Approfondimenti - Il Consiglio News Feed

venerdì, novembre 14, 2008

Berlusca Jones ed il vaso maledetto

Si sbraccia il pecoraio. Come un turco. Lui e quel gregge di transfrontalieri svizzeri che sguinzaglia a guardia del formaggio mentre gira ramengo con le sue pietose richieste d'aiuto.

Cosa diceva Galan? Ci paragonava ai turchi? Un paragone temporalmente ineccepibile visto che il suo capo nel frattempo si dirigeva proprio da loro.

La posizione del magnate di Arcore si fa sempre più difficile. Il suo zigzagare tra oriente ed occidente, mal digerito dai media occidentali che un giorno lo pongono sul piedistallo, l'altro lo gettano nella polvere, sta seguendo traiettorie sempre meno ampie che sembrano convergere tutte verso lo stesso punto.

Solo che questo punto non è quello che pensava lui, quello della macro-regione fantoccio del sud asservita alle voglie sue e di quei pochi soci nei suoi affari caprini.

La sue tendenze filo-russe erano state notate da tempo, ma la stampa anglosassone faceva di tutto per dissimulare l'uscita dai ranghi. Fino a quando il capofila, il solito Economist, lo scorso 4 settembre ha dato finalmente il permesso di rompere il silenzio sulla fastidiosa intemperanza subalpina:

Contro le obiezioni provenienti da alcuni quartieri filo-russi, primo tra tutti il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, la UE ha condannato le azioni russe in Georgia

Berlusconi si è voltato ad est sia per tentare di portare a termine il disegno perseguito dalla P2, come ventilato da Gelli (“Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo”), sia per interesse personale. E lo ha fatto per tempo, avendo intuito che i suoi principali alleati occidentali, George W. Bush ed i cosiddetti neocon, erano oramai al tramonto.

La scorsa estate, sentendo sempre più vicina la vittoria di Obama, ha rotto gli indugi diventando più esplicito nelle sue esternazioni russofile, sporgendosi sino a giustificare l'intervento in Georgia e a bloccare, insieme ai tedeschi, ogni risoluzione che potesse irrigidire troppo Mosca.

Il problema è che a Mosca a loro volta hanno idee diverse, e dei pecorai e delle loro macro-regioni di mozzarella non sanno cosa farsene. A Mosca hanno un preciso progetto di assetto mediterraneo e procedono per la loro strada.

La recente riunione a Palermo dei presidenti delle regioni del sud Italia è un sintomo di quel procedere: Lombardo (e finalmente anche gli altri) sanno di potersi giocare le loro carte sullo scacchiere geopolitico internazionale e non si stanno facendo pregare.

A seguire Blondet, che fa credere di trascrivere fedelmente ogni mezza frase di Putin, non si capisce da dove si possano dedurre certe cose. Significativamente il nostro, tra tutte le interviste ed i discorsi riportati, ha tralasciato una frasetta che al Kremlino negli ultimi mesi hanno ripetuto parecchie volte.

Ecco come si esprimeva Putin all'indomani della guerra in Georgia:

«Parlando di prestigio, il prestigio di alcune nazioni è stato danneggiato severamente negli anni recenti. In effetti negli anni recenti i nostri partner americani hanno coltivato il diritto all'uso della forza invece del diritto internazionale. Quando abbiamo provato a fermare la decisione sul Kosovo, nessuno ci ha dato ascolto. Abbiamo detto, non fatelo, aspettate; ci state mettendo in una posizione difficilissima nel Caucaso. (...) Ora per qualche motivo, tutti parlano del diritto internazionale.

Ma chi ha aperto il vaso di Pandora? Lo abbiamo aperto noi? No, non lo abbiamo aperto noi. Non è stata una decisione nostra, e non è stata una nostra politica.

Ci sono ambedue le cose nel diritto internazionale: il principio di integrità territoriale ed il diritto all'autodeterminazione. C'è bisogno soltanto di raggiungere un accordo sulle regole a terra.»


Il vaso di pandora a cui si riferisce Putin è quello della auto-determinazione. Ne hanno parlato tutti sin dall'inizio del 2008. Sempre però in riferimento alla situazione nel Kosovo ed ai suoi riflessi nel Caucaso. Così scriveva ad agosto il Los Angeles Times, in un articolo il cui titolo diceva tutto (“Il vaso di Pandora della sovranità. L'appoggio ai movimenti d'indipendenza può avere conseguenze disastrose”):

Semplicemente come l'occidente voleva proteggere il Kosovo dal dominio serbo, così Putin spera di liberare l'Ossezia del sud e l'Abkhazia dalle interferenze georgiane e tenerle nell'orbita d'influenza russa.

Ma è vero che l'obiettivo primario di Putin era liberare quelle due sperdute enclavi caucasiche? A guardare bene la Russia non troverebbe alcun vantaggio nella definitiva stabilizzazione dei due staterelli. Pur avendone riconosciuto formalmente l'indipendenza, la tensione non è stata assolutamente allentata malgrado una ulteriore azione georgiana non sembri possibile. Questo perchè una stabilizzazione dell'area in questo momento vorrebbe significare da parte russa la rinuncia implicita alla Georgia, cosa inimmaginabile.

Anche lo stesso Economist deve ammettere che “Non è ancora chiaro cosa voglia veramente la Russia in Georgia – o altrove.”

Dall'altro lato, che motivo avrebbero a Washington di resistere alla formalizzazione dell'indipendenza delle due enclavi, sapendo che in cambio potrebbero ottenere la definitiva annessione della Georgia all'occidente, una pedina di altissimo valore nello scacchiere caucasico? Il problema sembra proprio essere quello del vaso di Pandora. In quel vaso c'è ancora qualcosa di scottante.

Viene allora da chiedersi che cosa ci sia ancora lì dentro ed a cosa stia puntando Putin. Come si fa a fare saltare fuori da quel contenitore un vero dispiacere per l'occidente, quando negli ultimi decenni proprio l'occidente si è dedicato a spezzettare ogni cosa che gli capitasse tra le mani? Stati, nazioni, partiti, famiglie, usi e costumi e persino l'occasionale bambino per trarne un organo in più da trapiantare, tutti sono stati sbranati senza ritegno da questo mostro.

Ma un dispiacere forse c'è. C'è un oggetto in questo vaso di Pandora di cui tutti hanno paura. Per questo Berlusconi per la prima volta ha cercato di attirare l'attenzione sull'argomento durante la visita in Turchia allarmato dalla riunione di Palermo:

Secondo Berlusconi sono provocazioni anche il riconoscimento del Kosovo e l'ipotesi di un possibile ingresso della Georgia e dell'Ucraina nella Nato.

La guerra con la Georgia è già passata e l'indipendenza di Abkhazia ed Ossezia del Sud è in fondo cosa fatta. Perchè ricordare ancora il Kosovo?

Perchè è con le spalle al muro, e si sbraccia come un dannato per attirare questa benedetta attenzione. Perchè dal vaso di Pandora sta per uscire l'Autonomia Siciliana. Ed il possibile ingresso della Sicilia e poi di tutto il sud Italia nell'area di influenza russa.

Solo che, purtroppo per lui, quelli che dovrebbero ascoltarlo tireranno dritti per la loro strada. Figuriamoci che prospettive deve avere chi è abituato a vederci con un occhio solo.


Su EffediEffe lo scorso agosto sono stati riportati due importanti articoli contenenti le dichiarazioni di Putin. Il primo, pubblicato il 31 agosto, è la trascrizione completa di una intervista effettuata dal canale televisivo tedesco ARD. A questo indirizzo potete trovare l'originale: http://www.tagesschau.de/ausland/putininterview100.html.
Il secondo è quello della CNN del 28 agosto, segnalato il 4 settembre. Sempre un'intervista, ma in questo però non si tratta di una trascrizione completa, ma di un condensato tradotto dal seguente articolo: http://edition.cnn.com/2008/WORLD/europe/08/28/russia.georgia.cold.war/#cnnSTCText. In nessuno dei due pezzi si parla di questo vaso di Pandora.
Strano comunque che nel secondo caso si sia scelto di tradurre il condensato invece della interessantissima trascrizione completa dell'intervista come nel primo caso, trascrizione disponibilissima in rete (http://edition.cnn.com/2008/WORLD/europe/08/29/putin.transcript/) e dalla quale è stato tratto il brano riportato sopra.

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martedì, novembre 11, 2008

Gli sceicchi invasi dai topi

Non vi danno fastidio quei sorrisetti ironici e ignoranti che nascondono tutta la volgarità dell'invidia e del rancore di chi non riesce ancora ad ingoiare la propria inadeguatezza gretta e scomposta? Ma confessatelo pure, provoca anche un certo sadico piacere vedere quei sorrisetti che in fondo tradiscono la disfatta morale di chi se li trova impressi sul volto a raggrinzire una pelle bugiardamente ammorbidita da lifting e iniezioni di botulino.

Quei sorrisetti li abbiamo appena appena visti tra le pagine della rivista Focus (vedi post precedente), ma basta guardarsi intorno per ritrovarli un po' dappertutto. Ad esempio, a distanza di qualche mese, è simpatico ricordare i commenti carichi di invidia che la stampa nazionale (a reti rigorosamente unificate) riservò alla visita del sultano dell'Oman a Palermo, avvenuta lo scorso agosto. E' simpatico ricordarli anche per via di una notizia diramata nei giorni scorsi e che richiameremo a chiusura di post.

Cominciamo da un personaggio che abbiamo trattato (male, ovviamente) di recente, e cioè il nullafacente sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi. Siamo abituati a vederlo impicciarsi dei fatti degli altri. Ma il suo articolo (pubblicato dal solito quotidiano) trabocca così tanto di veleno da rendercelo quasi quasi simpatico. Per lui l'ospite “blindato nella pur comoda cabina del suo enorme ferro da stiro sembra più un ergastolano che un sultano”. Che eleganza... un ex ministro di stato che dà dell'ergastolano ad un capo di stato estero (notate la foto a corredo). Che signorilità.

Continua poi l'infingardo ad insultare: “Eppure, a lui e al suo ambasciatore si sono avvicinati il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e altri dignitari cui S. ha donato un Rolex d’oro come avrebbe fatto con le sue concubine” dando della “prostituta” al presidente Lombardo. Soffrirà forse di fegato il nostro eroe delle due lire (più che dei due mondi)? Colui che vorrebbe fare risorgere a nuove virtù questa penisola di mortadella?

Si continua poi su un altro trafiletto dando del mentecatto ai siciliani:

“C’è chi arriva alle otto del mattino per riuscire a vederlo da vicino, chi si porta dietro tutta la famiglia, compreso il bimbo di appena due anni, sfidando il sole cocente e la temperatura record, per immortalare l’evento e chi per chiedere soldi e anche un posto di lavoro.”

Arrivano addirittura alle otto del mattino. Infatti è notorio che a Palermo di solito non ci si smuove dal letto prima di mezzogiorno. Ed arrivano per chiedere soldi, elemosina. I Siciliani queste cose le hanno nel DNA.

Passiamo al Corriere, che usa un'altra tattica. Quella dell'intimidazione mafiosa:

“Comprerà davvero distese di costa siciliana per grandi alberghi sul mare? Si lascerà tentare dalla scommessa dei campi di golf che nascono fra Palermo, Sciacca e l' Etna? Investirà nel parco dell' Oreto, il fiume che il presidente della Provincia Giovanni Avanti vorrebbe bonificare? Sono i quesiti che s' accavallano incerti. Meglio accontentarsi del concerto di domani con l' orchestra del sultano sulla scalinata del Teatro Massimo. Una magia per lo stesso set di Francis Ford Coppola che qui guidò «Il padrino» di Al Pacino.”

Bello, bellissimo. Il primo quotidiano italiano che davanti ad uno dei teatri più imponenti d'Europa si accorge solo della scalinata perchè legata ad un romantico ricordo di mafia. E così, dopo l'ergastolo, il nostro ospite si becca anche un bel 41bis. Visto che ancora non è stato abolito, approfittiamone!

Ma non abbiamo ancora finito. Su Repubblica leggiamo un altro esempio di italica malevolenza:

“Quabus Bin Said, il 68 enne capo di stato del ricco Oman non è certo un tipo che passa inosservato. Il suo arrivo oggi all'aeroporto "Falcone e Borsellino" (con Boeing privato ovviamente) è stato salutato dagli uomini della marina omanita, giunti una settimana fa in Sicilia”

Con boeing privato OVVIAMENTE? Ma è una vergogna... tutto questo lusso mentre la gente muore di fame! Noi siamo abituati ad altro. “Noi” italiani siamo dei signori. Gente con i piedi per terra, lavoratori, gente umile. Per esempio come capo del governo abbiamo un pecoraio, che al massimo potrà possedere una piccola flotta di Falcon ancorata a Linate. Ma che poi non disdegna di donare alle sue concubine non un rolex d'oro ma un posto di ministra, cosa mai vista neanche nel più bananiero degli stati caraibici.

Per non parlare degli altri, che certi lussi se li sognano e che mai si permetterebbero di sfoggiare tanta grandeur in faccia al popolo. Pensate che il parco guardasigilli del governo Prodi utilizzava l'aereo di stato persino per andare a vedere il Gran Premio di Monza con amici e parenti! Questa si che è onestà! Altro che il sultano.

E non venitemi a dire che Mastella è napoletano. Visto che poi in Veneto “vogliono tredici «grandi berline» a noleggio «a lungo termine» per 24 mesi che facciano 60 mila chilometri e abbiano come «cilindrata: 3.000 c.c. circa» e «alimentazione diesel» e «trazione integrale» e «lunghezza non inferiore a 480 cm» e «larghezza non inferiore a 180 cm. (riferita alla vettura senza retrovisori)». E poi vogliono, «a pena di esclusione dalla gara», il navigatore satellitare e la «selleria in pelle» e il «climatizzatore automatico» e i «sensori di parcheggio» e la «presa accendisigari posti posteriori» e i «cristalli laterali e lunotti scuri» e la «tendina parasole lunotto posteriore»” Leggete, leggete.

In Italia vi sono 574.215 auto blu. Negli Stati Uniti 73.000!!! Che poveracci! Noi sì che siamo signori! Giù con il sultano!

Che poi la cosa più importante nessuno vuole notarla. Non siamo stati noi Siciliani ad andare in ginocchio dal sultano a chiedere l'elemosina. E' stato lui a venire in Sicilia a cercare di creare un collegamento. Quale capo di stato occidentale ha mai fatto una cosa del genere negli ultimi 50 anni? Pensate che Napolitano (quello che una volta si spacciava per comunista, oggi si spaccia per democratico, e che si spera spacceranno presto per l'ospizio) preso d'invidia, proprio in quei giorni ha rimesso piede in Sicilia. In posizione un po' defilata per la verità. A Stromboli, spacciato (questa volta con il significato di 'senza speranza'). Sarà giunto con il Gommone di Stato, per rispetto della povera gente. E per farlo contento anche a lui hanno chiesto qualche prebenda.

Ed infine sentite come casca a fagiolo questa notiziola secondaria, secondo cui quel (vero) mentecatto di Gordon Brown, primo ministro inglese, sia andato a nome del Fondo Monetario Internazionale (vale a dire a nome delle logge occidentali, anche di quelle italiane) ad elemosinare fondi dagli stati arabi (Oman compreso) per tappare le falle create dalla loro 'finanza internazionale'. Dove sono i sorrisetti ironici? Siete topi su una nave che affonda. C'è poco da ridere.

Anche gli arabi hanno poco da ridere. Sanno con quali mezzi otterrà i fondi l'occidente se loro si rifiuteranno di contribuire “liberamente”. Con un incremento del rischio terroristico, come hanno fatto di recente con lo Sceicco di Dubai che forse si mostrava morbido nei confronti dell'Iran.

Che vergogna il Sultano dell'Oman a Palermo.
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lunedì, novembre 10, 2008

Focus sull'informazione di regime

Riporto l'interessante nota inviata da Rino Baeli:

(www.siciliapaisi.com Cell. 333 7477702 )

Dopo la frase di Giuliano Amato sulle usanze "siculo -pakistane di picchiare le donne" con numerose querele presentate in copia nelle Procure della Sicilia e a Roma, finite con un'archiviazione perché il denunciante non era stato offeso personalmente...

Dopo l'articolo speciale dedicato ai Popoli antichi della Sicilia,Siculi, Sicani, Elimi e Greci, uscito su FOCUS STORIA in Agosto 2008, ecco un altro articolo del giornale FOCUS.

Potete vedere un VIDEO su www.youtube.com cercate ONIR56 dedicato a questo precedente articolo, oppure inserendo nella finestra di ricerca di youtubele parole SICANI SICULI ELIMI

FOCUS STORIA Novembre 2008 in edicola
SCOPRIRE IL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE
Titolo in COPERTINA:
MAFIA STORY
Origini, protagonisti, segretiI luoghi comuni e le invenzioni di Hollywood
Le radici di Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta, Yakuza e triadi cinesi: le mafie d'Oriente.

LO SCOPO DI QUANTO SEGUE é quello di chiarire PROVE della DIFFAMAZIONE a scopo di LUCRO che un editore fa al fine di vendere più giornali e per incassare somme da contratti pubblicitari, continua a diffamare e insinuare le solite allusioni alla mafia confondendo il Popolo Siciliano con i gregari, i garzoni, i killers, i boss dei governi degli stati occupanti dal 1815 ad oggi.

Quando riusciremo a scrivere un MODELLO DI DENUNCIA EFFICACE si potrà chiedere un risarcimento danni da usare per la NOSTRA EDITORIA, I NOSTRI GIORNALI, LE NOSTRE TELEVISIONI.

Qui di seguito si vogliono evidenziare i seguenti punti:

a) l'articolo è gratuitamente DIFFAMATORIO per il MIS, per il Popolo Siciliano e per ogni singolo Siciliano che si identifica con questo Paese.
b) che le pubblicità "NON SONO CASUALI"
c) che l'articolo è fatto "A FINE DI LUCRO"
d) che il programma annunciato su SKY a pag 81, in realtà è l'origine di tutto questo articolo

A pag.5 si legge: "Cosa Nostra contribuì così alla nascita del MIS, il Movimento indipendentista siciliano, un'organizzazione dotata di un esercito volontario con a capo Salvatore Giuliano, che non fu né un Bossi né un boss ...."

L'articolo è una scusa per presentare la serie di programmi storici in onda su SKY in programmada venerdi 14 novembre ore 21. Repliche: sabato 15 novembre ore 14, 25martedì 18 novembre ore 23, sabato 22 novembre ore 20

PER VEDERE MEGLIO QUESTI PUNTI EVIDENZIATI guardate con attenzione ogni pagina e l'accostamento pubblicitario NON CASUALE

Da pag. 43 a pag. 81, 4 Pubblicità

pag. 42
Pubblicità 1: OROLOGI PORSCHE DESIGN, foglio completamente nero con piccoli particolari in rosso.

pag. 43
Inizio articolo SPECIALE MAFIA: foto in bianco e nero con piccoli particolari in colore arancione e rosso, grafica speculare degli OROLOGI nella pagina precedente a sinistra

pag. 50
Pubblicità 2 FOCUS pagina a sinistra con cartoncino nel mezzo

pag. 53 a destra
Pubblicità 3: SKY disegni animati PUCCA "La paladina dell'amore a senso unico"

Pubblicità 4: Stop alla caduta, Via alla crescita (dei capelli)

pag. 69
Pubblicità 5: SKY THE HISTORY CHANNEL
immagine: un bisonte graffito in una caverna
titolo: TI PORTEREMO A CACCIA DELLE NOSTRE ORIGINI
presentazione di un programma sull' era glaciale notate come la parola ORIGINI compare anche nel titolo dello speciale sulla mafia

pag. 72
foto bianco e nero intera pagina incorniciata di rosa: Donna con velo ricamato sul viso,inquadratura mezzo busto. Rifacimento di una famosa copertina di NATIONAL GEOGRAPHIC dell' agosto 1995, edizione mondiale in inglese, dedicata alla Sicilia con articoli da pag. 4 a pag. 35

Certo la motivazione data per l'archiviazione della denuncia e' da manuale: in un sol colpo spazza via decenni di legislazione anti-razzismo. Secondo il genio che la ha emanata l'ingiuria ad un gruppo di persone senza l'identificazione precisa di almeno uno dei componenti del gruppo non e' perseguibile.

La nota di Baeli e' anche interessante (e questo e' il vero motivo per cui la riporto sul blog) per l'esempio che porta del linguaggio adottato dai mass-media, argomento di cui ci stiamo occupando parecchio su questo blog. Ed anche l'ultimo post sul film "From Hell" in fondo tratta dello stesso argomento.

Per "organizzare" una impaginazione come quella usata da Focus non basta la volonta' di una sola persona, anche se fosse lo stesso direttore della testata. Assemblaggi del genere implicano l'esistenza di un intero sistema che dall'alto dirige tutta l'informazione. E questo accade per qualunque mass-media o forma di comunicazione, dai quotidiani, ai film, alle canzoni, a internet.

Infine, sempre al riguardo del post "Labirinto Infernale", devo aggiungere una interessante dettaglio che mi era sfuggito ma che ci viene ricordato dallo stesso Baeli in uno dei particolareggiati video sotto proposti relativi all'articolo di Focus sugli antichi popoli della Sicilia: ad uccidere colui che diede l'incarico a Dedalo di costruire il labirinto dell'infernale Minotauro, il re cretese Minosse, liberando i popoli del Mediterraneo dall'infernale dominatore, furono proprio i Siciliani.







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venerdì, novembre 07, 2008

Labirinto infernale



Cos'è l'occidente? Chi detiene veramente il potere nel cosiddetto “occidente”? Addentrarsi in questo labirinto protetto da un Minotauro infernale è opera alla quale pochi audaci si sono dedicati, e nessuno è ancora riuscito ad uscirne vivo. Gli stessi Falcone e Borsellino con la vita appesa al loro filo d'Arianna si sono dovuti arrendere alla bestia immonda. Descrivere questo labirinto e identificare le tracce del suo abitante luciferino intanto che aspettiamo un nuovo Teseo ci aiuterà ad essere vigili ed a sorvegliarne le trame, pur non potendole disfare.

L'Italia intera è una terra di frontiera, il limite ultimo di questo regno ora in bilico nella sua eterna lotta contro quell'oriente da cui in definitiva è nato. Ed in Italia i punti in cui oriente ed occidente si saldano fondendosi misteriosamente sono almeno tre: uno al nord, nell'area compresa tra Venezia, la Slovenia e l'Austria, dove il cuore dell'Europa tocca il mondo balcanico. E due al sud, e cioè le Puglie, ponte verso la Grecia, la Turchia ed il Caucaso, ed infine la Sicilia, magica terra di sintesi dove a partire dalla riconquista normanna sino ai vergognosi ascari moderni,un'elite occidentale ha governato una koinè culturale cresciuta su di un substrato siculo, fenicio, ellenico, ortodosso, arabo.

Per questo è proprio qui che il mostro sta scoprendo pericolosamente il fianco mentre l'alba del secolo orientale illuminando gradatamente il percorso all'interno del labirinto lo fa indietreggiare a nascondersi nel suo epicentro.

In un post recente abbiamo elencato una serie di personaggi senza spiegare il nesso logico che li unisse. Cominciamo a dipanare questa matassa, sperando che il filo che ne ricaveremo non sia troppo corto per segnare a ritroso il percorso intrapreso una volta scorto l'orrore che si cela in quell'epicentro.


A Pechino le autorità cinesi hanno dato il via alle olimpiadi il giorno 8-8-08 alle 8:08 con l'inizio della cerimonia d'apertura dei giochi. La data potrebbe sembrare casuale. Ma l'ora? Non si tratta certo di un ritardo: secondo programma la cerimonia sarebbe dovuta iniziare esattamente alle 8:08, ora di Pechino.

Ed il motivo non è per niente misterioso: il numero otto (8) in Cina è considerato un numero fortunato, per cui gli organizzatori hanno fatto in modo di concentrarne il più possibile in un determinato momento così da dare più forza alle loro azioni.

Pensiamoci bene un attimo. La nazione più popolosa del pianeta, una delle principali potenze economiche, politiche e militari dello scacchiere geopolitico mondiale ha modificato e piegato l'immensa macchina organizzativa di quello che è forse l'evento oggi più seguito in modo da ottenere quella sfilza di 8 al momento giusto.

Ecco quanto immensa sia la forza che anche uomini tra i più potenti del pianeta assegnano ad un semplice numero. Pensiamo a quante azioni, a quante decisioni, a quante vite persino quel numero ha condizionato in questa occasione

Ma quella è la Cina. In occidente le cose sono forse diverse?

Innanzitutto cerchiamo di precisare meglio quanto detto sopra. Abbiamo parlato di “numero fortunato”, ma avremmo dovuto parlare di “poteri”. Il numero in questione è un simbolo capace di sprigionare determinate forze quando usato nel modo corretto.

I simboli per essere efficaci vanno impiegati in un preciso contesto e secondo rituali prestabiliti e comprensibili agli “adepti” iniziati ai segreti del simbolo. I poteri connessi con questi simboli sono cioè di tipo “esoterico” (dal greco esoterikos, interno).

Una interessante spiegazione “visuale” di questi concetti è stata data da una pellicola del 2001 interpretata dall'attore americano Jhonny Depp: nel film “From hell” (titolo italiano “la vera storia di Jack lo squartatore”) si ricostruisce la serie di delitti attribuiti ad un misterioso serial killer che si accaniva su delle prostitute nel West End londinese di fine ottocento e che culminarono con quello di Mary Jane Kelly, già menzionato in un post precedente, la quale fu letteralmente fatta a pezzi nella stanza dove dormiva.

L'ispettore di polizia incaricato delle indagini sugli efferati omicidi dell'autunno del 1888, dietro una trama “cospirazionista” per altro poco plausibile, non fa altro che condurre lo spettatore più attento alla scoperta della simbologia impiegata dalla massoneria britannica (o da altre organizzazioni ad essa connesse) per portare a termine degli assassinii rituali, equivalenti in tutto e per tutto a veri e propri sacrifici umani.

In questo senso i dettagli riportati nel film sono assolutamente fedeli ai resoconti dell'epoca, anche se spesso vengono enfatizzati per guidare l'occhio dello spettatore su simboli che magari non vengono commentati esplicitamente.

E' così, ad esempio, che al primo omicidio della serie vediamo scintillare la lama dell'assassino nell'aria secondo una serie di traiettorie che prima formano una V (simbolo del pentacolo, la stella a 5 punte usata nella simbologia massonica, ma anche stilizzazione del principio femminile) e poi completano la raffigurazione allegorica con un fendente verticale indirizzato all'addome della vittima (l'obelisco, altro simbolo molto utilizzato dai massoni, ma anche stilizzazione del principio maschile).

Ma i “dettagli” su cui voglio soffermarmi sono alcuni tra quelli che anche nelle indagini reali sono stati annotati dalla polizia. Tre in particolare: la presenza accanto alle vittime di alcuni dei loro averi sparsi a terra apparentemente a caso, i resti di un grappolo d'uva ed i riferimenti all'acqua (pioggia, pozzanghere, lavatoi).Oltre all'asportazione di determinati organi.

Sono questi particolari che ci svelano come le organizzazioni responsabili di quegli omicidi siano ancora tra noi ed operino esattamente allo stesso modo ancora oggi. Solo che essendo le conoscenze sottese a questi riti bestiali appunto esoteriche, l'individuazione da parte dei non adepti dei moventi e dei responsabili diventa quasi impossibile. Anche a causa degli ostacoli piazzati sul percorso delle indagini dalle famose “manine appiccicose”.

Tra gli anni settanta ed ottanta i fatti di Whitechapel del 1888 si sono ripetuti in maniera pressoché identica in Italia. Mi riferisco ai dei delitti del cosiddetto “Mostro di Firenze”, per i quali la definizione di omicidi rituali comincia a farsi sempre più strada, malgrado gli ostacoli posti da queste “organizzazioni”.

Gli omicidi delle campagne fiorentine sono assolutamente speculari a quelli londinesi: dalla asportazione di organi (in ambedue i casi uno inviato per posta), allo spargimento degli averi della vittima femminile accanto ai cadaveri, alla presenza di vigneti o corsi d'acqua nei pressi del luogo del delitto.

Le somiglianze sono innumerevoli e non è scopo di questo post descriverle tutte, arrivando queste persino alla presenza nelle due le serie di un rituale interrotto apparentemente per le condizioni ambientali nel caso londinese, più probabilmente per creare un depistaggio ed allo stesso tempo per “citare il maestro”, proprio come i giovani registi fanno nei loro film riadattando in segno di rispetto scene girate in precedenza da colleghi che li hanno preceduti.

Quello che interessa a noi qui è fare un piccolo resoconto del tipo di simbologia usata in questi casi. E dei possibili mandanti. Essere capaci di individuare quei simboli, quelle firme nei resoconti degli avvenimenti odierni ci permetterebbe infatti di indirizzare lo sguardo nella direzione giusta. Ci permetterebbe di decifrare numerosi avvenimenti della nostra storia passata e presente, la storia dell'occidente “massonico”. Ed é dai simboli che inizieremo con il prossimo post sull'argomento.

Sitografia

From Hell

http://it.wikipedia.org/wiki/La_vera_storia_di_Jack_lo_squartatore_(film)
Nella wikipedia sia inglese che italiana, di solito molto loquace a proposito dei titoli di cassetta, si dice molto poco su questo film. In particolare si tace interamente quello che è esplicitamente il tema principale del film, cioè la massoneria e gli omicidi rituali.

Jack The Ripper

http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_lo_squartatore


Il Mostro di Firenze

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2007/12/il-mostro-di-firenze-quella-piovra-che.html
http://lagiustainformazione2.it/articoli/dis/2.pdf

Jack The Ripper & Il Mostro di Firenze

http://cosco-giuseppe.tripod.com/esoterismo/jack_lo_squartatore.htm
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giovedì, ottobre 30, 2008

Sorpresa nel finale


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sabato, ottobre 25, 2008

Santo subito

“Spettava allo Stato e, per esso, al presidente del Consiglio dei Ministri, adottare il decreto con cui, il 29 gennaio scorso, è stata disposta la sospensione dell'allora governatore siciliano Salvatore Cuffaro dalla carica di deputato regionale e di presidente della Regione siciliana”

L'argomento di oggi è di quelli che mai vorremmo trovarci tra le mani, a metà tra il blasfemo ed il trascendentale. Uno di quegli argomenti che a prima vista potrebbero fare solo del male a chi li propone, lasciandolo esposto alla pubblica gogna ed additato come esempio negativo. Ma noi con abnegazione lo affronteremo a testa bassa. Ed allora bando agli indugi. Profferiamo la bestemmia.

I Siciliani, tutti i Siciliani, diano a Cesare quel che è di Cesare e rendano omaggio al più grande eroe che, in un epoca così avara di coraggio, abbia avuto la Sicilia dal 1992 ad oggi:

Salvatore Cuffaro, detto Totò.

Siete ancora qui? Non avete cambiato sito e cancellato questo per sempre dai vostri preferiti? Ed allora continuiamo.

Totò, che dopo averne combinate di cotte e di crude inspiegabilmente decise contrito di dimettersi dalla sua poltrona presidenziale. Decisione peraltro convenientemente presa battendo sul filo di lana i pervertiti del governo Prodi che basiti di fronte alla mossa a sorpresa non colsero l'attimo e ritardarono quel tanto che bastava la firma dell'atto di sospensione.

Totò che poi fece ricorso alla corte costituzionale contro il provvedimento, dimostrando così una assoluta ignoranza della res publica che fino a pochi giorni prima presiedeva.

Oggi la corte costituzionale ha rigettato quel ricorso con decisione assolutamente arbitraria ed illegale. Non doveva infatti il Presidente siciliano fare ricorso a quell'organo, e non dovrebbe l'organo suddetto emanare alcun verdetto, essendo di fatto incompetente in materia.

Sappiamo tutti che l'organo competente è l'Alta Corte che al contrario di quanto molti credono esiste ancora (non essendo possibile abolirla legalmente senza eliminarla dallo Statuto) ma non è funzionante in quanto lo stesso Cuffaro (tra gli altri) non ha nominato i membri di competenza del governo regionale.

Ma allora perchè dovremmo ringraziare il nostro Totò? Perchè grazie alla sua incompetenza siamo su di una strada a senso unico. Non possiamo più tornare indietro. Dobbiamo arrivare allo scontro.

La sentenza fraudolentemente emanata dalla corte costituzionale rende esplicito il conflitto tra lo stato italiano e la Nazione Siciliana. Da oggi siamo legalmente in guerra.

In campo aperto non ci sono più scogli dietro cui nascondersi. E precisiamo ancora una volta: lo Statuto non è morto, ma per la prima volta è stato violato in maniera chiara ed esplicita dallo stato italiano. Abbiamo legalmente le mani libere.

E questo significa un'altra cosa: l'attuale presidente, Raffaele Lombardo, è con le spalle al muro. Non ha più spazi né scuse. O contrattacca o si consegna al nemico in una resa incondizionata.

E se fino a qualche giorno fa Lombardo andava sostenuto nel suo scontro con Arcore, oggi va anche incalzato senza pietà e con la massima durezza: faccia qualcosa o si levi di torno.

Grazie, Totò.
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lunedì, ottobre 20, 2008

100° anniversario della nascita di Canepa



100° Anniversario della nascita di ANTONIO CANEPA e ATTILIO CASTROGIOVANNI

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giovedì, ottobre 16, 2008

Mafiosi brava gente

Ricorderete che qualche tempo fa avevo fatto notare come lo strano ed improvviso perdonismo verso Contrada non fosse altro che un giro più largo per arrivare ad un altro obiettivo, la liberazione dei mafiosi.

Una volta fatto accettare all'italiano medio, oramai reso totalmente deficiente da veline, calciatori dopati e pedofilie varie, la liberazione di chi aveva commesso gravissimi crimini contro tutti gli italiani rendendosi complice dei crimini mafiosi pur essendo ufficialmente pagato dai contribuenti, sarebbe poi stato più facile procedere alla rimessa in libertà dei mafiosi veri e propri.

Il motivo di base di questa ondata di amore verso il prossimo (un amore peloso, in verità) viene dal 1992, da quando cioè si inscenarono le stragi “mafiose” di Falcone e Borsellino. I vertici mafiosi allora (insieme a Contrada) servirono lo stato (o meglio, i poteri che dietro questa pagliacciata chiamata Italia si celano) non solo con un limitato aiuto logistico, ma anche accettando la fine del loro dominio territoriale che sarebbe venuta certamente a causa della necessità di inscenare una reazione ferma dalle istituzioni.

Quindi i mafiosi finiti in carcere anche in quel momento stavano continuando a servire lo stato. Anzi, ora erano addirittura in credito, una parola che in certi ambienti è sinonimo di ricatto. E' venuto il tempo per lo stato di pagare quel debito, altrimenti qualcuno potrebbe parlare...

La situazione è per certi versi simile a quella messa in evidenza da Gabriella Carlizzi riguardo al caso Moro, lo statista ucciso a Roma nel 1978:

(...) nelle mani di Moretti e dei suoi più fedeli, sarebbe rimasto a vita il ricatto di conoscere la verità sul reale svolgimento dei fatti. Infatti, di decine e decine di ergastoli inflitti, grazie a leggi fatte ad hoc, i Brigatisti arrestati scontarono pene ridotte a dieci/quindici anni, nonostante le stragi, nonostante le gambizzazioni, nonostante omicidi eccellenti, nonostante migliaia di rapine a mano armata ecc. ecc.

Non solo: ma a differenza di ex detenuti per reati comuni, i Brigatisti appena tornati in libertà, o semilibertà, hanno tutti avuto la possibilità di lavorare anche per società parastatali, vale a dire società create ad hoc, di cui lo Stato si serve, commissionando lavori specie nel settore informatico, con stipendi da capogiro.


Le BR hanno reso un servizio allo stato allora, ma per comprarsi il loro silenzio a vita lo stato promette loro che dopo qualche anno avrebbero riavuto la libertà. E mantiene le promesse!

Ora finalmente Contrada è tornato a casa, ed i giornali cercano di renderci partecipi del bel quadretto familiare che si è ricomposto:

"Ha dormito bene, adesso è un altro" (...) "Sono contenta e ammalata - aggiunge la signora Contrada - ma con il sorriso cerco di non darlo a vedere anche perché Bruno è tornato a essere lui, mia cognata Anna, che l'ha trattato come se fosse un padre, lo ha rigenerato: adesso è Bruno"

Cercate di frenare i conati di vomito per quello che ancora deve arrivare. Perchè questo è solo l'inizio.

L'innominato ad esempio ne approfitta subito per aiutare i vecchi amici, e così inizia l'operazione simpatia per il clan Santapaola, a partire dal figlio del capomafia etneo:

"Sono Vincenzo Santapaola - conclude la missiva - un uomo che vuole vivere una vita da uomo qualunque, perchè nel mio spirito, nel mio intimo, nel mio essere, io sono e mi sento un uomo qualunque".

Nel frattempo viene revocato il 41 bis al boss agrigentino:

Il tribunale di Perugia ha accolto la richiesta sostenendo che "non vi è prova alcuna che Massimino abbia trasmesso dal carcere di Torino all'esterno messaggi delinquenziali e direttive criminose".

Leggetevi e rileggetevi la motivazione perchè ha del paranormale.

Poi ieri il Garante dei detenuti (Marroni, chi era costui?) dichiara tranquillamente che il 41bis non sia nient'altro che tortura:

 "Il 41 bis per me è una vera e propria forma di tortura". Lo ha detto Angiolo Marroni, garante per i detenuti della regione Lazio, a margine di una conferenza a Roma dai garanti dei diritti dei detenuti per illustrare un disegno di legge per introdurre il reato di tortura nel codice penale italiano.

Traduco: proporre il 41bis per i mafiosi potrebbe presto diventare reato. Traduco ulteriormente: chi ci mette i bastoni tra le ruote potrebbe prima o poi rimanere vittima di un “suicidio”. O di qualche altro strano incidente.

E state sicuri che questo Carneade non verrà cacciato a calci in culo o linciato in piazza come meriterebbe. Anzi. Perchè vedrete che li libereranno tutti, dal primo all'ultimo.

Riamane da vedere se alla liberazione seguirà anche il progetto di ripristino dell'esercito mafioso. Tanto oramai tutto è lecito in Italia, anche dedicare un monumento alla banda della Magliana. Tanto per vedere come reagisce la gente. Anche loro in fondo hanno servito lo stato in modo esemplare.


I fantastici quattro

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mercoledì, ottobre 15, 2008

In Libia con furore

Gli amici dei Comitati delle Due Sicilie si stanno occupando già da qualche tempo della situazione di Salemi, cittadina della provincia di Trapani di cui è diventato di recente sindaco Vittorio Sgarbi. L'ultimo post pubblicato sul loro sito ci permette di inquadrare il personaggio ricordando di che genere di iniziative il nostro si fa promotore.

Ora, visto che STRANAMENTE nessuno in Italia si è ancora chiesto cosa ci faccia Sgarbi a Salemi (in compagnia di gente come Oliviero Toscani e Massimo Moratti) e che nessuno si sia mai chiesto in questo spensierato paese chi sia realmente Sgarbi, cercheremo di aggiungere qualcosa al post ricordato sopra e di fare noi quello che in un paese REALE altri avrebbero il dovere di fare.

Chi è Sgarbi? Anzi, esprimiamo meglio il concetto: che cosa rappresenta Sgarbi? La domanda dovrebbe sorgere spontanea ragionando un attimo sulla sua notorietà. A cosa è dovuta? In base a quale motivo costui è diventato così famoso? Come è possibile che un personaggio che non è una velina, un attore, un politico, un calciatore, un comico o qualcosa del genere abbia avuto tanto spazio sui mass-media, nella vita politica italiana, persino tra le pagine di gossip? Sgarbi non fa una minchia nella vita. Ufficialmente, produce meno del cervello di una velina. Eppure è sempre tra i piedi!

Un indizio importante è arrivato proprio il giorno del suo insediamento a sindaco nella prima capitale d'Italia (sic!). Dico spesso a chi mi segue di leggere i giornali sempre di traverso, mai per diritto... Rileggiamo ora l'articolo che descriveva quella storica giornata:

“(...) adesso sarà lui a unire le coppie per sempre. E siccome per Vittorio Sgarbi oramai tutto é possibile, riuscirà a farlo ancor prima di officiare alla cerimonia di giuramento a Sindaco: insomma prima che la sua veste di Primo Cittadino di Salemi sia proclamata ufficiale.”

Leggiamo “di traverso”: Sgarbi non è ancora sindaco (non ha ancora giurato) ma può già sposare! Anzi, organizza il tutto in modo da precisare in modo plateale questo punto. Ed i giornali fanno lo stesso.

Quindi Sgarbi è sindaco a Salemi ma non rappresenta i cittadini, rappresenta qualcos'altro. E quella coppia non è stata sposata da un sindaco, ma da quel qualcos'altro. Il punto è capire da che cosa. Subito il pensiero di molti correrà alla massoneria, d'altronde il matrimonio massonico esiste (le foto alla fine della pagina collegata qui ne sono un esempio). Potrebbe essere una risposta. Anche se unendo questi ragionamenti al tipo di eventi organizzati dallo pseudo-sindaco mi viene da pensare a qualcosa di più tenebroso. Collegata forse alla prima risposta, ma difficilmente definibile.

Certo in Sicilia di personaggi particolari, un po' alla Sgarbi diciamo, ne abbiamo ospitati parecchi. Ad esempio mi vien voglia di ricordare un certo Aleister Crowley (*), famoso occultista e satanista, che in pieno ventennio si stabilì dalle parti di Cefalù, dove seminava il terrore tra la popolazione con i suoi indescrivibili rituali (la sua casa esiste ancora ed è persino oggi accuratamente evitata da tutti). Tanto che ad un certo punto lo stesso Benito Mussolini decise di dichiararlo persona non grata in Italia (ce ne fa un ironico resoconto Sciascia nella raccolta “Il mare colore del vino”).

L'accostamento è del tutto gratuito, ma potrebbe aggiungere qualcosa alla definizione di quel qualcosa.

Passiamo ora all'articolo de Il Giornale citato (“La mia richiesta a Gheddafi: la Libia si annetta la Sicilia”). Su questo la mia interpretazione differisce da quella data dal Comitato Siciliano. Voglio idealmente accostarla alla loro in modo tale da permettere a chi legge un confronto.

Anche in questo caso, la mia proposta è di leggere l'articolo “di traverso”. Prendiamo la frase incriminata:

«La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Potrebbe approfittarne per annetterla alla Libia»(**)

La costruzione che usa Sgarbi non è univoca. Potrebbe essere interpretata in un paio di modi. Il primo modo è quello del titolo da popolo bue scelto dal giornale, un'esortazione al leader libico. Il secondo invece è quello dell'insinuazione. In pratica la frase potrebbe essere letta anche così:

«La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Non è che lei ne approfitta per annetterla alla Libia?»

Che, amici miei, ci crediate o no è quello che sta succedendo. Ma anche qui: non date al verbo “annettere” il significato che SEMBRA volergli dare Sgarbi. Sgarbi non vuole riferirsi all'annessione territoriale, ma all'annessione nella sfera d'influenza. E la sfera di influenza della Libia è coincidente con quella della Russia!

Sgarbi sta facendo due cose: da un lato avverte gli italiani delle mire di Gheddafi, dall'altro avverte Gheddafi del fatto che dovrà prima passare dal suo cadavere:

«Credo che sarebbe una buona cosa che lei venisse in Sicilia, e non soltanto a Salemi...»

Il riferimento alla “sfera di influenza” diventa ancora più forte quando, sibillino, Sgarbi invoca un altro personaggio, il cui fantasma sicuramente da quel momento avrà cominciato ad ondeggiare davanti agli occhi del leader libico:

«Dalla Sicilia è venuto anche il figlio di un presidente della Regione con cui lei ha avuto rapporti»

Faceva parte della comitiva il figlio di Rino Nicolosi, Presidente della Regione, passato a miglior vita a seguito degli attacchi di cui fu fatto segno proprio per i suoi rapporti con Gheddafi e per la sua pretesa di dotare la Sicilia addirittura di una politica estera.

Sgarbi con questo articolo ha rivelato all'Italia TUTTI i motivi dei recenti attriti tra Tripoli e Roma. Che tenerezza il presidente del consiglio che va a regalargli un autostrada o chissà cos'altro quasi come stesse trattando con un Bossi qualunque. Sgarbi sa quant'è fesso il pecoraio ed è andato di persona dal nemico con aria di sfida a cantargliene quattro in casa sua.

Gli altri politici italiani presenti, tra i quali Andreotti, capivano tutto ed erano sulle uova, stando al racconto di Sgarbi. Che poi non rinuncia all'ironia ed a farci vedere quanto fessi siano certuni. Ed il più fesso di tutti (ci dice Sgarbi, non lo sostengo certo io) era Dini, che infastidito dall'insistenza per un viaggio in Sicilia e dimostrando si essere l'unico a non aver capito niente si intromette dicendo:

«Ma in Italia ci sono anche Roma, Firenze, Milano»

Buonanotte Lamberto!


Note:

*Riguardo Crowley, mi sembra interessante segnalare come la wikipedia (la “libera” enciclopedia) riesca della apparentemente impossibile impresa di fornire un'immagine addirittura positiva del personaggio sostenendo che “Nel passato gli è stata erroneamente attribuita la fama di satanista”. Evidentemente deve avere dei seguaci piuttosto potenti...

**Ulteriore segnalazione lanciata di traverso da Sgarbi. Usa il termine autonomia e non indipendenza, che sarebbe più logico unito al concetto di annessione alla Libia. Non è difficile vedere in questo un riferimento politico alle trame tessute da Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia.

PS: Piccola nota paranoica finale. Aggiungo un commento tratto dal sito dell'MPA e segnalato sempre in un post dagli amici del Comitato Siciliano. Osservate il numero del commento. Sarà una coincidenza...

Autore: Leonardo | Città: Trapani N°: 6661 | 3/08/2008, 9:52am   L'altro giorno sono andato a Salemi (invitato) in questo bellissimo paese si era dato un convegno,gestito dalla nota ditta " Sgarbi & soci"per valutare le intelligenze del territorio. C'era gente di Messina,Siracusa,Catania insomma tutte le province erano rappresentate,al suo incipit un noto fotografo O.T. con la puzza sotto il naso ,cominciò ad offendere i Siciliani,subito contestato,alcuni, dopo una raffica di parolacce pronunciate dal fotografo, se ne sono andati. Gli altri,dopo che l'assemblea si era quietata hanno cominciato,dietro invito,a dire il perchè erano là presenti, tutto veniva registrato dalle telecamere. Il nostro illustre ospite continuando gli interrogatori si è imbattuto in un giovane che, causticamente, esprimeva il perchè della sua presenza,dopo appartandomi con lui sono rimasto colpito da quello che ha detto ma sopratutto da quello che non ha detto. Egli veniva da Palermo,credo in veste di osservatore,amo pensare che fosse un inviato del Nostro Presidente Lombardo e che fosse lì in veste referente. In quella sede ho appreso che lo Sgarbi vuole recuperare il Ghetto ebraico di Salemi e sembra che abbia trovato una banca ebrea disposta a finanziare l'opera,inoltre,si sta dando da fare per trovare tre milioni di euro per celebrare degnamente il 150 anniversario del proclama di Garibaldi effettuato a Salemi,a quanto pare la Regione non ha alcuna intenzione di contribuire,giustamente a tale spreco, però sembra che Il Cavaliere sia disponibile,certo se realizza queste due cose la ditta "Sgarbi & C." rimarrà ancora a Salemi se non dovesse mi chiedo e vi chiedo chi pagherà le spese di soggiorno di codesta illustre fauna al hotel Kampiskji di Mazara del Vallo? Non credo che il comune di Salemi abbia risorse tali da poter pagare questi enormi costi di soggiorno.
Mah! chi vivrà vedrà. ANTUDO

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domenica, ottobre 12, 2008

L'Europa nuoce gravemente alla salute (dei suoi avversari)

Un post forse criptico, nel quale i collegamenti tra le varie figure non saranno subito chiari. Ad esempio non tutti capiranno immediatamente chi sia questa Mary Kelly e cosa ci faccia in compagnia dell'Arciduca d'Austria o di Haider. Questa piccola raccolta di obituari però introduce un argomento che abbiamo già implicitamente sfiorato in altre occasioni su questo blog, e che ora bisognerà trattare più ampiamente per cercare di scavare in determinati episodi che hanno caratterizzato la storia della nostra Sicilia negli ultimi 148 (!) anni. Parlo dell'esoterismo, e di come esso permei tuttora la società occidentale condizionandone le vicende politiche ed economiche. Ne riparleremo presto.

Mary Jean Kelly, una semplice prostituta nata in Irlanda nel 1863 circa, ed uccisa a Londra il 9 novembre del 1888.













Arciduca Francesco Ferdinando
, erede al trono d'Austria. Ucciso a Sarajevo il 28 giugno del 1914. Il suo assassinio provocò lo scoppio della prima guerra mondiale. Il principe acquistò nel 1889 il castello di Konopiště, 50km a sud di Praga, dove andò ad abitare. Secondo la leggenda a partire dal 1907 impiegò un giardiniere inglese per coltivare delle rose. Il suo obbiettivo sarebbe stato quello di ottenere, attraverso incroci vari, una rosa nera, malgrado qualcuno lo avesse avvertito che le rose nere portassero guerra e morte. Egli raggiunse il suo scopo nel 1914, e nel giugno dello stesso anno invitò l'imperatore tedesco, Guglielmo II, ad ammirare le sue rose. Pochi giorni dopo cadde vittima di una cospirazione gestita da mani ancora ignote.

Aldo Moro, ucciso a Roma il 9 maggio 1978 a causa del famoso tentativo di raggiungere il compromesso storico. Tutto ciò che riguarda il suo rapimento e la sua successiva eliminazione è ancora avvolto nel mistero. Poco tempo prima del rapimento l'Economist aveva pubblicato in copertina una caricatura dello statista raffigurato come una marionetta tirata da fili da dietro le quinte con dietro al scritta “è finita la commedia”. Per capire che genere di manovre ci fossero dietro il rapimento suggerisco di dare un'occhiata ai post sull'argomento pubblicati dal blog di Paolo Franceschetti (1 e 2) e riferentesi ad una discussione che si sta svolgendo sul forum del sito di Gabriella Carlizzi.

L'immagine è stata estratta dal seguente articolo:
http://news.bbc.co.uk/onthisday/hi/dates/stories/may/10/newsid_2522000/2522891.stm

Giovanni Falcone, ucciso a Palermo il 23 maggio 1992 Il giudice siciliano forse fu quello che più di tutti si avvicinò al cuore stesso del potere occidentale. E cercò di ficcarvi dentro un paletto di frassino. Fu fatto saltare in aria, fu fatto a pezzi. Come lui aveva fatto saltare in aria le sottili trame di quelle che chiamava “le menti raffinatissime”.

L'immagine è stata estratta dal seguente video:
http://www.youtube.com/watch?v=j2VizTcMRk4

Pym Fortuyn, ucciso il 6 maggio 2002 ad Hilversum, nel nord dell'Olanda, 9 giorni prima delle elezioni parlamentari. Pym era un nazionalista, nel senso che credeva nello stato (in questo caso l'Olanda) e probabilmente non avrebbe mai tradito la costituzione cedendo la sovranità alla Comunità Europea. La sua affermazione alle elezioni era data per scontata.

L'immagine è stata estratta dal seguente articolo:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/1979335.stm

Anna Lindh morì a Stoccolma l'11 settembre 2003 alle 5:29 del mattino in seguito alle 22 coltellate ricevute il giorno prima in un negozio cittadino. L'assassino, malgrado le telecamere lo avessero ripreso, non fu mai trovato. Con quei colpi riuscì a danneggiarle irreparabilmente tutti gli organi interni. Il futuro primo ministro svedese perse il 60% del suo sangue. Qualcuno dice un lavoro professionale. Anna Lindh aveva spesso denunciato i crimini commessi dagli israeliani contro i palestinesi. L'assassinio ebbe luogo 3 giorni prima del referendum per l'adozione dell'Euro in Svezia. Il “no” era in forte vantaggio ed Anna Lindh era a favore della moneta unica. La sua morte avrebbe potuto fare riprendere quota al “si”, ma i “no” furono l'80%

L'immagine è stata estratta dal seguente articolo:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3125774.stm

Joerg Haider, ucciso a Klagenfurt (da un incidente stradale, dicono...) l'11 ottobre scorso. Un altro nazionalista, un altra spina nel fianco della Comunità Massonica Europea. Nel 1999, quando entrò nella coalizione di governo, con minacce e vili misure repressive, riuscirono a liquidarlo politicamente. Questa volta non ci sarebbero riusciti: la crisi economica avrebbe portato la maggioranza della popolazione austriaca a ribellarsi alla UE. Ed a votare in massa per Haider. La liquidazione questa volta doveva essere fisica.
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