonardi, minacciarono di fargli fare la fine di Empedocle e di buttarlo nel fiume di lava sottostante. Ed a quanto pare qualcuno tentò anche qualcosa di più della semplice minaccia:

«Mi auguro di vedere la lava che cancelli queste brutture, queste case orribili, realizzate alle pendici del vulcano». Vittorio Sgarbi arriva sull' Etna ed e' subito polemica. Dopo aver spiegato ai giornalisti il perche' della sua visita in Sicilia il polemista del "Costanzo Show" ha rischiato di essere linciato. (“Assalto a Sgarbi, Il Corriere, 14 aprile 1992)

Ma ricapitoliamo brevemente il recente percorso di Sgarbi in Sicilia.

Il simbolico sbarco in Sicilia alla volta di Salemi in chiave unitaria [*], condito da invettive contro il sindaco di Capo d'Orlando (reo di avere danneggiato una targa recante il sacro nome del nizzardo) e da altre battaglie perse di cui questo blog si è occupato (vedi i post In Libia con furore e Gli sceicchi invasi dai topi), è stato recentemente seguito da una piroetta di 180 gradi che lo pone a fianco del Presidente Raffaele Lombardo.

Su una cosa in particolare i due si sono trovati in sintonia: le pale eoliche, esecrate per motivi apparentemente diversi (il critico spara allucinati paragoni: «Le pale eoliche? Hanno sull' ambiente lo stesso effetto violento di un pedofilo su un bambino», il politico le taglia dal piano energetico regionale ) ma che nella sostanza conducono ad un solo obiettivo, l'ex prima donna di Sicilia Totò Cuffaro e l'aspra lotta che vede l'MPA contrapposto al duo PDL/UDC.

Il collegamento politico tra le pale e Totò (per il tramite di Berlusconi) lo avevamo già messo in evidenza (vedi il post Briscola a mazze) grazie ad un agenzia di stampa dello scorso 2 dicembre:

Palermo, 2 dic - E' del gruppo siciliano Moncada Energy di Agrigento il piu' significativo dei quattro progetti italiani oggetto dell'accordo italo-albanese firmato oggi a Tirana alla presenza del Premier italiano Silvio Berlusconi e del Primo ministro albanese Sali Berisha. (...) La costruzione della più grande centrale di energia eolica mai progettata in Europa, per 500 Mw

Ora leggendo il blog di Gatì capita anche di notare che: “Il sindaco di Agrigento Zambuto, il giorno prima presiede e plaude l’inpresa di Moncada, re delle pale eoliche e il giorno dopo sta insieme a Sgarbi il suo nemico giurato numero uno.”

Che errore per una persona attenta come Sgarbi. Ecco cosa capita quando si è troppo pieni di sé, si cade vittima degli adulatori. E Zambuto, mentre si dimostra adirato con Lombardo per la storia del rigassificatore di Porto Empedocle («Quest'amministrazione - conclude Zambuto - intende in tempi brevissimi, chiamare la popolazione agrigentina ad esprimersi, dal momento che la costruzione del rigassificatore incide irreversibilmente sullo sviluppo di questo territorio»), sembra invece recidivo nei confronti del primo cittadino della prima capitale d'Italia che sulla mastodontica opera industriale significativamente non ha niente da ridire (almeno sino ad ora) e lo insignisce della cittadinanza onoraria.

Sgarbi però si è infine rifiutato di andare a ritirare il cadeux del collega:

Per evitare – spiega Sgarbi - di essere l’obiettivo di una insensata polemica dopo ciò che è successo in una precedente visita disturbata per trarne una documentazione audiovisiva pretestuosa, e per evitare che una tale strumentalizzazione si ripeta. Il sindaco di Agrigento Marco Zambuto – racconta Sgarbi - mi comunica che, da informative delle forze dell’ordine ha saputo che, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, un gruppo di provocatori, sotto il pretesto di una malintesa moralizzazione e della lotta alla mafia, ha preparato una imboscata.

Conoscendo la sua sottile dialettica, rimaniamo con un dubbio: intende forse insinuare che il sindaco sapesse già la prima volta della contestazione preparata (le forze dell'ordine diramerebbero informative in tal senso...) ed avesse voluto incastrarlo per colpire la sua immagine?

Ecco come finì quella passata contestazione sempre secondo quanto riferito dal blog di Giuseppe:

E' importante sapere cosa succede dopo. I miei amici vanno via perchè impauriti, mentre io vengo trattenuto dai vigili. Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell’ordine e cerca di perquisirmi perchè vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non puo’ farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Arriva un altro personaggio, e minaccia di farmela pagare, ma i vigili lotengono lontano. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata della biblioteca, dove la polizia prende i miei documenti e il telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n’era addirittura uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi rispondono di no. Mi identificano piu volte e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell’ordine in borghese e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un’ora e mezza mi dicono che non ci sono elementi per essere trattenuto ulteriormente, mi fanno fermare il verbale di perquisizione e mi congedano con una frase che non posso dimenticare: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro…”.

-----------------------
[*] Salemi fu la prima capitale d'Italia. Ecco la descrizione del massonico episodio fatta da wikipedia:
Il 14 maggio del 1860 Giuseppe Garibaldi occupava Salemi, accolto con entusiasmo, grazie all’aiuto del barone Sant’Anna, che si era a lui unito con una banda di picciotti assumendo la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II Re d’Italia. Nella Piazza Dittatura del comune, una lapide ricorda che in quella data Giuseppe Garibaldi arrivò a Salemi da Marsala dichiarandosi dittatore del Regno delle Due Sicilie “Siciliani! Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all’eroico grido della Sicilia, resto delle battaglie lombarde. Noi siamo con voi! Non chiediamo altro che la liberazione della nostra terra. Tutti uniti, l’opera sarà facile e breve. All’armi dunque!”. In quell’occasione l’Eroe dei Due Mondi issò, personalmente, sulla cima di una delle tre torri del castello Arabo-Normanno la bandiera tricolore proclamando Salemi la prima capitale d’Italia; titolo che mantenne per un giorno.
[Continua a leggere...]

sabato, gennaio 17, 2009

Pomodoro marcio

La fertilità dei terreni siciliani è nota a tutti. In queste contrade baciate dal sole ed asperse di cenere vulcanica la natura è generosa, e la sapiente mano del contadino ha saputo aggiungere del suo, creando varietà autoctone di ogni frutto o ortaggio conosciuto. In Sicilia si fa manipolazione genetica da millenni e con risultati molto più soddisfacenti di quelli ottenuti dalle multinazionali anglosassoni. Bisogna ammetterlo però: ogni tanto qualcuna di queste “manipolazioni” non porta i frutti sperati.

Una di queste creature mal riuscite è in mostra in questi giorni a Milano, dove fino al 22 marzo sarà possibile ammirare le “Grandi Opere 1972-2008” dell'artista oriundo siciliano Arnaldo Pomodoro.

L'interessante (?) notizia viene quaggiù diffusa da Claudio Alessandri attraverso le pagine di SiciliaInformazioni (“Pomodoro, in mostra le sue grandi opere 1972 - 2008: l'affaire del portale bronzeo del Duomo di Cefalù” del 9 gennaio) senza risparmiare invettive contro gli ingrati conterranei di cotanto artista.

Motivo della “raggia” (trad. italiano: rabbia), proprio quel portale indicato nel titolo. Nel 1997 l'allora Presidente della Provincia Regionale di Palermo, Pietro Puccio, ha deciso “l’affidamento allo stesso di un portone bronzeo da collocare a chiusura del portale del Duomo di Cefalù, fino a quel momento costituito da un portone ligneo risalente al XVIII sec. in pessime condizioni di conservazione e privo di qualsiasi pregio artistico [sic!].” Solo che ancora oggi quell'arido portone ligneo del 1700 rimane al suo posto. Nessuno in Sicilia sembra volere veramente collocare quell'opera all'ingresso della Sacra Dimora dei resti mortali dei gloriosi eroi normanni.

A noi che di arte siamo digiuni sinceramente quella porta (foto a lato) fa ribrezzo. Ma Monsignor Valenziano, il Vescovo che presiede l'Opera del Duomo, è uomo di mondo, per cui crediamo che Sua Eccellenza se non si è ancora pronunciato apertamente debba aver visto qualcosa di poco chiaro nell'opera. In particolare, lo strano disegno collocato sul portone sembra idealmente riallacciarsi ad un discorso spirituale diverso da quello previsto:



E se la cosa a qualcuno sembra casuale, andando sul sito del pelato artista (www.arnaldopomodoro.it) si nota come questa strana piramide con l'occhio sovrapposto di muratoria memoria sia (insieme ad altri di matrice simile) un motivo ricorrente della sua produzione.

Il sito è seminato delle sue opere: troviamo la gigantesca piramide-obelisco denominata “Punta d'Oro” per la laica Turchia dei generali (non realizzata). Poi la “Piramide della mente” descritta come “una grande costruzione piramidale, di cui rimangono visibili solo frammenti della base a sorreggere una lucente cattedrale fatta di raggi di luce, allo stesso tempo mentali e spaziali” e destinata alla californiana Silicon Valley (non realizzata). E così via attraverso sfere tutto-vedenti e pitagoriche spirali, sino ad arrivare al monumentale “In memoria di Giovanni Falcone” (foto a lato), così descritto:

"Per ricordare Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Pomodoro ha pensato ad una gigantesca freccia che si spezza penetrando sotto l’autostrada Palermo-Trapani nel luogo dell’attentato, Capaci, per uscire dal lato opposto, come se una mano gigantesca l’avesse conficcata nel suolo spaccandone l’esile superficie, per poi piegarla verso l’alto sotto l’impatto di una forza tremenda. Il progetto, che prevedeva anche una sala memoriale sotterranea a pianta circolare [l'occhio, ndr], è rimasto sospeso nella fase iniziale e non ha avuto seguito."

Sarà. Ma a noi quella freccia senza base per l'inserimento dell'asta di legno ricorda sempre la stessa salsa: una piramide che messa lì, in agguato ad aspettare il passaggio dell'eroe pronta a scattare per travolgerlo, ci procura un certo disagio.

Ritornando alla questione della porta, anche il critico d'arte in odor di zolfo Vittorio Sgarbi si è messo nel mezzo come un cetriolo ed apparentemente disattendendo le nostre aspettative si è dichiarato contrario al piantare quei cardini nelle sacre pareti della “fabbrica”. Ecco come Alessandri descrive la cosa:

“guardandosi bene di affrontare la validità dell’opera dello scultore romagnolo, oppose una obiezione che evidenziava il suo grande acume artistico cioè, quell’opera importantissima avrebbe potuto trasformare il resto della “Fabbrica” in semplice cornice all’opera di Pomodoro”

Sgarbi non si è espresso sul valore artistico dell'opera, ma si esprime in modo sin troppo chiaro sul suo valore spirituale: “avrebbe potuto trasformare il resto della “Fabbrica” in semplice cornice all’opera di Pomodoro”. Quasi quasi si ci inginocchierebbe di fronte a quel “capolavoro”. Ma Sgarbi sa quanto sono sottili i Siciliani, e quell'opera è troppo sfacciata per i sudditi dei Normanni.

Dal sito del bucolico artista inoltre si apprende benissimo come non siano solo i presunti conterranei a rifiutare la realizzazione di certi progetti altamente spirituali. Addirittura la sua Porta d'Europa (a lato) era destinata ad una piazza di Bruxelles:

Questa porta è stata progettata per la piazza Montgomery a Bruxelles per celebrare i mille anni della fondazione della storica capitale belga ed ha un valore rappresentativo delle relazioni fra le nazioni europee; ma non è stata poi realizzata.

La foto offre la prospettiva vista dalla strada che vi sarebbe dovuta passare in mezzo, ed è evidente come l'ideale circolarità del movimento delle ante sulla rotaia (I due elementi della porta, articolati fronte e retro, sono disposti in modo da potersi muovere su una rotaia circolare) avrebbe creato la solita piramide troncata con l'occhio posto in cima. Come mai persino la Comunità Massonica Europea ha rifiutato un'opera così sublime? Si deve riconoscere che in quella cucuzza (trad. italiano: zucca) c'è del genio.

Il problema del Pomodoro è che le sue opere sono troppo esplicite, precorrono troppo i tempi. Pomodoro corre troppo. Lui è già maturo. Ma il popolo non è ancora abbastanza bue per tale solare rivelazione. Ed i Siciliani sono troppo sottili e taglienti per accettare in “dono” una porta da adorare come un idolo: alla prima occasione gliela sbatterebbero in faccia. La riprova si è avuta in un febbraio di fine millennio.

Quello zozzone dell'ex sindaco di Catania (no, non mi riferisco al “brasiliano”, così soprannominato per via di alcune sue debolezze tropicali, ma a quello precedente, Enzo Bianco) pensò bene di fare un regalo alla città in occasione della festa della Santa Padrona della città, S. Agata, nel 1999.

Egli fece realizzare al Pomodoro un immenso cero (simbolo della devozione dei catanesi a S. Agata) da collocare in una piazza cittadina che una volta acceso si sarebbe dovuto consumare durante l'arco dei giorni finali culmine delle celebrazioni, sino a spegnersi da solo l'ultimo giorno mentre il fercolo rientrava in cattedrale.

La Santa ci ha fatto il miracolo? Forse no, ma per lo meno avrà suggerito a qualcuno cosa fare per evitare che scendendo dalla montagna i devoti trovassero i catanesi adoranti un vitello d'oro (o meglio, di cera). Il giorno dell'accensione erano tutti presenti, dallo zozzone al transgenico artista. Ma niente catalizzò l'attenzione di tutti più delle attonite ed impaurite espressioni dei due mentre osservavano il cero sciogliersi nel giro di pochi minuti (circa 30) invece che nei previsti 3 giorni.

L'episodio fu ripreso persino da Striscia la Notizia, e poi condito da una voce rivelatrice diffusasi a Catania secondo la quale Bianco era stato preso per i fondelli da qualcuno che aveva fatto la cresta sulla qualità della cera. Sarà. Per fortuna la storia di quest'isola ci ha insegnato quanto velocemente certi “idoli” si consumano. E che cosa resta di loro.

Potremmo chiederci cosa resterà un domani di questo Pomodoro, allora. Il suo capolavoro dovrà conservarselo in scatola? La verità è che noi qui puntiamo ancora sull'agricoltura biologica. Di falsi profeti in patria ce ne sono già abbastanza in giro. La porta per ora può restare a marcire alla mostra di Milano.



Cero? Ma quale cero e cero: quello è un obelisco pagano, zozzoni!

[Continua a leggere...]

martedì, novembre 11, 2008

Gli sceicchi invasi dai topi

Non vi danno fastidio quei sorrisetti ironici e ignoranti che nascondono tutta la volgarità dell'invidia e del rancore di chi non riesce ancora ad ingoiare la propria inadeguatezza gretta e scomposta? Ma confessatelo pure, provoca anche un certo sadico piacere vedere quei sorrisetti che in fondo tradiscono la disfatta morale di chi se li trova impressi sul volto a raggrinzire una pelle bugiardamente ammorbidita da lifting e iniezioni di botulino.

Quei sorrisetti li abbiamo appena appena visti tra le pagine della rivista Focus (vedi post precedente), ma basta guardarsi intorno per ritrovarli un po' dappertutto. Ad esempio, a distanza di qualche mese, è simpatico ricordare i commenti carichi di invidia che la stampa nazionale (a reti rigorosamente unificate) riservò alla visita del sultano dell'Oman a Palermo, avvenuta lo scorso agosto. E' simpatico ricordarli anche per via di una notizia diramata nei giorni scorsi e che richiameremo a chiusura di post.

Cominciamo da un personaggio che abbiamo trattato (male, ovviamente) di recente, e cioè il nullafacente sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. Siamo abituati a vederlo impicciarsi dei fatti degli altri. Ma il suo articolo (pubblicato dal solito quotidiano) trabocca così tanto di veleno da rendercelo quasi quasi simpatico. Per lui l'ospite “blindato nella pur comoda cabina del suo enorme ferro da stiro sembra più un ergastolano che un sultano”. Che eleganza... un ex ministro di stato che dà dell'ergastolano ad un capo di stato estero (notate la foto a corredo). Che signorilità.

Continua poi l'infingardo ad insultare: “Eppure, a lui e al suo ambasciatore si sono avvicinati il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e altri dignitari cui S. ha donato un Rolex d’oro come avrebbe fatto con le sue concubine” dando della “prostituta” al presidente Lombardo. Soffrirà forse di fegato il nostro eroe delle due lire (più che dei due mondi)? Colui che vorrebbe fare risorgere a nuove virtù questa penisola di mortadella?

Si continua poi su un altro trafiletto dando del mentecatto ai siciliani:

C’è chi arriva alle otto del mattino per riuscire a vederlo da vicino, chi si porta dietro tutta la famiglia, compreso il bimbo di appena due anni, sfidando il sole cocente e la temperatura record, per immortalare l’evento e chi per chiedere soldi e anche un posto di lavoro.

Arrivano addirittura alle otto del mattino. Infatti è notorio che a Palermo di solito non ci si smuove dal letto prima di mezzogiorno. Ed arrivano per chiedere soldi, elemosina. I Siciliani queste cose le hanno nel DNA.

Passiamo al Corriere, che usa un'altra tattica. Quella dell'intimidazione mafiosa:

Comprerà davvero distese di costa siciliana per grandi alberghi sul mare? Si lascerà tentare dalla scommessa dei campi di golf che nascono fra Palermo, Sciacca e l' Etna? Investirà nel parco dell' Oreto, il fiume che il presidente della Provincia Giovanni Avanti vorrebbe bonificare? Sono i quesiti che s' accavallano incerti. Meglio accontentarsi del concerto di domani con l' orchestra del sultano sulla scalinata del Teatro Massimo. Una magia per lo stesso set di Francis Ford Coppola che qui guidò «Il padrino» di Al Pacino.

Bello, bellissimo. Il primo quotidiano italiano che davanti ad uno dei teatri più imponenti d'Europa si accorge solo della scalinata perchè legata ad un romantico ricordo di mafia. E così, dopo l'ergastolo, il nostro ospite si becca anche un bel 41bis. Visto che ancora non è stato abolito, approfittiamone!

Ma non abbiamo ancora finito. Su Repubblica leggiamo un altro esempio di italica malevolenza:

Quabus Bin Said, il 68 enne capo di stato del ricco Oman non è certo un tipo che passa inosservato. Il suo arrivo oggi all'aeroporto "Falcone e Borsellino" (con Boeing privato ovviamente) è stato salutato dagli uomini della marina omanita, giunti una settimana fa in Sicilia

Con boeing privato OVVIAMENTE? Ma è una vergogna... tutto questo lusso mentre la gente muore di fame! Noi siamo abituati ad altro. “Noi” italiani siamo dei signori. Gente con i piedi per terra, lavoratori, gente umile. Per esempio come capo del governo abbiamo un pecoraio, che al massimo potrà possedere una piccola flotta di Falcon ancorata a Linate. Ma che poi non disdegna di donare alle sue concubine non un rolex d'oro ma un posto di ministra, cosa mai vista neanche nel più bananiero degli stati caraibici.

Per non parlare degli altri, che certi lussi se li sognano e che mai si permetterebbero di sfoggiare tanta grandeur in faccia al popolo. Pensate che il parco guardasigilli del governo Prodi utilizzava l'aereo di stato persino per andare a vedere il Gran Premio di Monza con amici e parenti! Questa si che è onestà! Altro che il sultano.

E non venitemi a dire che Mastella è napoletano. Visto che poi in Veneto “vogliono tredici «grandi berline» a noleggio «a lungo termine» per 24 mesi che facciano 60 mila chilometri e abbiano come «cilindrata: 3.000 c.c. circa» e «alimentazione diesel» e «trazione integrale» e «lunghezza non inferiore a 480 cm» e «larghezza non inferiore a 180 cm. (riferita alla vettura senza retrovisori)». E poi vogliono, «a pena di esclusione dalla gara», il navigatore satellitare e la «selleria in pelle» e il «climatizzatore automatico» e i «sensori di parcheggio» e la «presa accendisigari posti posteriori» e i «cristalli laterali e lunotti scuri» e la «tendina parasole lunotto posteriore»Leggete, leggete.

In Italia vi sono 574.215 auto blu. Negli Stati Uniti 73.000!!! Che poveracci! Noi sì che siamo signori! Giù con il sultano!

Che poi la cosa più importante nessuno vuole notarla. Non siamo stati noi Siciliani ad andare in ginocchio dal sultano a chiedere l'elemosina. E' stato lui a venire in Sicilia a cercare di creare un collegamento. Quale capo di stato occidentale ha mai fatto una cosa del genere negli ultimi 50 anni? Pensate che Napolitano (quello che una volta si spacciava per comunista, oggi si spaccia per democratico, e che si spera spacceranno presto per l'ospizio) preso d'invidia, proprio in quei giorni ha rimesso piede in Sicilia. In posizione un po' defilata per la verità. A Stromboli, spacciato (questa volta con il significato di 'senza speranza'). Sarà giunto con il Gommone di Stato, per rispetto della povera gente. E per farlo contento anche a lui hanno chiesto qualche prebenda.

Ed infine sentite come casca a fagiolo questa notiziola secondaria, secondo cui quel (vero) mentecatto di Gordon Brown, primo ministro inglese, sia andato a nome del Fondo Monetario Internazionale (vale a dire a nome delle logge occidentali, anche di quelle italiane) ad elemosinare fondi dagli stati arabi (Oman compreso) per tappare le falle create dalla loro 'finanza internazionale'. Dove sono i sorrisetti ironici? Siete topi su una nave che affonda. C'è poco da ridere.

Anche gli arabi hanno poco da ridere. Sanno con quali mezzi otterrà i fondi l'occidente se loro si rifiuteranno di contribuire “liberamente”. Con un incremento del rischio terroristico, come hanno fatto di recente con lo Sceicco di Dubai che forse si mostrava morbido nei confronti dell'Iran.

Che vergogna il Sultano dell'Oman a Palermo.
[Continua a leggere...]

mercoledì, ottobre 15, 2008

In Libia con furore

Gli amici dei Comitati delle Due Sicilie si stanno occupando già da qualche tempo della situazione di Salemi, cittadina della provincia di Trapani di cui è diventato di recente sindaco Vittorio Sgarbi. L'ultimo post pubblicato sul loro sito ci permette di inquadrare il personaggio ricordando di che genere di iniziative il nostro si fa promotore.

Ora, visto che STRANAMENTE nessuno in Italia si è ancora chiesto cosa ci faccia Sgarbi a Salemi (in compagnia di gente come Oliviero Toscani e Massimo Moratti) e che nessuno si sia mai chiesto in questo spensierato paese chi sia realmente Sgarbi, cercheremo di aggiungere qualcosa al post ricordato sopra e di fare noi quello che in un paese REALE altri avrebbero il dovere di fare.

Chi è Sgarbi? Anzi, esprimiamo meglio il concetto: che cosa rappresenta Sgarbi? La domanda dovrebbe sorgere spontanea ragionando un attimo sulla sua notorietà. A cosa è dovuta? In base a quale motivo costui è diventato così famoso? Come è possibile che un personaggio che non è una velina, un attore, un politico, un calciatore, un comico o qualcosa del genere abbia avuto tanto spazio sui mass-media, nella vita politica italiana, persino tra le pagine di gossip? Sgarbi non fa una minchia nella vita. Ufficialmente, produce meno del cervello di una velina. Eppure è sempre tra i piedi!

Un indizio importante è arrivato proprio il giorno del suo insediamento a sindaco nella prima capitale d'Italia (sic!). Dico spesso a chi mi segue di leggere i giornali sempre di traverso, mai per diritto... Rileggiamo ora l'articolo che descriveva quella storica giornata:

“(...) adesso sarà lui a unire le coppie per sempre. E siccome per Vittorio Sgarbi oramai tutto é possibile, riuscirà a farlo ancor prima di officiare alla cerimonia di giuramento a Sindaco: insomma prima che la sua veste di Primo Cittadino di Salemi sia proclamata ufficiale.”

Leggiamo “di traverso”: Sgarbi non è ancora sindaco (non ha ancora giurato) ma può già sposare! Anzi, organizza il tutto in modo da precisare in modo plateale questo punto. Ed i giornali fanno lo stesso.

Quindi Sgarbi è sindaco a Salemi ma non rappresenta i cittadini, rappresenta qualcos'altro. E quella coppia non è stata sposata da un sindaco, ma da quel qualcos'altro. Il punto è capire da che cosa. Subito il pensiero di molti correrà alla massoneria, d'altronde il matrimonio massonico esiste (le foto alla fine della pagina collegata qui ne sono un esempio). Potrebbe essere una risposta. Anche se unendo questi ragionamenti al tipo di eventi organizzati dallo pseudo-sindaco mi viene da pensare a qualcosa di più tenebroso. Collegata forse alla prima risposta, ma difficilmente definibile.

Certo in Sicilia di personaggi particolari, un po' alla Sgarbi diciamo, ne abbiamo ospitati parecchi. Ad esempio mi vien voglia di ricordare un certo Aleister Crowley (*), famoso occultista e satanista, che in pieno ventennio si stabilì dalle parti di Cefalù, dove seminava il terrore tra la popolazione con i suoi indescrivibili rituali (la sua casa esiste ancora ed è persino oggi accuratamente evitata da tutti). Tanto che ad un certo punto lo stesso Benito Mussolini decise di dichiararlo persona non grata in Italia (ce ne fa un ironico resoconto Sciascia nella raccolta “Il mare colore del vino”).

L'accostamento è del tutto gratuito, ma potrebbe aggiungere qualcosa alla definizione di quel qualcosa.

Passiamo ora all'articolo de Il Giornale citato (“La mia richiesta a Gheddafi: la Libia si annetta la Sicilia”). Su questo la mia interpretazione differisce da quella data dal Comitato Siciliano. Voglio idealmente accostarla alla loro in modo tale da permettere a chi legge un confronto.

Anche in questo caso, la mia proposta è di leggere l'articolo “di traverso”. Prendiamo la frase incriminata:

«La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Potrebbe approfittarne per annetterla alla Libia»(**)

La costruzione che usa Sgarbi non è univoca. Potrebbe essere interpretata in un paio di modi. Il primo modo è quello del titolo da popolo bue scelto dal giornale, un'esortazione al leader libico. Il secondo invece è quello dell'insinuazione. In pratica la frase potrebbe essere letta anche così:

«La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Non è che lei ne approfitta per annetterla alla Libia?»

Che, amici miei, ci crediate o no è quello che sta succedendo. Ma anche qui: non date al verbo “annettere” il significato che SEMBRA volergli dare Sgarbi. Sgarbi non vuole riferirsi all'annessione territoriale, ma all'annessione nella sfera d'influenza. E la sfera di influenza della Libia è coincidente con quella della Russia!

Sgarbi sta facendo due cose: da un lato avverte gli italiani delle mire di Gheddafi, dall'altro avverte Gheddafi del fatto che dovrà prima passare dal suo cadavere:

«Credo che sarebbe una buona cosa che lei venisse in Sicilia, e non soltanto a Salemi...»

Il riferimento alla “sfera di influenza” diventa ancora più forte quando, sibillino, Sgarbi invoca un altro personaggio, il cui fantasma sicuramente da quel momento avrà cominciato ad ondeggiare davanti agli occhi del leader libico:

«Dalla Sicilia è venuto anche il figlio di un presidente della Regione con cui lei ha avuto rapporti»

Faceva parte della comitiva il figlio di Rino Nicolosi, Presidente della Regione, passato a miglior vita a seguito degli attacchi di cui fu fatto segno proprio per i suoi rapporti con Gheddafi e per la sua pretesa di dotare la Sicilia addirittura di una politica estera.

Sgarbi con questo articolo ha rivelato all'Italia TUTTI i motivi dei recenti attriti tra Tripoli e Roma. Che tenerezza il presidente del consiglio che va a regalargli un autostrada o chissà cos'altro quasi come stesse trattando con un Bossi qualunque. Sgarbi sa quant'è fesso il pecoraio ed è andato di persona dal nemico con aria di sfida a cantargliene quattro in casa sua.

Gli altri politici italiani presenti, tra i quali Andreotti, capivano tutto ed erano sulle uova, stando al racconto di Sgarbi. Che poi non rinuncia all'ironia ed a farci vedere quanto fessi siano certuni. Ed il più fesso di tutti (ci dice Sgarbi, non lo sostengo certo io) era Dini, che infastidito dall'insistenza per un viaggio in Sicilia e dimostrando si essere l'unico a non aver capito niente si intromette dicendo:

«Ma in Italia ci sono anche Roma, Firenze, Milano»

Buonanotte Lamberto!


Note:

*Riguardo Crowley, mi sembra interessante segnalare come la wikipedia (la “libera” enciclopedia) riesca della apparentemente impossibile impresa di fornire un'immagine addirittura positiva del personaggio sostenendo che “Nel passato gli è stata erroneamente attribuita la fama di satanista”. Evidentemente deve avere dei seguaci piuttosto potenti...

**Ulteriore segnalazione lanciata di traverso da Sgarbi. Usa il termine autonomia e non indipendenza, che sarebbe più logico unito al concetto di annessione alla Libia. Non è difficile vedere in questo un riferimento politico alle trame tessute da Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia.

PS: Piccola nota paranoica finale. Aggiungo un commento tratto dal sito dell'MPA e segnalato sempre in un post dagli amici del Comitato Siciliano. Osservate il numero del commento. Sarà una coincidenza...

Autore: Leonardo | Città: Trapani N°: 6661 | 3/08/2008, 9:52am   L'altro giorno sono andato a Salemi (invitato) in questo bellissimo paese si era dato un convegno,gestito dalla nota ditta " Sgarbi & soci"per valutare le intelligenze del territorio. C'era gente di Messina,Siracusa,Catania insomma tutte le province erano rappresentate,al suo incipit un noto fotografo O.T. con la puzza sotto il naso ,cominciò ad offendere i Siciliani,subito contestato,alcuni, dopo una raffica di parolacce pronunciate dal fotografo, se ne sono andati. Gli altri,dopo che l'assemblea si era quietata hanno cominciato,dietro invito,a dire il perchè erano là presenti, tutto veniva registrato dalle telecamere. Il nostro illustre ospite continuando gli interrogatori si è imbattuto in un giovane che, causticamente, esprimeva il perchè della sua presenza,dopo appartandomi con lui sono rimasto colpito da quello che ha detto ma sopratutto da quello che non ha detto. Egli veniva da Palermo,credo in veste di osservatore,amo pensare che fosse un inviato del Nostro Presidente Lombardo e che fosse lì in veste referente. In quella sede ho appreso che lo Sgarbi vuole recuperare il Ghetto ebraico di Salemi e sembra che abbia trovato una banca ebrea disposta a finanziare l'opera,inoltre,si sta dando da fare per trovare tre milioni di euro per celebrare degnamente il 150 anniversario del proclama di Garibaldi effettuato a Salemi,a quanto pare la Regione non ha alcuna intenzione di contribuire,giustamente a tale spreco, però sembra che Il Cavaliere sia disponibile,certo se realizza queste due cose la ditta "Sgarbi & C." rimarrà ancora a Salemi se non dovesse mi chiedo e vi chiedo chi pagherà le spese di soggiorno di codesta illustre fauna al hotel Kampiskji di Mazara del Vallo? Non credo che il comune di Salemi abbia risorse tali da poter pagare questi enormi costi di soggiorno.
Mah! chi vivrà vedrà. ANTUDO

[Continua a leggere...]